Gualtieri riporta a Roma i lupi di Romolo e Remo

Carta di identità miraggio

(Franco Bechis – veritaeaffari.it) – Non è nemmeno più un miraggio la rivoluzione digitale che Vittorio Colao ha preparato nei suoi piani grazie ai fondi del PNRR. Nella capitale di Italia è come se il governo parlasse una lingua sconosciuta, e le condizioni sono con evidenza quelle della preistoria. Probabilmente è l’unica città italiana in cui centinaia di giovani hanno dovuto disdire i propri programmi di vacanza all’estero, per l’impossibilità di ottenere un documento valido per l’espatrio. E la stessa cosa è accaduta a intere famiglie, quando qualcuno dei documenti a disposizione è risultato in scadenza.

Open day disastrosi

Il rinnovo è impossibile, anche per incapacità dell’anagrafe della capitale di Italia che non è in grado di assicurare ai suoi abitanti la carta di identità elettronica in tempi normali. Per averla è necessario prenotarsi attraverso app che non funzionano presso il municipio di residenza, che normalmente offre appuntamenti solo a molti mesi di distanza, salvo poi annullarli per deficienze momentanee della singola struttura (“oggi non c’è l’unico che se ne occupa”). Per cercare di ovviare al disastroso sistema informatico e anche alla scarsa propensione al lavoro della pubblica amministrazione locale, il sindaco di Roma, il Pd Roberto Gualtieri, ha promosso in vista dell’estate e dei suoi viaggi all’estero degli open day di singolo municipio in cui a vista si dovrebbe rilasciare la carta di identità elettronica al piccolo gruppo di fortunati che riescono a prenotarsi in tempo fino ad esaurimento dei posti sull’apposito sito del governo italiano.

La prenotazione ha funzionato, il rilascio della carta di identità elettronica non allo stesso modo. In due municipi l’open day è fallito perché è andato in tilt nella fatidica domenica prescelta proprio la rete informatica, e ai cittadini che si erano prenotati è stato chiesto di tornare a casa e prenotarsi un nuovo appuntamento. Risultato: vacanze saltate per i più. Non è che funzioni meglio la sola alternativa a disposizione: quella del rinnovo o della prima richiesta del passaporto anche per i figli minori in caso di viaggio all’estero.

Passaporti? Un miraggio

Qui non è più il Comune ad entrare in gioco, ma i singoli commissariati o la questura di Roma. Non c’è un problema informatico, perché la rete è buona. Però il risultato è lo stesso: lunghe ore di coda, e poi si è costretti a ritornare a casa a mani vuote. Il problema è quello della mancanza di carta, che certo è molto rincarata nell’ultimo anno. Manca non solo quella delle scartoffie necessarie da compilare, ma anche quella dei libretti da cui ottenere l’agognato documento per l’espatrio. Da mesi episodi simili affollano le cronache cittadine, ma nessuno prova a metterci una pezza. Certo con i servizi ridotti in questo stato nella capitale di Italia sembra quanto meno grottesco il trionfalismo degli esponenti del governo sulla transizione digitale della pubblica amministrazione.

COLDIRETTI, MANIFESTAZIONE CONTRO L’INVASIONE DEI CINGHIALI PROTESTA

Il ritorno di Romolo e Remo

Roma è tornata in realtà alla preistoria. La situazione della raccolta rifiuti continua ad essere drammatica in parti della città e perfino in quartieri limitrofi al Vaticano, quindi sugli intinerari dei turisti a cui si presenta un pessimo biglietto da visita. La “monnezza” lasciata regolarmente sui marciapiedi dai romani ormai per abitudine anche quando i cassonetti vengono di tanto in tanto svuotati dai camion dell’Ama (l’azienda raccolta rifiuti della capitale), attira una fauna ormai nota grazie alle miglia di video che appaiono ogni giorno sui social.

E dopo gabbiani, topi e cinghiali…

Gabbiani, topi, qualche volpe e centinaia di cinghiali si aggirano quotidianamente nei quartieri Nord della città, anche provocando qualche incidente o aggressione ad abitanti e ai loro animali da compagnia. Anche quando è scattato l’allarme della peste suina perché alcuni esemplari ne risultavano infettati mettendo a rischio allevamenti di maiali nelle campagne limitrofe, il sindaco Gualtieri di fatto non ha mosso un dito, limitandosi a dichiarare zona rossa per l’infezione la parte a Nord della città senza però intervenire sia per le lungaggini burocratiche che per l’opposizione delle associazioni animaliste e ambientaliste.

CINGHIALI IN GIARDINO A ROMA

… arrivano i lupi

L’ultima novità, segnalata anche con foto da Il Messaggero, è l’arrivo alle porte della città di una quarantina di lupi che stanno davvero riportando indietro l’orologio della storia, ai tempi di Romolo e Remo. Sono a caccia di cinghiali, di cui sanno cibarsi senza troppi complimenti fregandosene dell’opposizione dei verdi. Ma con meno sforzo attaccano i greggi di pecore dei pastori nelle aree verdi limitrofe alla periferia cittadina. Detta così potrebbe sembrare una soluzione: i lupi finirebbero per risolvere i problemi a cui non sa mettere mano Gualtieri. E invece finiscono con l’aggravare l’emergenza: avendo paura di questi predatori, ancora più cinghiali si spingono all’interno della città dove si sentono al sicuro con cibo facile da ottenere nei pressi dei cassonetti. I lupi non osano al momento inseguirli, temendo l’uomo. Ma anche l’atavica paura prima o poi potrebbe lasciare campo alla fame (è già accaduto con le volpi). E il giorno in cui mai un lupo dovesse attaccare un turista dentro la città, capiterebbe l’inevitabile disastro: A cui non c’è Pnrr in grado di porre rimedio.

3 replies

  1. Che strano!
    Gualtieri si sta dimostrando peggiore della Raggi e non gli dedicano nessuna puntata di Omnibus.
    Però , in fondo, quello che avviene è “merito” dei romani.

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