Tra Mario e Beppe

(Giuseppe Di Maio) – L’occasione di essere nato in Irpinia ha sicuramente influito sulla mia capacità di esprimere un’opinione spassionata sul Presidente del Consiglio. Sebbene sia cosciente che la mia terra d’origine non sia esente dalla produzione e dall’esportazione di ogni genere di farabutti, continuo a mantenere la sentimentale e segreta speranza che chi abbia qualche legame con la mia gente non possa essere del tutto una carogna servile. Mai come in questo caso il sentimento è stato origine di errore feroce come solo il popolo è capace. La sera del 2 febbraio dell’anno passato, Sergio Mattarella, a rete unificate, avvertiva “il dovere di rivolgere un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento, perché conferissero la fiducia ad un governo di alto profilo che non debba identificarsi con alcuna formula politica. Conto —  diceva con la sua voce blesa — di conferire al più presto un incarico per formare un governo che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili”. Insomma, dopo aver minacciato di scioglimento le Camere e avvertito gli eventuali “responsabili” delle sue reali intenzioni, il Capo dello Stato faceva transitare Draghi dalle chiacchiere dei talk show a palazzo Chigi tra la felicità di tutti, persino di Grillo, che arruolò il sicario dei padroni tra gli strumenti delle sue fanfaronate.

Da allora il nostro intercambiabile fenomeno, come lo sono tutti quelli che transitano ai vertici delle strutture europee, fedeli ai poteri reali e ignari della democrazia, ha dimostrato di saper agire solo a comando. L’incredibile sfilza di fesserie, che ci si ostina ancora a chiamare “gaffe”, rivelano un’incapacità politica di proporzioni straordinarie, malamente nascosta dal profluvio di encomi della stampa domestica. Non è solo per le sviste dovute alla disattenzione e ai discorsi scritti da altri, come “deputati per senatori” e “Argentina per Algeria”, ma per il “condono” delle cartelle esattoriali legiferato dall’ex presidente di Bankitalia e Bce, bocciato da Bankitalia e Corte dei Conti; per i “salvataggi in mare” effettuati dal governo libico che invece erano una cattura dei migranti sfuggiti alle guardie costiere; per il titolo sconsiderato di “dittatore” a Erdogan, aggiungendo, “ma ne abbiamo bisogno”, e per tante altre occasioni in cui il super competente Mario ha dimostrato di non essere competente in niente. La sua virtù è eseguire la volontà del padrone e realizzare per suo conto istigazioni a togliere di mezzo gli unici avversari.

Per conto nostro abbiamo voluto credere che un genovese potesse “regalare” qualcosa di suo al popolo italiano, e abbiamo pensato che Grillo si fosse veramente messo da parte. Invece aveva fatto solo finta di affidare la sua irriformabile creatura alle cure di Giuseppe Conte sabotandone sistematicamente i progressi. Ora, dopo i provvedimenti iniqui di questo governo, primo fra tutti la riforma del suo ministro della giustizia; dopo che si è intestato i successi di quello precedente, e/o averli fatti fallire miseramente, ci si domanda se è vero che “Draghi abbia chiesto a Grillo di rimuovere Conte perché inadeguato”, cioè se il ventriloquo dei poteri reali abbia veramente chiesto al proprietario di uno strumento democratico di far fuori il comune nemico. Ma la domanda è un’altra. Siamo pronti ad uscire da questa maggioranza? Siamo pronti a rifondare un soggetto politico diverso dall’esperienza e anche dal nome del M5S?

26 replies

  1. ” La sua virtù è eseguire la volontà del padrone e realizzare per suo conto istigazioni a togliere di mezzo gli unici avversari.”

    Se si aggiunge l’aggettivo “unica” dopo “sua”, la frase sopra è perfetta.

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  2. Quando vidi questa intervista di Vespa a Grillo alla vigilia delle elezioni del 2018 mi venne un brivido lungo la schiena. Grillo esordì con una bel gesto massonico di “fedeltà” (la mano sotto la giacca, alla Napoleone).

    Lì per lì pensai che Grillo volesse prendere per il cùùo il “Potere” e dimostrare che il Movimento era più forte di qualunque potere, ma mi è sempre rimasto un amaro in bocca di qualcosa che mi aveva veramente insospettito. Inizialmente ho rimosso questa sensazione, anche se nel retro del mio cervello quell’intervista mi è sempre rimasta presente. Come presente mi è sempre stato il legame tra Casaleggio e Sassoon (leggo: “Enrico Sassoon, primo e più importante socio della Casaleggio, siede fianco a fianco con gli stessi componenti dell’Aspen Institute Italia, think tank tecnocratico, diretta emanazione del gruppo Bilderberg. Quando il Sistema si organizza è capace di tutto: persino di creare un Comitato Esecutivo Aspen formato – oltre che da Enrico Sassoon della Casaleggio – anche da Mario Monti, John Elkann, Romano Prodi, Giulio Tremonti, tutti componenti italiani del Bilderberg”). Oggi dopo tutto quanto è successo il sospetto sta forse diventando realtà. Archiviati Bonafede, Toninelli, Raggi e Appendino e tutte le cose buone fatte nella fase 1 del governo Conte, il sospetto è che il vero disegno della creazione del Movimento fosse funzionale a canalizzare ed aggregare una grande fetta di popolazione arrabbiata, delusa e potenzialmente esplosiva che avrebbe potuto disturbare il mantenimento dello status quo. Ricordate l’umore della società alla vigilia delle elezioni del 2018? Potenzialmente esplosiva, la situazione avrebbe potuto essere difficilmente controllabile; la gente era veramente stanca dei governi che avevano imperato negli ultimo 10 anni.
    A volte, a pensare male ci si prende e ho paura ad ammettere a me stesso che questo fosse veramente il disegno che stava alla base della creazione del Movimento. Ci abbiamo creduto in oltre 11 milioni e dopo 4 anni ci ritroviamo ad avere, anzi appoggiare convintamente, un governo che non solo io definisco come il peggiore del cammino democratico (democratico??) del nostro Paese. Non si può abbassare la testa quando si calpestano i nostri valori. Quando ci si scorda dei propri valori e ideali, la partita è finita.
    Ma questo è solo il mio inutile sfogo. Già nel 1973 De Andrè avvertiva che “però bisogna farne altrettanta (di strada) per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni” e adesso passati i 60 ho paura ad ammettere che avesse terribilmente ragione.
    Buona giornata a tutti.

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  3. E certo c’era da gettare l’ osso al cane affinché continuasse ad abbaiare, senza mordere! Come fai a convincere i disillusi , ben informati, ostili alla partitocrazia e al disvalore di una democrazia fittizia, uniformata, confermata che relega i cittadini a ruolo di comparse afasiche? Usi le parole chiave dal megafono giusto : partecipazione, cittadinanza attiva, democrazia diretta! Jung ha scritto” Hitler è l’ inconscio collettivo di settantotto milioni di tedeschi! Senza il popolo tedesco, Hitler non sarebbe niente! “……Grillo, il M5S, è stato l’ inconscio collettivo di 11 milioni di italiani, quelli più difficili da convincere, ci voleva la novità che facesse presa su una speranza che umanamente ognuno di noi coltiva per non ” morire” di cinismo e disillusione! Grati a Grillo che ci ha ” regalato” un sogno? Davvero? Il miglior gioco di prestigio degli ultimi 70 anni. …..il messaggio di Draghi ,che certamente il garante ha ricevuto, recita ” allora che fanno i coglioni dei tuoi iscritti al M5S?
    Il garante ” bussano dal cassetto dove li abbiamo rinchiusi. …Fateci uscire, fateci uscire! !! ”
    Come li tieni buoni?
    Con la democrazia diretta dei tarli!
    Ma è una cazzata!
    Come tutto il resto. ….ma importante è che ci credano!

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  4. Un paese per molti versi già fallito e l’unica forza politica in grado di portare veri cambiamenti ridotta a arena per galletti da combattimento.
    Pubblico folto, scommesse con scambi di denaro e risate sghignazzanti.

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  5. Io metterei Grillo davanti a un investigatore che deve a tutti i costi sapere la verità . Immaginate lui seduto con una luce accecante negli occhi e un interragatore che gli propone cento volte la stessa domanda fino a farlo crollare : perchè dopo un decennio di critiche a un sistema, dopo richiami continui all’ecologia, dopo interviste ai controsistema di tutto il mondo, dopo la spasmotica difesa di mani pulite e la difesa della legalità ,dopo le critiche più feroci al sistema dominante degli eurocrati e della troica,si è ingimocchiato davanti ai poteri forti rappresentato dal presidente della Bce definendolo in modo grottesco e ridiocolo un grillino?

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  6. Cocis ha pienamente ragione, non si spiegano altrimenti le terribili stronzate fatte da Grillo da tre anni a questa parte. Assurdità totali da lasciarti senza fiato, crimini inspiegabili altrimenti. Grazie Cocis. Spero solo che Conte sia una persona talmente onesta e capace da vincere questo lazzarone.

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