La guerra a fari spenti nella notte

Il teatrino futurista promosso da Luigi Di Maio, nelle stesse ore del dibattito parlamentare sull’Ucraina ha distolto l’attenzione dell’opinione pubblica dal nodo al quale l’Italia – impegnata con Francia e Germania nel sostegno all’Ucraina – rischia d’impiccarsi. […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – “Continuare a garantire secondo quanto previsto dal decreto legge 14/2022 il necessario e ampio coinvolgimento delle Camere, con le modalità ivi previste, in occasione dei più rilevanti summit internazionali riguardanti la guerra in Ucraina e le misure di sostegno alle istituzioni ucraine, ivi comprese le cessioni di forniture militari”.
Risoluzione del governo approvata dal Senato il 21 giugno 2022

Il teatrino futurista promosso da Luigi Di Maio, nelle stesse ore del dibattito parlamentare sull’Ucraina ha distolto l’attenzione dell’opinione pubblica dal nodo al quale l’Italia – impegnata con Francia e Germania nel sostegno all’Ucraina – rischia d’impiccarsi. Fino a quando e a quale prezzo siamo disposti a morire per Kiev (laddove la lugubre frase, giù usata nel 1941 per Danzica acquista oggi un significato simbolico, si spera)? Fino a che punto l’espressione “necessario e ampio coinvolgimento delle Camere” potrebbe mettere in discussione la sostanza del decreto 14/2022 sull’invio di armi leggere e pesanti al governo Zelensky, visto che sta per partire un’altra spedizione con missili a lunga gittata? E considerato che la cessazione degli effetti del succitato provvedimento ha come data il 31 dicembre del 2022? Sei lunghi mesi nei quali potrebbe accadere di tutto, sia dal punto di vista bellico, che sul versante diplomatico, fino a ora inerte? E dunque quale significato concreto va dato a quel “coinvolgimento parlamentare”, espressione che i 5Stelle hanno accettato come garanzia minima per impedire che l’azione di governo possa scavalcare le Camere? Si potrebbe, per esempio, immaginare un pronunciamento parlamentare che alla luce dei nuovi sviluppi internazionali interrompesse l’efficacia del decreto di febbraio e dunque l’invio di armi? Con quali dirette conseguenze sul governo Draghi è intuibile, a meno che l’esecutivo non condividesse il disimpegno con l’intera maggioranza. In questo quadro complessivo quali azioni intende promuovere il M5S (una volta superato il trauma della scissione) affinché il testo della risoluzione non risulti un mero espediente formale, escogitato in una fase di evidente confusione politica? Sono queste le fondamentali domande che sottoponiamo al presidente Giuseppe Conte e che ci riportano all’interrogativo centrale su questa guerra: fino a quando l’Italia, nel dipendere dalle decisioni altrui (soprattutto dell’aggredito ma anche dell’aggressore) potrà procedere a fari spenti nella notte?

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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1 reply

  1. Mano libera sino a Dicembre e può succedere di tutto.
    Firmata una cambiale in bianco all’insaputa dei cittadini: e questi sarebbero i migliori?
    Che vergogna esautorato il parlamento con invio segcretato …è democrazia?
    Con quale coraggio i nostri politici rimangono insieme in un governo dittatoriale?
    Ci possiamo pure permettere di buttare denaro che potrebbe essere usato per altri problemi che toccano più da vicino gli italiani(siccità,cavallette,energia ecc.) invece di fomentare con questi aiuti il prolungamento del conflitto?

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