Les jeux sont faits

(Giuseppe Di Maio) – Trump andò via (insomma c’è mancato poco che non lo cacciassero di forza), e prima di partire lasciò un ricordino ai democratici e alla nazione liberal. Nominò alla Corte Suprema Amy Coney Barrett, un avvocato conservatore che diceva d’ispirarsi al pensiero di Antonin Scalia (altro giudice conservatore di cui era stata assistente), insomma, una specie di Cartabia americana. Quella di Barrett era stata la terza nomina trumpiana alla Suprema Corte, e di conseguenza la sua composizione manichea portava a 6 il numero dei conservatori contro i 3 liberali. Una Corte così non poteva che distinguersi per sentenze retrive e reazionarie. Ad esempio qualche giorno addietro le lobby delle armi hanno brindato per la sentenza che toglie le restrizioni al possesso dei loro giocattoli; ieri ha festeggiato la provincia profonda piena zeppa di ipocriti, di faux culs, per usare un altro francesismo. Cos’altro ci dobbiamo aspettare?

Quelli che passano per i guardiani estremi della legalità costituzionale sono sempre più invisi alla stragrande maggioranza delle democrazie. La finta vigilanza delle regole supreme nasconde il loro servizio alla politica, ai poteri forti, alle classi dominanti. Se in Italia la composizione dei giudici costituzionali è affidata al Capo dello Stato, al Parlamento e alla Magistratura, in America sono eletti a vita e solo dal Presidente degli Stati. Nessun bilanciamento, nessun contrappeso, se non la loro età anagrafica e la speranza di un avvicendamento ai vertici politici. Biden si dice deluso, e dice che non finisce qui. Ma forse finisce proprio qui, a meno di uno stravolgimento radicale della società americana. Difatti la giungla democratica degli USA non permette l’espressione di una volontà popolare univoca. I referendum e altre espressioni di democrazia diretta non sono presenti in tutti gli stati e ognuno si regola come vuole.

Eppure la maggioranza degli americani non è d’accordo. E nemmeno la maggioranza degli italiani lo era quando la Consulta gli ha bocciato i referendum su eutanasia, cannabis, e responsabilità civile dei giudici. Se in America il popolo è tradito, qui è lo stesso. Perché le nomine miste di politica e magistratura solo in apparenza garantiscono la diversità di opinioni, ma in realtà sono farina dello stesso sacco, custodi diversi dello stesso gioco della disuguaglianza. Siccome c’è una sola cosa chiara in democrazia, anche se il tavolo delle regole è complesso, e malgrado la pallina gira quanto vuole, in questo gioco vince sempre il banco.

1 reply

  1. Quando penso agli “esportatori di democrazia” a suon di eserciti varii, guardacaso nei paesi perlopiù del Terzo Mondo e allo scorreggione Rimbambidet che porge la mano al vuoto, che s’è messo in testa (?!) di far la guerra alla Russia (stavolta facendo combattere gli Ucraini al posto del fulgido Marine Corps et similia: per info citofonare Nuland, sig.ra Victoria)… mi vien da piangere, soprattutto pensando ad Assange. Su come stia messa l’Italì in tutto questo, prima che piangere mi vien voglia di suicidarmi. 😦

    Piace a 4 people