Gas, a rischio le forniture dall’Algeria per l’inverno (e anche quelle di Parigi)

Algeri in difficoltà a fornire i flussi promessi. Eni nega: “Non ci risulta”. La Francia, se in difficoltà, ridurrà l’export energetico. Sulla carta è la chiave della strategia italiana per sostituire il gas russo, l’Algeria però starebbe riscontrando difficoltà a fornire le quantità promesse al nostro Paese […]

(DI CARLO DI FOGGIA – ilfattoquotidiano.it) – Sulla carta è la chiave della strategia italiana per sostituire il gas russo, l’Algeria però starebbe riscontrando difficoltà a fornire le quantità promesse al nostro Paese. Ieri il giornale locale Algerie Part ha rivelato che il colosso nazionale Sonatrach non sarebbe in grado di rispettare gli accordi con l’Italia.

Ad aprile Mario Draghi è volato ad Algeri dal presidente Abdelmadjid Tebboune insieme all’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi. L’accordo prevedeva l’impegno a fornire all’Italia nove miliardi di metri cubi di gas per il 2023/2024 in aggiunta ai 21 forniti l’anno scorso attraverso il gasdotto Transmed che approda a Mazara del Vallo in Sicilia passando per la Tunisia. Il contratto è stato firmato il 18 luglio ad Algeri, dove Draghi si è presentato con mezzo governo, oltre al solito Descalzi. Secondo i piani italiani, alla fine dei conti potremo contare su 6 miliardi di mc in più già nel 2022: cifre contenute nel piano elaborato dal ministro Roberto Cingolani.

Secondo Algerie Part, per centrare le promesse Sonatrach dovrebbe pompare gas via Transmed per oltre un miliardo di mc in più al mese da novembre, ma per ora riesce a mobilitarne solo 200 milioni. Secondo un audit interno della direzione generale, la società non è in grado di onorare gli impegni con l’Italia e, dei 9 miliardi di mc promessi, riuscirebbe a malapena a mobilitarne quattro. Il colosso non ha commentato, ma fonti vicine alla società confermano al Fatto le difficoltà e le discussioni interne. Il problema non riguarda le quantità reperibili nei tempi promessi. Per trovarle l’Algeria, dovrebbe dirottare parte della produzione di gas naturale liquefatto spedito via nave, ma ci perderebbe un sacco di soldi visto che i prezzi del Gnl sono esplosi da quando Mosca ha tagliato le forniture via tubi. Sonatrach starebbe anche pensando di utilizzare il gas reimmesso nei giacimenti per mantenerli in pressione, mossa che – oltre ai problemi tecnici – farebbe perdere molto butano usato per le bombole da distribuire nel mercato locale. Algerie Part parla di un duro scontro all’interno del colosso (forse alla base della fuga di notizie). L’ad Toufik Hakkar ha convocato già tre incontri d’emergenza per evitare la figuraccia. Fonti di mercato ipotizzano un compromesso che potrebbe ridurre intorno a 4 i miliardi di mc previsti per quest’anno.

Contattata dal Fatto, Eni fa sapere che “non risulta alcuna difficoltà da parte algerina nella disponibilità presente e futura dei volumi di gas addizionali concordati, che peraltro stanno già arrivando in Italia. Nell’ultima settimana dall’Algeria attraverso il Transmed sono arrivati mediamente 70 mln mc/g che rappresentano circa il 36% del totale supply ed è più di 3 volte il flusso che è arrivato dalla Russia nello stesso periodo. Nel corso degli ultimi anni non si sono mai registrati questi livelli di flussi dall’Algeria a settembre”. Non è facile districarsi tra i dati, ma ad agosto la media giornaliera dei flussi da Mazara del Vallo è stata di 62 milioni di mc, in linea con quella registrata tra marzo e luglio. Per consegnare tutto il gas promesso, Sonatrach dovrebbe aumentare i flussi del 50% e più che raddoppiarli nel 2023/2024. I flussi però dipendono dai consumi: se il gas non serve non viene spedito. Si vedrà in inverno se i volumi ci sono, specie con le temperature rigide.

La notizia arriva mentre cresce il rischio che l’Italia ottenga meno forniture energetiche dall’estero (nel 2021 ha importato 40 terawattora sui 320 consumati). Secondo Repubblica il colosso francese Edf avrebbe inviato una lettera a Cingolani avvisando che potrebbe non inviare più energia per i prossimi due anni. Edf però ha smentito. In realtà il gestore di rete francese (Rte) ha inviato una comunicazione a tutti i gestori Ue (l’italiana Terna compresa) con alcuni scenari per l’inverno: in quello di rischio potrebbe dover tagliare i consumi interni del 5%, del 15% nell’ipotesi più estrema. La conseguenza sarebbe un taglio delle forniture anche all’Italia (che valgono il 5% dei suoi consumi, l’equivalente di 7 miliardi di mc di gas). Discorsi simili si possono fare anche per le forniture di Svizzera, Slovenia e Austria. Il 6 settembre Macron ha firmato un accordo di solidarietà con la Germania per inviare gas in cambio di elettricità.

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