Il sangue per Draghi è finito

Quando i tempi si fanno cupi, come questi, i partiti di lotta e di governo non piacciono, come dimostra il magro bottino raccolto alle amministrative da Lega e M5S.

IL PRESIDENTE MARIO DRAGHI INCONTRA LA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELLA GEORGIA SALOME' ZOURABICHVILI

Quando i tempi si fanno cupi, come questi, i partiti di lotta e di governo non piacciono, come dimostra il magro bottino raccolto alle amministrative da Lega e 5 Stelle. Il continuo incrociare le lame col premier Draghi, anche per difendere le proprie bandiere, disorienta gli elettori che alla fine si polarizzano su chi difende il governo qualunque cosa faccia – il Pd – o lo contesta a prescindere, come fa Fratelli d’Italia.

Pure la Meloni, sia chiaro, non brilla per credibilità facendo l’opposizione in Parlamento e l’alleanza elettorale col resto del Centrodestra che sostiene Draghi, ma i suoi continui dissensi con Salvini le restituiscono un ruolo di faro alternativo.

Dunque, a meno di un anno dalla fine della legislatura è naturale che i leader dei partiti in calo di consensi si diano una regolata, e ragionino di come fermare la fuga dei loro elettori, scaricando la colpa sulla convivenza con i dem – come ha detto ieri il segretario del Carroccio – o decidendo una volta per tutte la struttura organizzativa, come ha annunciato Conte, promettendo un voto tra gli iscritti anche per decidere sulla deroga al tetto dei due mandati per i parlamentari.

Risposte attese ma che non capovolgono un trend chiarissimo. Perciò serve fare di più, e nello specifico abbandonare le posizioni ondivaghe: o si sta in questo governo e se ne diventa i pretoriani, qualunque vergogna compia, oppure si smette di esserne complici. Certo, tirarsi fuori dalle responsabilità in mezzo a una guerra e alla crisi economica che avanza non è facile, ma anche i donatori di sangue quando hanno finito il plasma devono decidere: o si fermano o muoiono.

9 replies

  1. La colpa è nostra che ragioniamo come dei caproni facendo esattamente com’è scritto nell’articolo.
    E non ci fermiamo a riflettere sul perché di certe scelte.

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  2. “Certo, tirarsi fuori dalle responsabilità in mezzo a una guerra e alla crisi economica che avanza non è facile, …”
    Ma quali responsabilità, di grazia? Questi cialtroni che occupano abusivamente il Parlamento, da che si è insediato il cosiddetto governo Draghi hanno soltanto balbettato o taciuto lasciando che l’Usuraio d’Italia agisse indisturbato nell’opera di distruzione dell’economia nazionale (da lui iniziata oltre trent’anni fa) per conto della finanza anglo-statunitense. Letta, Conte, Salvini, Renzi, Meloni pari sono. Traditori della Patria. Nient’altro. Finirà malissimo ed in autunno, a tempo scaduto, quando morderà la crisi è il criminale di palazzo Chigi taglierà la corda lasciando il Paese in macerie, se ne accorgerà anche chi in questo ultimo anno e mezzo ha stoltamente dormito.

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  3. Poveri illuso ancora a pensare che il Movimento 5 Salti rinunci alle poltrone quando quella di preservare la cadrega è la loro unica ideologia rimasta. Conte può poco, gli eletti non sono scelta sua ma dello steward partenopeo che è più Draghiano di Draghi visto che sennò dovrebbe trovarsi un lavoro

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  4. Concentratevi pure su i due mandati, gli italiani non ci dormono alla notte! Sarete ricompensati dalle urne… Quelle delle ceneri del fu movimento!

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