Lo spartito di governo

(Pietrangelo Buttafuoco) – In una nazione normale si andrebbe a votare già a ottobre. Non c’è più il partito più importante nella maggioranza di governo, i Cinque Stelle sono il secondo gruppo parlamentare e in una realtà con un minimo di onestà intellettuale si direbbe “va bene, andiamo alle urne”. Ma non succederà. Siamo un po’ belligeranti, magari già ad agosto torna la pandemia – la siccità c’è, le cavallette pure – e la disonestà della furbizia, per sfacciato capovolgimento, regna sovrana. L’Italia è questa cosa qua, i pieni poteri se li sono presi tutti e altro non si può dire – è proibito dirlo – perché nel frattempo, bieco è tornato il bastone (la carota, invece, è altrimenti alloggiata).

P.s. in una nazione normale… infatti, l’Italia – loro – la chiamano “Paese”.

17 replies

  1. Invidio moltissimo i Francesi perché possono criticare chiunque, compreso il loro Presidente della Repubblica.

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    • … E sanno fare le rivoluzioni…piccole o grandi che siano.
      Perché “anche le formiche, nel loro piccolo, s’incazzano” (cit)… ma non gli italiani!
      Mai.

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      • @Anail
        👍
        Su questo ( a livello storico) hai perfettamente ragione……adesso che tra smartphone e delivery ci siamo rammolliti tutti , credo che nemmeno gli altri europei abbiano voglia di fare la rivoluzione.
        Piuttosto siamo disposti a morire di inedia ( magari facendoci pure una storia su instagram).
        😢

        Ps.
        Complimenti a Buttafuoco…….qualche anno fa ( pur avendo idee molto sensate ) scriveva papiri illeggibili per quanto erano contorti.
        Oggi mi è sembrato di leggere un capolavoro di sintesi.

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  2. Marco Betti
    Spero che questa “crisi” faccia ritornare il movimento 5S alle sue origini e che esso prenda atto che il vero nemico da combattere è la finanza internazionale che regge le sorti del mondo globalizzato. Per quanto riguarda il traditore e poltronaro Di Maio, egli rappresenta l’ultimo puntello in ordine di tempo di Draghi (rappresentante italiano della finanza internazionale).
    Mi auguro che il M5S esca dalla “maggioranza” (vedi dittatura mascherata) e che si schieri contro questa guerra in cui l’Italia non ha alcun interesse se non quello di favorire una mediazione per la pace.
    Purtroppo il discorso di Draghi in parlamento fa presagire che l’Italia è stata scelta dalla finanza internazionale (in quanto ricattabile con lo spread a causa del suo asservimento dovuto al debito sovrano) come punta di diamante dello schieramento contro la Russia.
    Bene, di campagne di Russia “quando c’era lui” ne abbiamo già subito una e spero per il nostro povero paese che non ce ne sia un’altra anche se oggi le guerre si combattono prevalentemente a livello economico-finanziario.
    Auguri a tutti noi amici…. e ricordate che ai tempi della DC e del PCI le cose almeno dal punto di vista della politica estera andavano molto meglio.

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    • Divertenti apologie (absit iniuria verbis):

      viviana.v
      13 febbraio 2021 alle 8:02

      LODE AL NOSTRO LUIGI DI MAIO!!!
      Che Draghi lo abbia riconfermato agli Esteri ci riempie di soddisfazione. È stata una scelta giustissima, non solo come atto dovuto al M5S che Di Maio lo ama molto, ma soprattutto perché, anche se Luigi ha solo 34 anni, è intelligente, onesto e capace e non ha fatto che crescere nel tempo e dimostrarsi attivo e capace, una figura istituzionale seria e positiva, moderata e impegnata positivamente, riconosciuta validissima anche all’estero fino a guadagnarsi una copertina su Capital, come uno dei 40 uomini nuovi del mondo.
      Luigi si è fatta un’ottima fama internazionale, ha concluso importantissimi affari per l’Italia, ha liberato prigionieri che sembravano impossibili (vedi Chico Forti o i pescatori di Mazzaro), ha fatto di tutto per far liberare Regeni anche se non ci è riuscito.
      Lode dunque a uno degli italiani migliori!
      E che non piaccia a qualcuno non frega proprio niente a nessuno.
      L’invidia crepi in se stesa!

      Di Maio è uno dei nostri giovani di massimo talento.
      È stato ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali, nonché Vicepresidente del Consiglio dei ministri nel Governo Conte I. Dal 21 marzo 2013 al 22 marzo 2018, a soli 27 anni, è stato inoltre vicepresidente della Camera dei deputati, il più giovane della storia della Repubblica. Ha ricoperto poi la carica di capo politico del M5S dal 23 settembre 2017 al 22 gennaio 2020 (con l’82% dei voti dei 5 stelle) ed è stati poi riconfermato con l’80%
      Ha frenato con legge le trivellazioni offshore per la ricerca di gas e petrolio nei mari italiani e ha sospeso i nuovi permessi di ricerca idrocarburi liquidi e gassosi nell’offshore marittimo italiano, aumentando i canoni per gli impianti già esistenti di 25 volte.
      Ha varato il Decreto Dignità per disincentivare i contratti di lavoro precari a favore di quelli stabili.
      Ha fatto diminuire i tempi dei contratti a tempo da 36 a 24 mesi.
      Ha realizzato il memorandum di adesione dell’Italia alla “Nuova via della seta”, il progetto geoeconomico di connettività infrastrutturale e commerciale a trazione cinese.
      Ha posto il veto al colpo di stato di Trump che con la Cia voleva rovesciare il governo venezuelano per impossessarsi del petrolio del Venezuela e lo ha fatto contro lo stesso alleato di governo Salvini e all’Ue che erano vergognosamente favorevoli a Guaildò per sudditanza a Trump.
      È sempre stato favorevole all’unione civile di persone dello stesso stesso e all’adozione di un configlio (mentre la Cartabia sarà sicuramente contro).
      È stato elogiato persino da Brunetta che lo ha definito ‘un vero leader’ e da Travaglio che non ha elogi per nessuno.
      Gianroberto Casaleggio aveva una grande stima di Luigi, e se pure era molto giovane aveva visto in lui delle grandi capacità, ci vedeva un profilo istituzionale, quello che serviva per il definitivo salto di qualità del Movimento.
      All’estero Di Maio ha riscorsso olo stima, anche dalla Merkel.
      Per cui chi ne parla male, si sciacqui la bocca col sapone tre volte.

      Anail
      13 febbraio 2021 alle 8:39

      Brava, Viviana!
      Così mi piaci, positiva! Sono strafelice per Di Maio.
      Io sono di LEU, ma simpatizzante del M5S e ho apprezzato moltissimo la crescita del ministro degli esteri.
      Ha studiato, si è migliorato, con serietà e umiltà, ha fatto il bene del suo partito e del suo Paese e merita ogni bene e ogni riconoscimento.
      Congratulazioni a lui e a voi!

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      • E QUINDI?
        Guarda che l’ho dichiarato io stessa, in questi giorni, di averlo apprezzato e difeso e di aver gioito per la sua nomina.
        A maggior ragione, il tradimento brucia di più.
        E lo colloco temporalmente, non nell’attualità, ma in corrispondenza delle quirinarie.
        Sceso di colpo. Smascherato e poi tenuto d’occhio.
        Fa più male, quando ci hai creduto, no?
        Tutte quelle doti, comunque, le ha.
        Peccato che le abbia riposte altrove…in punta di lingua, verso lidi oscuri…

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      • Allora, Brezza, intanto “celiavo” bonariamente, stuzzicando amorevolmente lo spirito materno…

        Ma sulle doti, non sono d’accordo: non ne ha nemmeno una, tranne, forse ma forse, l’aver studiato: più che altro, l’averla studiata!

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  3. si sarebbe dovuti andare alle urne prima del governo Monti e prima del governo Draghi. Anche se so che votando lo scorso anno probabilmente avrei visto salire al governo gente che disprezzo, quella era la cosa giusta da fare? Non si riesce a fare un governo politico? Si vota. Invece abbiamo assistito all’ennesima sceneggiata scritta e diretta lontano dagli occhi degli elettori. Mattarella regista, Renzi interprete principale, Draghi miglior attore non protagonista e “Gold Man sucks” nelle vesti di produttore esecutivo.

    Poi nel sequel Draghi è diventato interprete principale e la performance gli è valsa il Razzie Award al peggior attore protagonista.

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    • Io invece ribadisco il concetto: Mattarella, il ricatto “o lui o voto”, avrebbe dovuto farlo PRIMA PER CONTE.
      Sarebbero arrivati eccome, “i responsabili”, a frotte…
      Ma evidentemente NON era questa la sua volontà… era già tutto previsto.
      Ha chiamato il killer, il becchino era già acquattato nell’ombra e ora gli esecutori testamentari cercano di spartire l’eredità.
      Festeggiano la dipartita, prima che il de cuius sia defunto.
      Ci sperano, non diamogli la soddisfazione, non completiamo, noi, il loro compito.
      Spero che Conte sia in attesa del momento giusto (ora la farebbe sporca), altrimenti… bisognerà svegliare il bell’addormentato.
      Dibbaaaaa… 🔊

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      • Esatto, invece Mattarella è stato parte attiva del Conticidio. Quando Renzi ha staccato la spina, sapeva già che la palla sarebbe passata a Draghi e che Mattarella non avrebbe messo sul piatto le elezioni.

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      • Se fossimo andati alle elezioni e a esse vinto gente che non ti piace avremmo salvato la democrazia. Avremmo avuto un governo con una maggioranza e una opposizione forte per contrastare ogni tentativo di mettere da parte il parlamento. La democrazia italiana corre grandi pericoli quando a vincere sono quelli che si definiscono democratici, ma che non hanno nel loro DNA il cromosoma della democrazia. Da quella parte ci sono tanti piccoli uomini che si credono dei napoleoni. L’ha dimostrato quel piccolissimo uomo di un Renzi che, pur avendo preso il 25% dei voti ottenne la maggioranza assoluta dei deputati e con quella maggioranza aveva stravolto la costituzione.

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      • Non dovevamo andare al voto.
        Doveva rimanere Conte, con la stessa frase ricattatoria usata per Draghi.
        E Renzi ha usufruito di un’altra legge elettorale, cambiata, poi, APPOSITAMENTE da uno dei suoi, per non far governare i 5s.
        Che schifo.

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  4. RINO INGAROZZA
    SONO QUI A DIRTI (ADDIRTI UNA PAROLA)
    Signorino Beppe (intestazione autonoma)
    Veniamo noi, con questa mia, a dirvi, addirvi (una parola), che scusate se sono poche 16 mila euro al mese; a noi ci fanno specie che quest’anno, (una parola), c’è stata una grande moria di parlamentari che voi ben sapete. Questa moneta servono a che loro si consolano del dispiacere che avranno perché devono lasciare il Movimento e che dispiacere che avranno quando riceveranno dei calci nel culo, da farlo come quello delle scimmie, perché il giovanotto che li comanda è uno studente che studia che si deve prendere una laura, che deve tenere la testa al solito posto… cioè vicino più possibile al culo dei potenti, che prima combatteva (o faceva finta).
    Punto, punto e virgola e due punti. Ma si, abbondiamo. Abbondandis in abbondandum.
    Salutandovi indistintamente
    I fratelli Capone… apri una parente (che siamo noi), chiudi la parente.
    Poi scrittum:
    Signorino Beppe… quannu cazz a dici na parola a favori i Conte?
    E mi scuso per aver usato il dialetto crotonese ma il genovese non lo so.
    Magari qualche amico di Genova te lo potrà tradurre.

    P.s.: La lettera è liberamente tratta dal film:
    “Toto’, Peppino e la malafemmina.

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  5. Bel Paese.
    (Galbani)

    Paese, non mi dispiace (paesani).
    Possiamo chiamarci come ce pare, la sostanza non cambia.

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  6. VA IN ONDA LA PAGLIACCIATA- Viviana Vivarelli

    Non si spiega nulla del comportamento attuale di Conte e soprattutto rispetto a ciò che era e ha fatto prima di questo anno e mezzo. Dottor Jekill e Mister Heide. Le sue scelte sono del tutto incomprensibili. Mentre le scelte di Di Maio sono state il massimo dell’ipocrisia e della falsità: ha avuto la faccia di dire che lasciava il Movimento perché Il M5S era contro l’invio di armi in Ucraina, quando un momento dopo i 5 stelle hanno votato di nuovo e assieme a lui l’invio di armi in Ucraina. Ha avuto la faccia di dire che lasciava il Movimento perché Conte era contro il Governo quando un momento dopo Conte ha giurato di nuovo fedeltà a Draghi.
    In questo teatrino non so chi dei due sia stato più indecente. E il popolo italiano come uno scemo a guardare il gioco delle falsità in cui al cittadino non viene dato di metter bocca.
    È tutto così disgustoso come non abbiamo mai visto nella politica italiana degli ultimi 70 anni. E c’è anche chi elogia Conte e si vede che Draghi se lo vuol tenere in eterno perché la rovina dell’Italia soddisfa i suoi desideri più bassi.

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