Renzi briga per avere un seggio blindato. Il Pd per ora dice no

Dem. Oggi direzione nazionale, Iv rischia l’isolamento. È sempre più isolato, Matteo Renzi. Da una parte ha Letta, non intenzionato ad accoglierlo nella grande coalizione che ha in mente per affrontare il voto del 25 settembre, e dall’altra c’è il 3% imposto […]

(DI FEDERICO SORRENTINO – Il Fatto Quotidiano) – È sempre più isolato, Matteo Renzi. Da una parte ha Letta, non intenzionato ad accoglierlo nella grande coalizione che ha in mente per affrontare il voto del 25 settembre, e dall’altra c’è il 3% imposto dal Rosatellum per conquistare seggi in Parlamento. Una percentuale ad ora molto lontana, secondo quello che dicono i sondaggisti. Da qui il timore di restare a spasso. Quello nei suoi confronti, ha spiegato quasi offeso nelle ultime ore, sarebbe un veto “per astio”. Non comprende perché Italia Viva rischi di star fuori da ‘Democratici e progressisti’, la lista pensata dal segretario Pd per fare scacco matto a Meloni & C. In fondo, ragiona Renzi, quella pensata al Nazareno è una coalizione che terrà tutti insieme: quindi perchè Italia Viva rischia di fare la fine del tanto odiato Movimento Cinque Stelle? La verità è che tra Renzi e Letta è sceso nuovamente il gelo, la situazione è tornata a farsi pesante tanto che si è tornati a parlare del traumatico passaggio di consegne al governo del 2014. C’è poco da stare sereni, oggi come allora. Tant’è che l’ex segretario ha dovuto schernirsi: “Se le alleanze servono a racimolare tre seggi, non ci interessano”.

Da tempo il leader di Italia Viva tenta un riavvicinamento al Pd. Solo un mese fa aveva chiesto a Letta 4-5 posti protetti in lista nel proporzionale, destinati ai pretoriani (Boschi, Bonifazi, Bellanova). Ma la speranza è durata poco, il Pd non ha voluto imbarcarsi l’amico-nemico e l’ex sindaco di Firenze ha dovuto ricalibrare piani e strategie tanto che ora si ragiona su una lista autonoma Iv, coalizzata con il Pd, che difficilmente arriverebbe al 3%; in questo caso il partito si schianterebbe ma Renzi punta a chiudere un accordo su un collegio uninominale per sé, accuratamente scelto in Toscana, e in gioco ce ne sarebbe anche un altro per la fedelissima Bonetti. Tutto risolto? Nient’affatto. Perché Renzi, a dispetto delle dichiarazioni di facciata, preferirebbe tornare in Parlamento da senatore, come nell’ultima legislatura, mentre il seggio stavolta dovrebbe arrivare dalla Camera. E siccome i dem sono intenzionati a portare avanti l’Agenda Draghi, ieri Renzi li ha di nuovo incalzati tirando in ballo l’ex presidente della Bce: “Il nostro obiettivo è chiaro: non vogliamo portare Meloni o Salvini a Palazzo Chigi ma riportarci Draghi. E poi fare finalmente la riforma costituzionale del Sindaco d’Italia”.

Oggi se ne saprà di più con la direzione nazionale del Partito democratico convocata alle 9, non al Nazareno ma alla Camera, in cui si discuterà delle regole per le candidature. La presentazione delle liste Pd è fissata per il 22 agosto ma nel partito si spera di anticipare di qualche giorno. Poi nella relazione Letta indicherà i confini e le caratteristiche di ‘Democratici e progressisti’, sarà l’occasione per capire se anche l’alleanza col Movimento Cinque Stelle è un’esperienza definitivamente chiusa, da mettere alle spalle. Al momento il segretario Pd ha in mano l’ok di Articolo 1, socialisti e Demos ma le adesioni sono destinate ad aumentare. Una potrebbe arrivare da Calenda, sulla carta uno dei più invisi a Renzi, che sta portando dentro a Azione i transfughi di Forza Italia. Ma la situazione per Iv è talmente delicata che ieri sera i leader dei due partiti si sono visti per un incontro “affettuoso”. Chi l’avrebbe mai detto?

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5 replies

  1. “erché Renzi, a dispetto delle dichiarazioni di facciata, preferirebbe tornare in Parlamento da senatore, come nell’ultima legislatura, mentre il seggio stavolta dovrebbe arrivare dalla Camera. ”

    E la fettina di Qlo? Vicina all’osso, signora mia?

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  2. Il fatto è che renzi e letta hanno lo stesso padrone incapucciato e non decidono niente (sennò dopo che gli ha detto stai sereno e poi lo ha silurato letta non lo vorrebbe più in casa sua manco morto), per cui bisogna vedere cosa decidono dietro le quinte.
    Se i venerabiloni decidono che ormai renzi è spremuto al max e non serve più, lo scaricano in qualche consiglio di amministrazione a spese dello stato e addio sogni di gloria. e lo faranno rientrare nel pd sgnifica che pensano di poterlo usare ancora un po’ …

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  3. “Non comprende perché Italia Viva rischi di star fuori da ‘Democratici e progressisti’”. Il fatto e’ che non capisce proprio il significato di queste due parole. Ma questo e’ chiaro un po’ a tutti.

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