Gli esperti: “Meno test e positivi liberi possono favorire i contagi”

L’analisi di Crisanti e di Mitjà (Catalogna). Italia e Spagna: strategie a confronto. La Spagna ha vaccinato come l’Italia senza obblighi e senza le nostre rigidità sul green pass e dal 28 marzo tratta il Covid come l’influenza, è la Nueva Estrategia del governo di Pedro Sanchez. […]

(DI ALESSANDRO MANTOVANI – Il Fatto Quotidiano) – La Spagna ha vaccinato come l’Italia senza obblighi e senza le nostre rigidità sul green pass e dal 28 marzo tratta il Covid come l’influenza, è la Nueva Estrategia del governo di Pedro Sanchez. Tamponi solo a chi ha più di 60 anni e a poche altre categorie, abolito l’isolamento per i positivi, sorveglianza limitata a un campione statistico come per l’influenza. In parte sono le indicazioni dell’Ecdc, il Centro di controllo delle malattie dell’Unione europea.

In Spagna ieri contavano 368 pazienti nelle terapie intensive e da noi erano 449, in lento calo in entrambi i Paesi. Ma l’incidenza in Italia è apparentemente molto superiore: oltre 1.500 nuovi casi ogni 100 mila abitanti in 14 giorni; Germania e Francia sono sopra i tremila e i duemila: non fanno più tamponi di noi ma noi ne facciamo tanti per il green pass. La Spagna fa meno di un quinto dei test italiani e non arriva a 600, ma peraltro ormai calcola l’incidenza solo sugli over 60. Come al solito abbiamo più morti, 130 contro 50 in media; i protocolli nell’Ue sono gli stessi ma chissà poi se si applicano allo stesso modo. D’altra parte anche i nostri dati sui contagi sono ritenuti sottostimati. Secondo Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia all’università di Padova, i contagi reali “sono almeno il triplo dei 60/80 mila al giorno che vediamo”. “Se in Italia c’è una sottostima, in Spagna è molto più accentuata” osserva Oriol Mitja, epidemiologo dell’istituto Germans Trias i Pujol di Badalona, uomo chiave della strategia anti-Covid del governo catalano e spesso critico verso le autorità di Madrid. Anche da noi gli esperti della Salute e dell’Istituto superiore di sanità si stanno confrontando sulle modalità per concentrare la sorveglianza sui casi più seri, migliorando anche l’affidabilità statistica della sorveglianza. Forse non arriveremo alle soluzioni spagnole, ma il governo dopo aver abolito la quarantena da contatto discuterà anche dell’isolamento, oltre che delle mascherine al chiuso quasi abolite in Spagna da lunedì.

Oggi, se un under 60 ha la febbre e altri sintomi da Covid, “il medico – spiega Mitjà – lo avverte che potrebbe essere Covid e gli raccomanda di non esporsi a grandi folle e di usare la mascherina, ma senza test, senza isolamento, senza ricerca dei contatti”. L’epidemiologo catalano non vede bene la Nueva Estrategia, pur riconoscendo la giustificazione di destinare risorse alle cure non Covid rinviate a causa della pandemia: “Non si diagnosticano i positivi e queste persone non sono tenute all’isolamento, quindi possono infettare altri – sottolinea Mitja –. Si toglie la mascherina e si facilita ancora di più la trasmissione. Non avremo più l’immagine reale di quante persone hanno contratto l’infezione, almeno fra i più giovani. È presto per valutare l’impatto delle misure, vedremo qualcosa dopo la Settimana Santa. Potrebbe esserci un aumento da lieve a moderato perché Omicron 2 non produce molti casi gravi. Diverrà preoccupante se arriverà una variante più aggressiva, in assenza di un programma di controllo delle infezioni”. “Ridurre i test è un errore, si rischia di avere più morti e ne abbiamo già 150 al giorno che sono inaccettabili – dice Crisanti –. Se sei asintomatico e non fai il test, vai a trovare la mamma anziana la ammazzi. Bisogna fare i tamponi necessari. Sapendo che l’infezione circola a livelli elevati ed è inutile pensare di bloccarne la circolazione con le mascherine, la priorità è proteggere i più vulnerabili: quarta dose previo test anticorpale per vedere chi non risponde al vaccino, smart working per gli ultrasessantenni che lavorano, bonus per i pensionati a basso reddito per pagare i tamponi alle badanti e a chi va a trovarli”.