Tutto regolare

(Bartolomeo Prinzivalli) – Ogni volta mi riprometto di evitare scritti che possano scatenare polemiche soprattutto da parte di chi non è in grado di comprenderli, di tenere le opinioni per me perché tanto cosa vuoi che cambi, di lasciar correre e godermi il lavoro, gli amici animali e la mia terra fin quando ne ho la possibilità, ma come si fa a restare impassibili davanti ad una tale ipocrisia paradossale?

Biden, dopo la strage dei diciannove bambini ad opera di un diciottenne tanto disturbato quanto regolarmente equipaggiato, inveisce contro la lobby delle armi, asserendo che sia ora di dire basta. Sì, Biden, quello che negli ultimi giorni non ha minacciato pure mia nonna solo perché è morta anni fa, altrimenti la sua bella dose se la sarebbe beccata di sicuro; quello che ordina al mondo di inviare arsenali per la pace nelle mani di un popolo dice che le armi sono sbagliate? Se fosse coerente dovrebbe armare le maestre ed i bidelli americani, addestrarli in modo che possano difendersi da soli da eventuali minacce ed aggressori, se fosse coerente. Invece adesso sembra il parroco che durante l’omelia si scaglia contro la piaga della questua, credibile quanto un Berlusconi illibato. Ma sì, dai, loro sono i buoni, quindi è tutto regolare.

Tempo quattro giorni ed a riti funebri eseguiti non se ne parlerà più, ci saranno notizie più importanti, questo è il vecchio ma sempre efficacissimo piano.

A proposito di piano: il governo italiano ne presenta uno per la pace fra il dittatore famelico cui hanno fatto assaporare il sangue e l’attore perennemente sotto i riflettori, talmente bello che se ne sa poco o nulla, tranne che sia stato giudicato pessimo dal vicepresidente russo ma soprattutto bocciato dai vertici ucraini. Che dire, un successone, infatti la notizia si è volatilizzata. Ora, fermo restando che una figura di merda del genere non si vedesse dai tempi di Garibaldi, qui ci dicono chiaramente che i nostri consigli non gli interessano ma le armi sì, e noi siamo talmente imbecilli da non aver neanche bisogno di smentite a mezzo stampa, basta che ci dicano di guardare altrove e a noi sta bene, tutto regolare. C’è sempre in vetta il tormentone dell’aggressore e l’aggredito, ma attenzione, nulla è deciso, perché manca il voto USA che utilizzando il bonus “terrorista” potrebbe confermare o ribaltare la classifica, come nel caso di Israele.

Ma per caso assieme al condizionatore abbiamo spento anche il cervello?

Anche se lì, a voler essere onesti, subentrano le religioni e diventa una questione di giustizia divina per cui tutto si complica.

Non che la giustizia terrena sia più comprensibile: Gratteri, Davigo e Di Matteo sono persone capaci, ammirate, rispettabili, però hanno il gravissimo difetto di essere vivi, poiché da morti li avrebbero commemorati a dovere, raccontandone aneddoti personali e millantando amicizie fraterne, buffi retroscena e rivelazioni profetiche, così il tutto si sarebbe risolto senza essere costretti ad emarginarli come fecero ai tempi con Falcone e Borsellino, appellandoli a manettari e reietti e cercando di fargli terra bruciata attorno. Un paio di ghirlande come spesa, un discorsetto strappalacrime, cinque giorni all’anno dedicati così che gli altri trecentosessanta possano essere tranquillamente utilizzati per esaudire i desideri della controparte. Semplice, no? E poi un morto non può certo sputarti in faccia. Eppure basterebbe dare un’occhiata alla Cartabia o ai prossimi referendum per una logica deduzione. Invece no, tutto regolare. Ma questa è la politica bellezza.

Bella la politica. Quella per cui oggi Giarrusso è un arrivista. Oggi. Giarrusso la iena, calato come vip all’uninominale. OGGI. Stamattina il tizio si è svegliato con l’idea di creare un partito di ex grillini senza aver pianificato nulla. Intendiamoci, le nottatacce le ho passate anch’io ma poi con un po’ d’acqua fresca in volto e qualche rimedio per il mal di testa ho sempre recuperato una certa parvenza di lucidità. Vabbè che il resto non stia così alla grande, con Di Maio ormai più draghiano dell’originale da una parte e Conte dai penultimatum più sgonfi del supersantos finito sulla pianta grassa quando avevo cinque anni; ci si può consolare con l’abbottonatissimo Letta e sulla sicurezza del fatto che sarà sempre animato dallo spirito giusto nel fare la cosa sbagliata. D’altro canto è encomiabile lo sforzo di Salvini nel cimentarsi in ogni campo per dimostrare di essere egualmente inutile, così come la Meloni che gongola per dei sondaggi assomiglianti più a una condanna che a un premio, mentre Silvio affronta l’ennesima risurrezione sotto la bandiera della responsabilità, quando dovrebbe invece issare il vessillo dell’ecologia, in quanto emblema del riciclaggio (in tutti i sensi). L’unico che sembra divertirsi è Renzi, forse perché non ha nulla da perdere. In fondo per smarrire qualcosa occorrerebbe prima possederla.

Forse un giorno troverò qualcuno in grado di spiegarmi la differenza fra reality e talk show con un esempio pratico, magari sviscerandomi i motivi per cui io detesti entrambi, invece dei soliti che se ne escono con il classico: “Soluzioni?”

Trovare soluzioni non è mica compito mio. Innanzitutto evidenziamo i problemi; chissà che per esclusione…

14 replies

  1. Bartolomeo, hai presente quegli esperimenti in cui fanno qualcosa di stressante a un povero animale per vedere quando impazzisce e qual’è la goccia che fa traboccare la follia?

    Stessa cosa.

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  2. Leggevo…leggevo..
    Pensavo: dai ora arriva ad un punto cruciale chiarificatore, illuminante , decisivo per il lettore curioso e in apprensione x capire il senso della articolo. Tutto invanamente invano

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    • “invece dei soliti che se ne escono con il classico: “Soluzioni?”
      Trovare soluzioni non è mica compito mio. Innanzitutto evidenziamo i problemi; chissà che per esclusione…”.

      Oh, nemmeno metterlo nero su bianco ‘sti qua capiscono…

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      • Si, però sapete che c’è? C’è che ad evidenziare i problemi sono capaci tutti, chi punta il dito in continuazione poi non può rifugiarsi nel classica scusa del “non è compito mio”: troppo comodo.

        Prendiamo l’esempio delle armi negli Usa. Ne circolano troppe, c’è la lobby delle armi (per inciso, l’agghiacciante proposta di armare gli insegnanti è già oggetto di discussione, Prinzivalli se la sarà persa), direi che evidenziare il problema non è solo facile, ma perfino ovvio. Meno facile è provare, se non a proporre, almeno ad immaginare come si potrebbe fare per toglierle effettivamente dalla circolazione, e per un motivo forse meno ovvio ma sicuramente altrettanto solido. Anche se esistesse la possibilità di far sì che venga dato un giro di vite alla facilità con cui oggi se ne può entrare in possesso, perfino arrivando ad imporre il modello europeo (e già il solo fatto che negli Usa possa mai esistere una classe dirigente, o comunque una figura di spicco in grado di andare così pesantemente contro gli interessi della lobby delle armi, è fantascienza pura), il problema sarebbe comunque risolto solo in minima parte, dato che non circolerebbero più armi nuove, ma tanto ogni buon americano che fa il saluto alla bandiera ne ha già la cantina piena (mica possono perquisire tutta l’America, casa per casa).

        Da ciò consegue una grande ovvietà: è a tutti gli effetti impossibile impedire che negli Stati Uniti circolino così tante armi (ormai ce le hanno e se le tengono, ringraziamo che c’è di mezzo l’Atlantico, altrimenti ne saremmo invasi anche noi).
        A sua volta, da questa grande ovvietà ne consegue un’altra: essere contrari alla facilità con cui circolano le armi negli Usa, in un certo senso, è come essere contro la pioggia.

        Non so voi, ma io quando sono sotto l’acqua in compagnia di qualcuno che non sa far altro che ripetere che piove, alla terza volta gli dico: o cacci fuori un’ombrello, o la smetti di rompere i coglioni, “trovare soluzioni non è mica compito mio. Innanzitutto evidenziamo i problemi; chissà che per esclusione…” non è una risposta accettabile, altrimenti vado davvero per esclusione: per prima cosa, vediamo se un po’ di calci nel culo servono a far smettere di piovere…

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      • “Ogni volta mi riprometto di evitare scritti che possano scatenare polemiche soprattutto da parte di chi non è in grado di comprenderli…”.

        Oh, nemmeno metterlo nero su bianco ‘sti qua capiscono…

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      • Primo: ‘sti qua lo dici ai tuoi cani. E poi, “questi” chi? Le mie idee sono solo mie, non ti permetto di accomunarmi a chicchessia. Io ho solo esposto delle mie personali considerazioni, sulle quali evidentemente non sei in grado di argomentare.

        Secondo: non è che scrivere qualcosa la faccia anche diventare vera: se sei tanto bravo, spiegamelo tu cosa ci sarebbe di così sbagliato in ciò che ho scritto, o sei capace solo di fare copia-incolla? Aspetta, fammi indovinare: non è compito tuo.
        Tu sei quello che quando piove e qualcuno continua a ripeterlo, gli dai ragione perché sta dicendo la verità. Meno male che al mondo non sono tutti così, altrimenti saremmo ancora nelle caverne.

        A scanso di futuri equivoci: se qualcuno fosse in grado di comprendere le suddette considerazioni (non è difficile: sono scritte in italiano), è pregato di argomentare nel merito, oppure di astenersi (così vediamo se ‘sta cosa del metterlo nero su bianco funziona).

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      • “D’altro canto è encomiabile lo sforzo di Jonny Dio Bono nel cimentarsi in ogni campo per dimostrare di essere egualmente inutile…”

        Oh, nemmeno metterlo nero su bianco ‘sti qua capiscono…

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  3. Caro Prinzivalli,.

    da vecchio navigato ottantenne ( che ha acquisito consapevolezza della diversita’ tra facili teorie di scarsa utilita’ se non per il compiaciuto narcisismo di chi le spara e scelte concrete ) dico che condivido quasi tutti i tuoi giudizi ad eccezione di quello su Conte, che e’ uno dei pochi politici non ladri che sanno unire appunto dimensionie ideale con valori e azioni concrete..

    Lo ha fatto durante i suoi governi e continua a farlo con il governo Draghi” del quale e’ praticamente l’unico oppositore, nonostante l’ iperdraghiano Di Maio.

    L’ elenco di interventi e di reaalizzazioni di marca 5 Stelle e Conte e’ lungo. Se tu o qualcuno di quanti seguono Infosannio me lo cbiedera’ saro’ felice di conunicarlo con un prossimo intervento

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  4. CACCIA SELVAGGIA- Viviana Vivarelli
    Ogni volta che qualcuno, per dissenso palese o anche critica velata,
    viene cacciato dal M5S (e siamo ormai a quota 105), si scatena la canea di quelli che si scagliano contro il trasgressore del pensiero unico manifestando una vocazione fascista pari a quella della destra più becera.
    Ieri Petrocelli, oggi Giarrusso, come un tempo Favia o Di Battista. E la cattiveria umana riesce a trovare una messe di insulti pari a una gogna medievale, che coinvolge non solo la massa analfabeta ma anche i più colti.
    C’è qualcosa di molto irrazionale e selvaggio nella fede politica che scuote il cervello limbico o ci fa tornare a quel cervello rettile che faceva parte degli ominidi, pronti ferocemente alla lotta e alla difesa del territorio, perché il nostro principale territorio è quello mentale, le idee in cui crediano o a cui pensiamo di appartenere, un luogo mentale identico nel fanatico religioso, o politico o sportivo, che costituisce la parte più profonda e primitiva di noi, il buco nero, per cui la frase cartesiana “Penso dunque esisto” si capovolge nell’imperativo animalesco “Credo dunque sono”. Ma tra fede cieca e pensiero razionale c’è un abisso, come tra l’uomo rettiliano e l’uomo superiore.
    Viviamo in tempi in cui siamo continuamente incitati all’assolutismo. Vax, no vax. Pacifisti e guerrafondai. Ucraina- Russia. Nucleare, non nucleare. Tav- no Tav. Tutto diventa lotta o contrapposizione dura, nella scomparsa della ricerca, dell’analisi, dello spirito critico.
    Ma le cose non sono così semplici e non si risolvono mettendo alla gogna chi dissente dalla linea draghiana di Conte o di qualunque altro che si asservisca al potere per motivi a noi ignoti. Io credo che chi lotta per tornare al Movimento primitivo sia degno di onore molto di più di chi si prostituisce per una poltrona o di chi attacca in modo cieco qualunque dissenso senza accorgersi che così facendo calpesta il primo precetto del M5S è che ‘uno vale uno’, il quale è esattamente l’opposto di “Tutti devono essere quello che ordinano i capi”, che è fascismo puro.
    Ma la strada della democrazia diretta è ardua e non è adatta a chi preferisce la sudditanza e il culto della personalità all’indipendenza rivendicata dalla testa dei liberi. C’è chi preferisce pensare con la testa propria e chi riesce a vivere solo se si asservisce da fanatico ai comandi di un altro.
    Ogni volta che nel Movimento qualcuno avanza una critica viene cacciato. E ogni volta la marmaglia si scaglia contro di lui come fanno le iene quando uno cade a terra, senza considerare se abbia torto o ragione, ma trovando il gusto acre dei vili che inventano insulti e falsità per aggredire senza pagar pegno l’onore di qualcuno.
    Nel M5S ormai l’unico principio sembra essere l’ubbidienza cieca, acritica e incondizionata. E’ stato dimenticato uno dei più grandi difensori della libertà popolare che fu Don Milano, il quale diceva: “L’ubbidienza non è più una virtù”.
    Al contrario, l’omologazione sembra l’unico comando, in una sorta di vigliaccheria in cui il soggetto pensa di riscattare la sua pochezza attaccando qualcuno che pensa caduto a terra. Dunque calci a chi cade. E ormai si cade quando un potente decide che gli dai noia perché non ti prostri abbastanza ai suoi voleri. Non così sognavo la democrazia diretta e l’uomo nuovo che l’avrebbe partecipata.

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  5. La soluzione è semplice: gli italiani vanno a votare e votano soltanto le liste minori non compromesse con i partiti che sostengono Draghi.

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  6. Viviana,” l’ uno vale uno” è sempre stato un principio di disgregazione e di anarchia. Ciò che conta è la capacità di sentirsi parte di un tutto e non ” se non si fa come dico io me ne vado” che è, anche questo, un modo di imporre il proprio volere contro quello di altri.

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