L’altro Matteo

(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Chi non si è mai trovato in una situazione simile a quella in cui ieri era precipitato il nostro Matteo? Non Matteo S, che da tempo non azzecca più un diritto, al limite qualche rovescio. L’altro. Non Matteo R, a cui non fa certo difetto la tattica, semmai il fisico.

L’altro ancora. Quello che, chiamandosi Berrettini, gioca con un berrettino in testa anche di notte, e meno male che non si chiama Scarponi. A tutti, dicevo, è successo di essere sul punto di perdere qualcosa che si era dato per scontato. Sospinto da un tifo da stadio, il suo avversario Gael Monfils aveva rimontato due set di svantaggio e sfarfalleggiava sul campo in cemento di Melbourne dove Matteo B trascinava i gamboni appesantiti.

Se il tennis fosse solo uno sport, nessuno avrebbe scommesso sul quinto set. Ma il tennis è psicanalisi applicata: la mente comanda sul corpo e a volte per fermare la deriva basta prendersi una pausa, respirare profondamente e creare una cesura. Matteo B lo ha fatto e al ritorno dagli spogliatoi lo scenario è mutato. Monfils, avendo capito di poter vincere, si squagliava per la paura. E lui, avendo accettato di poter perdere, pescava dal Chissadove le energie per lucidare i suoi arnesi ormai logori.

Che lezione. Ma nessuno pensi che Matteo B sia un monaco zen. Dopo la vittoria si è portato un dito all’orecchio e, rivolto al pubblico ostile, ha urlato nel silenzio: «Non sento!» Perché nulla ti dà la carica come la voglia di sbattere la tua gioia in faccia a chi non ti ama.

3 replies

  1. Nadal oggi (6-3, 6-2, 3-6, 6-3) ‘como’? Non siento!’

    E se non altro ci siamo risparmiati il super-pippone delle finalissime mentre c’é in corso l’elezione del PdR (Presidente dei Ricatti)

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