L’amico americano e l’Anticristo

Letta riesuma il voto del 1948 e la guerra fredda. Come sempre, gli Usa condizionano le elezioni italiane con i dossier su soldi e ingerenze russi. E tutti si scordano che i fondi esteri li ha vietati Conte. Enrico Letta è stato il primo a evocare le elezioni dell’aprile 1948, prendendo la parola in direzione Pd subito dopo la caduta di Draghi, e a paragonarle[…]

(DI BARBARA SPINELLI – ilfattoquotidiano.it) – Enrico Letta è stato il primo a evocare le elezioni dell’aprile 1948, prendendo la parola in direzione Pd subito dopo la caduta di Draghi, e a paragonarle con il voto del 25 settembre prossimo. Paragone osceno, perché il ’48 fu l’elezione più isterica, più falsa, più manipolata nella storia postbellica italiana.

Iniziò allora l’uso dei cartelloni elettorali, e il fronte composto da comunisti e socialisti venne ritratto con immagini agghiaccianti: per esempio, un enorme scheletro in uniforme dell’Armata Rossa. Stalin era alle porte: finanziava i comunisti di Togliatti e i socialisti di Nenni, avrebbe calpestato anche da noi ogni libertà. Padre Lombardi tuonava, in nome di Pio XII: “Nell’ora grave che volge, e dinanzi ai prossimi eventi ancora più gravi, il Papa ha lanciato una formula: ‘Con Cristo o contro Cristo’; non c’è che una scelta da fare ed è una scelta religiosa […]. Guai a chi non si pronunzia con Cristo, egli è contro Cristo, e Cristo lo atterrerà”.

Ma fu soprattutto l’amministrazione Usa a manipolare e sovvertire quella campagna elettorale. L’ingerenza fu vistosa: la Nato non aveva ancora visto la luce e le elezioni italiane furono un esercizio ante litteram in diplomazia egemonico-coloniale. Furono promesse forniture di alimentari e medicinali per 300 milioni di dollari se la DC avesse prevalso, mentre in caso di vittoria social-comunista i nostri emigranti non sarebbero più stati accolti negli Stati Uniti e l’Italia sarebbe stata esclusa dal Piano Marshall (l’equivalente del PNRR). L’indecenza di quell’intromissione sta ripetendosi.

Poco prima del ’48 ci fu la strage di Portella della Ginestra, il 1° maggio 1947 (11 morti). Responsabile ufficiale: Salvatore Giuliano, il bandito. Responsabili non ufficiali, rivelati quando la CIA desecretò gli atti relativi all’eccidio: i servizi dell’Office of Strategic Services (OSS), il servizio segreto Usa comandato in Italia dal capitano Angleton, che agì in combutta con la Decima Mas, sbirri fascisti e Giuliano. Le ingerenze Usa son continuate per anni. Per la loro posizione strategicamente scabrosa nel Mediterraneo, Italia e Grecia sono stati i due paesi che più ne hanno patito (o approfittato, a seconda dei partiti o di settori dell’esercito).

Che Letta non abbia rispolverato a caso il ’48 è confermato da quel che accade in questi giorni: l’allarme emergenziale lanciato nei grandi giornali, nei partiti di centro, nel Pd, sulle ingerenze russe nella campagna; le accuse di finanziamenti di Putin a destre ed estreme destre; e per l’ennesima volta, i rapporti dei servizi Usa sui politici di vari paesi che dal 2014 riceverebbero soldi dal Cremlino. Nell’ultimo decennio, quasi tutte le elezioni e i referendum occidentali sarebbero stati oggetto delle brame di Putin: la vittoria di Trump, il referendum sul Brexit del 2016, le presidenziali e legislative francesi del 2017 e 2022. I partiti perdenti non avevano mai nulla da rimproverarsi, visto che a orchestrare la disfatta era stato, da Mosca, il Destabilizzatore per eccellenza.

Tutto questo era moneta corrente nella guerra fredda, e in Italia sin dai giorni della Liberazione, quando l’esercito Usa sbarcato in Sicilia cominciò a congiurare con le mafie. Citato da magistrati come Roberto Scarpinato e Nino Di Matteo, Sciascia descrisse così una Liberazione che aveva prodotto la Costituzione ma anche inoculato veleni duraturi: “La prima cosa che fecero gli americani sbarcati in Sicilia fu nominare uomini di mafia nei comuni più grossi del palermitano, dell’agrigentino e del trapanese”. Seguirono poi le pressioni Usa su De Gasperi perché cacciasse dal governo l’alleato comunista, nel ’47.

Uno spiraglio di autonomia si aprì negli anni della distensione – con Nenni, Moro, Andreotti – presto chiuso dall’assassinio di Moro, nel quale i servizi Usa svolsero ruoli non secondari. La guerra fredda si riaccese in coincidenza con i primi allargamenti della Nato a Est e le intromissioni Usa nei movimenti colorati a Tbilisi in Georgia e a Kiev, per culminare nella scomposta aggressione di Putin contro l’Ucraina. Da allora europeismo e atlantismo hanno smesso di essere distinti, com’erano ai tempi di Brandt, Genscher o Kohl.

Alla vigilia del 25 settembre, il linguaggio stesso è scivolato verso l’allarmismo, a proposito dei prezzi del gas e delle ingerenze russe nelle elezioni. Col passare dei mesi si è passato dal “Siamo accanto all’Ucraina” a un più istintivo, truce: “Siamo in guerra”. Inutile ricordare insieme le intrusioni Usa e quelle russe: se siamo in guerra, quella statunitense non è intrusione ma legittima intercessione alleata.

Per la verità non lo sapevamo che eravamo “in guerra”, non l’ha dichiarata nessuno, eppure tutti lì a dire – nei giornali, in Tv – che l’ingerenza russa è la tappa di una guerra anche nostra. E lo si dice con orgoglio, da quando Kiev ha riconquistato città e territori. Ancora non ci si rende conto che la riconquista è magari un’ottima notizia per gli ucraini (non forse per quei cittadini russofoni che dal 2014 lottano contro l’ucrainizzazione linguistica delle zone orientali), ma potrebbe essere fugace, preludio di catastrofi. Il giorno che Putin dovesse passare dall’Operazione Militare Speciale alla mobilitazione generale e dunque alla guerra vera a propria – su spinta dei falchi che ne criticano la mollezza, dell’Unione europea in gran parte appiattita su Washington, di Biden che vuole una resa dei conti che sganci definitivamente l’Europa dalla Russia (70 miliardi di dollari in armi consegnate a Kiev in 6 mesi: e c’è chi nega la guerra per procura), capiremo che quest’ingranaggio è infernale più per gli europei che per gli Usa. Capiremo anche, forse, che gli italiani non credono nella dicotomia dualistica – il Rosso con l’Europa, il Nero con Putin e Orbán, con Cristo o contro Cristo – che ignora le assicurazioni del sottosegretario Gabrielli: l’Italia non è nella lista dei sospetti.

Il Partito Democratico, così aggressivo quando denuncia il M5S per la volontaria caduta di Draghi, dimentica che i finanziamenti esteri dei partiti furono vietati dal primo governo Conte grazie alla legge spazzacorrotti, nonostante gli emendamenti, respinti, dell’alleato leghista. Di Maio, che reclama commissioni d’inchiesta sui soldi russi, potrebbe occuparsi di diplomazia invece di agitare spauracchi.

“Preferiamo la pace o i condizionatori d’aria accesi?” ci chiese Draghi il 7 aprile. La risposta l’abbiamo. Spegneremo climatizzatori e termosifoni, e di pace e diplomazia non si parla più.

13 replies

  1. Grande Spinelli ! Non solo si vendettero al sud ma gran parte di romani ( spesso burini della provincia ) che divennero presto i grandi proprietari di costosi terreni vaticani e li si costriurono ll secondo impero romano !! Per non parlare della molle borghesia ormai squattrinata !! Ah il 48 !!

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  2. Si dimentica sempre che l’ unica crescita economica che ci fu permessa fu quella a basso valore aggiunto, grande possibilità di evasione fiscale e lavoro nero e grande infiltrazione mafiosa che fu il cemento. E si continua.
    Tutto il resto (autonomia energetica, ricerca, sviluppo tecnologico) ci è stata negato Anche con la forza. E la solita Magistratura.
    Dovevamo rimanere sottosviluppati ma non morire di fame. Sudditi comunque, se volevamo sopravvivere…

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  3. Squisito riassunto della dipendenza dell’Italia come colonia USA.
    Grazie Barbara ….sempre grande penna! Non a caso sul FQ!

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  4. Il paragone che ha fatto Letta è completamente fuori luogo. Come disse Indro Montanelli in un’intervista ad Enzo Biagi: “Era in gioco la libertà, era in gioco la democrazia. Su questo non c’è dubbio. Fu un impegno vitale per l’Italia, ma l’Italia lo capì. […] [Il Fronte] Ha perso perchè gli italiani sentirono che era in gioco questo, e quindi nel segreto dell’urna […] vinse il buon senso”. link: https://www.youtube.com/watch?v=5e9OJdmnQws

    Oggi, per fortuna, certi pericoli non ci sono più.

    Nel ’48 gli italiani votarono con la testa (scelsero De Gasperi), tra pochi giorni voteranno coi piedi (sceglieranno la Meloni). Come si dice: l’involuzione della specie.

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  5. Per tornare al 1948, l’articolo cita alcune bufale, tipo l’influenza Usa (classica di certi ambienti di sinistra) o il negare che nei Paesi comunisti fossero calpestate le libertà (lasciamo perdere le dietrologie sul delitto Moro di trent’anni dopo, dette da chi non ha capito nulla di quel periodo).

    Cito un pezzo di risposta di Montanelli a un lettore sul Corriere, giusto per fare una ripassata storica:

    «A Yalta furono stabilite soltanto, fra i vincitori, delle “zone d’influenza”, che in pratica erano delle zone di occupazione militare. Però fu anche stabilito che i Paesi dell’una e dell’altra zona avrebbero deciso, con libere elezioni, il proprio destino. Quanto siano state libere le elezioni tenute nei Paesi occupati dall’armata rossa, lo sanno tutti, e lei non finga d’ignorarlo, se vuole continuare a dialogare con me. In Italia lo furono. L’unica forma d’intimidazione esercitata dagli Alleati fu l’avvertimento che se ci fossimo pronunziati per il comunismo – il comunismo di Stalin, non quello di Gorbaciov -, essi si sarebbero ritirati abbandonandoci al nostro destino in quanto erano lì, sulla nostra terra, per garantirla dall’aggressione esterna, non per impedirci una scelta interna. Ora, sputiamo pure sugli uomini della Dc e del Psi (che in quel momento era l’alleato, anzi il portaborse del Pci): se lo meritano, come poi (poi) si è visto. Ma non venga a dirmi che il pericolo comunista non esisteva. Forse non esisteva nella sua Sardegna. Ma noi che vivevamo fra Toscana, Emilia e Padania, lo toccavamo con mano e lo pagavamo con cadaveri ogni giorno. Se non si tradusse in rivolta armata (e come armata!) dopo l’attentato a Togliatti, fu perchè Togliatti stesso – il quale evidentemente preferiva fare il capo di una libera opposizione in una libera democrazia piuttosto che il luogotenente di Stalin e di Beria (li conosceva bene, lui) – la prevenne dicendo, e furono le sue prime parole appena uscito dal coma: “Fermi tutti!”. Tutto questo glielo dice un uomo che, per il fatto di non considerare più (più) il comunismo un pericolo, viene etichettato “comunista”».

    Link: https://web.archive.org/web/20151118213047/http://archiviostorico.corriere.it/1995/dicembre/06/Comunismo_ieri_oggi_co_0_95120610946.shtml

    Altri link consigliati: https://www.corriere.it/solferino/montanelli/00-12-11/01.spm
    https://www.corriere.it/solferino/montanelli/00-12-19/01.spm

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    • X Stefano:

      ”Per tornare al 1948, l’articolo cita alcune bufale, tipo l’influenza Usa (classica di certi ambienti di sinistra) o il negare che nei Paesi comunisti fossero calpestate le libertà (lasciamo perdere le dietrologie sul delitto Moro di trent’anni dopo, dette da chi non ha capito nulla di quel periodo). ”

      Certo che quando uno pensa che ci si ridicolizzi abbastanza per vergognarsi, poi spunta uno come TE che riesce a definire ‘bufala’ il controllo americano sull’Italia incluse le elezioni del ’48 che secondo te sarebbero state ‘libere’.

      Quanto al caso Moro, ci vuole una bella faccia per negare l’influenza americana sull’intera vicenda. Ma scommetto che i COGLIO.NI come te riuscirebbero persino a sostenere che la Moby Prince è andata a sbattere perché l’equipaggio era a guardare la partita di Coppa.

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      • Non “sarebbero”, sono state libere. E non è una mia opinione, è un dato di fatto. Solo per i trinariciuti di sinistra e per gli ignoranti (da ignorare = non sapere le cose) non erano regolari.

        Quanto al delitto Moro, confermo quanto scritto prima: le dietrologie su quella vicenda vengono dette da chi non ha capito nulla di quel periodo. Ecco cosa scrisse Montanelli in due Stanze: «Ora io non ho […] nessun motivo di affetto per i brigatisti. Ma che fossero strumento della mafia e dei servizi segreti, è roba che possono credere soltanto gl’inquilini del Cottolengo (che purtroppo, a quanto pare, sono molto diffusi anche fuori del Cottolengo)» ( https://web.archive.org/web/20150603010938/http://archiviostorico.corriere.it/1995/dicembre/21/Aldo_Moro_commemorare_dimenticare_co_0_95122113598.shtml ) e «Quando, dieci anni dopo, venni a stringervi la mano, il gesto fu naturalmente equivocato. Non potendo attribuirlo alla paura, visto che voi eravate in galera e che il terrorismo era ormai debellato, molti mi accusarono di avervi stretto la mano per esibizionismo. Non capirono che lo avevo fatto perché ci eravamo combattuti all’ultimo sangue, ma allo stesso modo, cioè di fronte e a viso scoperto. Ecco perché ogni qual volta il romanziere di turno […] si mette a ricamare sulle vostre tresche con la mafia, la camorra, la P2, i servizi segreti, ed insomma con quanto c’è di più sudicio in questo sudicio Paese, mi viene da ridere, ma anche un po’ da indignarmi perché questo significava non avere, del terrorismo, capito nulla. Il terrorismo era la pistola; la malavita e il sudiciume sono l’Aids. Bene, caro Azzolini, sono contento che tu e Bonisoli abbiate ritrovato una certa normalità di vita, dandole un contenuto sociale e solidaristico in perfetta sintonia con le vostre ideologie. State tranquilli: nessuna persona di buon senso potrà mai scambiarvi per dei “pentiti” o dei complici di mafia o di camorra» ( https://web.archive.org/web/20151029182051/http://archiviostorico.corriere.it/1996/gennaio/18/Terroristi_non_complici_mafia_co_0_960118867.shtml ).

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    • Il Corriere è il verbo
      non avrai altro storico al difuori di me…
      gli USA NON hanno MAI influenzato le elezioni in ITALIA
      neanche l’OSS, poi CIA ,
      neanche gli ambasciatori Alexander Comstock Kirk, James Clement Dunn
      e l’amica di Montanelli e suo confidente Clare Boothe Luce,
      essi non si sono mai immischiati in faccende politiche italiane,
      mantenendo sempre un contegno rispettoso verso il popolo e le istituzioni italiane,
      non hanno mai creato associazioni segrete per influenzare, intimidire o ricattare
      i politici italiani e la società italiana
      questo proprio no

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