
(Marcello Veneziani) – Benvenuti al Circo Draghi, sezione progressisti & trasformisti, allestito nel tendone Dem (se non scoppia prima). Sotto una grande insegna luminosa, con l’immagine del Drago che lancia fiamme dalla bocca, si apre al pubblico la più grande fiera degli animali mutanti e degli spettacoli più sorprendenti. Nel circo trovano posto scappati di casa, voltagabbana, spretati e traditori di ogni causa, liberale o grillina, radicale o verdina, democristiana o comunista, in vista del grande spettacolo previsto per il 25 settembre.
Con l’arrivo del trapezista Calenda e dei suoi prodigiosi acrobati e mutanti appena acquisiti dalla corte del Berlusca, il Circo completa il suo personale e offre un ricco programma per singoli e famiglie. Con lui ci sono le madame pompadour di Forza Italia, Gelmini & Carfagna, che eseguono il doppio salto mortale carpiato, dal centro-destra al centro, e poi a sinistra, tenendosi per mano e sempre sorridendo al gentile pubblico votante. Poi fanno capriole da ferme con relativo inchino, per ingraziarsi la platea e mostrare cos’altro sono capaci di fare pur di mantenere il posto nel circo.
C’è poi la megera col turbante, Emma Bonino, che spaventa i bambini e ancor più gli adulti, che legge la mano e predice aborti, eutanasie o overdose. Tutti temono il colpo della strega. E c’è, con la sua mantellina, il suo assistente Della Vedova, passato da destra a sinistra con un colpo di magia, che raccoglie nel pubblico le oblazioni per la Veggente e Vestale passata al Circo Dem. C’è pure il clown trasformista Giggino Di Maio, con gli occhi cerchiati da Pierrot, che in pochi secondi si traveste, a gentile richiesta, da statista, da populista, da rivoluzionario, da democristiano, da grillino, da pidino, da mercante di mascherine, da pulecenella; fa la mimica del ministro, si traveste da bambino di Bibbiano o indossa il gilet giallo, a seconda di quel che preferite, e negli intervalli passa pure nel pubblico a vendere bibite e pop corn. A richiesta del pubblico, in duo col partner Spadafora, fa a pure a’ mossa e viene perciò soprannominato Gigì Tirabusciò. Poi c’è Tabacci, d’antico pelo sullo stomaco, che passa col piattino tra la gente in tribuna a raccogliere le offerte “al vostro buon cuore” per i pezzi di bravura del noto trasformista napoletano. Manca purtroppo a far pendant con lui il contorsionista dauno Giuseppe Conte, capace di numeri incredibili, ma non è detta l’ultima… Intanto sta fuori dal circo e guaisce sconsolato per attirare l’attenzione. Da lontano si sentono pure i latrati di Matteo Renzi, che non ha accesso al circo anche se lui l’ha un po’ fondato.
A un certo punto dello spettacolo si spengono le luci ed esce dalla gabbia pure la temibile pantera Fratoianni, che si aggira sulla pista col suo sguardo torvo, seminando terrore tra i moderati calendiani. Per placare la sua voracità di fiera comunista lo nutrono a cofane di pastasciutta antifascista ma ha occhi di bragia e il pubblico si spaventa perché cerca prede più pasciute: Ciccio Calenda coi suoi lardosi fianchi di cinta senese e la sua paiata di mammelle sarebbe una grassa magnata per la belva affamata. Ma interviene tempestivo il domatore Letta, con occhi di tigre, stivaletti, frusta ed elmetto della Nato che lo fa rientrare nella gabbia e gli fa pure alzare la zampa, appena ce lo chiede l’Europa. Poi gli salta sul dorso il castoro parlante Serracchiani, e la pantera rossa, ormai addomesticata, fa con lei in groppa il giro della pista tra gli applausi della gente.
Nascosto tra le foglie esce un cobra col gilet ma è il povero Bonelli e fa il numero Verde, com’è suo mestiere di ecologista: anche lui viene neutralizzato dal domatore Letta che gli suona il piffero e lo pianta in lista. I clown della sezione dem vengono dal gay pride e sono capitanati dalla fattucchiera Cirinnà vestita d’arcobaleno e dal suo cane-cassiere che prende mazzette. Spunta in pista uno strano animale con la mascherina, un bradipo, dalla faccia triste e disperata, anche se per beffa lo chiamano Speranza. Il bradipo è così detto perché ha il piede lento (bradùs poùs), si attacca con le unghie all’albero, di solito la Quercia o l’Ulivo; ha la peluria folta, dorme molto, si nutre di siero e ha uno sguardo da degente stranito, tipico del bradipus sinistrus. Il bradipo si accoppia di rado e marca il suo territorio spargendo secrezioni prodotte dalle ghiandole anali. Con gli altri bradipi ha uno spazio comune solo per gli escrementi: una forma di comunismo allo stadio fecale. La sua mestizia è bilanciata dalla iena ridens Zingaretti, scappato dal padiglione della Regione Lazio per candidarsi nel Circo Draghi. Vi risparmio l’uomo ragno, la donna cannone, il nano volante, la Boldrini piangente… Numerose sono le scimmiette nella tribuna stampa che si sbracciano per sostenere il Circo di Letta e il suo campionario e per piangere la dipartita di Draghi da Palazzo Chigi.
Ecco, questa roba qui, questo circo, rappresenterebbe l’Italia seria, istituzionale, dragata, accreditata in Europa, che dovrebbe salvarci da avventure russe o ungheresi, venezuelane o borgatare. Il domatore Letta è su di giri: con l’acquisto di Calenda Maradona è sicuro di vincere lo scudetto. Milioni d’italiani si passano la voce: c’è Calenda, dai, votiamo Pd. ‘Na svorta. Ma sor Calenda aveva racimolato un po’ di consensi perché si era posto da indipendente tra i due poli; ora che si è intruppato, chi lo seguirà?
“Tutti uniti con Draghi, ce lo chiede l’Europa” dice lo striscione davanti al circo e sul retro è scritto: “Famo de tutto pur de non avecce la Meloni”. Poi qualcuno vede all’orizzonte il centrodestra e grida: “Aiuto! Ce so’ i nazisti e spacciano dentiere e mojito”. Che circo.
La Verità
Venghino Signori…venghino…
Da qualche ora la scena si è tinta di giallo, per la fuga imprevista dal gabbio del “fiero” Carletto. Che dà la notizia dallo schermo a 4K della tivvù e getta lo scompiglio tra gli astanti.
Chi avrà lasciato aperte le sbarre del pericoloso animale ?
Intanto la dipartita (pardòn…la fuga) getta nel panico il caravanserraglio.
Ma non temete, signore e signori, è solo un’altra “piece” dell’ interminabile spettacolo.
Che, vè piaccia onnò, “must go on”…
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Meraviglioso Marcello Veneziani. Servirsi di Dante per descrivere lo sconcio della cosiddetta sinistra è stato geniale. Sarei felice se, dall’alto della sua indiscutibile onestà intellettuale, Veneziani si servisse del sommo Poeta per illuminare noi comuni mortali sullo schifo di questa, si fa per dire Destra. A parte questo, grande Veneziani come sempre.
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Pochissime volte ho letto un V eneziani così in forma. Manca solo il classico “venghino gente, venghino, più gente c’è più bestie si vedono”.
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Fantastico: “C’è poi la megera col turbante, Emma Bonino, che spaventa i bambini e ancor più gli adulti, che legge la mano e predice aborti,”
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I due mejo pezzi:
il Circo completa il suo personale e offre un ricco programma per singoli e famiglie. Con lui ci sono le madame pompadour di Forza Italia, Gelmini & Carfagna, che eseguono il doppio salto mortale carpiato, dal centro-destra al centro, e poi a sinistra, tenendosi per mano e sempre sorridendo al gentile pubblico votante. Poi fanno capriole da ferme con relativo inchino, per ingraziarsi la platea e mostrare cos’altro sono capaci di fare pur di mantenere il posto nel circo.
C’è pure il clown trasformista Giggino Di Maio, con gli occhi cerchiati da Pierrot, che in pochi secondi si traveste, a gentile richiesta, da statista, da populista, da rivoluzionario, da democristiano, da grillino, da pidino, da mercante di mascherine, da pulecenella; fa la mimica del ministro, si traveste da bambino di Bibbiano o indossa il gilet giallo, a seconda di quel che preferite, e negli intervalli passa pure nel pubblico a vendere bibite e pop corn. A richiesta del pubblico, in duo col partner Spadafora, fa a pure a’ mossa e viene perciò soprannominato Gigì Tirabusciò.
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Un divertente intermezzo .. bravp Veneziani!
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Quello che Veneziani dio patria e famiglia non capisce che il pd,che gli ossessiona le notti,è il miglior alleato del centrodestra e i sta spianando la strada
.Come qualcuno ha detto ….. questo filosofo de noantri ci parli anche della sua compagnia di merende Dell’Utri Cuffaro l’evasore di Arcore il baciamadonne Formigoni Galan quella che va in Spagna a sbraitare e tutti i nipoti di Mubarak.Ma non può farlo perché è al guinzaglio e si aspetta se vince la sua compagna di merende un seggiolone
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Mi dispiace che nessuno evidenzi la caduta di stile di Veneziani nel prendersela col turbante della Bonino, sintomo della malattia che sta combattendo. Attaccala sul lato politico ma non dal punto di vista estetico
Premesso questo, grande articolo. Quello che sta combinando il centrosinistra puo’ dare del materiale per un’intera generazione di comici satirici, se ancora esistesse una vera satira politica in Italia
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Ma veramente pensi che stia ancora “combattendo”?
Ma daaaai che ci ha preso gusto a fare la vittima…o forse pensa che le doni e le dia quel certo non so che di autorevolezza…
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Più che altro come strega.
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Infatti
https://www.oggi.it/attualita/notizie/2016/10/20/emma-bonino-e-guarita-credo-che-il-tumore-lantipaticissimo-signore-se-ne-sia-andato/
Poi ci lei a dichiarare che alla fine anche se non ne aveva più bisogno il turbante le piaceva
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Vorrei innanzitutto precisare che, con l’eccezione di Conte, nessuno di quelli qui nominati incontra il mio favore. Alcuni li considero vere e proprie calamitá, nefasti per il Paese. Mai li ho votati, mai li voterei, mai li voteró.
Detto questo, ho trovato il tutto sconsolatamente puerile e volgare in egual misura. Infantile volgaritá alla “stupidàte & scoregge”, per essere chiari: espediente tipico di tutti quelli che davvero non saprebbero come far anche solo sorridere chiunque non sia uso all’ululare di piacere al magico suono di rutti e vaccate, o al sollazzarsi assai nel ritrovare copie carbone dei propri abituali grugniti fra i prevedibili tripli veli di veritá (…) di un fogliazzo di destra qualsiasi.
Qui per l’appunto si fa largo uso di beceràte varie, di quelle che di solito fanno sbellicare il Cro-Magnon panzanùda medio con birretta media, insomma: “pompadour”, “paiata di mammelle”, “secrezioni prodotte dalle ghiandole anali”, etc etc. “Una forma di comunismo allo stadio fecale” (la cacca è d’obbligo), “cofane di pastasciutta antifascista”, “predice aborti, eutanasie o overdose”, “megera col turbante” (spettacolare, due in una) e “i clown della sezione dem vengono dal gay pride” ci ricordano anche meglio per che tipo di animale – bestia, infatti – viene preparato questo mangime.
Metodologicamente parlando e non solo, umoristi e attori comici spesso ricorrono alla stessa cassetta degli attrezzi, determinanti per la qualitá del risultato finale. Ora, il grande attore comico sa farti ridere ma anche pensare. Il guitto, invece, non ha di queste preoccupazioni: per conseguire il suo obiettivo gli serve solo l’abbassarsi le braghe e controfronteggiare il suo pubblico a culo nudo – e tanto basta.
Una vecchia espressione recita “conosce i suoi polli”. C’è anche chi conosce bene i suoi porci: e sa fin troppo bene a cosa ricorrere per deliziarli.
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I veri guitti sono quelli descritti da Veneziani. Certo ha voluto tirarci dentro pure Conte, che invece non sta affatto chiedendo di entrare nel circo, e a dire il vero ha chiuso (finalmente aggiungo io) a ogni possibilità di entrare.
Io direi che Veneziani ha espresso molto bene il senso del ridicolo del circo messo in piedi da Letta e C.
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Non c’entra niente con quello che ho scritto, che non mi va di ripetere. E sí, è tutto un circo, anzi (con l’eccezione di Conte) un gran tendone pieno di pagliacci. Scoprimmo l’acqua calda.
Il tizio ha semplicemente dato il suo pedestre contributo a questa campagna elettorale giá da quattro soldi aggiungendoci di suo le proprie bombolate un tanto al chilo e alcune sue volgari, reprensibili porcatine, a cui ho giá fatto riferimento. Per quel che vale, forse aggiungerei che oltre ad esimersi platealmente dal toccare finanche un petalo del suo adorato (leggi: fetente) Centrobestia si è anche guardato bene dall’accanirsi davvero con Letta e con Tabacci come ha fatto con tutti gli altri, nel suo sciocco articoletto da ginnasiale: ma chissá come mai.
“Ha espresso molto bene”?…. Io invece direi che se uno per metodo e contenuti scrive con la zappa dovrebbe tranquillamente tornare a zappare. Augh: ho detto.
Buona serata.
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Mi piacerebbe constatare il sex appeal di tanti giornalisti e blogger in mutande al mare con birretta in mano: Ti spiezzo in due?
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Marcellino ma che articolo per gente becera dalla bocca buona! Proprio come te.
– Paese in cui fa notte innanzi sera,
gente da basto, da bastone e da galera.
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