L’Italia sarà ai mondiali in Qatar, con 560 soldati a disposizione dell’emiro

(di Gloria Ferrari – lindipendente.online) – Manca poco più di un mese all’inizio dei Mondiali di calcio in Qatar, che si terranno tra il 21 novembre e il 18 dicembre, quelli a cui la nostra nazionale non parteciperà per via della qualifica mancata. Ma alla competizione, in un certo senso, l’Italia sarà comunque presente: il Governo ha deciso di inviare a sostegno delle forze armate locali 560 dei nostri militari, 46 mezzi terrestri, una nave e due aeromobili. Il contingente avrà il compito di garantire, insieme alle altre forze armate, che l’evento si svolga in sicurezza. In una nota dello Stato Maggiore della Difesa si legge così: “Il dispositivo interforze a guida Esercito Italiano, insieme agli altri contingenti, sarà pronto a intervenire, in supporto e su richiesta delle autorità dello Stato ospitante, in situazioni di emergenza o in caso di atti ostili che possano minacciare infrastrutture critiche quali stadi, porti, aeroporti, complessi industriali, centri commerciali e luoghi affollati”.

Sarà il Generale di Brigata Giuseppe Bossa, Comandante della Brigata “Sassari” a detenere il comando su terra dell’operazione “Orice”, così chiamata per “omaggiare” l’animale emblema del Qatar (l’Orice appunto), a lungo a rischio di estinzione. In generale, tutte le attività del gruppo italiano saranno invece coordinate da “remoto” dal COVI – Comando Operativo di Vertice Interforze della Difesa – con a capo l’onnipresente generale Francesco Paolo Figliuolo.

Nello specifico, la task force nostrana sarà composta in questo modo: l’Esercito sarà dotato di unità EOD (Explosive Ordnance Disposal), quelle cioè specializzare nella difesa dagli attacchi con agenti aggressivi (i cosiddetti CBRN, minacce cioè chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari) e unità cinofile anti-terrorismo. Ci sarà anche la Marina Militare, che si servirà invece di un veicolo sottomarino automatizzato del tipo “Remus 100” (un veicolo subacqueo molto leggero, che può raggiungere i 100 metri di profondità) per tenere sotto controllo le acque internazionali al largo della capitale Doha e quelle in prossimità della costa.

Oltre a un ulteriore gruppo di 14 specialisti dell’Arma dei Carabinieri in veste di “consulenti” delle forze di sicurezza locali – impiegati ad esempio per la stesura di piani di difesa e d’allerta, corsi di formazione e addestramento -, la nostra Aeronautica Militare avrà invece il compito di monitorare lo spazio aereo – utilizzando sofisticate apparecchiature tecnologiche – affinché si scongiuri l’impiego di droni da parte di terzi non autorizzati.

Perché tutto questo impegno dal fronte italiano?  Lo ha spiegato Lorenzo Guerini lo scorso 7 luglio. In quell’occasione il Ministro della Difesa uscente ha incontrato a La Spezia il Vice Primo Ministro e Ministro di Stato per gli Affari della Difesa del Qatar, Khalid bin Mohamed Al Attiyah per la consegna del pattugliatore d’altura “Sheraouh”, prodotto da Fincantieri. «La cooperazione militare bilaterale tra Italia e Qatar è forte e intensa e abbraccia numerose attività di spiccato valore strategico», ha detto il politico italiano alla stampa, aggiungendo poi che tra i due Paesi sono già in atto ulteriori (e numerosi) programmi di cooperazione industriale, e altre collaborazioni sono in cantiere «in piena coerenza anche con i nostri interessi comuni in materia di sicurezza e difesa».

Proviamo ad essere più precisi. Le cooperazioni generiche di cui parla il Ministro – e che diciamolo, al Governo interessa mantenere – portano nelle casse del nostro Paese una certa somma di denaro. Il Qatar, ad esempio, acquista spesso e volentieri strumentazione militare-industriale dall’Italia – in ultimo la consegna di un pattugliatore lo scorso 7 luglio. Dall’altra parte, il nostro Paese rifornisce le sue scorte di gas e petrolio proprio dall’Emiro – a giugno Eni è entrata nel più grande progetto al mondo di GNL, proprio in Qatar. Due esempi delle fiorenti relazioni bilaterali commerciali e militari che l’Italia intrattiene con l’emirato e che proseguiranno anche nel prossimo futuro.

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2 replies

  1. Il Parlamento non esiste se si parla di Difesa (eufemismo) , mi pare. E neppure di altro, a quanto sembra. Ad esempio il Parlamento tedesco ha immediatamente stoppato qualsivoglia tentativo di obbligo vaccinale, anche solo per i sanitari. Da noi…si va a decreti, e quindi siamo stati gli unici a sottostare…
    Siamo una grande democrazia, e la esportiamo anche altrove. Il parlamento serve solo ad accontentare i propri portaborse lobbysti. E non parlo solo di Berlusconi.

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