Giuseppe Conte: “Dialogo con il Pd? Massima diffidenza anche con cambio ai vertici”

(Niccolò Di Francesco – tpi.it) – “Renzi sta facendo la guerra ai poveri. Dialogo con il Pd? Massima diffidenza anche con cambio ai vertici”: lo ha dichiarato il leader del M5S ed ex premier Giuseppe Conte durante la terza e ultima serata del TPI Fest di Bologna la festa di The Post Internazionale, che per la prima volta si tiene proprio nel capoluogo dell’Emilia-Romagna, presso la Tettoia Nervi alla Bolognina, nella appena inaugurata Piazza Lucio Dalla.

In video-collegamento da Palermo, in Sicilia, Conte ha subito commentato il duro botta e risposta avuto con Matteo Renzi, che aveva definito il Reddito di cittadinanza un “sistema clientelare” con Conte che poco dopo aveva replicato dichiarando di “andare a parlarne tra la gente senza scorta”: “Ci tengo a precisare che io non ho minacciato nessuno, ci mancherebbe”.

“Vorrei che non cedessimo alle furbizie, ci mancherebbe che io possa invitare alla violenza. Ho invitato Renzi a confrontarsi senza filtri con le persone, soprattutto con coloro che ricevono il Reddito”.

“Si tratta di persone – dichiara ancora Conte – che hanno potuto mettere un piatto per i propri figli o comprare occhiali da vista che non si potevano permettere. Realtà di vita molto diverse da frodi e inganni che sono meno dell’1% e che anche una campagna mediatica ha gonfiato“.

“Renzi mi ha sfidato in un confronto tv? Io lo invito a confrontarsi più con i cittadini, con la realtà. Chi percepisce il Reddito è disperato e lui mi risponde ‘vediamoci in tv’. Io gli dico: esci dal palazzo, esci dalla tv“.

Su una eventuale ripresa del dialogo con il Pd qualora Letta fosse costretto a lasciare la segretaria del Partito Democratico in caso di sconfitta alle elezioni politiche, Conte dichiara: “Non c’è nessun automatismo”.

“Il gruppo dirigente del Pd si è intestato una condotta irragionevole, cinica e opportunistica, che ha voluto emarginarci per poi abbracciare chiunque, da Di Maio e Tabacci, poi Calenda e infine Fratoianni e Bonelli”.

“Letta – continua l’ex premier – ha dichiarato nel confronto con la Meloni che non intende governare con Fratoianni e Bonelli, una cosa che appare incomprensibile. Non so quale logica ha spinto questo gruppo dirigente a fare questo cartello politico”.

“Se domani cambia il gruppo dirigente del Pd, cambiano le cose, con questo gruppo è improbabile dialogare. Poi, se dovesse cambiare qualcosa, ci ritroveremo a discutere di programmi e contenuti e valuteremo. Ma eventualmente siederemmo a quel tavolo con la massima diffidenza.

Su che cosa è diventato il Partito Democratico oggi, Conte risponde: “Senza polemiche politiche, un partito che ha abbracciato l’agenda Draghi, teorizzando un’agenda che per lo stesso diretto interessato non esiste, ha abbracciato una svolta moderata, addirittura neo-liberista“.

“Si è allontanato da una tradizione di sinistra per abbracciare una tradizione di centro, sono i fatti che parlano. Quando torneranno ad abbracciare i programmi di sinistra, ne riparleremo“.

“Prima che il Pd rimanesse folgorato dall’agenda Draghi, io ho sempre detto che con il Partito Democratico avevamo un dialogo, ma ho anche avvertito sempre il rischio da parte del Pd di considerate i partiti attorno a sé come dei cespuglietti. Ho sempre rivendicato la pari dignità e a lavorare a un programma serio con contenuti seri”.

Sul Movimento 5 Stelle, poi, Conte chiarisce: “Non siamo trasformisti, la nostra stella polare è sempre stata il programma. Il Movimento ha realizzato l’80% del programma che aveva presentato ai suoi elettori, senza cambiali in bianco. Ora faremo la stessa cosa, indipendentemente dalle forme di governo. Saremo ancora più intransigenti e coraggiosi nel portare avanti il nostro programma”.

Su Draghi che ha smentito un suo eventuale bis, Conte ha affermato: “Calenda e quelli che volevano il Draghi bis saranno precipitati nella disperazione perché l’unico argomento che avevano era l’agenda Draghi”.

“Ora che Draghi si è detto indisponibile – continua l’ex presidente del Consiglio – saranno precipitati nello sconforto e si staranno stracciando le vesti. La campagna elettorale si sfaldando tra le mani a questo piccolo centro, a questo cosiddetto terzo polo, che poi è il quarto”.

Sull’inchiesta di TPI sullo sfruttamento dei lavoratori stagionali, invece, Giuseppe Conte ha dichiarato: “Mi ha molto colpito e mi complimento con il vostro lavoro – rivolgendosi al direttore di The Post Internazionale Giulio Gambino – la realtà che abbiamo un mercato del lavoro da ristrutturare“.

C’è anche spazio per la politica estera: “Io non ho mai tifato per la Russia, il tema è un altro, e solo chi è in malafede può fraintendere. Il tema è sempre lo stesso: quale è la strategia che abbiamo per porre fine a questa guerra? Dobbiamo spingere per un negoziato di pace”.

A proposito del Pnrr, sul quale Conte si concede una battuta (“l’ho ottenuto insieme a Berlusconi e tanti altri”) e il rigassificatore, l’ex premier commenta: “I politici dovrebbero andare tra le persone, lì c’è un’area industriale abbandonata nel tempo con l’amianto, che è nocivo e tossico, che vola nell’aria. Quell’area non è indicata e il rigassificatore non può essere imposto alla popolazione”.

Sulla libertà di stampa, invece, Giuseppe Conte afferma: “Per quanto riguarda la Rai è necessaria una riforma che tenga fuori la politica dalla tv di Stato. Per le testate private, invece, è un fatto oggettivo: oggi ci sono pochi gruppi che detengono tante testate e questo non fa bene all’informazione“.

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13 replies

  1. ORSO GRIGIO
    Classifica attuale:
    1) renzi – calenda
    2) di maio
    3) meloni – salvini – berlusconi
    4) pd e frattaglie varie
    Si ricorda che questa è una classifica al contrario, vince chi arriva ultimo, e si precisa che se alla fine qualcuno non sarà stato nemmeno preso in considerazione ci sarà un perché.
    Premetto inoltre che, del tutto in linea con quanto deciso dalla Commissione, mi esprimerò ancora in prima persona.
    E così siamo arrivati agli ultimi, quelli potabili per il voto.
    Fanalini di coda del torneo, a pari merito e con un distacco incolmabile, Movimento 5S e Unione Popolare di De Magistris. Non a caso sono proprio i due schieramenti che vengono quasi del tutto ignorati dai media.
    Purtroppo, nel caso di De Magistris, anche dagli elettori.
    A proposito di De Magistris, vorrei però, ancora una volta, ribadire che i miseri resti di sinistra avrebbero dovuto presentarsi al voto in ben altro modo, e non a rivoli sparsi come invece hanno fatto, e magari sotto l’ala della chioccia pd, che poi dichiararsi di sinistra e andare col pd è come pretendere di andare a suonare free jazz alla ‘Sagra della nana’.
    Ognuno avrebbe dovuto rinunciare a qualcosa, compreso il proprio smisurato protagonismo e la certezza della poltrona, e mettersi in gioco confrontandosi con gli altri, ma serviva coraggio e bla bla bla… ma devo averlo già detto.
    Perché se è vero che questo non è mai stato un paese di sinistra, è anche vero che dopo Berlinguer la sinistra non c’è più stata.
    Ma di tutto questo, a riprova che di politica non capisco una sega, non solo non è successo niente, ma da quelle parti c’è stato come un suicidio politico collettivo, e così dopo le elezioni la parola sinistra non esisterà più, non apparirà nemmeno come ipotesi remota di ultimo tipo e, credetemi, non sarà un bene per nessuno.
    Nemmeno per chi di sinistra non è mai stato.
    Quindi, motivazioni e conclusioni.
    Come detto, questi ultimi due classificati risultano entrambi votabili, e forse De Magistris lo merita anche di più, non fosse altro per l’impegno profuso nella raccolta delle firme, una fatica che altri hanno bellamente evitato con una miserabile furbata (si legge di maio). Fatica che, onore al merito, ha fatto anche paragone, che però non condivido praticamente mai.
    Se lo merita di più, ma dubito che votarlo potrà incidere più di tanto.
    Però valutate voi.
    Personalmente, avrei comunque votato Movimento 5S e cercherò di spiegare perché. E se lo dichiaro pubblicamente non è certo per esibizionismo, ma mi seguite in tanti e avete il diritto di sapere quello che penso.
    La mia scelta non è legata alla figura di Conte. La stima per lui e per la sua persona non è mai stata in discussione, MAI, e già questo lo pone in una posizione di privilegio RISPETTO A CHIUNQUE, ma certe sue ambiguità e alcune scelte tardive non le ho capite né accettate, e lo sapete.
    Inoltre non resto ammaliato dal suo indiscutibile fascino, ho altre perversioni, e non lo ritengo certo di sinistra, non per come intendo io essere di sinistra.
    Perciò non voterò l’uomo, ma voterò l’idea, il Movimento. Per essere precisi, voterò quello spazio politico che il Movimento occupa, perché credo che sia in quello spazio che si possa costruire un cambiamento, e solo in quello spazio.
    E’ lì che ci sono i numeri e la reale possibilità per farlo.
    Il Movimento, pur coi miliardi di errori fatti, e nonostante grillo, resta una benedetta anomalia, un posto dove può nascere un’alternativa credibile.
    Ma dovrà cambiare registro, schierarsi, prendere posizioni chiare, niente ambiguità di comodo. Dovrà avere il coraggio che gli altri non hanno. Guardateli, gli altri, sotto il ricatto di se stessi e dei propri bisogni elettorali, senza idee, a farsi dire dai sondaggi cosa devono pensare, pronti a cambiare idea nel tempo di una scorreggia.
    Chi sceglie di votare 5S non è stupido e merita rispetto.
    Lo so, io continuo ad abbeverarmi alla fonte miracolosa dei sogni, ma questo non lo è, è qualcosa di concreto che potrebbe davvero accadere.
    E allora bisognerebbe provarci, rendere quel posto il più grande e accogliente possibile, facendo strozzare qualche gridolino in gola ai queruli maratoneti di mentana, la notte dopo il voto. Dimostrare che saremo anche quattro stronzi scappati di casa venuti dai monti con la piena ma ci siamo ancora, e faremo di tutto per rompergli le palle.
    Perché sono loro quelli sbagliati.
    Salvatore Allende diceva “Loro hanno la forza, ma non la ragione”. Ecco, la ragione ce l’abbiamo noi, ci mancano i voti, quelli caricati sulla punta delle matite.
    Perciò vorrei dire a quelli che come me non avevano intenzione di andarci, a quei cazzo di seggi, e che ancora come me sono sommersi dai dubbi, muovete il culo e fatelo, perché la chiave del risultato siete voi e sarete voi a fare la differenza.
    Facciamoli rimanere male, sarà divertente sentirgli cianciare che i sondaggi non c’avevano capito un cazzo neanche stavolta.
    Io sono solo uno e nessuno, mi manca il centomila, ma credo davvero che si possa ricominciare solo passando per il Movimento, e insieme ad esso.
    Oppure questo non avverrà e saranno tutti cazzi nostri, ma soprattutto vostri.
    Io ho già dato.

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  2. ORSO GRIGIO
    Classifica attuale dei partiti/coalizioni da evitare come gli impacchi di candeggina sul glande:
    1) renzi – calenda
    2) di maio
    3) meloni – salvini – berlusconi
    Appena fuori dal podio, per un pelo, un’altra coalizione: il pd e quei rifugiati alla deriva accolti dal lungimirante condottiero dagli occhi di tigre, convinto che la politica funzioni come la matematica, che se anche fosse vero non è detto che sarebbe una somma.
    Quando il nipote meno dotato dei due ebbe la grazia di tornare e accettare la segreteria del pd, pensai che sarebbe stato “meglio una sera piangere da solo”, come cantava Mino Reitano, e in quel momento rimpiansi chiunque, perfino veltroni e zingaretti (renzi no), certo com’ero che costui avrebbe dato il colpo finale ai resti sfilacciati e vacui di una sinistra ormai in coma irreversibile.
    Ero talmente sicuro che sarebbe successo che mi chiesi se dietro questo disfacimento non ci fosse una regia, e se il suo ritorno non fosse stato pilotato da qualcuno al di là delle Alpi, affinché si compisse cotanto sfacelo.
    Sì perché sbagliare tutto come ha fatto lui altrimenti non si spiega.
    Fantapolitica, certo, e poi io tendo sempre a pensare male – mi fido solo di due o tre persone e non sono politici – ma non ritenevo umano tanto accanimento nel distruggere un’idea ancora orientata a sinistra, seppure in modo appena percettibile, e nella quale milioni di persone avevano creduto accettando perfino di farsi prendere per il culo da renzi.
    Ma non solo: una volta distrutta si doveva anche cancellarne ogni traccia, per dare definitamente il via alla trasformazione purulenta in una nuova democrazia cristiana, ma senza la qualità e le teste che c’erano allora in quel partito.
    Un disastro, una disfatta totale culminata nel paradosso finale che le classi più deboli, lasciate a se stesse e depredate dei diritti rimasti; le periferie, evitate come i lebbrosari dai signori incravattati del pd che evidentemente preferiscono sfilare nei più rassicuranti talk tv; gli operai, abbandonati ai cancelli delle fabbriche che chiudono e chissenefrega; e i giovani, carne da macello senza presente e senza futuro visto che di loro sembra non fregare un cazzo a nessuno, oggi votano la destra.
    E’ come mettere la testa nel cappio, certo, ma un po’ è comprensibile.
    Tuttavia la rabbia di questa Commissione non è solo contro il pd, a quel coma ormai irreversibile si era rassegnata da tempo, ma con chi ha accettato di entrarci dentro in coalizione e di portargli la borraccia con qualche resto di voto in cambio di un boccone di lesso, spero amaro.
    E il riferimento non è a di maio o bonino. Del primo abbiamo già detto con la menzione speciale, e in quanto alla seconda il nostro rispetto per i radicali si è esaurito molto tempo fa. Spero anche il vostro.
    Parliamo di speranza e fratoianni, due persone che stimavamo.
    Anzi, parlo. Come parte piuttosto coinvolta ho avuto la delega dalla Commissione e parlerò a nome mio, umile portavoce, certo che gli altri condivideranno.
    Due persone stimate, come dicevo. Soprattutto fratoianni, e l’ho scritto spesso nei miei post. Era nel mio poker perfetto, con Conte , Bersani e Di Battista. Una mano che non ha vinto niente, a riprova che io sono un campione di scopone scientifico e di poker capisco poco, come di politica, e che dovreste seguire pagine e soggetti più attendibili e rassicuranti di me.
    Di quella mano sbagliata, a parte Conte del quale parleremo nel prossimo episodio, Bersani si è ritirato e Di Battista si è chiamato comprensibilmente fuori.
    E fratoianni?
    Lui ha messo su questa cosa con bonelli (chi?) con poche speranze di superare lo sbarramento, ma la certezza di avere un seggio sicuro.
    In quel partito fanno così: quando qualcuno potrebbe creargli problemi, pretendere un’identità o portargli via elettori, non lo combattono: lo comprano. Ed è stato un ‘acquisto’ fin troppo facile, date le premesse. Lui infatti era l’unico all’opposizione, il solo insieme alla meloni che si dichiarasse contrario a subire l’agenda draghi a prescindere, come unica possibilità. Più contrario della meloni stessa che poi si è mostrata possibilista anche lei.
    E invece all’improvviso, come per un incantesimo, si ritrova dentro una coalizione che ha fatto di draghi il proprio vate assoluto e totale. Una magia dove però il trucco è fin troppo evidente, e anche un po’ squallido.
    Lui, come da copione, si dichiarerà ancora contrario e prometterà sfracelli, ma contano i fatti, non le parole.
    E i fatti dicono che una volta dentro conterà quanto me, forse meno, del tutto ingabbiato dentro il pd. Sarà solo un numero nelle votazioni.
    E io delle parole a perdere mi sono un po’ rotto le palle.
    Il coraggio, cazzo! Il coraggio.
    Ho sempre pensato che a sinistra ci siano intere praterie inesplorate dove molti elettori, soprattutto chi non andrà a votare, avrebbero potuto ritrovare quella cazzo di identità perduta nel tempo come le ‘lacrime nella pioggia’ di Roy Batty.
    Persone che si meritano una possibilità, che accettano di perdere ma chiedono almeno di potersela giocare.
    Ma ci volevano politici credibili, che rinunciassero al proprio ego, agli interessi di bottega, e in parte alla propria identità per crearne un’altra, nuova, forte dell’esperienza di tutte. Una nuova ipotesi di sinistra, del tutto al di fuori del pd, che con la sinistra c’entra quanto me con un triplo salto mortale carpiato con giravolta laterale eseguito sottovuoto.
    Serviva coraggio, appunto.
    Ma se non ce l’hai, non ce l’hai.
    E così quei rivoli di sinistra, o presunta tale, confluiranno dentro il pd e troveranno la secca.
    Comprati, disinnescati, inutili.
    L’ho fatta troppo lunga e mi scuso, ci tengo però a ribadire il concetto: non votateli.
    E’ bene che al pd venga staccata la spina e si accasci esanime ad annaspare nella propria miseria. Solo allora qualcuno di quelli intelligenti rimasti nel partito si chiederà se non sia ora di cambiare, sistemare letta a servire pizze in qualche sagra paesana, e finalmente ripartire da zero.
    Oppure non se lo chiederà e pazienza.
    Noi intanto rinasceremo da qualche altra parte.
    O moriremo, ma con dignità.

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  3. Al posto di Conte non mi farei troppe illusioni su cosa vuole e pensa la gente. In piazza è possibile che voglia la stessa cosa del suo vicino, ma poi quando và a votare non sempre è coerente. Mi ricordo quando il M5S e molti dei suoi esponenti rischiavano del prorprio per essenre anti TAV, la val di Susa non votò certo a sostegno del M5S. Per questo contare sul disprezzo dei palermitani per uno che vuole abolire il RdC non è cosi scontato anche se, per fare un po di caciara, si potrebbe anche riempire o svuotare una piazza.

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  4. Questo renzi era sindaco di Firenze: senza scorta e quindi con i cittadini a stretto contatto

    Poi, con manovra di palazzo, sua unica specialità, ha silurato letta. Immediatamente, tra i cittadini e lui, si è frapposto un cordone di protezione e quindi ha potuto distruggere tutto ciò che ha anche solo sfiorato, articolo 18 compreso. Ecco perché non andrà mai in mezzo alla gente senza scorta a parlar male del reddito di cittadinanza. Questo intendeva dire Conte.

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  5. Ah se il Bel Paese non votasse i Ladri I corrotti, i condannati, e tenesse alla larga coloro in odore di disonestà, coraggio gente puniamoli una volta per tutte, con un voto veramente Democratico.

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  6. Il PD, nel 2018, data la grande affluenza di elettori alle urne, era risultato, in termini percentuali, il terzo o quarto partito. In valore assoluto, ad eccezione del 2014 quando circa 5 milioni di elettori forza italioti avevano visto in Renzi il loro futuro capo, i numeri sono sempre quelli perché i Ruperti sono tantissimi e in tutte le regioni.
    C’è voluto il Conte e le pressioni su di lui fatte dai sinistri, falsi amici dei pentastellati, per rinsanguare quel partito.

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  7. Grazie Viviana, ti ho seguito tantissimo sul blog delle stelle.

    Conte è una brava persona ma sta facendo pratica del mondo politico dove si dice stai sereno a qualcuno prima tradirlo, oppure si stringe la mano a chi per anni ha pagato gli assassini di tuo fratello…
    Conte a trattato con Letta pensando di avere a che fare con persona retta…magari s’è finalmente rotto ed ha deciso di trattarlo come merita.

    A Caino spero lo paghino per scrivere queste…cosate…

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