Tra i due litiganti c’è chi gode

Tra i due litiganti si dice che il terzo gode, ma nel caso di Conte e Di Maio c’è mezza Italia che festeggia.

CONFERENZA STAMPA DI GIUSEPPE CONTE

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Tra i due litiganti si dice che il terzo gode, ma nel caso di Conte e Di Maio c’è mezza Italia che festeggia. Il sistema politico ed economico a cui il Movimento ha tagliato un terzo dei parlamentari, ha bloccato i vitalizi, ha impedito di sfruttare i lavoratori senza alternative per sopravvivere, non vede l’ora di tornare a far bisboccia.

Eppure tra il presidente pentastellato e il ministro degli Esteri ormai si comunica solo a distanza e per accusarsi reciprocamente, senza più fingere di voler restare insieme. E dire che toccherebbe a Grillo e Conte, per i loro ruoli statutari, fare uno sforzo per tenere insieme quanto resta di una forza politica che ha già perso per strada da Casaleggio jr. a Di Battista, passando per centinaia di eletti in Parlamento, nei Comuni e nelle Regioni, fino a diversi milioni di elettori.

Certo, con la nuova diaspora Conte avrà il controllo totale dei 5S e potrà uscire dal Governo per provare a recuperare consensi dall’opposizione. Dopo di che, però, sarà più difficile entrare in quel campo largo progressista che oggi non ha alternative per non far vincere le destre.

Di Maio, di cui gran parte degli attivisti storici ora dimenticano le battaglie antiche e il fango sopportato, a partire dalla definizione vigliacca di bibitaro, vuole invece scongiurare la caduta o la scarsa autorevolezza di un Governo azzoppato in mezzo a una guerra e ai problemi economici che sappiamo.

E da qui recuperare poi i consensi tra gli elettori. Non è detto che questa sia la strategia migliore, ma pure quella di Conte ha le sue controindicazioni. Ma dividendosi è più facile che perdano tutti e due.

11 replies

  1. Perchè non farlo votare a ciò che rimane della base? …ancora dentro o fuori per sempre, semplicemente perchè ha fatto tutto quello che c’era da fare e disfare come non era mai capitato a nessuno nella storia della repubblica. Andare nel palazzo con un mandato e rivoltarlo a U facendo il contrario. Vediamo un po’ che dicono …

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  2. Chiamare campo largo progressista un luogo politico che va da fratoianni-bersani a renzi-calenda passando per il pd significa avere una agenzia specializzata in viaggi organizzati per paludi mefitiche.

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  3. ” Dopo di che, però, sarà più difficile entrare in quel campo largo progressista che oggi non ha alternative per non far vincere le destre.”
    Questa storia dell’ ingoiare di tutto per ” battere le destre” l’ha inventata 25 anni fa Bertinotti: i risultati li conosciamo. I ricatti non funzionano più, per questo si votava m5s, per qualcosa di nuovo dove l’onestà ( legale e intellettuale) prevalesse sugli slogan.

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    • Esattamente, si ragiona sempre ai fini di un tornaconto elettorale. Non c’è nulla di più sbagliato! Tu porta avanti i tuoi temi e programmi a prescindere, se poi gli italiani a maggioranza vogliono la burina, che governi pure. Come con Renzi, tempo 2 anni o meno e vedremo che fine fa.

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    • Grande Paolo!
      Mi ero dimenticato quella storia di bertinotti……
      Mi hai fatto ricordare quanto mi ero incazzato con bertinotti che con i suoi capricci era stato praticamente il primo e unico responsabile del lunghissimo governo berlusconi ( quello finito con la benzina a quasi due euro ).

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  4. da tempo il direttore è un di maiano doc. tira l’acqua al mulino di giggino fingendo equidistanza. giochetto vecchio e stucchevole. sembra quasi che il problema del movimento sia imputabile a chi subisce gli agguati e non a chi li fa
    . un giorno si e pure l’altro.

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  5. È vero quella di bibitaro per Di Maio era ed è una definizione volgare. Al personaggio si addice molto meglio la drfinizione di poltronaro.
    Sono socuro che se verrà mantenuto il limite dei due mandati cercherà da subito una nuova casa.

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  6. Pedullà, di qua, che se la prende con Conte, Labonia, da un’altra parte, che se la prende con la Sabatini.

    Cioè qui abbiamo una forza politica che ha cambiato idea sulla UE, sull’euro, sulla NATO, sull’OMS, sui vaccini obbligatori, su Draghi, su Mattarella, su Macron, sui gilet gialli, su Berlusconi, sul PD, sulla Cina, sulla Russia, sulla via della seta… e il problema sono Conte e la Sabatini?

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