Uno spiraglio per uscire dalla guerra

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Con due mesi di ritardo l’Europa comincia a muoversi autonomamente sulla guerra in Ucraina, grazie al solito asse franco-tedesco. Dopo aver ubbidito al mantra americano su armi e sanzioni, Scholz e Macron hanno aperto una nuova strada per far ripartire la trattativa tra Putin e Zelensky.

Anche l’Italia potrebbe essere della partita, con Draghi in procinto di recarsi a Mosca, facilitato dai canali diplomatici che la Farnesina è riuscita a tenere sempre aperti con tutti. Così finalmente potremo tornare a fare i nostri interessi, e non quelli di Washington e Pechino, per i quali questa guerra è un pozzo di opportunità, in quanto indebolisce il competitor commerciale europeo, pone la Russia in una condizione di inferiorità in Asia e potenzialmente libera le mani sulla questione Taiwan.

Per arrivare a questa riscossa dell’Europa sono serviti però atti coraggiosi, come il rifiuto di Berlino di inviare altre armi a Kiev e il pressing dell’Eliseo (a pochi giorni dal voto) per continuare a parlare con Putin. Due gesti che non appiccicano ai leader di Germania e Francia l’etichetta di putiniani, come accade qui da noi se solo si dissente dalla politica muscolare che finora non ha portato a nulla, senza fingere di non vedere, allo stesso tempo, che la guerra ha un invaso e un invasore, e in tal senso le responsabilità del Cremlino sono evidenti.

Ora serve dunque pragmatismo, e capacità di spezzare il gioco di Usa e Cina aiutando Putin a uscire dignitosamente dal disastro militare che ha provocato, e Zelensky a ricostruire l’economia del Paese. Ci sarà da negoziare la cessione di alcune aree alla Russia? È possibile, ma se l’obiettivo della pace prevale su tutto va considerata anche questa opzione. E non perché si tifa per i russi o per gli ucraini, ma perché chiudere prima possibile questo conflitto toglie benzina a un rogo che può arrivare sin qui in Italia.

Un rischio non legato soltanto all’escalation militare, ma al rientro pure da noi dell’enorme quantità di armi che tutto l’Occidente ha fornito a Kiev, recuperate delle mafie che nell’Est europeo non hanno molto da invidiare a quelle nostre. Un rischio che solo leader politici ciechi o genuflessi a Usa e Nato non vedono, con al primo posto Enrico Letta.

6 replies

  1. “Anche l’Italia potrebbe essere della partita, con Draghi in procinto di recarsi a Mosca, facilitato dai canali diplomatici che la Farnesina è riuscita a tenere sempre aperti con tutti.

    Ucraina: Draghi prepara visita a Zelensky a Kiev
    Potrebbe avvenire prima del viaggio in Usa di metà maggio

    Ahi,ahi ha scambiato Kiev per Mosca

    Insomma il “draghetto” diplomatico Di Mario prepara la visita di Draghi a Mosca per essere della partita.

    "Mi piace"

  2. INCOMBONO UOMINI SENZA LUCE
    Viviana Vivarelli

    Incombono uomini senza luce
    impossibile vederli come capi
    se il capo è colui che ti guida nel buio.
    Là dove tutte le strade si sono ritorte
    e i passi non trovano il cammino
    guidati da false leggi
    nella polvere degli dei infranti
    siamo incerti e confusi
    aggrappati a piccole cose
    non vediamo oltre la nostra impronta
    e il cielo si vuota di stelle.
    La nostra ombra ormai è così grande
    che ha divorato la notte
    l’oceano sembra inghiottirci
    in un abisso di cose buie
    la materia ha intrappolato
    le nostre piccole mani
    occorre aprirle e scuoterle
    e tenerle ben aperte al mondo.
    La mappa è tracciata eppure
    non sappiamo leggervi il futuro.
    Ma abbiamo in tasca una piccola luce
    è la nostra sola speranza
    se potessimo mostrarla tutti insieme
    l’oscurità si farebbe leggera
    prendendoci tutti per mano
    ritroveremmo il cammino
    salveremmo la Terra.

    Piace a 2 people

  3. Scusate, però sta cosa di tirare in ballo sempre i cinesi ha stancato.
    Sembra quasi che le guerre nel mondo siano volute ed alimentate dai cinesi.

    Capisco che possa non piacere il loro modo di governare, ma non facciamo gli ingenui. Sappiamo che il rischio di una “primavera cinese”, finanziata ed alimentata dai soliti, scoppierebbe non appena fosse concessa più libertà al popolo. Esattamente come in Ucraina.
    L’esempio è piazza Maidan, che viene considerata come “il popolo che si ribella al tiranno”. In realtà le persone presenti in quella piazza (con stranieri arrivati per dar manforte) sono uno ZERO virgola di tutto il popolo ucraino.

    C’erano pezzi grossi dell’establishment americano che arringavano i manifestanti.
    Immaginate se a Lavrov fosse concesso di venire in Italia e fare comizi in piazza del popolo per convincere i presenti a cacciare Draghi per ambire ad un futuro migliore. Sarebbe una cosa ritenuta inaccettabile da tutta la stampa e politica mondiale.

    Piace a 1 persona

    • Temo che a Ministro degli Esteri i Tedeschi siano messi anche peggio: e di fronte c’è Lavrov
      (Leggere i curricola della “verdina”, di Di Maio e di Lavrov, please…)
      Merkel, dove sei!
      (Chi avrebbe mai detto che l’ avremmo rimpianta!)

      "Mi piace"