Il tesoro nascosto del Donbass: sottosuolo ricco di terre rare (essenziali per l’hi-tech), uranio, cobalto

E’ ricco di miniere per l’estrazione del carbone, di ferro ma anche metano, manganese, cobalto e quei metalli rari che sono sempre più preziosi per lo sviluppo tecnologico. Le ragioni politiche prevalgono come causa dell’invasione, “ma l’operazione militare in atto è particolarmente costosa per le finanze russe, il ritorno economico deve essere adeguato agli sforzi”

(di Gabriele Lagonigro – ilfattoquotidiano.it) – “L’obiettivo prioritario è il Donbass”. Vladimir Putin lo ha ribadito a chiare lettere negli ultimi giorni e sta intensificando gli sforzi per conquistare l’intera regione. Ma perché quest’area è così importante per il Cremlino? La cosiddetta salvaguardia dei russofoni è stata una delle cause che hanno scatenato il conflitto in questa zona già nel 2014 e Mosca vuole “concludere” quanto iniziato otto anni fa. L’altro motivo è militare e politico: per controllare il corridoio fra Rostov e la Crimea serve Mariupol ma anche l’area più a nord, evitando contrattacchi ucraini dalla direttrice settentrionale. La penisola sul Mar Nero ha serie difficoltà di approvvigionamento elettrico e idrico ed è per questo che Putin ha bisogno del territorio costiero garantendosi un canale diretto con la madrepatria.

Ma ci sono anche rilevanti ragioni economiche. Il Donbass, storicamente, è ricco di miniere per l’estrazione del carbone, di ferro ma anche metano, manganese, cobalto e quei metalli rari che sono sempre più preziosi per lo sviluppo tecnologico. Il riferimento è ai giacimenti con cui si recuperano gli “ingredienti” per costruire gli smartphone e le fibre ottiche, o il titanio e il litio per l’automotive elettrico. “Le motivazioni per le quali questo territorio è fondamentale per Putin sono variegate – spiega Marco Di Liddo, analista “senior” del Ce.S.I. – Centro Studi Internazionale – ma se si considera che l’operazione militare in atto è particolarmente costosa per le finanze russe, il ritorno economico deve essere adeguato agli sforzi”. Da qui la necessità di prendersi Mariupol: “E’ il secondo porto per importanza di tutta l’Ucraina e può ospitare navi cargo. Oltretutto, conquistando la città costiera, la Russia porrebbe una seria ipoteca sui giacimenti di gas offshore nel mare d’Azov mentre sulla terra ferma esistono diversi depositi di rocce bituminose dalle quali si estrae il gas di scisto. Si tratta di un bacino esplorato solo in parte: non si sa esattamente quante siano le risorse a disposizione ma vale la pena approfondire la ricerca”.

L’Ucraina vanta 8.500 depositi minerari di rilevanza industriale e circa 110 tipi di minerali diversi; l’industria estrattiva, fino al 2014, generava 15 miliardi di dollari l’anno. Nell’estrazione del carbone, di cui il Donbass è particolarmente ricco, il Paese è al decimo posto al mondo. “E poi – prosegue Di Liddo – ci sono grafite, titanio, ferro, uranio e le cosiddette terre rare fra cui il litio oltre ad alluminio e rame, tanto preziosi nello sviluppo dell’hi-tech”. L’interesse economico, quindi, è la principale motivazione che spinge Putin a concentrare decine di migliaia di truppe per conquistare il Donbass? “Non direi questo. Le ragioni politiche, soprattutto a livello propagandistico interno, sono quelle che consentono di ottenere un maggiore supporto popolare perché smuovono la pancia dell’elettore e influenzano la società. La presunta volontà di liberare il territorio dai nazionalisti ucraini e di difendere l’entità russofona è l’obiettivo dichiarato da Mosca fin dal principio, ma le ricchezze presenti in questa regione potrebbero servire, almeno in parte, a finanziare la ricostruzione di un’area già martoriata e che a fine guerra risulterà in condizioni ancora peggiori”.

Il Donbass, in ogni caso, presenta territori piuttosto dissimili: l’area di Donetsk è più sviluppata mentre Luhanks molto meno. Se l’interesse prioritario di Putin fosse economico avrebbe più senso annettersi per intero la prima, soprattutto la zona di Sloviansk e Kramatorsk, meno la seconda dove l’economia è più modesta. Secondo il centro di ricerca ucraino YouControl, delle mille più grandi imprese del Paese, nella regione di Luhansk sono registrate solo sei… L’altro aspetto da considerare è che in tutto il Donbass vengono estratte circa 23-24 milioni di tonnellate di carbone all’anno. Di queste, nelle due autoproclamate repubbliche controllate da Mosca già da otto anni, ben 18 milioni. E’ evidente quindi come le aree più redditizie siano già in mano russa.

Oltretutto, se nell’epoca dell’Unione Sovietica questa zona era fra le più prestigiose, nell’ultimo ventennio c’è stato un lento declino, acuito dalla guerra che qui è iniziata già nel 2014. Le giovani generazioni se ne sono andate e sono rimasti per lo più gli anziani e le categorie meno abbienti. Nel 2013, le province di Donetsk e Luhansk rappresentavano quasi il 16% del Prodotto interno lordo dell’Ucraina, seconde solo a Kiev, ma negli ultimi otto anni la produzione di carbone è diminuita di quasi tre volte. Ci sono circa 80 imprese metallurgiche ma molte non sono più in funzione già da prima del 24 febbraio. Diverse grandi compagnie minerarie e numerose realtà petrolchimiche, inclusa la mastodontica raffineria di Lysychansk, sono ormai inattive e non a causa del conflitto in corso. Rimane un enorme potenziale di crescita ma in un’area in declino. E che al termine di questa guerra sarà in buona parte distrutta.

31 replies

  1. Ecco la nuova manipolazione occidentale: Putin vuole il Donbass per le sue risorse.
    Il fatto che la popolazione sia russofona, e parli russo, e abbia votato per essere indipendente dall’Ucraina, e le siano state promesse una serie di autonomie che di fatto non le sono mai state date, e che l’Ucraina la stia combattendo da 8 anni, e che in questi anni abbia fatto circa 14.000 morti (4-5 al giorno), e che abbia un esercito che combatte con l’Ucraina da allora, e che anche da quando è scoppiata la guerra continui ad essere bombardata dall’Ucraina … è secondario, anzi non conta niente per la Russia.
    La Russìa, affamata di potere e territori e risorse, guidata da un pazzo sanguinario, fa tutto questo per le ricchezze del Donbass, non per aiutare la popolazione ….

    Un giorno la verità riuscirà a farsi strada in questa palude di disinformazioni propagandistiche, ma nel frattempo si parlerà d’altro e le persone al solito non ne verranno informate (già successo con Belgrado, la Siria ecc ecc).

    La cosa più triste di tutte è che l’unico giornale che nella politica interna si oppone alla narrazione del potere, non sa fare altro che riportare le notizie fornite dall’Ucraina, senza verificarle, e senza nemmeno considerare la versione dei russi.
    Si chiama propaganda, non giornalismo.
    Per fortuna che almeno Travaglio, nel suo quotidiano editoriale, combatte la propaganda ogni giorno, e non mi spiego come la versione on line del giornale possa essere così distante dalla sua posizione.

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    • Esatto Fabrizio , come se la Russia ne avesse bisogno, solo gli ignoranti che si nutrono del mainstream ci possono cascare, e ahimè questi vuoti bipedi superficiali senza un minimo di pensiero critico sono la maggioranza.

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    • Non ci sono giustificazioni per la Russia che ha invaso un’altro paese. Ne che in Donbass siano russofoni (possono sempre trasferirsi nella dittatura russa), o che un referendum farlocco (come quello fatto in Crimea). Il ricco sottosuolo Ucraino fa gola a Putin

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      • purtroppo perle (o pirla) come lei dobbiamo tenercele
        neppure quelli del paese più sf..to della terra ce le prenderebbero anche pagando
        quindi
        portiamo pazienza

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    • Vero, rep e fatto online vanno di pari passo: oggi entrambi pubblicano le facce dei due mercenari britannici catturati, notizia nota (a chi sa come informarsi) già da alcuni giorni, fisionomie comprese.

      Vengono colpiti dei civili? Notizia data immediatamente, colpa dei russi (o utenti indotti a pensare che sia andata così)

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  2. Non ci sono giustificazioni per la Russia che ha invaso un’altro paese. Ne che in Donbass siano russofoni (possono sempre trasferirsi nella dittatura russa), o che un referendum farlocco (come quello fatto in Crimea). Il ricco sottosuolo Ucraino fa gola a Putin

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    • Fa gola a Putin e fa gola a Biden, informati prima di dare sentenze . La stampa vi ha demolito per lunghi anni , ma non avete
      capito un c….o. Tieniti Di Maio e non richiamarti più al M5S, come dice Gensennio – Il fu M5S

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    • Il ricco sottosuolo Ucraino fa gola a Putin? E il soprasuolo alla NATO? Certa gente pensa che tirare quattro righe sulla carta geografica col pennarello trasformi le persone, ma siccome queste sono ostinate le sterminiamo, giusto Graziella? Perché non ci sono giustificazioni alle “invasioni” di Stati libbberi (di provocare e di disattendere tutti gli accordi precedentemente stipulati), democratici (col braccio destro teso), con presidenti libberamente eletti (dalla NATO), ecc., ecc…

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    • Intanto comincia da “Il caso Burisma Holdings”

      “Il caso Burisma Holdings – Siamo ad aprile 2014 quando la Burisma Holdings, la maggiore compagnia energetica dell’Ucraina (attiva sia su gas che petrolio), assume per una consulenza proprio Hunter Biden. Avere nel proprio board un nome di “peso” avrebbe sicuramente portato giovamento al prestigio dell’azienda. Va detto che l’Ucraina, e le sue aziende, sono spesso ricordate per la scarsa trasparenza ma soprattutto l’alta corruttibilità. Hunter Biden viene assunto con uno stipendio di 50mila dollari al mese. Tutto trasparente, se non fosse che durante quei mesi Joe Biden ha proseguito la politica americana volta a far riprendere il possesso da parte dell’Ucraina di quelle zone del Donbass ora divenute Repubbliche riconosciute dalla Russia. La zona di Donespt è ritenuta ricca di giacimenti di gas non ancora esplorati finite nel mirino della Burisma Holdings. Una politica internazionale intrecciata a quella economica che ha fatto storcere il naso anche ai media americani in quegli anni.”

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    • Esatto, Gatto
      E se si visionasse il video che ho postato anche ieri, si scoprirebbe che gli abitanti russofoni del Donbass vengono considerati, dai neonazi che hanno diffuso il verbo a tutta l’Ucraina e lo insegnano anche ai bambini grandi piccoli, esseri inferiori che servono solo a scavare.
      E che una volta sconfitto il Donbass possono essere acquisiti come SCHIAVI.

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  3. “ma negli ultimi otto anni la produzione di carbone è diminuita di quasi tre volte.”

    ohibò! la guerra fa questo effetto, specialmente se devi andare qualche km sottoterra
    e ti bombardano le centrali elettriche che alimentano i generatori per l’immissione dell’aria
    che ti permette di sopravvivere (che fare il minatore è grossomodo una villeggiatura con apericena)

    comunque scorrendo WPedia ru leggo a proposito dei minerali in zona Donbass
    oltre al sempre citato “carbone, salgemma, refrattari, argille, marna, gesso, sabbie da costruzione e quarzo, granito
    nefelina (minerali di alluminio), fluorite, vermiculite, minerale di ferro, davsonite e sali di potassio.
    vengono poi citati petrolio e del gas nella zona Dnepr-Donetsk che attualmente non sono praticamente sviluppati”
    (visto che c’erano già prima del 2014 viene da domandarsi perché gli ucraini, che sfruttano giacimenti a Karkov
    e Poltava, regioni confinanti, non li abbiano aggrediti, i giacimenti intendo, prima.
    magari perché ai prezzi di vendita di quei tempi risultavano poco redditizi?
    tipo la Bolivia che ha si enormi riserve di litio, ma contengono molte impurità e quindi non lo estraggono
    perché, al momento, non conviene, meglio estrarlo nelle montagne dell’Australia o in altri deserti del Sud America

    comunque tutto quello elencato nel titolo io non l’ha trovato, colpa sicuramente mia
    ma è sospetta la concomitanza di articoli attinenti nell’ucraino-info-sfera
    con articoli tipo su mind.ua
    “Elementi di nuova forza: come aumentare il peso politico per l’Ucraina con l’aiuto del litio
    E cosa è necessario per lo sviluppo dell’estrazione dei metalli delle terre rare”
    ma non citavano il Donbass se non nel sottopancia e senza riferimenti alla dislocazione dei materiali del desiderio

    in ogni caso stanno promuovendo una colletta per far sviluppare l’estrazione di quei materiali
    tradotto, al momento non c’è nulla, ci vogliono i dané, dateci i dané

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  4. (veltronianamente) Ma anche…

    «Morire per gas: la verità su mercato macello della Nato

    Ora che molte centinaia di mercenari della Nato sono ostaggio dei nazisti dell’Azov nei sotterranei delle acciaierie di Mariupol dove si pensa che ci sia anche un biolaboratorio americano, si può cogliere meglio il significato simbolico di Mariupol, sia per i russi e per gli abitanti del Donbass che per il regime di Kiev il quale vi aveva ammassato le truppe migliori e quelle più fanatiche, oltre ad un consistente numero di uomini della Nato, spesso travestiti da mercenari: si va a morire per il gas che lo zio Sam vuole ad ogni costo. In effetti è proprio qui il centro della battaglia e si capisce anche perché nonostante le suppliche che arrivano dai sotterranei dell’acciaieria affinché vengano avviate trattative, Zelensky esiga una sorta di sacrificio umano: parte della questione ucraina, quella più interessante per i mercanti di morte occidentali, riguarda i trilioni di metri cubi di gas che giacciono nelle profondità del bacino del Donbass. Si tratta di gas estraibile con la tecnica del fracking per la cui estrazione Shell ed Exxon avevano già firmato dei contratti dopo il colpo di stato di Maidan per poi ritirarsi dopo la secessione delle repubbliche orientali nel 2015. Si capisce bene in questo quadro perché i trattati di Minsk che prevedevano l’autonomia delle repubbliche separatiste non sono mai stati rispettati e perché i garanti di quegli accordi, Francia a Germania non hanno mosso un dito perché Kiev li rispettasse. E ancor più si capisce perché l’armata ucraina è stata posta ai confini della regione e abbia esercitato per anni il tiro al piccione delle popolazioni civili.

    Insomma non è affatto un caso che la prima linea dell’attuale guerra sia quasi identica all’ubicazione di queste risorse energetiche e c’era una ragione letterale e più profonda per cui gli Stati Uniti e i loro vassalli dell’euro hanno impedito una riunificazione pacifica dell’Ucraina secondo gli accordi di Minsk e il presidente Zelenski, che è entrato in carica ed è stato eletto presidente della pace, si è trasformato in un guerrafondaio. Com’è evidente, la cosa riguarda i soli occidentali e semmai gli abitanti delle due repubbliche autonome visto che l’estrazione del gas di scisto è molto più costosa rispetto a quella dei normali giacimenti e dunque queste riserve non costituivano un fattore significativo di concorrenza, salvo il puntuale arrivo delle sanzioni che a questo punto sarebbero state inflitte comunque. Si gira e si rigira, ma per gli Usa e per la Nato si è sempre nel pipelinestan ovvero nel controllo dell’energia e della valuta in cui essa deve essere pagata: se i talebani si fossero accontentati delle mini-tasse di transito per il proposto gasdotto Unocal, avrebbero potuto rimanere al potere nel 2001; se Assad non avesse rinunciato al gasdotto Qatar-Mediterraneo, la guerra non avrebbe infuriato in Siria; lo stesso vale per l’Iraq e la Libia che hanno osato vendere il loro oro nero in cambio di valuta locale e sovvertire il petrodollaro. La guerra in corso riguarda ancora una volta le materie prime e il loro controllo – e il gas liquido per l’Europa, non dagli USA, dove comunque ha già superato il picco, ma da una colonia americana, l’Ucraina: non attraverso l’intero Atlantico, ma a un tiro di schioppo attraverso il Mar Nero. Quale guerra sarebbe stata più desiderabile per Washington se non questa che disconnette l’Europa dalla Russia e la rifornisce di gas di scisto attraverso l’Ucraina? Staccare l’Europa dall’ Asia è vitale per la supremazia americana e chissenefrega se gli europei pagheranno il gas il doppio e manderanno al macero la loro industria.

    E’ impressionante vedere da quanto tempo questo piano di massima era stato messo appunto: Zbigniew Brzezinski [leggasi: “a punto da Zbigniew Brzezinski”, ndr.] e adottato da Washington: nel maggio del 2014 aveva già fatto appello all’amministrazione Obama per dotare i “combattenti per la libertà” di Kiev di armi per riconquistare le province orientali secessioniste. E non solo, aveva già previsto anche quali inviare, quelle [che] permettevano l’asserragliamento nei centri abitati e dunque la strage dei civili: “Non puoi battere i russi allo scoperto quando migliaia di carri armati stanno arrivando, puoi sconfiggerli solo continuando a resistere nelle città. Allora i costi economici della guerra per i russi aumenterebbero vertiginosamente e diventerebbe politicamente inutile. Ma per difendere una città hai bisogno di cannoni anticarro portatili, missili portatili e qualche organizzazione fanatica”. Otto anni dopo, questo sembra un elenco dell’arsenale con cui il Natostan sta attualmente armando i resti dell’esercito di Kiev in una guerra che vuole sia combattuta fino all’ultimo ucraino.

    Tuttavia, poiché i russi non solo hanno familiarità con questa strategia statunitense, ma sanno anche abbastanza bene quali armi stanno attualmente arrivando in Ucraina, stanno evitando i conflitti nelle città evitando la trappola predisposta nonostante il numero enorme di provocazioni di ogni genere. Lo Stavka, lo stato maggiore russo sta invece attirando gli ucraini nella tasca a est del Dnepr; questo errore è anche alimentato dalla loro profonda fiducia nella propria propaganda: “li abbiamo cacciati da Kiev”, “li abbiamo fermati a Kharkov e nel Donbass”, “Mariupol sta ancora resistendo”. Credono anche a ciò che i loro addestratori e consulenti statunitensi hanno detto loro sull’efficacia delle armi della Nato e solo adesso si stano accorgendo che gli anticarro occidentali sono complicati da usare e poco efficaci contro i T72 nonostante che l’informazione occidentale tale prenda per buone le cifre ucraine che dividono per dieci le proprie perdite e moltiplicano dello stesso fattore quelle russe. Le continue sciocchezze sulla debolezza russa, che vengono diffuse dai media e dai politici nei rifugi sicuri non aiuterà di certo questi uomini, anzi li porterà verso il massacro. Queste è anche una delle ragioni per cui la caduta di Mariupol significa di fatto una un’enorme sconfitta per tutto il “piano Ucraina” e l’inizio della fine.».

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    • ECCELLENTE?
      Ma cosa? L’ennesimo copia incolla di ilsimplicissimus?
      Ah ah ah!
      Si fanno anche i complimenti a vicenda i Puntin’s trolls!
      Per non dimenticare:
      “Perche’ prima di gennaio tu di queste cose non sapevi nulla, storia, geigrafia, macche’…eri troppo occupato a ricopiare fregnacce sul virus COVID19. Poi la nuova ondata di idiozia ha soppiantato l’altra, e tu ha seguito il flusso, incapace di razionalizzare il perche’ scegli sempre la stessa luna a cui abbaiare, ti abbeveri come il resto della mandria”.
      (cit. eterna)

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      • Ma semaforo lampegginate Guasto la citazione eterna (ahahah…) che riporti era riferita non a me, ma Guido&Sbando, l’autore della quale, idolo tuo, ha tosto dichiarato in merito:

        “E’ vero! Ho detto una idiozia: Guido al tempo del colera attingeva a fonti attendibili!”.

        Ah ah ah!

        Ognuno si sceglie i propri riferimenti: io il Ilsimplicissimus, tu Stinking Dutchman, IDIOTA (non in senso tecnico come lo intende Capanna citando i Greci)!

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      • Ma che fai? Mi riporti le contro risposte di Ennio?
        Ah ah ah!
        Mi tocca spiegartelo.
        Io Guido non so neanche chi sia.
        Io ho preso paro paro (cit.) quella perla di verità, che casualmente combaciava con la mia (ricordi, Putin’s troll, il conformismo, eccetera?), e la ripropongo ogni volta che mi aggrada a uno (non il solo) dei suoi massimi interpreti.
        È così perfetta.

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      • Tocca rispiegartelo:

        Io Guido so perfettamente chi è, diversamente dal cicciobello olandese e dal suo massimo estimatore.
        Tu hai preso paro paro (cit.) quella perla di verità (classificata come idiozia dallo stesso autore), che casualmente combaciava con la tua (e pour cause…), e la riproponi ogni volta che ti aggrada a uno (non il solo) che non c’entra niente.

        È così tipicamente Empio.

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  5. L’analista geopolitico americano Scott Ritter lo aveva previsto da tempo: gli ucraini si arrenderanno in massa

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  6. .https://libertarianinstitute.org/dont-tread-on-anyone/nyet-nato/
    01.02.2008
    ……..”L’allargamento della NATO, in particolare all’Ucraina , rimane una questione “emotiva e nevralgica” per la Russia, ma considerazioni di politica strategica sono alla base anche di una forte opposizione all’adesione alla NATO per l’Ucraina e la Georgia. In Ucraina, questi includono i timori che la questione possa potenzialmente dividere in due il paese, portando a violenze o addirittura, secondo alcuni, a una guerra civile, che costringerebbe la Russia a decidere se intervenire.”………..

    https://wikileaks.org/plusd/cables/08MOSCOW265_a.html

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  7. I fascisti di Azov hanno demolito il busto del generale sovietico Georgy Zhukov a Kharkov, il massimo generale della seconda guerra mondiale, il salvatore di Mosca, Stalingrado, Leningrado, l’Unione Sovietica e forse l’intera Unione Sovietica. La seconda guerra mondiale, che ha collegato il suo nome al crollo del fascismo.

    http://www.katiousa.gr/istoria/tous-kseftilise-zontanos-ki-akoma-tous-stoicheionei-fasistes-gkremisan-tin-protomi-tou-stratarchi-zoukof-sto-charkovo/

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  8. Il diciotto di novembre
    di un anno che non so
    anche un passero da un ramo
    per paura se ne andò
    venne buio all’improvviso
    e la vita sua finì
    il ragazzo che sorride
    lo chiamavano così.

    Uno dei primi concerti dopo la caduta del regime fascista dei colonnelli (1967-74)

    Theodorakis-Farantouri

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