“Abolire l’abuso d’ufficio”. Nordio legalizza i “favori”

Il Guardasigilli ora rilancia: il 22 annuncerà all’Anci, che la chiede da tempo, la soppressione del “reato dei sindaci”. Si è presentato come il governo che voleva ripristinare il merito. Uno dei primi provvedimenti, paradossalmente, potrebbe essere quello di depenalizzare i favoritismi. […]

(DI MARCO GRASSO E GIACOMO SALVINI – Il Fatto Quotidiano) – Si è presentato come il governo che voleva ripristinare il merito. Uno dei primi provvedimenti, paradossalmente, potrebbe essere quello di depenalizzare i favoritismi. Dopo aver dovuto ingoiare il decreto sull’ergastolo ostativo e il pugno duro anti-rave, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha bisogno di coprirsi sul lato del “garantismo”: per questo annuncerà presto la proposta del governo di abolire il reato di abuso d’ufficio, spiegano due fonti di governo. La data sarebbe già cerchiata in rosso: il 22 novembre, quando il Guardasigilli parteciperà all’assemblea nazionale dell’Associazione nazionale dei comuni, a Bergamo. Sono proprio i sindaci, infatti, a chiedere al governo di eliminare il delitto previsto dall’articolo 323 del Codice penale per la “paura della firma”: amministratori e tecnici che spesso, paralizzati dal terrore di possibili conseguenze penali, non si assumono la responsabilità delle proprie scelte. Una posizione molto cara all’Anci, che da tempo individua proprio nel reato d’abuso d’ufficio il simbolo di una più generale sovraesposizione giudiziaria a cui sono sottoposti io primi cittadini nell’esercizio delle proprie funzioni. È davvero così?

L’abuso d’ufficio (articolo 323 del Codice) punisce chi viola una norma di legge intenzionalmente, per trarne “un vantaggio patrimoniale” o “procurare ad altri un danno ingiusto”. La normativa negli anni è stata soggetta a varie attenuazioni, che ne hanno circoscritto l’applicazione, ridotto la gravità (non prevede intercettazioni) e limitato l’applicabilità. L’ultimo intervento porta la firma del governo Conte-2, che aveva specificato come la violazione contestabile dovesse riguardare “regole di condotta” previste dalla legge “dalle quali non residuino margini di discrezionalità”.

Il centrodestra parla da anni della sua abolizione. Ma la proposta conta un gran numero di fan anche a sinistra. “Chiediamo di definire in modo più netto le nostre responsabilità – dichiarava Antonio De Caro, sindaco dem di Bari e presidente dell’Anci –. Bisogna trovare un antidoto al fenomeno della paura della firma e della burocrazia difensiva, perché se un sindaco ha paura di firmare un atto che serve a costruire una scuola, ad autorizzare un concerto, a piantare mille alberi in un parco, non è lui che perde, ma il Paese e tutti i suoi cittadini”. Non è un caso il riferimento alla “burocrazia difensiva”: per molti l’abuso d’ufficio avrebbe effetti paragonabili alla colpa medica per i professionisti della sanità, provocherebbe cioè una reazione simile alla “medicina difensiva” (scelte professionali più improntate a una futura difesa giudiziaria che alla cura del paziente). Piccola differenza: nessuno ha proposto di abolire la colpa medica. Ma ancora più interessante sono alcuni dei casi citati da De Caro: la sindaca di Crema, Simona Bonalsi, indagata (e prosciolta) per l’infortunio di un bimbo nell’ascensore di una scuola (non era nemmeno accusata d’abuso d’ufficio); l’inchiesta sugli appalti di sul sindaco di Lodi Simone Uggetti, condannato in primo grado e “assolto in appello” (verdetto nel frattempo ribaltato dalla Corte di Cassazione).

Senza contare che, abolito l’abuso d’ufficio, rischierebbero di essere cancellate inchieste importanti. Non sarebbero più possibili le indagini che coinvolgono il governatore della Sardegna, Christian Solinas, a processo per le nomine di due dirigenti sanitari, o l’ex commissario straordinario Domenico Arcuri, indagato per l’affidamento milionario di una partita di mascherine giudicate non conformi a un gruppo di cui facevano parte l’ex giornalista Rai, Mario Benotti, e alcuni faccendieri. L’abuso d’ufficio, per inciso, è un reato difficilissimo da provare. Molti i sindaci che sono stati indagati e prosciolti o assolti. Tra i tanti: Virginia Raggi e Michele Emiliano, o il governatore lombardo Attilio Fontana. Più in generale, la cancellazione del reato equivarrebbe a dire che un amministratore (un politico, certo, ma in ipotesi astratta anche un magistrato) che dolosamente violasse la legge per avere un tornaconto, o danneggiasse un sottoposto (o un soggetto terzo), non incorrerebbe più in alcuna sanzione. Non solo. L’abuso d’ufficio, tipicamente, è un reato spia di altre condotte illecite, ad esempio della corruzione.

Difficile dire se, come sostengono De Caro e molti altri, favorirebbe i cittadini. Di certo la diminuzione del vaglio legale della magistratura piace buona parte della classe politica.

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3 replies

  1. questo è solo l’inizio per i bidelli falliti. La MAFIA CIALTRONA al potere di un paese FALLITO, che quindi andrà sempre e solo PEGGIO.

    Il governo dei bidelli falliti e della mafia CIALTRONA al potere.

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  2. Perché si “ammazzano” per fare il sindaco se è così pericoloso?
    Controllo dei c/c enti – poveri sindaci.

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