Il Papa riabilita lo Ior: sarà il solo a gestire soldi e finanza

(veritaeaffari.it) – Il Papa riabilita lo Ior  rimettendolo al centro delle finanze vaticane. Entro settembre infatti tutte le attività finanziarie della Santa Sede dovranno essere accentrate nell’istituto tanto discusso in passato. Prende il via così ufficialmente la riforma delle finanze vaticane voluta da Papa Francesco, avviata all’indomani dello scandalo del palazzo di Londra.

Il diktat sugli investimenti

“L’attività di gestore patrimoniale e di depositario del patrimonio mobiliare della Santa Sede e delle Istituzioni collegate con la Santa Sede compete in via esclusiva all’Istituto per le Opere di Religione”, è stabilito in Rescritto da Papa Francesco.

Il Rescritto, intitolato “l’Istruzione sull’Amministrazione e gestione delle attività finanziarie e della liquidità della Santa Sede e delle Istituzioni collegate con la Santa Sede” chiarisce alcuni punti della Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium, emanata il 19 marzo 2022. 

Nel documento del Papa vengono fissate le date di avvio della riforma: “La Santa Sede e le Istituzioni collegate con la Santa Sede che siano titolari di attività finanziarie e liquidità, in qualunque forma esse siano detenute, presso Istituzioni finanziarie diverse dallo Ior devono informare lo Ior e trasferirle presso di esso appena possibile entro 30 giorni dal 1 settembre 2022″.     

In Vaticano è in corso il processo sulla vicenda dei fondi della Segreteria di Stato, con dieci imputati tra finanzieri, funzionari vaticani e alti prelati.

Ieri è emerso che Angelo Becciu, imputato “eccellente” del processo, sarà reintegrato nelle funzioni cardinalizie dopo esserne stato escluso proprio su decisione di Francesco. 

La riabilitazione di Becciu

Il cardinale in una messa privata in Sardegna ha raccontato che sabato scorso lo ha chiamato ”il Papa per dirmi che sarò reintegrato nelle mie funzioni cardinalizie e per chiedermi di partecipare a una riunione con tutti i cardinali che si terrà nei prossimi giorni a Roma”. Sabato prossimo Becciu parteciperà al Concistoro . 

“Sono molto emozionato per questo gesto del Papa. Lo ringrazio di cuore e riconfermo la mia piena comunione con Lui”. Così il cardinale Angelo Becciu commenta all’Ansa la decisione di Papa Francesco di invitarlo alla riunione dei cardinali che si terrà in Vaticano nei prossimi giorni.

Categorie:Cronaca, Interno, Vaticano

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31 replies

  1. Se Dio non fosse solo un’invenzione degli uomini sarebbe già sceso in Terra per disconoscere tutti (senza escludere nessuno) i suoi “autonominatisi rappresentanti”!!!

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      • Vi sono solo due alternative. E’ possibile “credere” in una divinità che si sono inventati altri o “credere” in una divinità che ci si è inventati da soli (la seconda soluzione è decisamente più “economica” e inoltre risponde sicuramente meglio alle proprie esigenze). In effetti esiste anche l’opzione seguita dalla più brillanti menti della specie umana… considerare la vita per quello che è, una “scintilla di autocoscienza” dell’Universo.

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      • Galileo, Keplero e Newton erano credenti. Einstein lo era a modo suo. Non attacca: il concetto di Dio è estraneo alla scienza, quindi non ha senso appellarsi alla medesima per fare una qualunque affermazione sulla sua esistenza o non esistenza. Il resto è interamente opinione personale e sentimento.

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      • Quanto sia assurda e illogica la richiesta di “dimostrare l’inesistenza” di qualunque cosa è già stata ampiamente trattata, ad esempio da Bertrand Russel o da Carl Sagan… il fatto che non si possa dimostrare l’inesistenza dei “draghi invisibili” non ne conferma certo l’esistenza! Galileo, Keplero e Newton erano “figli del loro tempo” e la balla sul fatto che Einstein fosse “credente in qualche divinità” viene ciclicamente riproposta da chi non conosce “realmente” la sua biografia.

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      • Leggo delle cose incredibilmente divertenti. Ad esempio: ovviamente, come diceva bene qualcuno, si può dimostrare solo ciò che esiste, non ciò che non esiste. Inoltre, tutto ciò che “esiste” non è dimostrabile nel senso comune in cui lo si intende, mutuato cioè dal metodo della ricerca scientifica, indagine che cade tutta sotto i sensi corporei, più o meno amplificati. Ancora: lasciando perdere la petizione di principio dell’inesistenza dei “draghi invisibili” (invisibile, non vuol dire inconoscibile; che ne sarebbe del sentimento o del pensiero, allora?), non è che se si può dimostrare solo ciò che esiste e non l’inesistente, bisogna dedurne che non ci sia NULLA oltre. Oltre all’ESISTERE (da ex-stare, cioè essere al di fuori della propria ragion sufficiente) c’è l’ESSERE! Per questo tutte le prove ontologiche sull’esistenza di Dio, da Sant’Anselmo fino a Cartesio, sono solo dialetticamente questioni mal poste: Dio effettivamente NON ESISTE, non perché non c’è, ma perché E’ pienamente, ovvero è nella, e allo stesso tempo la, Sua Ragion sufficiente, ché l’ha in Sé!

        Altre divertenti proposizioni: “E’ possibile “credere” in una divinità che si sono inventati altri o “credere” in una divinità che ci si è inventati da soli”. La prima parte della proposizione è un’altra, a proposito, indimostrabile petizione di principio: chi lo può dire sicuramente se non i propri desiderata? Bel modo di essere scientifici… La seconda parte invece, ahimè, è fin troppo comune, ma non per questo normale.

        “In effetti esiste anche l’opzione seguita dalla più brillanti menti della specie umana… considerare la vita per quello che è, una “scintilla di autocoscienza” dell’Universo.”.
        Notare, il tono affermativo e il cambio di verbo da “credere” a “considerare” e il verbo essere “per quello che è”: e chi lo dice? Quelle menti brillanti della specie umana (altra petizione di principio: sono solo quelle menti che si è usi considerare tali, dopo un martellamento mediatico che dura da qualche secolo, affetto da un darwinismo latente… Comunque quelle menti brillanti sono lungi dall’essere tutti d’accordo all’unisono) che non hanno capito, come giustamente osserva Pirgo che “il concetto di Dio è estraneo alla scienza, quindi non ha senso appellarsi alla medesima per fare una qualunque affermazione sulla sua esistenza o non esistenza”? Quelle menti brillanti, dici? Ah, beh, allora…

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  2. quanta falsità…
    come se la Bibbia parlasse del fatto che la chiesa debba possedere
    una banca.
    Riceverà il giusto giudizio sta falsa chiesa

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    • Sulla Bibbia non c’è scritto tutto, non si menziona una chiesa strutturata come quella cattolica ed è stata scritta prima che le banche si sviluppassero. Se per questo, non c’è neanche scritto che debba avere un profilo Twitter.
      Il fatto riguarda solo la gestione dei fondi e la trasparenza: che uso si farà dello Ior? Ci saranno regole antiriciclaggio più stringenti? La magistratura italiana potrà fare indagini sui conti (questo credo sia materia concordataria)?

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      • non c’è scritto tutto ma c’è tutto quello che occorre sapere, perchè il Signore non fa le cose a metà;
        e da quello che c’è scritto, di sicuro questa non è la vera chiesa come essa va dicendo

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      • Il Signore dovrebbe non contraddirsi mai, eppure la Bibbia lo fa in più punti – si veda la questione dell’omosessualità, come è menzionata, peraltro in maniera confusa, nel Levitico e da s. Paolo e come è accennata di sfuggita nel Vangelo di Matteo. Aggiungo: meno male, perché non è un manuale di istruzioni.

        Sarebbe il caso di rendersi conto una volta per tutte che la Bibbia, non è un testo scritto sotto dettatura, ma una raccolta di libri scritti da autori di provenienza, epoca e sensibilità diverse, per chi ci crede sotto *ispirazione* divina.

        La questione della vera chiesa, poi, è in fin dei conti oziosa. Se intendiamo come vera Chiesa quella apostolica, quella è già morta e sepolta da tempo: tutte le comunioni cristiane hanno seguito, com’è naturale, un’evoluzione storica.

        Alcune pretendono di essere la vera chiesa ricomparsa dal nulla, dopo la sua scomparsa. I Mormoni ritengono di essere la rifondazione della vera chiesa, risalente alla prima metà dell’Ottocento, dopo che l’angelo Moroni ebbe mostrato a Smith le tavole del libro di Mormon, supplemento alla Bibbia scritto apposta per gli Americani, che risulterebbero discendenti degli ebrei. Ovviamente anche quella mormone è una galassia di chiese e ognuna ritiene – guarda un po’ – di essere quella vera, compresa quella fondamentalista, tristemente nota ultimamente per il documentario di Netflix “Keep sweet”.

        Allora qual è quella vera? Semplicemente quella in cui ci si trova meglio e che permette al singolo di comportarsi conformemente ai valori evangelici. Il resto è filosofia.

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      • “Il Signore dovrebbe non contraddirsi mai, eppure la Bibbia lo fa in più punti…”: aaaah l’ermeneutica e il simbolismo, questi sconosciuti! Ormai quando va bene, ma bene, bene, non si ha più a che fare che con una bolsa filologia.

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      • Eh, Pirgo, voi moderni ve la cavate sempre coi videocorsi. Troppo facile, troppo facile: il Paradiso patisce violenza, non ci sono ascensori o montascale per raggiungerlo, bisogna imparare a volare, carissimo, altro che piedi ben piantati per terra (questa vale anche per @Ugo g e quello che si diceva ieri)!

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      • Mi riferivo a un tuo videocorso di interpretazione biblica, la mia eventuale entrata in paradiso è affar mio, se Nostro Signore vorrà ammettermi, con tutti i miei peccati e le mie idee balzane – ma delle seconde credo che non gliene freghi niente.

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  3. Sono bravi a dirlo sempre dopo… Giusto una piccola click per pulirsi la coscienza con il sangue e i soldi versati qui, lì e là.

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  4. Da una lettera di don Aldo
    Un articolo di Roberto Esposito su Repubblica titolava “La Mistica del Capitalismo , scritto 100 anni fa è più attuale che mai: «Nel capitalismo può ravvisarsi una religione, vale a dire, il capitalismo serve essenzialmente alla soddisfazione delle medesime ansie, sofferenze, inquietudini, cui un tempo davano risposta le cosiddette religioni».
    Anche Arutro denunciava: “Sono convinto che il progetto capitalista attuale sia una idolatria…e che nessuna eresia dei secoli passati abbia nociuto tanto al cristianesimo quanto l’idolatria attuale”.
    Mons. Romero denunciava il capitalismo come una controreligione assoluta: “C’è un ateismo più vicino e più pericoloso per la nostra Chiesa: l’ateismo del capitalismo in cui i beni materiali si erigono a idoli e sostituiscono Dio”!
    E, prima di loro, Marx denunciava questa onnipotenza che eguaglia quella divina: “”il Denaro in quanto possiede la proprietà di comprar tutto, di appropriarsi di tutti gli oggetti, è dunque l’oggetto di possesso in senso eminente. L’universalità della sua proprietà costituisce l’onnipotenza del suo essere, esso è considerato,quindi,come ente onnipotente”.
    Ciò che meraviglia è l’attualità di questo dominio incontrastato. Questa mistica del capitalismo è talmente pervasiva,che anche di fronte alla grande crisi di oggi, nessuno la mette in discussione.
    Ci si ferma alla periferia del problema: la politica dei governi precedenti, i privilegi delle caste, le colpe dell’euro e giù discendendo. Nessuno che abbia il coraggio di puntare l’indice al cuore del problema: questo tipo di economia, totalmente staccata dal lavoro da cui dovrebbe avere la sua origine, tutta abbarbicata attorno ad una finanza chiusa ed autoreferente.
    Come può, alla lunga, una economia di questo tipo, durare nel tempo?
    Dice Bauman:”Il capitalismo è in sostanza un sistema parassitario. Come tutti i parassiti, può prosperare per un certo periodo quando trova un organismo ancora non sfruttato del quale nutrirsi. Ma non può farlo senza danneggiare l’ospite, distruggendo quindi, prima o poi, le condizioni della sua prosperità o addirittura della sua sopravvivenza”!
    Come mai l’Occidente cristiano si è consegnato, mani e piedi, corpo e anima, a questo lupo famelico?

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  5. IL KALI YUGA
    Secondo l’interpretazionedella maggior parte delle Sacre Scritture induiste, tra cui i Veda,il Kali Yuga è l’ultimo dei quattro yuga, quello attuale: si tratta di un’epocaoscura, caratterizzata da numerosi conflitti e da una diffusa ignoranzaspirituale, che induce gli uomini a credere solo negli aspetti più superficialie materiali della realtà.Corrispondente all’età del ferro, metallo dal colore scuro associato alle guerre e alla forza bruta,[3] il Kali Yuga è l’ultimo dei quattro Yuga,e alla sua fine il mondo ricomincerà con un nuovo Satya Yuga (o Età dell’oro); questo implicala fine del mondo cosìcome lo conosciamo (più di ciò che accadde alla fine degli altri Yuga, perchéla Storia cadrà nell’oblio) e il ritorno della Terra adun paradiso terrestre.

    Siamo nel Kali Yuga, l’era nera, un’era oscura, caratterizzata dai conflitti e dall’ignoranzadell’anima. C’è grande sviluppo della tecnologia, contrapposto a un’enormeregressione spirituale. L’ateismo prevale. Spariscono lo spirito di sacrificio,la verità, la compassione e la carità. Si stima qualcuno solo perché è ricco.Il povero diventa schiavo del ricco e del potente. Si allarga la corruzione morale e diminuisce la possibilità di ridurre l’ignoranza, perché chi è ricco e potente plagia gli altri e li allontana dalla verità. La guerra si diffonde tragli stati o le classi e non ci sono più regole di correttezza o di onore. Le guerre si protraggono costantemente, oltre il loro successo o insuccesso. Aumenta il sadismo personale.  Le persone non sono più rispettate per la loro intelligenza, conoscenza o saggezza, ma si ammira chi ha prestanza esteriore, ricchezza o potere. Nessuno rispetta sinceramente gli altri. Ognuno crede che lo scopo ultimo della vita sia quello di apparire di più. C’è una diffusione di falsi dèi, idoli e maestri diinganno. Aumentano le donne lascive e immorali che, grazie al loroprostituirsi, salgono ad alte cariche. Aumentano le rotture nelle famiglie e ifigli cresciuti soli. Anche i preti perdono la loro moralità, seguono i lorovizi e si mescolano con il potere. Politici e militari si corrompono e perdono carisma e onore, i loro capi diventano furfanti e criminali e cercano di usareil potere per sfruttare il popolo: gli stessi re sono dei ladri, che preferiscono rubare dai loro sudditi piuttosto che proteggerli e difenderli e perseguitano gli intellettuali e i filosofi. La borghesia, composta di mercanti e uomini d’affari, diventa disonesta e inventa nuovi crimini come frodi e contraffazioni; i commercianti sono egoisti e pensano a soddisfare i propri desideri invece di quelli del consumatore, e quelli che non diventano così  non riescono a sopravvivere e falliscono…

    In passato il padre chiamava il figlio,
    e mostrandogli un mondo vivo e pulsante,
    gli avrebbe detto:un giorno tutto questo sarà tuo!
    il figlio ringraziava il padre e la buona sorte.

    un domani il figlio chiamerà il padre,
    e mostrandogli un mondo di cemento ormai morto, gli dirà:
    brutta testa di cazzo che non sei altro,
    guarda che mondo di merda mi lasci!

    poi prenderà la motosega e lo farà a fettine…io per sicurezza honascosto la motosega…
    il Mandi 

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  6. Appena il male ha fatto
    un’altra mostruosa oscenità
    aspetto sempre uno scossone sul mondo
    mi alzo atterrita
    da una reazione che mi immagino
    spietata, fortissima,
    come un terremoto
    Non può la pazienza umana
    sopportare tanto
    ma apro la finestra
    e tutto tace
    volano sempre meno rondini
    i passanti passano
    i giornali ciarlano
    gli indifferenti non escono
    dalla loro lugubre indifferenza
    i morti dormono
    gli zombi avanzano
    i malvagi continuano a fare
    le loro smorfie
    ributtanti
    e a mandar fuori i loro conati
    di odio
    è come se il mondo non cambiasse mai
    Chi sa se a Mathausen
    a Sabra e Chatila
    a Korogocho
    a Gerusalemme
    ad Haiti
    a Washington
    volano sempre meno rondini
    i passanti passano
    i giornali ciarlano
    gli indifferenti non escono
    dalla loro lugubre indifferenza
    i morti dormono
    gli zombi avanzano
    i malvagi continuano a fare
    le loro smorfie
    ributtanti
    e a mandar fuori i loro conati
    di odio
    come se il mondo non cambiasse mai

    Viviana Vivarelli

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  7. L’inevitabilità del bene
    Viviana Vivarelli

    Constatiamo il male come presenza inevitabile. Molto più raro è riconoscere il bene, come perla rara.
    Abele fu ucciso e Caino dette origine agli umani.
    La Bibbia è una metafora poetica che indica che fu la malvagità ad avere la meglio sulla razza umana. Per ciò desta ancora più meraviglia che vi siano uomini che intendano opporsi a questo, offrendo e sacrificando anche se stessi.
    L’esistenza del bene, pur in tutte le sue limitazioni, errori, debolezze e fallimenti, è e resta un miracolo. Anche perché, ogni volta che il male stravince, il bene non muore mai e persiste con una costanza che è di per sé straordinaria.
    La malattia morale umana è grave. E i malvagi sono poi così accaniti nel fare il male che raggiungono quasi sempre vette alte, perché desiderano sopra ogni altra cosa abusare di potere contro gli altri o trasformarli a loro immagine, e la stessa violenza del male affascina anche i deboli come una forza magnetica. È una dolorosa constatazione ma è ciò che accade. La stessa gestione del potere nello Stato è nel 99% dei casi frutto di egoismo, avidità, superbia e disprezzo degli altri. Ma non è che nei tempi passati questa estensione nociva fosse minore. Solo che l’umanità era composta da un numero inferiore di persone e il danno dei malvagi era più circoscritto. Oggi, al contrario, ogni causa è globale.
    Speriamo di essere noi gli anticorpi della malattia umana e di essere tanti.
    Ognuno di noi ha la viva e fondamentale importanza di un fautore di mondi.
    Quando saremo intimamente persuasi di questo, della nostra responsabilità totale nel declino o nella rinascita anche parziale di questo mondo, il primo passo sarà fatto.
    Io non credo nella possibilità di una rivoluzione esterna, con armi e movimenti violenti, come alcuni, che pure non muovono un passo, vanno ripetendo. Ma credo fortemente nella possibilità di una catarsi morale, nell’acquisizione di un senso di responsabilità universale.
    Vedo molti segni di questo e molto al di là e al di sopra di quanto il potere non voglia.
    .
    Chiesero a Jung se credesse in Dio:
    “Io non credo- rispose- io so!”
    Se chiedessero a me se credo in Dio:
    “Io non so se Dio esiste. Io prego!”

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    • Complimenti, questa è l’ultima “cazzata sesquipedale” che hai scritto oggi (fortunatamente questa non è chilometrica)! Almeno studia l’etimologia del termine “religione”, prima di utilizzarlo. Non occorrono neppure i “poteri paranormali” che sostieni di aver posseduto e perso (sic!)… è sufficiente un dizionario.
      Mi verrebbe da dire “Ccà nisciuno è fesso…” anche se, in effetti, se ne incontrano parecchi…

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  8. Religione viene dal latino ‘religare’, riunire, raccogliere…
    Quando una chiesa del cuore diventa una chiesa di pietra entra in un circuito di potere e il potere è essenzialmente divisione, a quel punto ogni chiesa diventa da strumento di unione mezzo per dividere i popoli.
    Ci sono e ci saranno sempre due chiese, una del cuore e una di pietra.
    E ci saranno sempre persone che non capiranno mai la prima.
    In quanto al paranormale, visto che ‘vede’ le stesse cose in tutti i tempi e tutti gli spazi può ben essere una ‘religione’ nel primo senso tradizionale del termine purché non pretenda alcuna assolutezza o potere.
    Povero Pasquino, cambi i nomi ma resti sempre lo stesso insipiente che continua a dire futilità perché non capisce l’essenziale.
    Le vie della conoscenza sono precluse a chi vive solo per manifestare odio e sospetto.

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