Jobs, il dio mela e l’i-mortalità

(Marcello Veneziani) – Dieci anni fa, come oggi, spariva dal display della vita reale Steve Jobs. Come per i faraoni, proseguirono per svariati giorni i funerali di Steve Jobs. Poi il funerale a Silicon Walley per i Vip e le esequie alla Apple per i dipendenti. L’ammirazione per Jobs è innegabile, fu esploratore planetario di prima grandezza, la straordinaria incidenza dei suoi prodotti nella vita globale è lampante, ma vedo due ombre.

La prima. Il mondo ha celebrato tramite lui la tecnica e il mercato. Nella società globale i mezzi prendono il posto dei fini, gli strumenti contano più degli scopi. Le rivoluzioni oggi non le fa la storia ma la tecnologia e protagonisti sono gli oggetti, non i soggetti. È davvero un progresso per l’umanità, diventare il rimorchio dei nostri oggetti, abdicare a loro lo scettro della vita nostra?

La seconda riguarda il culto della Mela, la Mac-Religione, che riverbera nello zelo missionario dei suoi adepti nel convertirci al Dio Apple. C’era un’aura mistica intorno a Jobs come il fondatore di una nuova religione. E la sua Mela evoca la Mela biblica, ma violata dal morso proibito. Anzi qui la Mela non è lo strumento del peccato ma l’icona della divinità.

È significativa una coincidenza: mentre moriva il profeta del Dio Mela nasceva a Silicon Walley il cimitero digitale dove è possibile garantirsi sul web l’immortalità che non si spera più nell’Aldilà. Dopo la cremazione, c’è la digitalizzazione, così il defunto resta on line per sempre. Del corpo resta nell’etere l’icona, che è l’equivalente dell’anima nel web. Tony Curtis si fece seppellire col suo i-phone. Peccato che non si tratti di immortalità ma di i-mortalità, come tutti gli i- di Jobs di così rapida mortalità per tenere vivo il mercato. L’eternità è tutta un’altra storia.

2 replies

  1. Bah, forse non ho capito bene l’articoletto – ci sta benissimo – però per me la Apple è in declino proprio dalla morte di Jobs. Sono Mac-user sin dal 1990, e penso di avere una visione un po’ più completa, rispetto ad altri, della faccenda.
    Jobs in fondo, nella sua pazzia, voleva cambiare il mondo e sicuramente ci è riuscito, dando alla Apple Computer Inc. un successo pazzesco, che a mio avviso ha raggiunto il culmine nei primi anni 2000, fino a lambire i primissimi anni 10. Poi è arrivata la sete di ricchezza fine a sé stessa, con l’iPhone, e da lì la Apple è iniziata a crollare sotto al suo stesso peso… Ormai fa solo l’interesse degli azionisti, e non sviluppa quasi più nulla (ma se lo fa, è per burla).
    Prezzi alle stelle e cambio di sistema operativo ogni 10/12 mesi, la relega nello stesso ambito di qualsiasi altra multinazionale del pianeta che intenda fare esclusivamente profitto. Steve Jobs intendeva fare cose, e da lì ci fece un pozzo di soldi. L’attuale boss, Tim Cook, intende fare soldi, ma se non sviluppa praticamente nulla come ha fatto fino ad adesso, prima o poi la pacchia finirà. Apple la vedo come un mastodonte che prima di fermarsi ci mette tantissimo, data l’imponenza, ma prima o poi, rallentando e rallentando, si fermerà.
    Io so solo una cosa, dopo trent’anni che acquisto Macintosh: che il mio prossimo Macintosh… sarà un PC da gaming. Mi ci son imegnato, per decenni, spendendo soldi da pazzi, ma non ce la fo più. Anche per me, in fondo, è finita un’era. Ma è anche giusto così: niente dura per sempre, in fondo.

    Piace a 2 people

    • ma come, non hai intenzione di farti spiare dal nuovo sistema Apple, pagato carissimo e attentissimo alla nostra privacy?

      "Mi piace"