“Racket pass”? La piazza dice no

(Pino Cabras) – Nessun grande giornale on line, nessun telegiornale, nessun talk show. Nessuno ai piani alti del giornalismo italico ha parlato della più vasta delle manifestazioni popolari contro il lasciapassare verde che si sono tenute oggi in tante città: quella di Roma, con una piazza San Giovanni piena come non la si vedeva da tanto tempo. Qui e lì, per la verità, sui giornaloni qualche vago sfottò lo si legge pure, unicamente per evocare una misteriosa presenza di qualche sparuta formazione neofascista diluita in dosi omeopatiche in una folla sterminata che invece cantava canzoni antifasciste all’ombra di una gigantografia di Sandro Pertini, che sparisce nel tragitto dalla piazza alle redazioni.

Questa piazza è stata riempita per decenni dalle manifestazioni dei sindacati che vi convocavano lavoratori da ogni angolo del territorio della repubblica. Lo hanno fatto in varie fasi della vita nazionale per difendere o conquistare posizioni del mondo del lavoro. Stavolta invece – di fronte alla più massiccia manomissione mai vista dei diritti fondamentali dei lavoratori – niente piazza San Giovanni. Abbiamo sentito solo Landini pigolare nel cortile di Palazzo Chigi per supplicare tamponucci gratis. Il gran visir del Draghistan gli ha detto nisba, e Landini non ha nemmeno usato la parola sciopero, non sia mai, ritirandosi con la coda fra le gambe. Ma i vuoti si riempiono. Succede anche per le piazze. I lavoratori – che Cgil Cisl e Uil e altri sindacati avrebbero dovuto convocare – sono stati invece riuniti da altre sigle, molte delle quali nate di recente. Davanti alla basilica più antica dell’Occidente, oggi, si è ritrovata una grande piazza di lavoratori che non accetteranno più di essere lasciati soli dai sindacati mentre Draghi resetta il sistema (con il plauso di Confindustria, con l’inerzia incarognita, imbalsamata e repressiva della sinistra istituzionale italiana, dell’acquitrino pentastellato e della lega rimangiatutto).

E che ci sia necessità di difendersi, organizzarsi, creare un’opposizione e un’alternativa vera, ce lo dice anche la drammatica ed efferata ammissione del ministro Renato Brunetta, che ha appena confessato di essere il volenteroso complice di un’estorsione, mentre descrive con un entusiasmo da torturatore guatemalteco la vera funzione del Racket Pass: usare il tamp0ne non come strumento di controllo dei contagi, bensì di coercizione e castigo, di dolore corporeo da infliggere come costo psichico e fisico, “geniale” perché rende penosa la vita e comporta costi che a molti (cioè ai meno abbienti) risulteranno insostenibili, se non vorranno aggiungere altre dosi alla statistica siringosa del generale pennutissimo.

Voi sapete che il principio numero uno che informa il lavoro del medico è «Primum non nŏcēre» ossia «per prima cosa, non nuocere». Per contro, il principio numero uno di Brunetta è «Primum nŏcēre», cioè «per prima cosa, nuocere». Voi capite che un siffatto ministro, in un qualsiasi paese europeo democratico, sarebbe saltato come un tappo di champagne dopo un solo minuto. Da noi invece il ministro affila sadicamente i tamp0ni da infilare nelle narici dei sudditi del Draghistan, in mancanza di olio di ricino, coperto dall’imbarazzato silenzio della sua terrificante maggioranza di governo.

Un governo che rompe in questo modo il patto sociale impone al popolo la necessità di doverne costruire uno nuovo e diverso. Intanto abbiamo dimostrato che l’opposizione potrà riempire le piazze e poi costruire l’alternativa.

16 replies

  1. “Nessuno ai piani alti del giornalismo italico ha parlato della più vasta delle manifestazioni popolari contro il lasciapassare verde”: ma come, nemmeno l’imparziale, libbero, ficcante FQ? O Raf2 dormiva?

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  2. Ma a voi che tutti i telegiornali e tutti i giornali abbiano scritto alcune migliaia al posto di centomila e la notizia in un trafiletto con soliti sospetti su fasci e sfascisti vi sembra normale… anzi vi fa ridere!!
    Siete un bel terreno concimato su cui fare crescere la pianta velenosa della dittatura!

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  3. Qui sopra c’é il solito concentrato di GRANDI Q(UL)I, vero gente?

    Il problema che è stato posto è reale, invece c’é qualche idiota che si diletta nei nomi Cabras-Corrias, come se questo facesse la differenza rispetto a quel che è raccontato nell’articolo.

    E quel che è raccontato è presto detto. La fine della democrazia rappresentativa. I 5S ridotti a poltiglia, diretti da un buffone e da un bibitaro verso l’orlo della distruzione totale.

    Mentre PD, Lega e destromani vari fanno a gara a stare dalla parte dei RICCHI e degli INDUSTRIALI, schiacciando i diritti delle persone come esemplifica il ritorno nel ministero della PA del nano feroce.

    E poi no, certo che non c’é da stupirsi se hanno assolto i politici e caramba che trattavano con la mafia. Quando con l’emergenza virale ci siamo ritrovati ad assistere ad uno stato che ti tratta da estortore, che altro aspettarsi? che si sconfessi proprio adesso?

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