Fauci spiega perché è necessaria la terza dose di vaccino anti-covid

(Mirko Molteni – Libero quotidiano) – Ospite al congresso di Firenze dei medici internisti ospedalieri della Fadoi (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), il più quotato esperto statunitense dell’epidemia Covid-19, l’immunologo e consigliere della Casa Bianca Anthony Fauci si è ieri espresso in favore della terza dose di vaccino.

Sulla base dei dati rilevati negli Stati Uniti, lo scienziato ritiene che la protezione assicurata dalle classiche due dosi sale ulteriormente, in caso di terza dose di decine di volte, fino a un massimo di 44 volte, a seconda della variante.

Fauci ha spiegato: «A 15 giorni dalla somministrazione della terza dose del vaccino Moderna rispetto a più varianti c’è un aumento della protezione di 23 volte rispetto alla mutazione D614G (la prima rilevante rispetto al ceppo originario di Wuhan), di 32 rispetto alla mutazione B.1.351 (sudafricana) e di 44 volte rispetto alla mutazione P.1 (brasiliana).

Dati simili a quelli rilevati per il booster Pfizer e indistintamente in giovani e anziani, nei quali si sono avuti drastici aumenti dei livelli anticorpali e della protezione da forme gravi e infezioni».

Fauci, che non a caso è intervenuto mentre si attende il parere ufficiale dell’EMA, l’Agenzia europea dei farmaci, sulla terza dose per tutti, ha motivato l’opportunità di non abbassare la guardia in base al calo di efficacia dei vaccini dopo la seconda dose, nel caso delle varianti più pericolose come la Delta.

«La variante Delta del virus Sars-CoV-2 – ha proseguito – ha carica virale nelle vie aeree superiori delle persone infette mille volte superiore rispetto ad altre varianti come la Alfa. Negli Usa ciò ha comportato un calo di efficacia dei vaccini contro forme gravi di malattia con conseguenti ricoveri, che è dal 91 all’81% per Moderna e dall’85 al 75% per Pfizer».

RICERCHE DECENNALI

Per tale motivo la FDA (Food and Drug Administration) americana ha autorizzato il richiamo Pfizer per le persone da 65 anni in su, e anche per i maggiorenni che presentino alti rischi. Fauci ha sfatato i timori dei No-Vax circa il fatto che i vaccini anti-Covid siano stati approntati in pochi mesi, quasi in fretta e furia, ricordando che le basi metodologiche sono il risultato degli enormi progressi compiuti dalla medicina «negli ultimi decenni».

Fauci ha inoltre invitato a non sottovalutare il Long Covid, cioè la persistenza per mesi, in circa il 15-30% dei pazienti guariti, di strascichi ancora inspiegabili, come «affaticamento estremo, a volte debilitante, mancanza di respiro, dolori muscolari, sbalzi di temperatura, tachicardia, disturbi del sonno, depressione e ansia, e una curiosa “nebbia del cervello”, cioè difficoltà a focalizzare o concentrare i propri pensieri».

Le parole di Fauci hanno risuonato in un paese, l’Italia, in cui la somministrazione della terza dose è già iniziata per anziani o immunodepressi e affetti da patologie. Nel nostro paese prevale, per ora, l’idea che la terza dose non necessiti alla generalità della popolazione. Ma in Israele si sta procedendo con la terza somministrazione per tutti. Fino a oggi già 3.400.000 israeliani l’hanno assunta, sembra con soli 19 casi di seri effetti collaterali.

PASS SCADUTI

E per spronare chi non si è ancora prenotato, da oggi il corrispettivo ebraico del nostro Green Pass non è più valido per almeno 1 milione di israeliani che avendo fatto la seconda dose da più di 6 mesi, avrebbero dovuto già farsi la terza, ma non hanno ancora ottemperato. In Israele la quarta ondata Covid pare smorzata dopo l’avvio della terza vaccinazione.

I casi gravi quotidiani sono scesi sotto i 700, dei quali il 73% sono non vaccinati, e solo il 6,6% con terza dose. Intanto il Marocco, affidatosi al vaccino cinese Sinopharm e dove oltre 20 milioni di abitanti hanno completato la doppia dose, ha annunciato che nei prossimi giorni partirà la terza per tutti, in quanto il governo invita a farla sia «i cittadini, sia gli stranieri residenti». In Europa hanno già iniziato la terza somministrazione varie nazioni fra cui Ungheria, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna, per ora con una linea simile a quella italiana, cioè limitandola a fasce di anziani, specie nei ricoveri, e vulnerabili.

3 replies

  1. Il richiamino che tanto fa benino.
    Morti viventi, fate il richiamino.
    Pronto prontinoo, fatto il richiamino??
    Fatto fatto, hai rotto i coglioni.

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