Prima pestati e poi arrestati: lo Stato si accanisce sui ragazzi

(Selvaggia Lucarelli – editorialedomani.it) – Giovedì mattina, ore 8,00. Sono sveglia da poco, sto rifacendo il letto. Mio figlio Leon è in gita da due giorni in Val Seriana, la prima gita dopo due anni, un ritaglio di leggerezza. Suona il citofono, non succede mai a quell’ora. Il mio fidanzato esce dal bagno e va a rispondere. Lo sento dire “Leon” e “sono i carabinieri”. Ho pensato a una disgrazia in gita, credo di aver detto “Leon è morto”.

Salgono, sono sei persone gentili, una in divisa. Deve essere qualcosa di gravissimo. No, Leon non è morto, anzi, lo stanno cercando. Hanno un mandato di perquisizione.

É quel momento in cui si pensa di non conoscere i propri figli, di aver sottovalutato qualcosa. Chiedo di spiegarmi cosa ha combinato, ma questa cosa che lui non sia in casa è un problema, dovranno andare a prenderlo in gita per perquisirlo.

Dico che mi sembra una misura molto invasiva, che sarà un evento traumatico, chiedo di nuovo che mi spieghino per quali fatti sono lì. Il capitano esce dalla porta per riferire la situazione al magistrato del Tribunale dei minori (Leon ha 17 anni).

Rientra e comunica che il magistrato ha compreso la delicatezza della situazione, per cui procederanno alla perquisizione della casa e poi il resto si vedrà al suo ritorno. Finalmente mi spiegano per quale grave crimine è indagato.

LA MANIFESTAZIONE DEGLI STUDENTI

Il 17 novembre durante un corteo per la giornata nazionale degli studenti, Leon avrebbe tirato un palloncino di vernice rossa (lavabile, pare) sulla vetrina di una banca.

Cercavano dunque le prove per inchiodarlo: un paio di Nike, dei pantaloni grigi, una felpa nera. Ho spiegato che essendo in gita aveva alcune scarpe e vestiti con sé ma che comunque a quella manifestazione era andato e possedeva i vestiti che cercavano. Hanno frugato un po’ in giro, mi hanno domandato se ci fossero volantini sulle sue idee politiche (quali?) e alla fine gli hanno sequestrato un tablet con cui disegna.

Il reato che gli viene contestato è quello di deturpamento e imbruttimento di cose altrui, punito dall’articolo 639 del codice penale che prevede una multa e, nei casi più gravi, da uno a sei mesi di reclusione.

LA PERQUISIZIONE

Dunque, una perquisizione, sei esponenti delle forze dell’ordine, la procura dei minori e, udite udite, il dipartimento Antiterrorismo che ha coordinato il tutto, per un uovo di vernice lanciato, forse, da un minorenne. Anzi, da più minorenni e maggiorenni, suppongo, che quel giorno hanno imbrattato la vetrina di una banca con la motivazione “Investe nelle armi e nei combustibili fossili” e che non hanno spaccato macchine, vetrine, non hanno fatto male a nessuno.

Due mesi dopo sono stati manganellati ferocemente nelle piazze di Milano, Torino, Napoli, Roma per aver gridato che nessun ragazzo deve più morire per colpa dell’alternanza scuola-lavoro.

Mio figlio è stato colpito da una manganellata in testa senza che avesse toccato nessuno o lanciato oggetti. Vista la violenza del colpo, l’ematoma dopo quattro mesi non è ancora riassorbito.

Ora, non sta a me ma a un giudice stabilire quale sia la giusta punizione (le cose altrui non si imbrattano, siamo d’accordo) ma la sproporzione tra un’azione così invasiva e traumatica e i fatti contestati è abnorme e preoccupante.

Preoccupante perché quello che è accaduto a mio figlio – l’ho scoperto dopo – è solo una piccola ma significativa parte di quello che sta accadendo in questi giorni agli studenti che hanno manifestato negli ultimi mesi e che hanno portato nelle piazze il dissenso per questioni politiche, sociali, ambientali.

E I MANGANELLATORI?

Senza che nessuno ci stia facendo troppo caso, infatti, a quattro mesi da quelle manganellate che hanno mandato ragazzi neo maggiorenni e minorenni all’ospedale con arti rotti e traumi cranici, non c’è stato alcun accertamento di responsabilità nei confronti dei manganellatori, nessun provvedimento disciplinare, nessuna sospensione del servizio.

In compenso, si sta provvedendo a punire tantissimi ragazzi tra i manganellati di Roma, Torino, Napoli e Milano. “L’intera documentazione visiva è stata messa immediatamente a disposizione dell’autorità giudiziaria come accade in tutti i casi per individuare ogni responsabilità, comprese quelle eventualmente riconducibili agli operatori di polizia”, aveva dichiarato la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

Evidentemente i filmati hanno mostrato ragazzini che, in modalità Tafazzi, si picchiavano da soli e poi compivano atti così criminosi – lancio di uova di vernice e fumogeni- da meritare l’intervento dell’antiterrorismo.

LE ACCUSE BIZZARRE

Negli ultimi dieci giorni, decine di ragazzi in tutta Italia hanno subito perquisizioni e perfino arresti. I fatti contestati sono diversi, apparentemente neppure tutti in correlazione tra loro, se la correlazione non si chiamasse dissenso.

A Roma, dove la manifestazione contro l’alternanza scuola-lavoro era stata tra le più pacifiche, diversi ragazzi sono stati perquisiti e denunciati per reati bizzarri che vanno dal travisamento all’istigazione su minore.

A Milano sono stati denunciati e perquisiti ragazzi per i fatti già descritti (compreso mio figlio) ma anche tre attivisti di Fridays for future, rei di aver scritto con una bomboletta “Il gas fossile uccide” e “Basta affari con i dittatori” il 19 marzo fuori dalla sede di Centrex, una controllata dell’azienda russa Gazprom.

Insomma, da una parte inviamo armi all’Ucraina, dall’altra trattiamo come delinquenti ragazzi che chiedono di smettere di fare affari con la Russia e di inquinare il pianeta. Ragazzi a cui, durante le perquisizioni, è stato chiesto di spogliarsi e fare flessioni, per umiliarli.

E poi c’è Torino, dove la situazione è più complicata, perché sono state perquisite le case di numerosi studenti (anche di una ragazza che, per le manganellate, era stata ricoverata in ospedale), è ai domiciliari una neo-diciottenne che aveva parlato al megafono, ci sono tre neo-maggiorenni incensurati in carcere da una settimana accusati di aver colpito degli agenti davanti alla sede di Confindustria con le aste delle bandiere.

“Mio figlio è stato arrestato il 12 maggio, ha il Covid, per una settimana non ho potuto neppure parlargli al telefono”, mi spiega Irene, la madre. Uno dei tre era stato operato al cuore un mese fa. Non hanno avuto neppure l’udienza di conferma dell’arresto con il gip.

Nel frattempo, proprio due giorni fa, un altro ragazzo a Merano ha avuto un gravissimo incidente sul lavoro (sempre per via dell’alternanza). Ora rischia la vita.

Ah, dimenticavo. Il “bottino” delle perquisizioni a Milano: telefonini, tablet, bandiere della pace, libri, magliette con su scritto no war. La ministra Lamorgese può dirsi soddisfatta.

31 replies

  1. Selvaggia Lucarelli cade dal pero…

    “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”!

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  2. Il clima da Stato violento, repressivo oltre misura, inquisitore, terrorista che ha costruito la Lamorgese, perfezionato e spalleggiato da un’opinione pubblica prona al potere paternalista del Governo dpcm con i pieni poteri Covid, si esprime con sproporzionata ferocia con i nostri giovanissimi. Nessuno si è scandalizzato per le metodiche usate contro i “No Green Pass”, contro i portuali, contro gli studenti del Liceo romano manganellati insieme alle mamme, e oggi per gli sgherri sguinzagliati a terrorizzare, arrestare e perquisire minorenni o giovani ambientalisti. Non apprezzavo la Lucarelli quando usava violenza verbale nei confronti dei “No Green Pass” o dei “No Vax”, e non la apprezzavo quando minimizzava le metodiche fasciste e oscurantiste che sono state utilizzate per due anni nei confronti di chi legittimamente rifiutava un Tso vaccinale. Ricordo anche che minimizzava la mano dura che il Governo utilizzava contro chi manifestava il suo dissenso e giustificava persino la privazione dei diritti e del lavoro a chi non si voleva piegare. Non dimentico.
    Oggi le esprimo solidarietà per la vicenda di suo figlio, che lei può raccontarci da una situazione privilegiata, ma tanti genitori stanno vivendo questo clima intimidatorio e violento e devono affrontare anche enormi costi per sostenere quella che si rivelerà un’odissea giudiziaria.
    Ai ragazzini che lottano pacificamente per i loro ideali: non mollate mai! Nessuno può togliervi il diritto di difendere le vostre idee, il vostro futuro.
    Il Potere chiede un tributo, sempre, a chi si batte per il bene comune, per la giustizia, per il futuro…..è disposto anche a affogare le istanze nel sangue, noi però non possiamo ritirarci dalla lotta perché è per la nostra stessa sopravvivenza.
    Coraggio!

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    • Io invece non esprimo solidarietà né a lei né a suo figlio. A lei perché ben gli sta e a suo figlio perché si ha il sacrosanto diritto di protesta, ma non quello di imbrattare le vetrine delle banche. Comica è poi la patetica scusante che sarebbe “un palloncino di vernice rossa (lavabile, pare)”: che miserie!

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      • In tutta onestà, se pensi che questo sia un comportamento da stato democratico, fai pure.

        Che la Lucarelli si accorge adesso di quello che hanno patito tanti altri è un altro discorso, ma la situazione è grave e un palloncino di vernice è ridicola come perquisizione con tanto di DIGOS.

        Questi vogliono la strategia della tensione e in parlamento non c’é quasi nessuno e certo, nessuno che abbia importanza, che li fermi.

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      • “un palloncino di vernice è ridicola come perquisizione con tanto di DIGOS.”.

        E chi avrebbe sostenuto il contrario? Ho solo detto che non do solidarietà a chi, con la scusa di protestare, fa danni. Il fio deve essere proporzionato, mi pare ovvio. Inoltre, dato che parli di strategia della tensione, a me risulta che gli infiltrati siano proprio quelli che si comportano come il figlio della Lucarelli, ammesso e non concesso che l’abbia veramente fatto. Infine, la Lucarelli si sta comportando con le dovute proporzioni, proprio come in quel famoso filmato di Grillo in difesa del figlio: loro sono loro e possono raccontarcela da una posizione privilegiata (come giustamente fa osservare Elena…), noi non siamo un cazzo e ce le grattiamo quando succede. Comunque si accorge adesso delle assurdità degne di una dittatura, a bisnonno morto, dopo che voleva vitare ai novax di poter dire la loro in tv, perché decideva lei cosa fosse falso e cosa vero, quello che si poteva o non si poteva dire.

        @ILMARTELLO, sì sono serissimo, qualcosa da eccepire? Anche tu con la storia del COSO? E poi sarebbe stato Gatto quello strano…

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      • A proposito di Digos e di quelli che la Lucarelli vorrebbe zittire: farà un prossimo articolo in merito, visto che è stata scottata, o per questo signore che non ha la mamma vip e che non ha tirato nemmeno un palloncino con vernice lavabile si può passarci sopra?

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      • Caro “?” Forse dovresti rileggere l’articolo. La Lucarelli non giustifica il gesto e non lo derubrica, dice solo che la reazione è spropozionata all’offesa.

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      • Sì, ti consiglio un bel muro solido contro cui batterti da solo e ripetutamente la testa. Non so se funziona, ma pare che dopo un pò di volte si risolvano tutti i propri problemi.

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      • E’ così che hai risolto i tuoi, Sparviero spennacchiato? Per adesso, preferisco tenermeli e rimandare la terapia del muro a tempi migliori, quando quelli come te avranno riportato la democrazia in auge.

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  3. I giovani sono pochi, non votano e, di conseguenza, come è facilmente intuibile, hanno zero rilevanza in ambito politico clientelare.
    Sono zavorra per il sistema marcio che abbiamo in Italia.

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  4. Immaginate se tutto questo fosse successo durante il primo governo Conte, con Salvini ministro dell’interno. La superflua Lucarelli avrebbe gridato al fascismo, avremmo visto Saviano da Fazio (o da Formigli, o da Maria De Filippi) sbraitare contro il ministro della malavita, e poi via protestando Rula Jebreal, Pif, Daria Bignardi e tutti i vari “professionisti dell’antifascismo” che nei pochi mesi del suddetto governo Conte ci hanno costantemente bombardato con la loro indignazione per i fascisti al governo. Adesso stanno tutti zitti e buoni, nessuna protesta, nessuna indignazione, nemmeno un borbottio, in Italia va tutto bene, in Italia non c’è più il pericolo fascismo visto che al governo c’è il loro amato PD.

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  5. Sì, però non fermiamoci al solito tifo alla Q-lo: la Lucarelli non mi fa caldo né freddo, a malapena so chi sia (la confondo spesso con la tizia di Fedez, rendiamoci conto) e cosa faccia, però rimane il fatto che i picchiatori statali nella ressa escano sempre puliti e profumati, mentre i manifestanti se la prendano in quel posto con le ossa rotte e denunce e arresti. Di ingiustizie ce ne sono a palate, non c’è bisogno di prenderla in giro perché parla di vernice lavabile (e se allora fosse stata indelebile? Cosa avreste ululato? Suvvia!) perché vi sta sulle palle, della sua condizione nei confronti dei No-qualcosa non so praticamente nulla non avendo seguìto le questioni, ma tutti in questo paese mafioso lobbista fascista e massone, sappiamo benissimo che gli agenti di PS e quelli antisommossa siano tendenzialmente impuniti (e impunibili) come i loro boss, a salire fino ai vari ministri. O vi devo ricordare le orrende giornate di Genova nel 2001?! Insomma, UN peso e UNA misura, non più di UNA e non certo infinite! Sennò i primi ad assumere atteggiamenti prima ancora che da tifosi del ca§§o, da mafiosi… siamo proprio noi del popolino-bove (cosa che comunque sostengo da anni!).

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    • “non c’è bisogno di prenderla in giro perché parla di vernice lavabile (e se allora fosse stata indelebile? Cosa avreste ululato? Suvvia!)”.

      Mi fa strano che tu non abbia capito che la si prende in giro proprio perché se fosse stata indelebile non sarebbe cambiato nulla! Suvvia…

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  6. Vi ricordate Salvini ministro dell’interno? e le leggi sulla sicurezza ed immigrazione e le estensioni dei poteri del ministero dell’interno?
    Bene, ecco i risultati
    Ci si accorge dei guasti solo quando si viene in qualche modo coinvolti

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      • E perché in quelle leggi c’è scritto di poter perquisire o manganellare studenti oper tali motivi futili?
        Mamma mia tra te e quel coso(?) che povertà di commenti

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      • Evidentemente, quelli che parlano di Salvini si dimenticano che la Lamorgese ha fatto spallucce in tante altre occasioni in cui non hanno osato contrastare i cattivoni, dalla sede CGIL ai rave party.

        Ma per menare gli studenti, gli ordini arrivano!

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      • Diciamo allora che c’è un filo che lega Salvini alla Lamorgese: gli studenti. Per entrambi è basilare che si menino gli studenti. Salvini ha fatto i decreti e Lamorgese li applica.

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  7. S. Pinker , parlando della democrazia, tra mille distinguo la definisce il regime che esprime meno violenza di altri nei confronti dei cittadini, perchè necessita dei loro voti.
    Un tempo ero abbastanza d’accordo, ma dopo Bolzaneto e l’ obbligo vaccinale…

    In effetti il voto dei cittadini non conta: possiamo votare solo per i “nominati” cioè chi i poteri, attraverso i media, ci mostrano. Non essendoci più l’ obbligo a recarsi a votare, abbiamo la “libertà” di non farlo, quindi chi ha capito l’ andazzo (cioè che resteranno solo i “nominati” e se ci fosse qualcuno non previsto…gli si guarderà subito nell’ armadio: suo, di amici, conoscenti, parenti… persino avi…)sempre più se ne astiene per non essere per l’ ennesima voltab preso per i fondelli.
    E in quanto alla violenza, non c’è solo quella fisica. Per quanto, se serve…

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  8. Ti ricordi in radio che difendevi sto stato di merda e prendevi per il culo i no vax che non credevano a sti stati di merda??
    Ben svegliata… Ma questa schifezza di polizia è sempre la stessa di Genova…forse ancora peggio…piu ignorante…sempre più vicini alla dittatura
    mi dispiace per tuo figlio…e voi lo sapete quanto guadagnano quegli imbecilli dell’ antiterrorismo ( sempre quelli di capaci via d Amelio via georgofili etc etc)

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