Legge elettorale, perché resterà il Rosatellum? Garantisce la poltrona a tutti

(Daniele Marchetti – affaritaliani.it) – Mai dire mai, soprattutto in politica, ma una questione appare oramai assolutamente certa: la legge elettorale non cambierà! Non perché il Rosatellum bis: l’attuale sistema elettorale misto proporzionale/maggioritario votato dal Parlamento nel 2017, sia migliore rispetto ad un sistema proporzionale (con eventuale sbarramento al 3-5%), né perché non vi siano – come molti pontificano – i tempi per l’approvazione di una nuova legge, ma semplicemente perché non c’è convenienza politica per nessuno: né per i partiti grandi a cui questo sistema assicura comunque un potere egemonico sulle e nelle rispettive coalizioni, né, tantomeno per i partiti piccoli a cui il Rosatellum garantisce margini certi (anche se non ampi) di sopravvivenza.

Ma non è solo tattica. L’incertezza del quadro politico e la conseguente indeterminatezza sul versante parlamentare è accentuata da due novità decisamente dirompenti le cui ripercussioni sull’intero assetto politico non tarderanno. Prima di tutto c’è la tanto temuta riduzione dei seggi parlamentari: 345 scranni in meno sugli attuali 945 (ovvero una riduzione degli eletti di un buon 36%) che pone a rischio lo scranno di tutti e la sopravvivenza di intere compagini.

Poi c’è l’altra bomba atomica che pochi considerano tale ma che avrà ripercussioni altrettanto potenti ed attualmente indecifrabili ovvero i milioni di voti che, stando ai sondaggi suggellati dalla recente implosione, il Movimento 5 Stelle si appresta a lasciare sul campo. Voti (milioni di consensi) in grado di destabilizzare ogni tipo di equilibrio e di confutare qualsiasi previsione statistica. Dunque: prudenza! Non una scelta, bensì una necessità! Primum vivere, resta l’imperativo per tutti!

A filosofare sul Sindaco d’Italia o sul Presidenzialismo (per entrambe le riforme servirebbe, fra l’altro, una revisione costituzionale) si provvederà col tempo sebbene vi sia ormai un’ampia consapevolezza sui molti limiti manifestati da tutti i sistemi elettorali escogitati (più o meno furbescamente) nella seconda/terza repubblica: dal Mattarellum, al Porcellum, al Rosatellum fino al Rosatellum bis rispetto anche al vetusto sistema proporzionale (praticamente senza sbarramento) che – per mezzo secolo – ha onorato la Repubblica guidandola dai suoi primi ed incerti passi fino al referendum Segni dei anni ’90.

Ecco l’abissale differenza: il Matterellum, il Porcellum ed in ultimo il Rosatellum sono sistemi elettorali figli del loro tempo. Anzi, sovente, figli di specifiche stagioni o leadership politiche. Questo non è sostenibile in nessun gioco figuriamoci in una grande Democrazia che, fra l’altro, si fregia di avere la Costituzione “più bella del mondo”: a lungo andare o si finisce per cambiare gioco (deriva assai ambita dai variegati populismi) oppure le regole devono necessariamente tornare stabili, certe, condivise, semplici e chiare indipendentemente da chi scenda in campo e da chi gestisca il banco. L’Italia gioca (da anni) sull’orlo di questo abisso!

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