La stella di David

Il presidente del Parlamento europeo Sassoli non corre per la riconferma e punta a ricollocarsi in Italia. Con grandi ambizioni, non ultima il Quirinale. E la Rai, dove ha a lungo lavorato, è pronta a fargli da cassa di risonanza.

A gennaio David Sassoli non sarà più presidente del Parlamento europeo. E per il suo ritorno a Roma ambisce al Quirinale.

(Gianfranco Ferroni – tag43.it) – Alla Rai piace David Sassoli, durante le feste natalizie. Dicono che il presidente del Parlamento europeo, in scadenza nel gennaio del prossimo anno, e prima di andare a Bruxelles per lungo tempo ex mezzobusto televisivo del Tg1, «ha tanti sponsor a viale Mazzini e a Saxa Rubra», nel caso di una corsa verso il Quirinale. Le probabilità di succedere a Sergio Mattarella non sono tante, però negli studi della tv pubblica qualcuno ci crede: fatto sta che nel giorno dedicato a Santo Stefano, quando tutti sono a casa davanti al televisore perché fuori piove e fa freddo, nella programmazione della seconda rete televisiva pubblica Sassoli c’è. Ecco l’annuncio: «Rai2 farà gli auguri il 26 dicembre di mattina alle 9.30, Metis Di Meo condurrà Augurerai, con Andrea Roncato nei panni di Babbo Natale e un cocktail di ospiti, per la politica David Sassoli».

Parte dalla Rai l’operazione di riposizionamento di Sassoli

Una vera e propria scelta di campo, quella firmata dal nuovo gruppo di comando della Rai, ovvero Carlo Fuortes e Marinella Soldi: la trasmissione di auguri vanta all’interno del titolo proprio la Rai, e individuare tra i rappresentanti del mondo dei politici proprio Sassoli ha fatto andare di traverso il caffè a più di un esponente dell’ampia maggioranza di governo, specie tra coloro che inseguono il sogno di soggiornare per sette anni nelle stanze del Quirinale. «Che c’entra Sassoli, e per giunta su Rai2?», si è sentito dire a destra, condito da un «ecco un altro che cerca un posto in Italia dopo aver conquistato quello in Europa», sibilato a sinistra da chi vede un riposizionamento dell’ex giornalista. L’operazione, alla fine, non è piaciuta a nessuno: «un po’ perché i giornalisti che entrano in politica combinano spesso dei disastri, e spesso se ne vanno pure facendo gli schizzinosi, vedi alla voce Michele Santoro e Lilli Gruber», afferma un vecchio protagonista del centrosinistra, senza dimenticare che «esiste già un assembramento di nomi per il Colle che in tempi di Covid è meglio evitare». Sassoli, classe 1956, nato a Firenze (ma non ditelo a Matteo Renzi), sposato con Alessandra Vittorini (già Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila e i comuni del cratere, è stata nominata dal ministro della Cultura Dario Franceschini nuovo direttore della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, l’istituto di formazione, ricerca e studi avanzati che ha la missione di valorizzare le risorse umane operanti nella gestione del patrimonio culturale), è conosciuto dal grande pubblico «grazie agli anni trascorsi all’interno del tubo catodico, con la targhetta del Tg1», come dice un parlamentare di lungo corso, da sempre a sinistra, ricordando gli anni in cui è arrivato ad essere vice direttore del tigì della rete ammiraglia prima di candidarsi alle elezioni europee del 2009 nelle liste del Pd.

Un messaggio di fine anno attento a non scontentare nessuno

Il messaggio di fine anno di Sassoli è comunque un esempio su come bisogna saper strizzare l’occhio a ogni parte del mondo, a cominciare da quello cattolico, senza dimenticare i grillini: «In questo anno abbiamo ascoltato il silenzio del pianeta, abbiamo avuto paura ma abbiamo reagito, costruendo una nuova solidarietà, perché nessuno è al sicuro da solo», ha scritto su Twitter. E poi: «Abbiamo visto nuovi muri e i nostri confini in alcuni casi sono diventati confini tra morale e immorale, tra umanità e disumanità. Muri eretti contro persone che chiedono riparo dal freddo, dalla fame, dalla guerra, dalla povertà. Abbiamo lottato accanto a chi chiede più democrazia, più libertà, accanto alle donne che chiedono diritti e tutele. A chi chiede di proteggere il proprio pensiero. Accanto a coloro che continuano a chiedere un’informazione libera e indipendente. Abbiamo finalmente realizzato, dopo anni di crudele rigorismo, che la disuguaglianza non è né accettabile né tollerabile, che vivere nella precarietà non è umano, che la povertà non va nascosta ma dev’essere combattuta e sconfitta». «Sì, ha proprio detto crudele rigorismo»: chissà a chi si riferiva.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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