Alessandro Di Battista: “Estradarne uno per silenziarne cento”

(Alessandro Di Battista) – La Corte di Appello di Londra ha dato ragione a Washington. Ora la palla torna al primo tribunale che, mesi fa, negò l’estradizione per Assange.

Assange rischia davvero di finire in un carcere di massima sicurezza USA. In un mondo normale dovrebbero essere i giornalisti i primi ad indignarsi. Dovrebbero sentirsi in pericolo, manifestare dissenso, scrivere migliaia di articoli, far partire hashtag di solidarietà, scioperare. Invece, vedrete, a parte rare e preziosissime eccezioni, la stragrande maggioranza di loro (così come la stragrande maggioranza dei parlamentari alcuni giorni fa) sceglierà silenzi ponziopilateschi. L’era del conformismo coincide con l’occupazione coatta della propria comfort-zone. L’era del conformismo coincide con l’era della pavidità. Assange sta marcendo in carcere e, probabilmente, verrà estradato in USA. Ad ogni modo è un uomo reso innocuo dalla violenza del sistema e dall’assenza di coraggio di chi sostiene di fare informazione. “Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti” diceva Martin Luther King.
Oggi leggerete qualche articolo di cronaca (prese di posizione ce ne saranno poche). Poi, da dopodomani, di nuovo silenzio. Il silenzio della pavidità, il silenzio della contiguità, il silenzio della vergogna. C’è chi si vergogna perché non ha avuto il coraggio di Julian. Assange sta marcendo in carcere al posto di tenere conferenze nelle università di tutto il mondo solo per il suo coraggio. Il coraggio di aver pubblicato questo video. Questo (e altri) video è la ragione della prigionia di Assange. Undici anni senza vedere la luce del sole. Undici anni in prigione (più di quel che scontano molti mafiosi) per aver “donato” alle pubbliche opinioni mondiali frammenti di verità. Undici anni in prigione per convincere chiunque abbia intenzione di fare informazione che esiste un limite al di là del quale meglio non andare. Perché si rischia di fare la fine di Julian. Imprigionarne uno per educarne cento.

Il video che vi ripropongo (magari molti di voi l’hanno già visto) si intitola “Omicidio collaterale” e mostra l’attacco aereo del luglio 2007 a Baghdad da parte dell’esercito americano nei confronti di civili iracheni disarmati. Immagini terrificanti. Queste sono state le guerre condotte per esportare la democrazia. #FreeAssange

17 replies

  1. Ma non avete visto le emergenze dei nostri giornalisti?

    A- indignazione perché ci sono dei novax che non vogliono punturarsi per il bene comune.

    B- la telenovela del piccolo Eitan (senza MAI parlare della strage del Mottarone: MIRACOLO…)

    C- e in ultimo, la povera GRETA, lei sì, poverina, profanata sul fondello dei suoi pantaloni.

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  2. Trump, di cui il sig. Battista era ammiratore e che nelle ultime settimane da presidente ha graziato 117 persone, tra cui: il consuocero, tutti i suoi ‘adepti’, condannati per il Russiagate e reati fiscali: “George Papadopoulos, l’ex consigliere di politica estera della campagna elettorale di Trump, così come il suo legale, Alex van der Zwaan e tre ex parlamentari sostenitori di Trump, Duncan Hunter, Chris Collins e Steve Stockman, condannati a pene pesanti per reati che vanno dall’uso improprio di fondi a collusione con la Russia, il suo consulente Bannon (accusato di aver intascato parte di donazioni di una campagna non profit), NON ha graziato Assange…
    anzi secondo alcuni media aveva progettato di assassinarlo.

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  3. Il potere di vita, di morte, di prevaricazione, non potrà durare per sempre.. Assange un giorno avrà la sua statua in tutte le piazze del mondo..

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  4. Il regno unito NON concesse l’estradizione del dittatore cileno PINOCHET richiesta da Spagna ed altri paesi europei e lo rimandò a casa.

    In Italia lo scorso mese per una mail non letta un tedesco di 75 anni, arrestato a settembre a Lucca con l’accusa di essere stato un torturatore in Cile, durante il regime di Pinochet, è tornato a casa. Allo scadere del secondo mese di detenzione, Rehinard Doring Falkenberg, oggi pensionato, ricercato dal Cile per il sequestro del fotografo Juan Maino Canales negli anni ‘70, quando Falkenberg viveva nella Colonia Dignidad, enclave nel paese sudamericano di nazisti fuggiti dalla Germania.

    Per chi avesse dei dubbi su democrazia, giustizia e impunità.

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  5. A quando Free Assange sui municipi e ” diamo la cittadinanza italiana ad assange”?
    Piace vincere facile, anzi, facilissimo.
    E noi, come pecore, palpitiamo per il più “conveniente”.

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  6. Non dimentico che B. ( quello che vorrebbe diventare PdR) appoggiò e seguì Bush e la sua invasione dell’Irak nel 2003, quello che in TV faceva vedere le ” prove” delle pretese armi di distruzione di massa di Saddam, quello che definì me e tutti i partecipanti alla marcia della pace a Roma del febbraio 2003 ( c’erano anche delle suore) : ” amici di Saddam”. Perché non comincia a chiedere scusa ?

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  7. Per Patrick Zaki imprigionato da un regime che abbiamo contribuito a far nascerer,c’è stata la mobilatazione generale per farlo liberare (giustissima ma ipocrita). Per Assange silenzio. Questa è la sinistra alla quale si sta associando m5s.

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    • Bravo! Purtroppo è così e Gigino non proferisce parola al riguardo.

      Luigi Di Maio
      8 dicembre alle ore 14:35 ·
      Un abbraccio che vale più di tante parole.
      Bentornato Patrick!

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      • E intanto stiamo ancora aspettando Chico Forti, la cui vicenda ricorda l’ “abbiamo sconfitto la povertà”.. 🤣

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