Calì-Di Maio: l’irrinunziabile senso della poltrona

“Più case, scuole ed ospedali. Il famoso trinomio è ancora oggi un solido caposaldo per qualsivoglia programma politico. Un tassello irrinunziabile”. A parlare così è il mio nuovo mito: Mario Calì, leader di uno dei tre Psdi che ancora (all’insaputa degli italiani) esistono. Calì, al cui cognome […]

(DI ANDREA SCANZI – Il Fatto Quotidiano) – “Più case, scuole ed ospedali. Il famoso trinomio è ancora oggi un solido caposaldo per qualsivoglia programma politico. Un tassello irrinunziabile”. A parlare così è il mio nuovo mito: Mario Calì, leader di uno dei tre Psdi che ancora (all’insaputa degli italiani) esistono. Calì, al cui cognome si è senz’altro ispirata la vendicativa Dea Kali, è un essere misterioso e mitologico. Anzitutto è leader del Psdi con almeno trent’anni di ritardo. Poi, a conferma del suo innato anacronismo, Calì usa ancora parole come “trinomio” e “irrinunziabile”. Ciuffo demodè, occhiali tristi e pizzetto rinascimentale, Calì è oggi l’alleato di punta di Di Maio. Pur di superare la soglia (psicologica) dell’1%, “Giggino che sussurrava alle poltrone” sta raccattando tutto quel che trova: Tabacci, socialdemocratici postumi in vita, animalisti di contrabbando. A breve stringerà accordi pure con Intini, Pacman, il Vic20, le spalline anni Ottanta e la Confraternita del Grammofono Vilipeso. Gioite tutti: finché c’è Calì c’è speranza.

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3 replies

  1. ”…Ciuffo demodè, occhiali tristi e pizzetto rinascimentale…” dai Scanzi.. puoi scrivere di meglio…persino tu…

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  2. Ce ne fosse uno di questi politici capace di fare un discorso elettorale come quello di Totò a Roccasecca ma come disse il grande compianto signori si nasce

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