Ma il “Corriere” deve ammettere che la priorità è far tacere le armi

Caro direttore,
leggo La Verità dal primo numero in edicola, ho scritto lettere e sostenuto sempre la linea del giornale. Da quando è iniziata l’invasione russa in Ucraina non trovo più condivisione. Non capisco perché da giornale libero quale siete, vi dobbiate smarcare per forza dal resto dell’opinione su questo massacro. Ritengo che vi stiate mettendo all’angolo, che la stessa impostazione grafica a volte rischi il ridicolo evidenziando articoloni in prima pagina di argomenti pretestuosi, conosciuti e che parlano alla pancia del Paese senza aiutarlo a guardare avanti. Non fate un servizio alla verità né al popolo conservatore se lo buttate in braccio alla Russia, Paese al 155° posto per libertà di stampa: vi dovrebbe dire qualcosa… Spero di ritrovarvi.

La lettera di un lettore

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Più durerà il conflitto, più ucraini moriranno e più rischieremo di far scoppiare la terza guerra mondiale. Senza contare i danni economici. E ora via Solferino molla l’elmetto per abbracciare una linea realista.

Caro Morbidelli, le assicuro che nessuno in redazione desidera buttare gli italiani in braccio alla Russia. Per quanto alla Verità non ci piaccia l’informazione mainstream di giornaloni e talk show (e ne abbiamo dato prova dal giorno in cui siamo nati), le confesso che continuiamo a tenerci stretta la nostra libertà di opinione, senza avere alcuna simpatia per quella condizionata e in pericolo che vige a Mosca.

La voglio tranquillizzare anche su un altro aspetto: nutrire dubbi sulla strategia dell’Europa e degli Stati Uniti a proposito della guerra in Ucraina non equivale a sostenere Vladimir Putin, ma prova che siamo abituati a far funzionare la testa, senza farci condizionare da alcun pregiudizio. Da noi vige la regola del buon senso e di buono nella voglia di armarci e far partire gli ucraini per il fronte non ci pare ci sia nulla.

Fin dal primo giorno, cioè da quando i carri armati del Cremlino hanno varcato il confine con l’obiettivo di arrivare a Kiev, abbiamo scritto che questa guerra andava fermata. Non per dare ragione allo zar del Cremlino, ma per evitare che il conflitto degenerasse e, oltre a provocare decine di migliaia di morti, coinvolgesse l’Europa, rischiando di trasformarsi nella Terza guerra mondiale. Beh, dopo due mesi e mezzo di combattimenti, dopo intere città rase al suolo, dopo una quantità di vittime civili e militari che al momento nessuno è in grado di stimare, siamo al punto di partenza. Sarò brutale, ma non vedo alternative: ci sono solo tre modi per mettere fine all’eccidio. La prima è che l’Ucraina vinca e respinga l’invasore, ma per farlo credo sia necessario che l’Europa e l’America entrino in guerra, mobilitando le proprie truppe e dando avvio a un conflitto planetario i cui esiti, come sappiamo, sono imponderabili. Certo, esiste una possibilità subordinata, ovvero che grazie ai servizi di intelligence, o a una rivolta interna, Putin venga deposto, instaurando a Mosca un nuovo regime. Tuttavia, al momento questa sembra un’ipotesi auspicabile, ma non facilmente raggiungibile. C’è poi un altro modo per interrompere le manovre belliche e consiste nella vittoria russa. L’armata di Mosca conquista quel che vuole e poi proclama la fine delle ostilità, facendo propri i territori che ha sottomesso, come succede in ogni guerra. Anche questa sembra un’ipotesi difficilmente raggiungibile, perché pure se sconfitte a Mariupol, se cacciate da Kherson e messe in fuga da Odessa, fino a che saranno spalleggiate dall’Occidente, difficilmente le forze armate ucraine deporranno le armi.

Dunque, se accantoniamo le prime due possibilità, per risolvere il conflitto ne resta una sola. Per evitare che la carneficina continui, è necessario un negoziato. So che è più facile a dirsi che a farsi, ma a La Verità non vediamo alternative. Anzi, fin dal primo giorno vediamo tanta ipocrisia. A parole tutti sono pronti a difendere l’integrità e la libertà dell’Ucraina, ma nei fatti nessuno è disposto a combattere per essa, perché sa che in molti morirebbero, oppure che i costi economici sarebbero enormi. Per dirla con l’economista americano Jeffrey Sachs, l’America è decisa a resistere fino all’ultimo ucraino. Non so lei, caro Morbidelli, ma io non sono disposto a combattere fino all’ultimo ucraino, perché non voglio quei morti sulla coscienza. Con molto realismo penso che si debba costringere Russia, America, Europa e Ucraina a sedersi attorno a un tavolo. Non ho citato a caso Russia, America ed Europa per prime: perché senza queste potenze non si fa niente. Mosca ha innescato il conflitto, gli Stati Uniti e la Ue lo stanno sostenendo, anche se per interposta nazione. Dunque, se non vogliamo raccontarci balle e pensare che basti solo inviare cannoni e staccare assegni per sentirci in pace, è necessario metterci la faccia e anche qualcos’altro, altrimenti ci rimprovereremo per l’eternità di aver giocato con la vita delle persone. Se un Paese stanzia 33 miliardi a favore di un altro mentre quest’ultimo è in guerra, non lo fa perché ama la pace, ma pensa che la guerra sia destinata a durare: questo mi sembra innegabile. Che lo faccia per nobili ideali o per meno nobili interessi si può discutere, ma è indubbio che se investi in missili e non in ramoscelli d’ulivo ti prepari a un conflitto e non all’abbraccio.

I fatti sono talmente inopinabili che perfino il Corriere della Nato, dopo aver definito «immorale» l’idea di indurre gli ucraini a trattare e dopo aver chiamato «pacifista cinico» chiunque non fosse disposto a sostenere Kiev senza se e senza ma, ora sta riscoprendo la realtà. In due editoriali separati, il primo di Federico Fubini e il secondo di Aldo Cazzullo, in via Solferino sembrano aver preso coscienza della realtà, accorgendosi che l’Europa non è disposta a pagare un prezzo più alto di quello sostenuto finora, cioè non solo non è disposta a morire per Kiev, ma neppure a impoverirsi per Zelensky rinunciando a gas e petrolio. La conclusione alla fine è quella a cui eravamo arrivati noi due mesi e mezzo fa: o si elimina Putin o si tratta. So che sarebbe bello inventarsi una terza via che accontenti gli ucraini e anche le nostre vite e il nostro portafogli, ma come hanno dimostrato tanto tempo fa sia Bill Clinton che Tony Blair, le terze vie non esistono. Esiste solo il cinismo di una sinistra planetaria che ogni volta fa la guerra dichiarando però di voler fare la pace. E il numero di morti e di errori non conta mai.

19 replies

  1. Il ragionamento è assolutamente condivisibile… tranne il piccolo dettaglio che “Lo Zar di Santa Madre Russia” non sembra interessato a partecipare ad alcuna trattativa e non intende neppure ricevere il Papa visto che è l’altro “papa” è dalla sua parte…

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      • Bene, dopo aver chiarito che nessuna delle parti in causa intende trattare la cessazione delle ostilità, iniziate da una delle due, potete continuare le vostre chiacchiere da “Bar dello Sport”.
        Anche se, in effetti, lo Zar della Russia temeva di venire “attaccato” dalla Nato il cui reale obiettivo è l’invasione del suo regno. Immagino i poveri russi terrorizzati dall’idea di vedere i carri armati della Nato in direzione di Mosca e poi magari alla conquista della Siberia!
        Non sarà che, forse, lo Zar teme invece l’invasione “culturale” dell’Occidente e la sostituzione della sua dittatura “spietata & corrotta” con una democrazia, sicuramente corrotta anche questa ma “leggermente diversa”? Del resto questo povero Zar deve ben difendere la sua posizione di “uomo più ricco del pianeta” con un patrimonio personale di almeno 200 miliardi di dollari (stima effettuata nel 2017 dal finanziere Bill Browder)

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    • Commento di @Mark Twain qui alle 13:17 e all’articolo “L’ossessione imperiale di Putin: evitare alla Russia la fine dell’Urss”https://infosannio.com/2022/05/08/lossessione-imperiale-di-putin-evitare-alla-russia-la-fine-dellurss/

      8 maggio 2022 h 13:28

      Cit:
      “Dopo aver chiarito che nessuna delle parti in causa intende trattare la cessazione delle ostilità, iniziate da una delle due, possono continuare le chiacchiere da “Bar dello Sport” che trovano ospitalità in questo blog.
      Anche se lo Zar della Russia temeva effettivamente di venire “attaccato” dalla Nato il cui reale obiettivo è l’invasione del suo regno. Immagino i poveri russi terrorizzati dall’idea di vedere i carri armati della Nato in direzione di Mosca e poi magari alla conquista della Siberia!
      Non sarà che, forse, lo Zar teme invece l’invasione “culturale” dell’Occidente e la sostituzione della sua dittatura “spietata & corrotta” con una democrazia, sicuramente corrotta anche questa ma “leggermente diversa”? Del resto questo povero Zar deve ben difendere la sua posizione di “uomo più ricco del pianeta” con un patrimonio personale di almeno 200 miliardi di dollari (stima effettuata nel 2017 dal finanziere Bill Browder).”

      La fatica del pensiero critico, originale e non “da bar sport”….

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  2. Caro direttore,
    NON leggo La Verità, NON ho scritto lettere né mai sostenuto la linea del giornale. Da quando è iniziata l’invasione russa in Ucraina continuo a non trovare condivisione. Non capisco infatti perché da giornale libero quale siete, vi dobbiate smarcare per forza dal resto dell’opinione su questo massacro. Ritengo che vi stiate mettendo all’angolo, che la stessa impostazione grafica a volte rischi il ridicolo evidenziando articoloni in prima pagina di argomenti pretestuosi, conosciuti e che parlano alla pancia del Paese senza aiutarlo a guardare avanti. Non fate un servizio alla verità né al popolo se lo buttate in braccio alla Russia, Paese al 155° posto per libertà di stampa: vi dovrebbe dire qualcosa… Spero riusciate un giorno a farmi cambiare idea.
    Un lettore di passaggio

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    • L’Italia ha perso 17 posizioni e ora si trova al 58° posto come libertà di stampa (nel frattempo è stato insediato un banchiere che veniva invocato anche nel sonno da certi giornalai).
      Il brutto vizio di fare le pulci in casa d’altri quando noi siamo sommersi dalla m. Noi che siamo una collaudata democrazia liberale. Tse’.
      Guarda che rassegna di cialtroni abbiamo come guardiani del potere: servi di oligarchi.

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      • Paolabl ma proprio fai fatica a capire eh. Non c’è alcuna censura in Italia, come dice Giansenio siamo semplicemente sommersi dalla merda in quanto 58° nella classifica per la libertà di stampa.
        È un concetto semplice, cosa non ti è chiaro?

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    • “Non capisco perchè da giornale libero quale siete, vi dobbiate smarcare per forza dal resto dell’opinione su questo massacro”. Forse la risposta sta nella domanda. Se essere liberi significa seguire “il resto dell’opinione” siamo a posto.

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  3. Come tutti gli articoli del buon Belpietro si chiacchiera tanto ma alla fine, conclude sempre che è necessaria la trattativa, sulla qual cosa penso che abbia scoperto l’acqua calda, senza neanche accennare a come si possa arrivare a questo scopo.
    E’ evidente che il primo a non volere la trattativaal momento è Putin e il buon Belpietro si guarda bene dal dirlo giocando sull’equivoco.

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  4. Ancora non ho capito se il tuttoguasto tuttoscemo e paolabl siano dei troll, se si posso capire la loro propensione a passare per idioti, cosa non si fa per un piatto di pasta,
    Se invece troll non sono, allora la diagnosi è scontata, zucche senza semi con due parabole TV al pasto degli orecchi.
    Ogni altra definizione non corrisponderebbe alla realtà.

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  5. Per una volta, totalmente d’accordo con Belpietro, se la cava meglio comparando con i beceri editoriali sulla politica nazionale

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