Il mondo va verso una nuova crisi finanziaria?

(Andrea Muratore – it.insideover.com) – Il mondo si dirige verso una nuova crisi finanziaria con annesso rischio di recessione globale? Il marasma delle ultime settimane ha fatto destare gli allarmi. Tutte le borse principali, su scala globale, hanno perso da inizio anno tra un quinto e un quarto del loro valore, in Paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito la preoccupazione è sempre più rivolta alle dinamiche dell’inflazione galoppante in via di sviluppo e nel continente europeo la situazione non è meno preoccupante, i prezzi energetici sono soggetti ai massimi rincari dal 1973 in tutto l’Occidente, la ripresa post-Covid è sempre più anemica e, soprattutto, cresce un clima dominante di incertezza.

Il crollo delle borse

Le banche centrali di America e Europa stanno reagendo al caos con i primi, sostanziali, rialzi dei tassi di sconto dalla Grande Recessione ad oggi ma questo non sta facendo altro che generare ulteriore incertezza dato che i titoli di Stato e le obbligazioni corporate dei principali Paesi si erano abituati a una situazione fatta di continue iniezioni di denaro pubblico e circolazione facile delle risorse. Questo aveva, in particolar modo, scatenato i mercati finanziari: basti pensare che nell’ultimo semestre il Nasdaq, dopo la fine di questo ciclo, ha perso oltre il 31% della sua capitalizzazione tornando ai livelli di luglio 2020 proprio per l’esaurimento del circolo dei buyback azionari e del guadagno finanziario facile. Male anche il Dow Jones, che fa registrare -16,75%, e l’S&P500 (-21,28%). In Europa il Dax di Francoforte e il Cac40 di Parigi hanno perso circa il 16%, Piazza Affari il 20,4%. Tiene relativamente Madrid (-7,23%) e resiste con tenacia Londra (-3,59% da inizio anno), eccezioni in una situazione di caos generalizzato.

Siamo all’inizio di una situazione preoccupante o nel mezzo di una correzione brusca ma, tutto sommato, ordinaria? Le prove sono ambivalenti. Da un lato, sicuramente, ci troviamo in un contesto in cui il crollo degli indici borsistici sta avvenendosi a una velocità non conosciuta dalla brusca correzione della seconda metà del 2018, anno in cui si temeva che gli stimoli delle banche centrali fossero prossime all’esaurimento, dall’altro però non stiamo certamente assistendo a un’esplosione della bolla gonfiatasi nell’ultimo biennio. Nei mesi in cui aziende come Tesla, Apple e Alphabet trascinavano la corsa del Nasdaq e ovunque, nel mondo occidentale, le borse si dilatavano nonostante la crisi delle economie reali bloccate dai lockdown su queste colonne scrivevamo che la bolla americana potesse, in prospettiva, travolgere l’Europa qualora uno choc recessivo ne avesse frenato la corsa. Questo sinora non è successo e, anzi, lo sgonfiamento, ha avuto piuttosto la dinamica di un’inevitabile correzione a partire da livelli eccessivamente inflazionati. Come puntualizzato di recente, la picchiata iniziata ad aprile non è di per sé una cattiva notizia.

Il problema di fondo, da inquadrare in termini più ampi, è legato al fatto che nelle economie più avanzate la correzione borsistica va di pari passo con una crescente incertezza sul termine dei fondamentali reali dell’economia, già minati dalla Grande Recessione e dal Covid-19. L’idea di un crash finanziario simi-Lehmann o paragonabile alla botta della Grande Depressione del 1929 è oggigiorno fuorviante: la vera minaccia sta nella possibilità che le economie avanzate si sfibrino, nei prossimi anni, per logoramento strutturale non riuscendo a recuperare le batoste degli ultimi anni.

I segnali che preoccupano

A preoccupare, infatti, è la prospettiva di una mancata ripresa dell’economia reale, dei commerci, delle dinamiche produttive di un mondo di ieri che è tramontato mentre quello di domani deve ancora sorgere. Le prospettive di crescita della Cina sono state ridimensionate dai severi lockdown per contrastare il ritorno del Covid-19; la Federal Reserve americana è intervenuta per ovviare alla minaccia del surriscaldamento dell’economia legato a sussidi e dinamiche anti-crisi; le famiglie europee stanno affrontando una crisi legata al costo della vita alimentata da cibo, materie prime, energia; nei mercati emergenti si profilano addirittura fenomeni di crisi alimentare se non vere e proprie carestie.

Vale sempre la lezione di Charles Kindleberger che vede i mercati finanziari poco consci della propria storia e tesi a ripetere gli errori del passato, ma in questo caso più della miopia della finanza attratta, va detto, pesano politiche che hanno incentivato la creazione di un cosiddetto “momento Minsky” o di “trappola della liquidità”:  un periodo di stabilità forzatamente imposta con denaro emesso a fiumi dalle banche centrali e tassi a zero ha incoraggiato l’assunzione di rischi da parte del sistema finanziario mentre nel frattempo la trasmissione degli stimoli all’economia reale è stato pari o di poco superiore allo zero. Sono servite le conseguenze della pandemia per far sì che i trasferimenti diretti di risorse ai cittadini da parte degli Stati e il crollo delle catene del valore tradizionali creassero la dispersione produttiva necessaria a far riavviare il ciclo dei rincari, in una maniera dovuta però a crisi di offerta e non a espansioni della domanda nelle economie avanzate. Un’economia surriscaldata negli Usa è stata alimentata dalla massiccia dose di sussidi imposti dal governo federale, mentre un’economia anemica in Europa è stata colpita dai prezzi in volo delle materie prime. Il risultato è stato, in entrambi i casi, una feroce inflazione dettata da sottostanti reali.

Secondo Robin Brooks, capo economista dell’Institute of International Finance, la confluenza di questi shock suggerisce che l’economia mondiale è già in difficoltà. Tanto che i decisori politici hanno utilizzato il volano della guerra russo-ucraina per introdurre il concetto di economia di guerra. Una strana economia di guerra, invero, perchè promossa in assenza di un conflitto combattuto dalle nazioni più avanzate sul campo di battaglia, ma un concetto che di fatto consente ai decisori di esprimere l’indicibile: le dinamiche di crisi stanno diventando strutturali e la causa di fondo è che la globalizzazione e le sue logiche non funzionano più come un tempo. Lo si è detto al Forum di Davos, lo hanno dichiarato i guru della finanza, da Larry Fink a Ray Diallo, lo ha sottolineato anche il Segretario della Nato Jens Stoltenberg: la sicurezza è la vera priorità rispetto alla prosperità per i sistemi economici più avanzati. Sicurezza energetica, finanziaria, tecnologica, industriale da perseguire per fini geopolitici e strategici anche a scapito della crescita. Non si può dire, ma è così. E la foglia di fico dell’economia di guerra segnala la dinamica gramsciana di cui si parlava: il trentennio di globalizzazione entusiasta è terminato, ma i decisori politici del pianeta, complici relazioni internazionali ai minimi dalla fine della Guerra Fredda, non ne vogliono prendere atto.

Il rischio della stagnazione secolare

Innes McFee, capo economista globale di Oxford Economics, ha affermato al Financial Times che a causa di queste dinamiche “non ci sono dubbi sul fatto che l‘espansione economica globale sia vicina al picco, che stia rallentando e che i politici dovranno capire quanta stretta è necessaria. Ma”, dice, “per ora è ancora improbabile una recessione perché i responsabili politici hanno ancora gli strumenti per indietreggiare e stimolare se le cose peggiorano”. Plausibile che, nel breve periodo sia così, tanto che per gli Stati Uniti i dati danno più probabile una recessione per il 2024. Ma estendendo sul medio-lungo termine l’analisi non si può escludere che i prossimi anni presentino fasi di relativa paralisi della crescita associabili allo sdoganamento di una cosiddetta stagnazione secolare.

Tale concetto, coniato dall’economista Alvin Hansen negli Anni Trenta come analisi di un periodo prolungato di “riprese deboli che muoiono appena nate e depressioni che si alimentano a vicenda” sembra conformarsi perfettamente al secolo delle emergenze”. Il risparmio si accumula in parallelo al debito e non genera investimenti, la crescita fatica a farsi strutturali, diverse recessioni causano graduali destabilizzazioni del sistema economico: sembra di rileggere, in larga parte, la storia dell’Occidente. Aggiungiamo disuguaglianza in crescita e instabilità sul lavoro e le produzioni industriali e il cerchio è completo.

Il rischio di precipitare nella “stagnazione secolare” è forse peggiore di quello di uno choc finanziario che porterebbe giù gli indicatori ma agirebbe per un periodo limitato nel tempo. L’Occidente deve temere, per la sua economia, il destino della Roma antica: non sono i tonfi a minacciare l’esistenza di un sistema, ma gli spegnimenti graduali. Come se ne esce? Ritrovando la forza di fare sistema. Ristabilendo regole certe per l’ordine economico e gli scambi internazionali. Capendo come governare la finanza in maniera da renderla funzionale alla crescita economica. Coordinando le politiche delle banche centrali maggiori per evitare il panico da inflazione. E soprattutto promuovendo investimenti capaci di rendere i settori di frontiera, ad alto tasso di innovazione tecnologica, i driver di una nuova crescita più sostenibile e, soprattutto, inclusiva. Per evitare che ogni ripresa sia divorata dalle inaccettabili disuguaglianze dei giorni nostri. La stagnazione secolare fa più paura di una nuova crisi finanziaria. E se l’Occidente non agirà per tempo sarà un destino inevitabile.

Categorie:Cronaca, economia, Mondo

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42 replies

  1. Finalmente un buon articolo di macroeconomia e finanza.Andrea Muratori è Ray Dalio, non Diallo, sai se poi si offende, Bridgewater Associates ci fa un po’ male.🤣

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      • ?
        ?
        ?
        ?
        ?
        crisi d’identità micio??????????
        o smartphone tarocco?

        perchè ti insinui in cose che non ti riguardano?

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      • Veramente rispondevo al Divano; l’unico che si è insinuato in cose che non lo riguardano sei tu.

        Ma poi, decidi tu cosa mi deve riguardare, scemo di pace?

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      • “”
        ?
        15 giugno 2022 alle 11:53

        Quand’è che finisci la quarantena? Perché c’avresti anche un po’ rotto i coglioni…”

        l’hai postato sotto un mio commento
        problemi di parallassi?

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      • @Faccia da Metropolis: mi sembrava evidente che la quarantena era riferita a chi scriveva “Comunque continua così, mi sto divertendo un mondo in questo periodo di riposo forzato qui sul divano.”, commento che si trovava sotto il tuo.

        O anche tu sei in periodo di riposo forzato? E’ il solito problema del limite dell’opzione “Rispondi”.

        Invece tu piuttosto, perché non hai proseguito questa discussione dove era più logico farlo e con un salto quantico sei finito qui, dove non c’entrava nulla?

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      • per l’opzione RISPONDI direttamente a te

        non avevo seguito tutti i precedenti vostri post
        ho letto l’articolo del Muratori e l’ho commentato
        il “Divani&Divani” (ottima definizione) si è intromesso,
        e nel nostro scambio sei apparso tu,
        sulle prime pensavo ti fossi riferito a me…
        fine

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      • scanso di equivoci
        non vorrei essere scambiato per il
        “Divani&Divani” “il nomignolo è divertente”

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      • …Inoltre, è vero che hai risposto direttamente a me, ma così facendo hai inserito un commento che non c’entrava nulla con il tema particolare iniziato da Divani&Divani col suo primo commento delle 9:03. Il tuo delle 11:59 era infatti riferito al mio delle 11:53 che si trova da tutt’altra parte nel 3D.

        In questo modo non si capisce più niente!

        Fine

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  2. A volte non si comprende l’ironia,Andrea è un bravo sbarbato di neanche 30, ci ho anche scambiato due parole in un forum.Anche se lo si chiama Andrea che fa i muri,non si offende,credimi.
    Ray Dalio e’ uno dei più potenti uomini del mondo,ben dentro il deepstate Americano.Se lui non è d’accordo su qualcosa in economiafinanziaria, Rimbabiden fa quello che dice lui.

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  3. Ristabilendo regole certe per l’ordine economico e gli scambi internazionali?
    non dice niente sullo strangolamento economico tramite sanzioni ad intere nazioni: esempio Venezuela, Cuba, Iran ecc.ecc. e ora Federazione russa, principale causa dell’inflazione europea.

    Cosa vuol dire fare sistema? che ognuno è competitore dell’altro

    più coordinati di così
    che fanno tutto quello che dice il tesoro e la federal reserve USA

    inaccettabili disuguaglianze??? con un sistema ipercapialista le diseguaglianze sono l’essenza stessa!!!

    non basta conoscere la terminologia e aver imparato a memoria dei libri per capirci qualcosa

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  4. Credo proprio lei abbia ragione,mi ha convinto,in settimana vendo la mia quota di socio della società di consulenza e intermediazione finanziaria creata da 10 anni con due miei soci e cambio lavoro.
    Comunque la prenda con filosofia,capita a tanti di avere la moglie chiavata da tutto il paese.
    Si rilassi , a volte succede,prenda la vita con leggerezza,stia solo attento a quando passa sotto le porte,
    Si rischia toccar dentro lo stipite superiore della stessa.
    Saluti e buona giornata.

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  5. sei diventato ricco investendo i tuoi soldi o con le commissioni degli altri?
    quando le tue previsioni si rivelano sbagliate, ai tuoi clienti quali grafici mostri?
    ora per esempio: consigli di acquistare BTP, BUND, TIPS o venderli?

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    • tipica risposta “assertiva” di un consulente…
      mi vendi una polizza Unit Linked alla qualità delle tue risposte?

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      • Ehi! Rientra nel personaggio,hai sbagliato profilo…Adriano58 non parla così
        Capisco che stai facendo un ottimo lavoro per infosannio e capisco che gestire 45 profili contemporaneamente
        Sia estremamente complicato.se vuoi condizionare e indirizzare le opinioni degli utenti veri devi rimanere fredda/o
        Gestire le personalità e i diversi stili di scrittura.complimenti anche al tuo psicoterapeuta.

        Comunque continua così,mi sto divertendo un mondo in questo periodo di riposo forzato qui sul divano.

        Grandissima/o !!!!!!!!!!

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      • Be dai siamo a un buon punto come commenti….
        Dovresti aver guadagnato 1,5 euri per il tuo lavoro…
        Ti lascio andare al bar per un bicchierino di rosso.te lo sei meritato.
        Poi nel pomeriggio sotto con lo studio.
        Ti consiglio l’evoluzione della logica partendo da Aristotele,Cartesio,passando per Spinoza e leibniz( su questo poni attenzione) e concludendo con Godel…..
        Se fai la brava ancora qualche giorno,poi non mi leggi più.
        Buona giornata (adesso ho da fare)

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      • No vabbé!
        questo nuovo acquisto di Infosannio, di cui per inciso potevamo fare a meno, oltre a cantarsela e a suonarsela (vanamente, direi) crede che siate la stessa persona tu e il sociopatico?

        Nota il tono di chi la sa lunga.
        Ah ah ah!

        P.s. sociopat, perché divani e divani?

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      • @grad (che poi Metropolis va in confusione…): perché il soggetto si propone come

        “Comunque continua così,mi sto divertendo un mondo in questo periodo di riposo forzato qui sul divano.”

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      • paolapci
        (sono costretto a postare su di me…accidenti a wordpress)

        si per lui io avrei mille e non pià mille alias
        fra cui quello del maso-sociopatico
        e qui si vede l’acume del tipo
        “il consulente finanziario da divano”
        ma mi faccia il piacere direbbe Totò

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      • Bene ti sei salvata/oin estremis! Rientrata/o nel personaggio…Adriano però è uno che scrive molto, non si limita a poche parole…usa un po’ di maiuscole e insulta un pochino…se no non sei credibile

        Ti rispondo
        Certo Rdc…. A quanti commenti ti hanno detto deve arrivare questo articolo….
        Ti do una mano per un po’ a farli salire. Poi ti saluto o altro da fare…
        Ora però,per favore mi sto annoiando,
        Spostiamo l’argomento sul covid,guerra,migliori smalti per le unghie o sulle migliori crocchette per cani?

        Scegli tu

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    • Carlgen
      io ho commentato l’articolo non te commentatore
      sei tu che hai postato in risposta al mio
      non frega niente di quello che pensi, lo so già e non ho interesse per te
      per cui,
      buon divano e non leggermi se non vuoi essere perculato
      sei tu il massimo esperto di finanza qui

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  6. Incredibile come i soloni siano delle schiappe,
    Tanto fumo e niente arrosto,
    E si fregiano pure,
    itaGGliani,

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  7. Siete fantastici!!
    Non riesco a staccarmi dal leggervi…ma purtroppo devo andare

    Ottima la tecnica del dissing tra due profili .
    Così si manda tutto in malora il post …si distoglie l’attenzione…e se ne esce egregiamente.

    Signora 45 profili ha sbagliato a non far reagire Adriano quando gli offeso la moglie!
    Si studi meglio il personaggio.Cavolo a teatro i copioni vanno studiati bene.Adriano e’ un personaggio sanguigno.
    Non si fa mettere i piedi in testa! Lui reagisce forte!! Che figura vogliamo fargli fare ad Adriano!

    Adesso può far uscire un post di Adriano di questo tipo..” Carlgen io sono sempre stato single,non mi sono mai sposato per questo non ho raccolto la sua offesa” oppure può fargli dire che è gay..o meglio che È vedovo…

    Li mi fa uscire perdente e distrutto.

    Comunque continuate e dateci dentro…non vedo l’ora di leggervi quando torna stasera

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  8. Si! Direi che la tempesta perfetta è in arrivo,
    Vediamo come il draghi la risolve, manco lo avessi detto.

    Gazprom ha annunciato che domani le forniture di gas all’Europa saranno ridotte da 100 milioni di metri cubi a 67 milioni di metri cubi. Il motivo ufficiale è il mancato rispetto da parte di Siemens dei propri obblighi di riparazione delle apparecchiature. In precedenza, per lo stesso motivo, Gazprom ha ridotto le forniture di gas all’Europa da 167 milioni di metri cubi a 100 milioni di metri cubi. Infatti, in pochi giorni la riduzione totale delle forniture di gas dalla Russia all’Europa ammonterà a 100 milioni di metri cubi.
    Domani farà caldo sul mercato del gas. L’Europa potrà finalmente godere appieno dell'”indipendenza del gas”.

    Tutto questo sta accadendo sullo sfondo di un crollo del mercato azionario e del mercato delle criptovalute. Il picco della tempesta perfetta per l’economia globale deve ancora arrivare.

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    • “mercato azionario e del mercato delle criptovalute”
      alt fermati lì
      le criptovalute funzionano in modo diverso

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      • Si lo so, ma ciò non toglie che pure loro sono al ribasso.
        Come dice?
        Mal comune mezzo gaudio?

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    • Come una macchietta mediocre come la La Garde sia arrivata a quei livelli è un vero mistero, ma forse no: proviamo a toglierli una trentina di anni e si capisce tutto….

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