Tolti 200 milioni di euro al Fondo per la disabilità

Italia viva e destre non vogliono intaccare i grandi patrimoni. Così il governo tenta di attutire il colpo del caro-energia svuotando il Fondo per la Disabilità accantonato dal 2019, sempre in attesa della riforma […]

(PATRIZIA DE RUBERTIS – Il Fatto Quotidiano) – Togliere 200 milioni di euro al Fondo per la disabilità per contenere la nuova stangata delle bollette dell’energia. L’importante è non scomodare mai i redditi più alti. L’ennesima trovata del governo, alla ricerca disperata di miliardi, non è delle più geniali e spinge al ricorso della vulgata popolare: non si dovrebbero mai fare le nozze con i fichi secchi. Un consiglio, s’intende, che dovrebbe essere seguito dalla politica, soprattutto quando si ha a che fare con la categoria più svantaggiata e bisognosa di risorse. Andiamo con ordine. Negli scorsi giorni il Consiglio dei ministri ha deliberato risorse aggiuntive che verranno utilizzate anche per il caro-bollette. Si tratta di una specie di artificio contabile che, utilizzando diversi fondi non spesi, consente al governo di aumentare di 1 miliardo di euro, a quota 3,8, lo stanziamento totale per calmierare gli aumenti delle bollette energetiche. In manovra, infatti, ci sono 2 miliardi, a cui si aggiungono 500 milioni dal tesoretto fiscale e altri 300 secondo l’intesa già siglata in Consiglio dei ministri. Ma l’impiego di queste risorse in più rappresenta comunque un pannicello caldo. Gli aumenti di oltre il 40% che si abbatteranno dal primo gennaio su famiglie e piccole imprese, le più colpite dagli aumenti esorbitanti di gas e luce, potranno essere sterilizzati solo se il governo arriverà a stanziare oltre 7 miliardi di euro. Fino a ora sul piatto ce ne sono la metà.

Così, se il premier Mario Draghi, che oggi partecipa alla Conferenza nazionale sulla disabilità, va ripetendo che sulle bollette si deve ancora lavorare, il ministro dell’Economia Daniele Franco può solo ingegnarsi a lavorare di cesoie sulla manovra, togliendo da una parte e spostando soldi su altre voci. Un giochetto contabile che ha finito per colpire pure il fondo per la disabilità e la non autosufficienza che si è così visto prosciugare il proprio stanziamento.

Per semplificare al massimo, va detto che questo fondo, creato per dare attuazione alla legge delega sulla disabilità, è stato istituito con la legge di Bilancio 2020 con una dotazione di 200 milioni di euro per il 2021 e di 300 milioni di euro annui a decorrere dal 2022. La Camera, però, ha approvata la legge delega solo lo scorso 9 dicembre, agganciandola al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Questo significa che gli obiettivi preposti non solo vengono spalmati nei prossimi anni, ma che ci saranno 20 mesi a disposizione per scrivere i decreti attuativi per rendere operative le misure, come il nobilissimo obiettivo di realizzare una effettiva inclusione nella società delle persone con disabilità. Tanto da far incrementare il Fondo di 50 milioni annui dal 2023 al 2026 con la prossima manovra e la cui gestione passa al Mef. Ma tecnicamente, quello che pensano a Palazzo Chigi e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, è che risorse già stanziate non possono davvero restare ferme.

E da qui la bella pensata: dirottare questi soldi sul caro bollette. Eppure non ci sarebbe stato bisogno di scomodare il fondo per la disabilità se Lega, Forza Italia e Italia Viva avessero accettato la proposta del premier Draghi di congelare per un anno lo sgravio Irpef sui redditi sopra i 75 mila euro. Questo “contributo di solidarietà” da parte di un milione di contribuenti avrebbe consentito di reperire 248 milioni.

“Gli strani giri contabili sono inaccettabili soprattutto quando si ha a che fare con la disabilità. Siamo abbastanza preoccupati per questa decisione, anche se il governo ci ha tranquillizzati: il dirottamento dei fondi è solo temporaneo e lo stanziamento totale sui tre anni di 800 milioni verrà ristabilito non appena ci saranno i decreti attuativi”, spiega Roberto Speziale, il presidente Anffas (l’Associazione nazionale delle famiglie con persone con disabilità).

Che però non abbassa la guardia: “Quello che hanno fatto non è bel segnale, speriamo che non si tratti della più grande presa in giro per i disabili”.

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4 replies

  1. E la ministra (quella che lascia il cdm per andare a votare contro il governo) non gli ha fatto un mazzo così al segretario?
    La leghista alla disabilità è stato in assoluto il ministero più incredibile, più di quello di Brunetta.

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  2. Come era la barzelletta (per tassare i grandi patrimoni) di NON E’ IL MOMENTO DI PRENDERE, MA DI DARE?

    E questo dovrebbe essere il prossimo PDR!

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