Fondazione Open, tutti gli articoli su carte, intercettazioni, mail dell’inchiesta che coinvolge Matteo Renzi e i suoi fedelissimi

(repubblica.it) – Abbiamo riunito in questo speciale  tutti gli ultimi articoli sull’inchiesta sulla Fondazione Open basati su atti contenuti in oltre 40 faldoni per decine di migliaia di pagine.

L’inchiesta coinvolge vari ambienti, dalla politica alla finanza, all’imprenditoria, al mondo dello spettacolo. Le accuse della procura sono di finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze illecite e corruzione. Con queste contestazioni, ipotizzate a vario titolo nei confronti di 11 indagati, la procura fiorentina ha chiuso le indagini sulla Fondazione Open, la macchina da eventi che ha scandito l’ascesa di Matteo Renzi ai vertici della politica nazionale. Tra gli indagati lo stesso politico toscano, accusato di finanziamento illecito, insieme ad altri nomi di peso del Giglio magico come Maria Elena Boschi, Luca Lotti, l’imprenditore Marco Carrai e l’avvocato Alberto Bianchi. I pm Luca Turco e Antonino Nastasi hanno fatto notificare gli avvisi anche a: Patrizio Donnini, Alfonso Toto, Riccardo Maestrelli, Carmine Ansalone, Giovanni Caruci, Pietro Di Lorenzo.

  • Le strategie mediatiche per il pubblico femminile

Renzi: “Ho scarso appeal tra il pubblico femminile, bisogna recuperare”. La strategia sui media agli atti dell’inchiesta Open

di Luca Serranò10 Novembre 2021

  • La lettera di Luca Lotti: “La mia verità”

La mia verità sull’inchiesta Open: non mi sono “adoperato” per far bocciare emendamenti

di Luca Lotti*09 Novembre 2021

  • Il manager del tabacco

Inchiesta Open, il manager del tabacco: “Sono con Luca a disinnescare la bomba nella legge”

di Luca Serranò08 Novembre 2021

  • Le donazioni mascherate

Inchiesta Open, l’avvocato Bianchi e le donazioni mascherate: “Facciamo figurare un incarico e versiamo alla Fondazione”

di Luca Serranò07 Novembre 2021

  • Gli sconti per i fornitori della Leopolda

Open, la Finanza : “Sconti dai fornitori della Leopolda in cambio di contatti d’affari”

di Andrea Bulleri Luca Serranò07 Novembre 2021

  • Arabi, fondi internazionali e Benetton: tutti i fornitori

Inchiesta Open, Renzi conferenziere: ingaggi da inglesi, coreani, arabi, fondi internazionali e anche dai Benetton. Il senatore: “Violata la legge”

di Andrea Bulleri06 Novembre 2021

  • I non ricordo dei testimoni

Inchiesta Open, i “non ricordo” dell’ex tesoriere Pd

di Luca Serranò06 Novembre 2021

  • Le pressioni dell’industria del tabacco

Open, soldi dall’industria del tabacco: “Pressioni sull’ex ministra Lorenzin”

di Luca Serranò04 Novembre 2021

  • Quel volo negli Usa pagato 135 mila euro

Inchiesta Open, Renzi e il volo negli Usa per 135 mila euro. Bianchi intercettato: “Ma ha perso la testa?”

di Luca Serranò04 Novembre 2021

  • I rapporti con gli armatori

Inchiesta Open, i pm: “Onorato finanziò la Fondazione di Renzi e chiese modifiche di una legge”

di Luca Serranò29 Ottobre 2021

  • La testimonianza di Bersani

Inchiesta Open, Bersani: “Renzi voleva scalare il partito anche grazie alla raccolta fondi”

di Luca Serranò05 Novembre 2021

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  1. INCHIESTA OPEN

    Il piano della “Bestia” di Renzi: “Distruggere 5s, Casaleggio e Fatto”

    “TU SCENDI DALLE STELLE”

    (di Vincenzo Bisbiglia, Pierluigi G. Cardone e Giuseppe Pipitone – Il Fatto Quotidiano) – 017: l’allora leader Pd gira a Carrai progetto per diffamare con fake M5s, Travaglio e Scanzi. Il ruolo della Ercolani, zarina degli appalti Rai Il titolo è a metà tra il criptico e l’ironico: “Tu scendi dalle stelle”. Sono due pagine di “appunti sulla contropropaganda antigrillina”, quelle inviate da Fabrizio Rondolino a Matteo Renzi il 7 gennaio 2017. L’ex Lothar di Massimo D’Alema scrive da un account di posta criptato, l’oggetto è “antiGrillo”: due minuti dopo, l’ex premier inoltra l’email a Marco Carrai, senza aggiungere alcun commento. Dentro quel messaggio agli atti dell’inchiesta della Procura di Firenze sulla fondazione Open, c’è un piano di propaganda che mira a colpire avversari politici e giornalisti. Come? Con una “piccola, combattiva redazione ad hoc” che lavori “nella massima riservatezza”, composta da due giornalisti d’inchiesta e un investigatore privato. Il costo? “Medio-alto”. L’obiettivo? “Character assassination”, cioè diffondere notizie, indiscrezioni, “rivelazioni mirate a distruggere la reputazione e l’immagine pubblica” degli avversari. Chi sono gli avversari? “Grillo, Di Maio, Di Battista, Fico, Taverna, Lombardi, Raggi, Appendino, Davide Casaleggio (e la sua società), Travaglio e Scanzi”. Come si dovevano colpire? Attraverso materiale pubblicato su un sito specifico, “non riconducibile al Pd né a Renzi”, da costruire su “un server estero non sottoposto alla legislazione italiana” e con contenuti rilanciati da “una rete di fake”. Sono previsti due tipi di produzioni: da una parte meme, vignette e card per i social con messaggi ironici e strafottenti che “ridicolizzano questa o quella proposta, dichiarazione, personaggio”. Dall’altra “inchieste giornalistiche documentate ovvero, secondo lo stile del Fatto, ‘allusive’ e intrinsecamente diffamanti”. Per l’ex dalemiano, quindi, un’inchiesta giornalistica documentata è diffamante. Nell’email Rondolino suggerisce anche di “coinvolgere (…) gli ex grillini fuoriusciti o espulsi” e “sulla base di un rapporto personale e fiduciario due giornalisti che seguono il M5S e che non sempre possono pubblicare ciò che scoprono”.
    Renzi gira lo scritto a Carrai, senza aggiungere nulla. Oggi, fonti vicine all’ex premier spiegano al Fatto che niente di quanto suggerito da Rondolino è stato realizzato. Di certo però il giorno dopo l’arrivo dell’email dell’ex Lothar, a scrivere è Carrai: si rivolge all’ex sindaco di Firenze, allo stesso Rondolino, alla moglie Simona Ercolani, al docente universitario Fabio Pammolli e ad Andrea Stroppa, altro collaboratore di Open. L’imprenditore non fa alcun cenno a “Tu scendi dalle stelle”. Il suo allegato si chiama “Progetto ricostruire Italia” e prevede una serie di mosse, meno aggressive di quelle suggerite dall’ex giornalista de L’Unità. Tra le “azioni da intraprendere a tempo zero”, però, Carrai inserisce pure la “realizzazione della nostra Dagospia”, la “trasformazione dell’Unità in un grande giornale di inchiesta” e la creazione “di siti civetta dove si copia il modello M5S nel metodico sputtanamento dell’avversario”. Mentre Renzi accusava leghisti e grillini di colpirlo con fake news e troll, i suoi progettavano di copiare un presunto “modello 5Stelle”. Che passava anche da insulti e attacchi a chi osava criticare la gestione renziana del potere. Dai messaggi agli atti della Procura di Firenze, infatti, si evince una certa ossessione per questo giornale. Nella chat del “gruppo post”, una dei partecipanti attacca il direttore del Fatto: “L’unico guadagno sarebbe vedere Travaglio a fare il barbone per la strada”. Il numero fa riferimento a tale “Simo”, la cui esternazione scatena Carlo. “Travaglio è un essere pregevole”, scrive, per poi correggersi: “Spregevole”. E ancora: “Falso”, “Non è un uomo e indescrivibile quello che può essere”.
    Il 19 maggio 2017 Alberto Bianchi, presidente di Open, scrive a Luca Lotti. Parla di Marco Lillo. “Oggi lo querelo. Guarda Il Fatto”. “Che dice?” replica l’ex ministro. “Che ho fatto pressioni per le casette ai terremotati”. Lillo è molto temuto.
    Il 12 marzo 2016 l’imprenditore Patrizio Donnini scrive ad Andrea Conticini, cognato di Renzi. “Mi ha chiamato Marco Lillo, mi sa che tra poco esce qualcosa su di me… (…) Mi ha chiesto se ero io quello incaricato per fare fundraising da parte di Renzi. Io ho detto che non è assolutamente vero”. E la risposta: “Il Fatto Quotidiano è una cosa allucinante”. Il 19 aprile 2017 Bianchi inoltra a Lotti un messaggio di Valeria Pacelli che gli chiedeva “alcuni chiarimenti sulla donazione della Golden production alla fondazione Open”. “Non ho intenzione di parlarci”, dice Bianchi, “scriva quel che vuole”, “poi querela”, “è una stronza notoria”. Il 14 aprile 2016, Valentina Maurizi commenta la trasmissione tv Virus, che vede tra gli ospiti Alessandra Moretti e Peter Gomez. “Stanno asfaltando la Moretti a Virus – scrive in chat – Gomez le ha detto pure: non conosci il codice penale. Stanno parlando dell’inchiesta di Potenza”. “Ora guardo”, risponde Donnini, che aggiunge: “Massacrata? Ma sul petrolio?”. “E sulle intercettazioni”, “non ha risposto?”. “Ha provato, ma con Gomez… non è per lei”. Ancora la Maurizi: “Sei avvocato e Gomez ti percula sul codice penale. Ma perché la mandano in tv”. A proposito di persone da mandare in tv, ci sono anche quelle che al Giglio magico piacciono. Il 9 marzo 2017 Bianchi scrive a Lotti: “La Chirico stasera va dalla Gruber, glielo ha chiesto Matteo…”. Il 2 marzo sempre Bianchi a Lotti: “La Chirico scrive domani sul Foglio sulla vicenda Consip. L’ha sollecitata M. Mi chiede se hai qualche elemento da darle della tua difesa”.

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