I vigliacchi del draghicidio

Così i partiti in pochi mesi hanno logorato il premier. Ora l’Italia, agli occhi del mondo, è un sistema politico fallito

(LUCIA ANNUNZIATA – lastampa.it) – I coccodrilli hanno asciugato rapidamente le loro lacrime, e festeggiavano ieri pomeriggio, la pancia piena dei resti di una legislatura. Una soddisfazione almeno tocca a chi guarda, orripilato, tanta allegria: il velo è caduto, la maggioranza più larga della storia recente, si è rivelata per quello che era – una malmostosa, rabbiosa, silente comunità politica che lodava in pubblico il suo premier e complottava in privato di mangiarselo.

Nemmeno essere Mario Draghi è stato sufficiente. La figura più influente del nostro paese – per provato curriculum e risultati (qualunque cosa se ne voglia pensare) – è stato politicamente fatto a pezzi nel giro di pochi mesi. Prova finale che la crisi delle istituzioni – nell’ordine ascendente: Partiti, Parlamento, Presidenza del Consiglio, e Quirinale- innescata dieci anni fa dalla fine del governo Berlusconi e il ricorso a un governo tecnico, quello di Mario Monti, è arrivata al punto di non ritorno. L’Italia è anche ufficialmente, da questo momento, e agli occhi di tutto il mondo, un sistema politico fallito.

La fine della storia è arrivata senza nemmeno un po’ di onore: i coccodrilli sono usciti, accalcandosi, dal portone del Senato, ridendo com’è giusto per un branco che ha vinto una battaglia. Ma la corsa felice serviva soprattutto a lasciare in tempo l’aula così da non dover votare; così, cioè, da non mettere il proprio nome sul “draghicidio”. Sapevano che nella prossima campagna elettorale l’eliminazione di Mario Draghi costituirà una scelta di campo, una definizione politica. Ed hanno ragione a temere. Le conseguenze di quello che è successo nel Parlamento Italiano sono destinate ad essere, nella dinamica europea, una evoluzione che riapre una lotta politica interna al continente come da tempo non vedevamo.

L’unico modo per capire davvero quello che sta succedendo è strappare questa vicenda dal qui e ora, e riconnetterla con quello che è successo all’inizio di questa legislatura, alla formazione del governo giallo-verde nel 2018. Ripartendo dalla domanda di oggi – chi ha ucciso Mario Draghi? Risposta semplice: Giuseppe Conte, e Matteo Salvini. Ancora loro due. È dal 2018 che questa coppia pur nelle divisioni e negli scontri, nei momenti più rilevanti della storia politica del paese si rivela un’alleanza di ferro. La coppia funzionò perfettamente all’inizio del governo Giallo Verde, si divise nel secondo governo Conte, ma sotto la tensione è sempre rimasta un’automatica convergenza di sentimenti e decisioni: furono loro due a lavorare contro la elezione di Mario Draghi al Quirinale, e loro due sono stati la testa di ponte dell’assalto al governo Draghi. L’assonanza fra i due è talmente spontanea, talmente limata, da sfociare spesso senza neanche accorgersene in perfette sovrapposizioni. Salvini e Forza Italia infatti mossi da un feroce sentimento Anti Conte, al punto da porre a Draghi il diktat di formare un nuovo governo senza Conte, colpevole di aver affossato l’Unità nazionale, in assenza del consenso di Draghi a questo piano, hanno dato loro il colpo finale al governo affossato, a loro dire, da Conte.

La novità di questa coppia è che si è aggiunto stavolta nel “draghicidio”, a consacrazione dell’egemonia di Salvini, Silvio Berlusconi, che, ammaliato dalla prospettiva del voto subito in chiave di competizione con la Meloni, ha abbandonato il ruolo di capo del partito della moderazione e dell’Europeismo di destra, in Italia.

Come si vede, il sottofondo di tutto quello che è successo continua a tornare a un punto preciso della formazione della nostra classe politica: la vittoria nel 2018 di due partiti populisti, Lega e M5S.

Non durò molto, l’esperimento. Ma qualcuno si ricorda perché , in queste ore?

Quella vittoria presa in Italia come una delle tante giravolte di un instabile panorama politico, creò un vasto allarme in Europa. Così vasto da avere forte eco anche oggi.

Si ricorderà che il successo elettorale dei populisti nel 2018 avvenne nell’infuocato clima della crisi dei migranti da una parte e nel formarsi di un forte fronte anti-Europa. Non si scherzava in merito. Un vero e proprio fronte costituito da Orban, Salvini, e Le pen ( ci limitiamo ai nomi più rilevanti) che portava avanti, in vista delle Europee del 2019, la parola d’ordine: “Vinceremo noi e cambieremo le regole Europee”. Salvini in Italia fece di quella promessa il traino della sua prima fase di governo. L’Europa, dietro le frasi di circostanza – la Merkel era una maestra in questa arte di dissimulazione delle sue rabbie- temeva fortemente questo progetto. Progetto finanziato e apertamente sostenuto dalla Russia di Putin. Il Presidente Russo, già implicato nella guerra in Ucraina dal 2014, sosteneva apertamente Orban, la Le Pen, ( per sua stessa ammissione finanziata con 5 milioni di Euro) e Salvini in Italia. Era il momento del successo della Brexit, del governo neonazista in Austria, del movimenti antieuropa in Olanda. L’Europa della Merkel tremava e dissimulava. Ma non stette a guardare. A pochi giorni dalle europee del 2019 venne diffuso un video che mostrava Heinz-Christian Strache, vicepremier e leader del Partito delle libertà (Fpö), di estrema destra, mentre tratta con una pseudo-oligarca russa durante una serata alcolica a Ibiza. Sebastian Kurz , capo del governo austriaco, scelse di dimettersi immediatamente, annunciando elezioni anticipate.

Nel 2019 l’Espresso rivela gli incontri in un albergo di Mosca, il Metropol, tra esponenti della Lega ( Salvini era in città ma non nell’albergo) e Russi che promettevano fondi al partito italiano. Un episodio mai chiarito, ma mai smentito, che lasciò Matteo Salvini intontito sotto il peso di una vicenda più grande di quel che immaginasse. Una vicenda che ha lasciato su di lui e sul suo alleato di allora Conte ( anche lui in quel periodo, il 2018, protagonista di molte visite a Mosca) un permanente sospetto, ritornato alla grande in questi mesi di guerra, di una relazione un po’ troppo speciale con Putin. Va ricordato, tuttavia, che la rottura sui soldi di Mosca, fu la fine del governo Conte1, e del rapporto fra i due alleati, nonché la ragione della brillante presa di distanza che portò Conte al suo secondo mandato costruito stavolta con il Pd. Eppure quella relazione fra Salvini e Conte è tornata sempre a galla, quando si è trattato del governo Draghi, come abbiamo scritto.

Da ieri quella relazione si rafforza, anche senza la volontà dei due leader. Conte e il fronte della destra marciano nella stessa direzione. In Europa le orecchie sono già alzate.

26 replies

  1. Una penna al vetriolo di spirito acido e personalità arcigna. Come disse la Ronzulli alla collega in lacrime per la caduta del governo del cuore… prenditi uno xanax

    Piace a 6 people

  2. La Annunziata non è mai stata una giornalista di spessore e questo editoriale lo dimostra.
    Prima afferma che Conte e Salvini si muovono in assonanza fin dal 2018 , adombrando oscuri misteri moscoviti per tutti e due, e poi che Forza Italia e Salvini odiano Conte.
    La Annunziata ha dimostrato più volte di avere una cultura non all’altezza , una spocchia notevole e poca capacità di scrivere.
    “Camerieri.badanti, amanti”,
    Coglioncino a collo alto , in una intervista a Salvini.
    Non capisco come possa occupare ancora un posto a Rai 3 , oppure si …
    Vuoi mettere che è organica as l PD?

    Piace a 5 people

    • Annunziata è quella che inneggiava alle “rivoluzioni colorate” quale tangibile segno di un mondo migliore.
      Non c’ha mai visto chiaro, nelle questioni. Ma proprio per questo è inamovibile dai palinsesti.

      Piace a 1 persona

  3. articolo strabico e confusionario come l’autrice
    da proporre come esempio di come
    NON SI FA UN ARTICOLO
    una volta c’erano i correttori di bozze
    personale indispensabile per ogni edizione
    ora, o li hanno licenziati tutti
    oppure sono tutti pensionati senza rimpiazzi

    Piace a 2 people

  4. Come sempre l’Annunziata scrive opinioni preconcette slegate dai fatti.
    Se sapesse cosa sono e sapesse dove trovare i dati le consiglierei di dare un’occhiata allo spread durante il governo dei populisti e come ha operato Conte sul PNRR… mentre l’Annunziata come la Meloni (e Letta!) lo sfanculavano perchè diceva no al MES.

    Piace a 3 people

  5. Draghi era logorato prima ancora di cominciare: basta osservare la cerimonia del suo insediamento.

    "Mi piace"

  6. Cazzate, se si é convinti che Draghi sia persona intelligente é ovvio pensare che abbia voluto lasciare dall, inizio incolpando i parlamentari di ció. In alternativa é un vecchio rancoroso che insulta i partiti che gli stanno sulle palle dimostrando si non capire nulla di cosa sia la politica e cosí facendo sì fa bellamente mandare a fare un ghrs.

    Piace a 2 people

  7. Chi ha ucciso draghi???????
    Cara annunziata ( scusa la minuscola) ….non ti passa per la testa la possibilità che quel vigliacco balordo si sia suicidato più che volentieri per evitare torture peggiori?
    Se vuoi ti giro la domanda…….
    Chi ė che più di tutti ha fatto il possibile per uccidere la democrazia?
    Risposta:
    draghi e i delinquenti che ce l’hanno propinato come PdC.
    Facile facile……

    Piace a 2 people

  8. Coccodrilli contro Draghi?

    L’Annunziata si ricorda chi ha fatto cadere il Conte I?

    Altro che Lega a Conte alleati.

    Ringraziasse Salvini che poi il PD è tornato al governo con Giuseppi.

    Piace a 1 persona

  9. Che pena quei commenti che … il drago non è un politico e si è tagliato le palle da solo! Il drago è stato il piu fine politico degli ultimi decenni. Lo dimostra come si è mosso a capo della Bce, mediando con statisti del calibro della Merkel. Certo, chi fino ieri stava a declinare le fantastiche qualità del semianalfabeta degli esteri, dove puoi sperare che vada! L’ho scritto da sempre: il drago, obtorto collo, ha accettato la pdc. Lo ha fatto nella speranza che emulasse Ciampi. Ma il furbacchione di Matta sapeva come sarebbe andata a finire. Sapeva che il drago avrebbe continuato a fare il drago, fottendosene dei partiti, ed il risultato sarebbe stato l’imballamento del sistema dei cosiddetti partitucoli, in aggiunta all’ostracismo nei confronti del drago. Infatti non è stato infatti eletto pdr e a lui non è dispiaciuto fare un secondo giro. È chiaro che, il nostro drago, incatenato per le palle da Matta, non poteva sottrarsi all’abbraccio mortale, e aspettava solo il momento giusto per liberarsene. Matta, che non è fesso, ha capito che il drago si è capacitato del brutto tiro giocatogli e per questo non ha esitate a sciogliere le camere. In assenza di quel tiro mancino solo un’insano di mente poteva dubitare che il drago non sarebbe stato incoronato presidente. Chiaro che pensa di concludere la sua carriera seduto sul colle più alto. Per questo confida che, dagli inquilini dei palazzi della politica nel 2029, possa essere richiamato a ricoprire l’agognato ruolo. Gli inquilini prossimi venturi, infatti, cioè l’armata Brancaleone, formata dal mafioso, sorella d’itaglia e slavina nord, creeranno le condizioni per un futuro parlamento a lui favorevole. Insomma un ragionamento da fine politico, non da quaquaraqua, come i tanti che inondano le pagine di infosannio, tenuti alla mordacchia dal noto ragliatore del FQ.

    "Mi piace"

  10. Lucia Annunziata,in un chilometrico editoriale riuscì ad affermare che “la conoscenza che il Presidente degli Stati Uniti ha del nostro Presidente del Consiglio, non deve essere un granché, altrimenti non lo avrebbe chiamato “Presidente Giuseppi Conte.”
    Geniale!
    Ma andiamo, signora Annunziata, quello di Trump è stato un lapsus calami. Può capitare.
    Lei avrebbe detto “Bresidende Giusebbe Gonde”. E sarebbe stato un lapsus linguae. Può capitare a tutte le persone normali.
    A lei capita sempre.

    Piace a 2 people

  11. Ma quante cazzate é riuscita a mettere in fila in questo scritto? Chiedo a chi é riuscito a leggere tutto l’articolo, io mi sono dovuto fermare dopo tre righe per la quantitá oscena di cagate. Sembra l’abbia scritto renzi.

    Piace a 2 people

  12. E’ banalmente una stampellina vetero-comunista che continua ad invecchiare insieme ai suoi schemi mentali interessatamente deviati.

    "Mi piace"