
(Tommaso Merlo) – Il mondo si ostina a roteare e chi non tiene il passo rimane indietro. Proprio come i paesi elitari come il nostro. Serve un nuovo movimento inclusivo verso le nuove generazioni. Che apra loro le porte e le lasci libere di esprimersi. Libere. Ma per fare questo serve fiducia in loro. Bene raro alle nostro latitudini. E serve altruismo, bene rarissimo. Le Ă©lite nostrane si fidano solo di se stesse e sono alquanto stitiche di qualsivoglia passo indietro. In compenso persistono cocciutamente. Fino all’ingresso del camposanto. Ego esistenze. Ma la colpa è anche delle nuove leve che si adeguano all’andazzo. Molto piĂą comodo e redditizio. L’Italia è uno di quei paesi in cui il conformismo è una apprezzata qualitĂ mentre l’innovazione e a volte perfino la libertĂ , un problema. Poi ci si chiede perchĂ© siamo un paese in fondo a tutte le classifiche occidentali, dopo la Grecia. GiĂ , chissĂ perchĂ©. Le nuove generazioni rimangano fuori dalla porta finchĂ© non garantiscono alle Ă©lite serena continuitĂ . E così fuori dalla porta rimangono anche le nuove idee, perfino politiche. Tasto dolente. Le Ă©lite nostrane non partoriscono una nuova idea dalla notte dei tempi, ma quando emergono quelle altrui scatenato le artiglierie mediatiche per distruggerle. Tutto ma guai a toccargli lo status quo. Così alla lunga chi osa pensarla diversamente o si arrende o si rimangia tutto da solo e lo status quo può stare tranquillo. GiĂ , ma il mondo si ostina a roteare e chi non tiene il passo rimane indietro. Proprio come i paesi impauriti come il nostro in cui le Ă©lite tengono fuori dalla porta anche le nuove culture. Quelle dei nostri vicini di casa che possono alimentare imbarazzanti paragoni, ma soprattutto le culture di quei milioni di poveri cristi che sono sbarcati in Italia in cerca di fortuna. Basterebbe questo fatto per capire come è messo male il mondo. I poveri cristi del pianeta si son stancati di finire sotto le bombe e aspettare aiuto e si son messi in marcia. Apriti cielo. I nostri ferrei equilibri si son sbriciolati come biscotti secchi. E dove nascono le paure prima o poi arriva qualche politicanti a lucrarci sopra. PerchĂ© la paura rende un sacco di voti. Paura di ciò che non si conosce. Tipo il domani. Tipo il diverso. Paure di perdere la propria roba e la propria identitĂ . Il giochino è semplice. Basta promettere sicurezza e protezione e piovono poltrone a catinelle. Ma gli anni passano e l’aria sta cambiando. Anche i trogloditi stanno capendo che rinchiudersi nelle proprie caverne armati fino ai denti e alzare muri e fili spinati non serve ad una beata mazza di niente. Il mondo si ostina a roteare. E altro che disgrazia. Gli immigrati sono la fortuna di paesi vecchi e ottusi come il nostro. Sono la fortuna economica perchĂ© noi non facciamo figli e perchĂ© certi lavoretti a noi “benestanti” non vanno piĂą a genio. E sono la fortuna sociale perchĂ© portano nuova linfa vitale. Altro che disgrazia da ignorare. Risorsa da valorizzare intelligentemente. Altro che paura. La diversitĂ stimola l’evoluzione mentre l’omogeneitĂ favorisce il ristagno e la piattezza. Uno dei mali nostrani. Ci volevano gli immigrati per far barcollare il campanilismo atavico. GiĂ , sta nascendo una nuova societĂ . Molto piĂą variegata e quindi complessa e quindi interessante. E una nuova società è la base di un nuovo paese. Che le Ă©lite nostrane facciano spallucce non sorprende affatto, molto di piĂą che lo faccia la politica. Serve un nuovo movimento inclusivo che la smetta con le ipocrisie da campagna elettorale. Gli immigrati sono una realtĂ storica tra le piĂą impattanti di questa era. Un cambiamento virtuoso ma che va gestito altrimenti ci travolgerĂ . Indietro non si torna e da come è messo male il mondo gli arrivi non faranno che aumentare. Serve un movimento inclusivo. Verso le nuove generazioni e le nuove idee e che le lasci libere di esprimersi. Libere. Un nuovo movimento fiducioso nelle nuove energie e nella nuova societĂ che sta emergendo. PerchĂ© il mondo si ostina a roteare e chi non tiene il passo rimane indietro.
Ma si, un movimento nuovo che poi ripeterĂ lo stesso percorso di quello vecchio, che anche lui, era nuovo e ne aveva sostituito uno ancora piĂą vecchio che era a sua volta nuovo quando sostituì quello ancora piĂą antico… E via andare con i ritornelli di Samarcanda.
E farsi forti della propria storia e dei propri errori per ripeterne il meno possibile in futuro, non sarebbe piĂą semplice?
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No.
Oramai il MoV è andato a fondo, quando hanno buttato fuori i 50 dissidenti antidraghisti. A quel punto la cosa non è piĂą rimediabile, oltretutto Giggino ha chiesto scusa a Uggetti, mica al popolo che l’ha votati per mandare al potere qualcuno che curasse i suoi interessi e non quelli di una elite criminale come quelle che vogliono privatizzare i beni pubblici.
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Io davvero voglio sapere chi e’ la cartomante di Merlo, se e’ la stessa della Lombroso.
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