L’impossibile disfatta dei 5 Stelle

Con l’addio di Dino Giarrusso cresce la danza macabra di chi aspetta con ansia il crollo del Movimento cinque stelle.

EVENTO FARM TO FORK

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Con l’addio di Dino Giarrusso i 5 Stelle perdono un altro dei loro esponenti più riconoscibili, e attorno al Movimento cresce la danza macabra di chi ne aspetta con ansia il crollo.

Destra e Sinistra, infatti, possono darsele di santa ragione, ma se c’è da far fuori i 5S va bene pure un accordo tra Letta e Meloni, come i poteri forti già suggeriscono sui giornali. Così ieri persino noi abbiamo ricevuto un bel po’ di condoglianze per la dipartita dei pentastellati data per imminente.

Il motivo sta nel fatto che aver sempre difeso le riforme, il welfare e l’Ambiente ci fa considerare grillini, cosa che per altro non dispiace se l’alternativa sono le destre inumane e medioevali, il Pd degli inceneritori e delle armi a Kiev, e lasciamo perdere Renzi e Calenda con l’ossessione del Reddito di cittadinanza.

I 5 Stelle per lo meno hanno fatto il possibile per redistribuire un po’ di risorse alla povera gente, hanno impedito la resa della Giustizia alle pretese dei colletti bianchi e delle mafie, hanno tagliato il numero dei parlamentari e i vitalizi, hanno spinto la transizione ecologica e l’economia circolare.

Per questo l’abbandono di Giarrusso, esattamente com’è stato per altri, a cominciare da Di Battista, toglie linfa ma non fa implodere il Movimento. Il desiderio di onestà, di indipendenza dai mille interessi diversi da quelli dei cittadini – da Washington, Bruxelles e Mosca, ai soliti (im)prenditori acchiappatutto – avranno sempre bisogno di rappresentanza.

Dunque, chi sogna la fine dei Cinque Stelle non si illuda. Gli uomini possono voltare la faccia, ma il sogno di un mondo migliore non finirà mai.

9 replies

  1. Dipende da cosa si intende per disfatta.
    Perdere 20 punti in 4 anni è un fenomeno che possiamo definire come?

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    • Il (fu) m5* fa proclami ma in realtà ha perso quasi del tutto lo spirito identitario.
      Il (fu) m5* è in mezzo al guado e deve decidere a quale riva vuole tornare o approdare. Cosa lo aspetta lo sa benissimo in entrambi i casi: se torna ai vecchi valori dovrà convincere gli elettori che non li tradirà più (difficile impresa ma possibile); se invece sceglie il pd (o cmq le alleanze con i dinosauri della politica) significa che non vuole guardare all’enorme e possibile bacino di elettorato che vuole un vero cambiamento. Si tratta di milioni di cittadini che vengono sistematicamente ignorati, anche perché meno gente vota e più il sistema marcio si frega le mani.
      Serve coraggio e nessuna fretta.
      Se punti a governare il paese assieme a coloro che sono privi di scrupoli nel distruggerlo sarai anche privo di giustificazioni: l’Italia è seriamente avviata al fallimento, molti indicatori lo segnalano, a cominciare dalle natalità.
      È un paese di vecchi, reazionario, che odora di palude. Svegliatevi rimbambiti.

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    • Con la guerra feroce che è stata fatta loro da tutto l’ establishment coalizzato, il 99% della stampa, il 100% di radio e tv e pure la ingratitudine tipica italiana di tante persone che hanno visto la loro vita migliorata grazie ai Grillini, c’è da stupirsi che il Movimento non sia a livello Italia morta. Tanto più che certi parlamentari ora ex 5 stelle si sono rivelati dei figli di puttana della peggior specie

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  2. Destra e sinistra contro il mv5s?
    Direi che il peggiore nemico dei 5* siano i 5* stessi, a partire dall’infausto gigino o bibitaro,
    Quest’infami si son venduti per 4 poltrone.

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  3. La controffensiva è in corso dal giorno in cui in quel famoso 2018 presero il 33% alle urne.
    La manovra è a tenaglia, da una parte delegittimare il movimento fino a distruggerne la credibilità e dall’altra disintegrare tutti quei provvedimenti che ne costituiscono la bandiera.
    Il lavoro procede bene, anche grazie alla pochezza politica e umana di tanti scappati di casa che una volta preso quello che serviva loro sono scesi dal carro mantenendo però i privilegi, ma non sarà completo fino a che non elimineranno la misura principe di contrasto alla povertà che mai avrebbe visto la luce senza i 5stelle, l’RdC.
    Lo sanno bene quelli che in questi giorni hanno sferrato l’attacco finale ad alta intensità e a tutti i livelli.
    Se ci riusciranno avranno cancellato il movimento e sarà come se non fosse mai esistito, altro che 12/13%.
    Ma tutto questo non sorprende, a sorprendere è il fatto che proprio coloro che che sono sopravvissuti grazie a questo provvedimento glielo stiano permettendo.
    E senza muovere un dito.

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  4. “Il motivo sta nel fatto che aver sempre difeso le riforme, il welfare e l’Ambiente ci fa considerare grillini, cosa che per altro non dispiace”

    Grillino vuol dire seguace di Grillo, cosa di per se sbagliata anche quando contava molto.

    “I 5 Stelle per lo meno hanno fatto il possibile per redistribuire un po’ di risorse alla povera gente”
    La QUESTIONE non è tanto il QUANTO ma il COME.
    E sul COME non ci siamo.
    Se – per fare un esempio – i soldi del 110% si fossero spesi agevolando il settore con altro meccanismo incentivante, avremmo avuto più kWh prodotti da fonti rinnovabili e risparmiati, senza le storture del mercato e le iniquità che hanno prodotto il 110%.
    La cosa più grave non è averlo concepito ma insistere sul 110%, non ammettere modifiche o cambiamenti, perché oramai è la vostra bandierina. Politicanti da 4 soldi che pensano solo al tornaconto elettorale.

    “hanno impedito la resa della Giustizia alle pretese dei colletti bianchi e delle mafie”
    Salvo la sbandata sul DAP e sullo staff del guardasigilli, sembrava scelto da Palmira in persona.
    Alla riforma Cartabia PRIMA STESURA aveva dato l’ok Grillo, caro grillino.

    E Draghi grillino, e Cingolani ed il nucleare….

    Gli ATRI fanno schifo ma voi non siete delle candite verginale.
    Fate un po’ schifo pure voi.

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