I no vax erano soltanto un alibi

Macché «garanzia»: i contagi sono schizzati da quando è stato introdotto il green pass. Però i focolai non dipendono solo dai renitenti: si diffondono tra «immuni» non sottoposti a screening. È inutile, quindi, discriminare ancora in base ai Qr code

(Maurizio Belpietro – laverita.info) – C’è un grafico che dovrebbe far riflettere chi sostiene l’utilità del green pass e del super green pass. Lo ha pubblicato la fondazione Gimbe, ma prima del centro studi presieduto da Nino Cartabellotta, seppur usando dati meno recenti, lo avevamo riprodotto la scorsa settimana anche noi della Verità, a corredo di un articolo di Patrizia Floder Reitter. Tuttavia, cediamo volentieri il passo all’elaborazione opera dell’istituto indipendente a cui per primi si abbeverano giornalisti ed esperti. Il monitoraggio mostra che il dato più basso dei contagi Covid è stato raggiunto nella settimana tra il 13 e il 19 ottobre scorso, con 17.870 nuovi casi. Poi, giorno dopo giorno il virus ha fatto nuove vittime, infettando decine di migliaia di italiani, fino ad arrivare ai 124.568 nuovi casi registrati nella settimana che va dall’8 al 14 dicembre. In pratica, in due mesi i contagi sono settuplicati. L’andamento del flusso, secondo alcuni, potrebbe far ritenere che sia necessario un nuovo giro di vite, per evitare che l’epidemia si espanda ancora di più. Ma si dà il caso che ormai siano stati introdotti tutti i controlli e i divieti possibili, rendendo sempre più complicata la vita di chi non si è ancora vaccinato, al quale è negata la possibilità di salire sui mezzi pubblici, di soggiornare in albergo e di accedere a bar e ristoranti. Il fatto che dovrebbe far riflettere però è costituito proprio dalla data da cui, secondo Gimbe, risalgono i contagi. Fra il 13 e il 19 ottobre, due mesi fa, il governo ha reso obbligatorio il green pass per accedere ai luoghi di lavoro e ha giustificato il provvedimento come una misura per impedire che la pandemia rialzasse la testa. Il concetto sottinteso era il seguente: costringiamo chi non è vaccinato a farlo, così azzereremo i contagi. Purtroppo, la previsione del ministero della Salute si è rivelata sbagliata, perché nonostante molti si siano affrettati a sottoporsi all’iniezione anti Covid e i renitenti al farmaco siano stati indotti a fare ogni 48 ore un test antivirus, l’epidemia ha continuato a correre. Anzi: ha preso a correre di più. Se poi si considera che il 15 ottobre la popolazione vaccinata era pari a 43 milioni 640.000 persone, ovvero al 73,65% degli italiani, e oggi gli immunizzati sono 46 milioni, 13 milioni dei quali per di più con una terza dose, si capisce che nella narrazione governativa c’è qualche cosa che non torna. Al 15 dicembre risultava parzialmente protetto l’88,37% della popolazione dai 12 anni in su, e dal 6 di dicembre, i sei milioni di italiani che ancora non si sono rassegnati al vaccino sono stati privati di una vita sociale e di relazione: ma questo non è servito a fermare i contagi.

Vi chiedete come ciò sia possibile? Se si dà retta a qualche talebano del vaccino, la colpa è di chi non si è vaccinato. Gli untori sono i no vax, i quali non essendosi rassegnati a porgere il braccio, continuano a diffondere il virus. La variante di questa teoria ovviamente non risparmia i bambini, anche loro considerati diffusori di Covid e dunque candidati a essere sottoposti al vaccino. In realtà, se ci si ferma a studiare i dati, si capisce che le persone non ancora vaccinate e i minori non sono i principali responsabili. Se il virus circola è perché i farmaci non solo non garantiscono di non infettarsi e infettare le persone vicine, ma con il passare dei mesi perdono efficacia. Tuttavia, a 46 milioni di vaccinati, tra i quali mi ci metto anche io, non solo si è fatto credere di essere immuni, ma si è data anche una patente verde per poter circolare senza preoccupazioni, consentendo ai possessori del green pass di rinunciare a ogni precauzione. Certo, fino a ieri era facile dire che i contagi aumentavano perché i no vax manifestavano a Trieste o a Milano senza garantire il distanziamento, ma oggi si capisce che i focolai hanno poco a che fare con i cortei di protesta e molto con il mancato tracciamento.

Non so se qualcuno ricorda la sciagurata esperienza dell’app Immuni. Doveva servire a segnalare di essere entrati in contatto con una persona positiva al Covid, inducendo il potenziale contagiato a mettersi in isolamento e sottoporsi a un test. Ma quell’avviso che doveva arrivare via sms sul telefonino di ogni italiano non c’è mai stato. Così, mentre in altri Paesi il tracciamento esiste e serve a prevenire, anche perché poi c’è chi controlla che si rispetti la quarantena e si facciano i test, da noi si fa finta di niente. Anzi, da noi oltre ai green pass falsi, ai green pass hackerati, cioè modificati, si scopre che il lasciapassare verde rimane valido anche se un vaccinato si scopre positivo, consentendo a chi è contagiato di contagiare altri, ma con la patente di immune. In altre parole, l’idea che il green pass sia una garanzia di stare fra persone che non hanno il virus e non lo possono trasmettere, si rivela giorno dopo giorno una
stupidaggine. E infatti, ora ai vaccinati il governo chiede, prima di entrare in Italia, un tampone. Come dire: il vostro green pass non vale niente. E allora perché discriminare gli italiani sulla base di un pezzo di carta o un Qr code che non garantisce nulla?

11 replies

  1. Guarda un pò:

    Il vaccino non dà garanzie, l’ipotesi estrema del Cts: “Green Pass solo con tampone negativo”
    Covid: la possibile introduzione dell’obbligo del tampone anche per i vaccinati è “un’ipotesi da considerare” se la situazione peggiora, secondo Locatelli

    La possibile introduzione dell’obbligo del tampone anche per i vaccinati per accedere ai grandi eventi e’ “un’ipotesi da considerare se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare“. A dirlo e’ Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente del Css .

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  2. L’anno scorso 4-500 morti al giorno, coprifuoco, caffè da asporto, mascherine anche fuori.

    quest’anno 100 al giorno. Tutto aperto.

    Cosa significa questo dato?

    Che chi scrive é un clown triste, che cerca di spararla grossa così qualcuno gli tira una monetina forse.

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  3. accio…

    allora mi sono preso il raffreddore, non è una battuta, a causa del GP da vaccinazione antinfluenzale
    fatta un mesetto fa…
    a saperlo me la risparmiavo, così questo anno, invece che 6 vaccinazioni ne facevo solo 5

    grazie per la dritta

    rassicuro chi volesse mandarmi accidenti più consistenti (vi conosco mascherine… tutti)
    che purtroppo la cosa pare risolversi
    la cosa strana è che l’unico momento in cui posso averlo preso, ed anche questa non è una battuta
    al massimo una illazione, è stato domenica quando sono passato vicino, un paio di metri, a dei
    vostri colleghi che andavano ad una manifestazione che si teneva ai Giardini Margherita (Bologna)
    ed ero, pur legalmente -fuori dalle mura del centro storico è consentito- ma incautamente, senza mascherina
    il resto della giornata sono praticamente sempre stato con.
    mi viene il sospetto, comunicatelo a Belpietro, che possa essere stata la mascherina a facilitare l’infezione
    e non il relativo GP, che in realtà mi è sempre rimasto in tasca non avendo ricevuto richieste di mostrarlo.
    possibile che funzioni uguale con il Sars-Cov-2

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  4. Non so, Si fa tanto parlare dei “numeri” del Regno Unito (8.000.000 circa di abitanti più di noi) , ma guardando il numero dei morti … 146 con più di 88.000 nuovi casi contro i nostri 123 con “soli” 26.000 positivi.
    Cosa c’è che non quadra? Non è che i nostri ospedali appena vedono un vecchietto “ci danno su”?
    Noi siamo più vaccinati e più attenti, tra l’ altro. Ci deve essere qualcuno che “dà i numeri” , qui o lassù…

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  5. Confermata la connessione di causa tra l’avvenuta somministrazione del vaccino Z^Z e la morte per trombosi della insegnante Augusta Turiaco. ““In merito alle caratteristiche, all’entità e all’evolutività del quadro patologico manifestato della Turiaco, è esclusa la sussistenza di eventuali e ulteriori cause patogeniche alternative (attesa l’assoluta negatività in tal senso delle indagini di laboratorio eseguite sul soggetto, con esclusione di eventuali disordini immunitari e/o infezioni)”, questo scrivono il medico legale Fabrizio Perri, l’infettivologo Antonio Albanese e il patologo Giovanni Bartoloni nella relazione finale presentata in procura.”

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  6. (dallo stesso articolo FQ) “Quello di Turiaco – che sul suo profilo Facebook aveva messo il logo della vaccinazione – era il primo caso nel Messinese, dopo almeno altre due morti in Sicilia che avevano destato scalpore proprio per la vicinanza temporale con la somministrazione del vaccino di AstraZeneca. Poco dopo, il 5 aprile, sarebbe morto l’avvocato Mario Turrisi, originario di Tusa, sempre nel Messinese. Casi da considerare rari ma che hanno avuto un impatto diretto sull’opinione pubblica: quella della provincia di Messina sarebbe risultata nei mesi successivi tra le meno vaccinate d’Italia. Successivamente ai rari casi di trombosi anche fatali i paesi europei hanno introdotto soglie di età per la somministrazione del composto e da giugno i vaccini a vettore virale non sono stati più utilizzati per gli under 60.”

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  7. Il Green pass x lavorare serve x costringere i vaccinati a fare la terza e, probabilmente, quarta e quinta dose…

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