Cacciari: “Governo europeista o l’Italia va in default, Mattarella non ci manderà mai al voto”

Il filosofo: «Draghi forse si è dimesso per avere un chiarimento definitivo. Persino i Cinque Stelle hanno già capito l’idiozia di cui sono stati capaci»

(ANDREA MALAGUTI – lastampa.it) – Professor Cacciari, Mario Draghi si è dimesso.

«Non me l’aspettavo. Ma di una cosa sono certo: a votare non andiamo. È pacifico».

Mi sfugge.

«Ma come fa Mattarella ad accettare il voto in queste condizioni? Non sono chiare le scadenze che ci attendono a ottobre e a novembre? Non è chiara la situazione drammatica nella quale stiamo vivendo?».

Dunque Draghi bara?

«No. Ma intanto Mattarella lo ha rimandato alle Camere. La maggioranza parlamentare c’è tutta. Ieri Draghi ha ottenuto la fiducia. Persino i 5 Stelle, che prima gettano il sasso e poi tirano indietro la mano arrampicandosi su mille specchi e specchietti, sono tornati sui loro passi, dimostrando ampiamente di avere capito l’idiozia di cui sono stati capaci».

Magari, semplicemente, Draghi non ne può più di questa fanghiglia ricattatoria?

«Dice, e mi scuso per il francesismo, che si è rotto i coglioni? Può essere. Oppure può essere che voglia un chiarimento definitivo».

Sarebbe il minimo sindacale.

«Certo che lo sarebbe. Ma allora lo dica. Dica che nel suo governo c’è un clima di sfiducia e di contraddizioni che non sono più tollerabili. Dica che così è impossibile affrontare la tormenta che ci aspetta in autunno, che è meglio votare prima. Provi a comunicare qualcosa che sia comprensibile per i cittadini. L’impressione è che proprio non gli passi per la mente».

Perché il premier dovrebbe restare?

«Non dico che questo governo sia la panacea per tutti i mali, ma almeno ha un leader con una credibilità internazionale decisamente forte e questa è l’unica cosa che ci può salvare da una crisi che pesa sull’Italia più che su qualunque altro Paese europeo. Siamo nelle mani di Mattarella. Se Draghi resta avrà una maggioranza piegata a ogni suo desiderio. Se si è stufato deve avere pronto un altro nome».

Amato?

«Amato. Lo voterebbe anche Berlusconi».

Come siamo arrivati a questo punto?

«C’è stata una catastrofe all’interno dei Cinque Stelle. Anzi, mi correggo, del fantasma dei Cinque Stelle, perché i Cinque Stelle non esistono più. Conte ha cercato un suo spazio di autonomia da giocare contro Di Maio, scatenando una tempesta nel bicchier d’acqua già spaccato del suo Movimento. Ma dietro la reazione di Draghi ci deve essere qualche retroscena che mi sfugge».

Perché lo dice?

«Perché non si lascia per le bizze di una componente residua del governo, che per altro non lo farà mai cadere. Capirei se ad andarsene fosse stato il Pd. Ma così è assurdo. Al limite fai un rimpasto, ti liberi della zavorra e vai più spedito di prima. Chi lo vuole Conte? Letta? Salvini? Ma andiamo».

Nel frattempo le Borse sono crollate.

«E con loro i risparmi degli italiani. Se viene un governo che non ha sufficienti rapporti con i poteri forti europei l’Italia va in default. E tutto questo per Conte? Forza, non prendiamoci per i fondelli».

In un’intervista a La Stampa Berlusconi ha detto: il campo largo ormai è un campo santo.

«Ha ragione. Battuta riuscita. Ma faccia attenzione a ridere. Se Draghi, magari perché ha altre mire e altre offerte da qualche altra parte nel mondo, si è stancato dell’Italietta, non è detto che non nasca un partito che fa comunque riferimento a lui e a Mattarella».

Un partito europeista, atlantista, buonsensista che piace anche ai poteri forti?

«Quello. Con Letta, Di Maio, Calenda, qualche governatore della Lega, magari Renzi e Sala. A quel punto Berlusconi che cosa fa? Si allea con questa forza di centro credibile o sceglie Meloni?»

È una domanda retorica?

«Lo è. La prospettiva è quella di andare alle elezioni con un rassemblement di centro conservatore europeo (modello Macron) contro una destra a guida Meloni Salvini (modello Le Pen)».

Mi perdoni, e la sinistra?

«Non c’è più».

I fragili sì. Crescono a dismisura.

«Non c’è dubbio. Le disuguaglianze continuano a moltiplicarsi. Con la recessione e l’inflazione al 10% qualcosa, e qualcuno, è destinato a venire fuori. Stiamo andando verso una situazione di drammatici disordini sociali. Non mi stupirei se nel giro di due o tre mesi ci trovassimo di fronte a una nuova formazione politica».

Guidata da chi?

«Il nome non lo so. Ma so che un italiano su due non va più a votare. E che tra questi la metà non arriva alla fine del mese. Eppure qui si va avanti con il reddito di cittadinanza e con i bonus. Magari con quelli per la casa che mettono sullo stesso piano chi ha una villa e chi vive in una catapecchia. Un leader modello Melanchon che si occupi della marea dei non rappresentati può valere il 25-30% dei voti».

Parlando di cosa?

«Di patrimoniale, per esempio. Idea che per il centrosinistra è diventata un tabù».

Landini leader?

«Il nome al momento non lo vedo. Ma sono gli eventi a fare i nomi, non i nomi gli eventi».

Il reddito di cittadinanza ha salvato un sacco di gente.

«Vero, non lo discuto. Ma così come è concepito non regge. Manca tutta la parte delle politiche attive del lavoro. E se uno gira in città come Milano o Venezia scopre che i bar e i ristoranti non riescono a trovare i camerieri a meno che non li paghino in nero. Perché se li regolarizzassero perderebbero i sussidi».

Che altro servirebbe?

«La spending review. I conti dei ministeri e della pubblica amministrazione continuano a salire, ma nessuno ne parla. Mi chiedo che fine abbia fatto il mio amico Cottarelli».

Magari è il suo momento.

«Sì, così poi Salvini, Berlusconi e mezzo Pd mettono mano alla pistola».

Secondo lei stasera qualcuno a Mosca è contento o immaginarlo è surreale?

«Immaginarlo è realissimo. La Russia ha dichiarato l’Europa nemico politico (e dico politico perché gli affari proseguono alla grande senza che nessuno se ne occupi) e dunque un governo in crisi non può che rendere felice Mosca. Ma anche gli Stati Uniti».

Che c’entrano gli Stati Uniti?

«L’unica cosa che li unisce ai russi è non volere un’Europa unita e forte. Solo Gorbaciov la teorizzava. Ma in Russia la sua linea politica è sempre stata largamente minoritaria».

Professore, lei voterebbe mai per il Grande Centro?

«Un tempo avrei detto di sì ripetendomi all’infinito: voto per il Pd, voto per il Pd, voto per il Pd. Ma ora temo di essere arrivato al caffè e che le mie capacità di resistenza al meno peggio stiano scemando».

Precipita anche lei nel 50% di italiani che disertano il voto?

«Temo che alla fine il mio dovere lo farò. È solo che adesso mi manca la lingua per parlarne».

29 replies

  1. Cortocircuito Cacciarri. “Non dico che questo governo sia la panacea per tutti i mali, ma almeno ha un leader con una credibilità internazionale decisamente forte e questa è l’unica cosa che ci può salvare da una crisi che pesa sull’Italia più che su qualunque altro Paese europeo.” Ma quale governo ci ha precipitati in questa situazione? E presieduto da chi?

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  2. Quanto era “agitato” il nostro Vate durante l’intervista?
    Mondo crudele: un dio costretto a stare tra gli uomini. Per il companatico. Che noia

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  3. Cacciari è una parodia. Ne infila una dietro l’altra, spesso contraddicendosi. Qualcosa di sensato, in mezzo ad una serie di deliri. Sempre con la postura alla Dinamite Bla. Mi fa anche ridere. Ma un “filosofo” che fa ridere non è un bel segnale.

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    • Come no? È ben filosofia quella per cui pecunia non olet. Laddove la pecunia è ottenuta grazie a un’intervista o grazie a una comparsata in TV a qualche talk show, alla peggio grazie a qualche articoletto che appare chissà dove. Ricordiamoci che in questi mesi la Gruber ha tirato già la saracinesca, eh? 😉

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  4. non è un filosofo
    come uno studente che studia matematica non è un matematico
    siamo in Italia un titolo lo si da a chiunque come il Dotto’ del posteggiatore
    egli è un veneto autentico
    “faso tutto mi, tì non te capisci gnente! te o go’ dito che te caschi”
    …col senno del poi

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    • è un cazzaro anche lui…ultimamente qualche volta ha frammischiato qualcosina di giusto tra le sue sparate, ma si tratta di casi fortuiti.

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      • …Platone e Aristotele, un’altra ancora e via, via, risalendo la storia, “…nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes…”, si arriva a comprendere che i più grandi filosofi sarebbero state le AMEBE UNICELLULARI.

        PS: ovviamente, il detto, vecchio di quasi un millennio, valeva allora, direi che adesso, più che sulle spalle, sono nelle mutande dei giganti.

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  5. (Avviso ai depressi e ai facili di lacrima: non leggete!)

    Il 25 luglio si avvicina….

    No Mario Nooo.
    Non ci lasciare perché oltre a dispensarci dosi a profusione e grandissime rotture di coglioni paternalistiche ci hai tolto pure il pane e, la benzina e l’aria condizionata.
    Stavi andando niente male: la borsa perde il 25% da inizio anno; lo spread raddoppiato; siamo in primissima fila nella guerra in Ucraina; ci indebiteremo per comprare convogli d’armi; accogliamo rifugiati bianchi; fra poco iniziano i razionamenti, chiuderanno linee di produzione e distribuzione, si perderanno posti di lavoro; la gente abbandonerà le automobili per evitare di indebitarsi pagando bollo e assicurazione; i medicinali non arriveranno più nelle farmacie; aumenteranno ulteriormente i prezzi del paniere; si moltiplicheranno i prelievi forzosi e notturni; le bollette arriveranno al +400%; finiranno all’asta immobili a profusione per rate non versate.
    E tu nel momento più bello e emozionante te ne vuoi andare con tutti i minorati a farti da maggioranza?
    Anche Bruto Tentenna tornerà a sostenerti, la votazione è stata solo per salvare la sua leadership ormai consunta da defezioni e epurazioni e dalla disaffezione dei votanti.
    Ma la tua uscita non sarebbe come se Nerone, dopo aver appiccato fuoco, se ne fosse andato senza godersi lo spettacolo. Tu resterai a goderti le fiamme a reti unificate, senza scampo.
    Dammi retta comprati una cetra e vai in parlamento a intonare il canto antico del “tutti dentro”.

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  6. Viva Draghi, Mattarella, Amato, Berlusconi, il PD, Di Maio, Calenda, Renzi, i governatori responsabili della Lega, Cottarelli, Macron, il rassemblement di centro, abbasso i 5stelle che sono contemporaneamente morti e causa di qualsiasi disastro, a cominciare dal crollo delle borse.

    Direi che il riallineamento anche del tizio in questione è completo.

    Potrebbe essere quasi pronto per un ministero nel futuro governo del rassemblement di centro.

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  7. In piena confusione da farneticazione, ed ha sempre manifestato un fortissimo pregiudizio verso Conte, quindi i 5S non servono a niente, sono finiti, ma andavano bene per reggere il moccolo, che se lo reggano da soli

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  8. Questa cosa la voglio dire da una vita!! I filosofi sono i più furbi esseri umani in assoluto!! Loro pensano sì, a come sfruttare il prossimo!! Loro pensano e gli altri lavorano!! Oh certo ci vogliono i pensatori sia mai!! Ma di pensiero non si mangia e non si vive!! contadino: scarpe grosse e cervello fino!! I contadini sono pensatori e lavoratori, producono affinché loro possano avere di che vivere, rischiando moltissimo ed affinché le popolazioni possano sfamarsi.. Per vivere non si può solo pensare!! Si deve pensare ma volando bassi, rimanendo con i piedi ben piantati per terra! Erigersi a migliori signori so tutto io, non fa altro che fare capire quanto miseri esseri umani si è!! Capito ex sindaco!!!! Che non hai fatto nulla per la tua città? Anzi!!

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  9. L’ unica idiozia che ancora non si è capita, è come possa esistere ancora qualcuno così masochista da perdere un’ ora del proprio tempo per intervistare Cacciari. …se proprio non si può resistere alla propria ossessione/pulsione masochistica, ci sono tante altre opzioni di mortificazione della carne e dello spirito. ……

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  10. Certo Caterina, i veri intenditori della mortificazione della carne e dello spirito, intervistano Renzi, Calenda e Di Maio. ….poi ci sono quelli che alla verace mortificazione della carne, preferiscono la tortura della noia, come la goccia incessantemente sulla fronte, ed allora intervistano Letta che suscita le stesse passioni/pulsioni di un cassonetto dei rifiuti. …vuoto, neppure l’ utilità della raccolta dei rifiuti….

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  11. Esistono alcuni che al solo nominare la parola PATRIMONIALE provano brividi di emozione. Come se si trattasse dell’assalto al Palazzo d’inverno la ritengono la soluzione di ogni problema: giù un’altra bella tassa sulla casa come se non bastasse l’IMU e l’IRPEF. C’è chi pensa che i ricconi da spolpare abbiano intestati a loro nome grassi conti in banca, dozzine di auto di pregio in garage, barche, elicotteri, appartamenti, negozi, ville, oro e gioielli. Non hanno nulla: tutti i loro beni sono registrati a nome di società nei CD.” Paradisi fiscali” dalle isole della Manica, ai Caraibi, al Delaware ( di cui è stato senatore, per decenni ) il democratico attuale presidente degli USA. La patrimoniale colpirebbe i soliti fessi che con fatica e col mutuo si sono comprati una casa: bella soddisfazione da Tafazzi.

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