Bassetti intervista un paziente no-vax pentito

(giornalettismo.com) – Potremmo metterla su questo piano: tanti giornalisti, in questi mesi, hanno provato a fare i virologi. E allora perché un virologo non dovrebbe provare a fare il giornalista? Mettiamola su questo piano, ma poi basta. E descriviamo, nella maniera più oggettiva possibile, il video che oggi il professor Matteo Bassetti – primario dell’ospedale San Martino di Genova – ha pubblicato sulla sua pagina Facebook. Si tratta, praticamente, di una sorta di intervista a un suo paziente no-vax pentito, un signore di 48 anni, che racconta la sua testimonianza ai followers di Bassetti.

Il paziente ha affermato di essere finito in rianimazione e di aver assistito a delle scene terribili. Per questo ha invitato tutte le persone che lo ascoltano attraverso il profilo social di Matteo Bassetti a non dare credito alle fake news, ma a prestare ascolto ai «professoroni» (come il dottor Bassetti, appunto) che sono gli unici in grado di informare correttamente sul covid e sulla vaccinazione.

Abbiamo spesso analizzato l’utilizzo dei social da parte di Matteo Bassetti, ma sicuramente questo video rappresenta un unicum: il fatto di riprendere un proprio paziente, di certo con tutte le autorizzazioni del caso alla ripresa e alla divulgazione delle immagini, fa cadere letteralmente le distanze tra un medico e un influencer. L’esposizione mediatica degli esperti della pandemia è sicuramente responsabile di effetti del genere. Il medico fa anche il giornalista o – meglio ancora – l’utente famoso (con tanto di spunta blu) sui social network. La pandemia andrà pur combattuta con ogni tipo di arma, ma forse questo è un tantino troppo.

16 replies

  1. facile , uno lo trovi sempre. adesso intervisti uno morto da reazioni avverse di vaccino.dubito che parli, anche se indubbiamente pentito.

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    • in effetti attaccarsi allo 0.61% del 13.8% del totale dei casi segnalati (91.317) su milioni di vaccinazioni (76.509.846)
      – dati relativi all’ultimo rapporto AIFA, l’8, pubblicato – è veramente meritevole di notazione.

      per correttezza il 13.8% sono 12.601 casi valutati gravi, ma quelli che come esito hanno portato
      ad un decesso parrebbero 77 che, in effetti, contro i 130.421 decessi imputati al Covid-19, son veramente una enormità
      comunque sono 130.421 che, se potessero, schiaffeggerebbero chi li ha infettati, visto che in autonomia non succede.

      per che leggesse distrattamente, ovviamente sono 77 di troppo, ma per giudicare bisognerebbe conoscere
      A) se c’è un legame tra decesso e vaccino – e questo nel rapporto è scritto che nel 52.8% dei casi non ci sarebbe correlazione
      B) lo stato di salute e l’età di chi è venuto a mancare che, non per minimizzare, ma magari pure un colpo d’aria gli era fatale.

      ripeto 77 di troppo.

      cosa curiosa, il 72% del totale delle segnalazioni per un evento avverso*1, pur essendoci una sostanziale parità di
      somministrazioni tra uomini e donne, è stato fatto da donne
      altra cosa altrettanto curiosa, con l’andare del tempo le segnalazioni sono progressivamente calate,
      il picco si è avuto nel rapporto n°2, ora è calato grossomodo di 4 volte (il picco D. 900 – U. 300 ora D. 200 – U. 100)

      potenza della suggestione mediatica

      *1
      evento avverso: va dal bruciore al sito dell’iniezione, al mal di testa, alla stanchezza, alla nausea e via
      sino ai casi più gravi.

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      • X Marco Bo:

        oramai che tu sia un FALSARIO è evidente anche ai sassi.

        L’ultimo report AIFA parla di 555 morti segnalati.

        Che grazie al loro metodo di riduzione scendono a 14 come ‘correlabili’, le altre sono non correlabili in base a ragionamenti che si sono scelti loro, grazie ad un algoritmo OMS, quella stessa associazione a delinquere che non ne ha presa una sul COVID fin da quando è apparso.

        Poi leggo questa:

        —pur essendoci una sostanziale parità di
        somministrazioni tra uomini e donne, è stato fatto da donne
        altra cosa altrettanto curiosa, con l’andare del tempo le segnalazioni sono progressivamente calate,
        il picco si è avuto nel rapporto n°2, ora è calato grossomodo di 4 volte (il picco D. 900 – U. 300 ora D. 200 – U. 100)

        Il fatto che i vaccini anticovid facciano più male alle donne non ti tange, vero?

        E’ NORMALE che una donna si trovi le ovaie esplose dopo la vaccinazione, giusto puz-zone?

        Solo per citare uno dei tanti esempi.

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      • x SM
        É NORMALE che persino dei bambini muoiano di covid perché dei deficienti (cognitivamente) decidono di sapere ciò che non sanno?

        Fai un favore all’umanità, non credere al complotto degli elettricisti forti, attaccati con le due mani ai cavi dell’alta tensione, non “cielo dicono” ma ti verranno i superpoteri; l’ho letto sul sito cliccaquicretinocheguadagnodallatuaignoranza.it

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  2. Ma quel Bassetti sopra è lo stesso somaro negazionista che ha imperversato per tutto il 2020 (prima dei vaccini, guarda caso) con interviste come queste?

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    Genova. “Dobbiamo essere tranquillizzanti, come sono stato fin dall’inizio. Il coronavirus è più simile all’influenza che alla pesta bubbonica”. Nervi saldi e mente lucida, Matteo Bassetti ripete la stessa cosa da giorni. E lo fa a costo di contraddire molti suoi colleghi che utilizzano ben altri toni. Dall’ospedale San Martino, dove dirige la clinica di malattie infettive (carica che affianca a quella di presidente della Società italiana di terapia anti-infettiva), ha risposto in diretta alle domande dei nostri lettori.

    In Liguria ci sono casi confermati, dobbiamo preoccuparci?
    Non c’è un’emergenza in Liguria, ci sono tanti casi semplicemente perché li siamo andati a cercare. Questa è una malattia difficile dal punto di vista epidemiologico ma dal punto di vista clinico il trend è tranquillo, anche a livello italiano. Sono cristianamente vicino alle famiglie dei morti, ma lasciatemi dire che in Italia non c’è neanche un paziente morto per il coronavirus. Quando uno entra in ospedale per un infarto e muore col coronavirus non è morto per il coronavirus, è morto per l’infarto. Se uno viene trovato a casa morto, come è successo nel lodigiano, e gli viene fatto il tampone post mortem, come fai a dire che è morto per il coronavirus? Stiamo attenti a questo bollettino di guerra che sembra quasi giustificare un certo atteggiamento. Ad oggi in Italia veramente morto per il coronavirus non c’è nessuno. È una bruttissima forma virale ma molto più vicina all’influenza che alla Sars o all’influenza dei cammelli. La maggioranza dei casi sono a casa loro tranquilli, come succede nella maggior parte dei pazienti con influenza.

    Quali precauzioni bisogna prendere?
    Non bisogna fare nulla. Certo, non serve mettersi le mascherine L’attenzione è talmente alta che non bisogna fare niente, bisogna sì lavarsi le mani, ma quelle sono misure semplici che dovrebbero essere sempre seguite.

    E gli immunodepressi? Le persone fragili come gli anziani?
    Anche loro devono stare tranquilli. In questo momento il virus è controllato in alcuni focolai. Gli anziani facciano la loro vita normale e quando è il momento si vaccinino contro l’influenza e le altre malattie trasmissibili.

    È meglio annullare i viaggi?
    Se uno li ha programmati li deve fare, cerchiamo di non fermare un paese, ci stiamo facendo del male da soli. L’altro ieri sono andato a Roma, ieri ero a Milano, dov’è il problema? Dobbiamo tornare per quanto possibile alla normalità.

    Perché lei è l’unico che dice queste cose?
    Stanno venendo quasi tutti nel mio canto, hanno fatto retromarcia, da Ricciardi a tutti gli altri. Nel 90% dei casi la malattia non è grave. Non mi sono inventato niente: i numeri della Cina, il cui sistema è andato completamente al collasso, ci dicono che c’era una mortalità del 2%. La polmonite normale che trattiamo in ospedale ha una mortalità del 4-5%, due volte quella del coronavirus. Non dovete assolutamente avere paura. (Bassetti intervistato il 26-2-20, genova24).

    DOVE E’ IL PROBLEMA, caro Bassetto? Che il COVID ha colpito tanti tuoi colleghi, ma a te e agli altri medici-star, non un raffreddore. Questo invece il problema che DOVREBBE essere citato da tutti quelli che invitano testapelata nelle televisioni a dire la sua ‘scienza’:

    Alle parole del professor Matteo Bassetti risponde Franco Bechis, direttore del Tempo:

    Come lo stesso professore Matteo Bassetti riconosce, Il Tempo ha fornito le notizie sul suo curriculum e sui numerosi rapporti di consulenza citati con grandi gruppi farmaceutici fra cui la stessa Pfizer. Abbiamo dato la notizia nuda e cruda: questo elenco di consulenze era citato su un suo curriculum del 2018 e non più su quello del 2021. Scelta libera del professore, che ora viene motivata dal fatto di non avere in tempi recenti collaborato né con Pfizer né con altre case farmaceutiche. Non abbiamo fatto polemica alcuna sul fatto, che per altro è ammesso dallo stesso professore (che non poteva fare altrimenti). Per altro in ogni articolo scientifico pubblicato su riviste specializzate è obbligatorio dichiarare quelle consulenze nell’avvertenza sui “possibili conflitti di interesse”. Il professor Bassetti insieme a 19 suoi colleghi italiani ha pubblicato sul Journal of clinical medicine ad esempio il 20 agosto del 2020 uno studio sugli anticorpi al Covid sulla base dell’esperienza clinica analizzata nei primi due mesi della pandemia. Anche questo articolo aveva in presentazione la nota sui “Conflitti di interesse”. Dei 20 autori solo Bassetti e Daniele Roberto Giacobbe erano lì citati. Bassetti con un lunghissimo elenco di consulenze ricevute da 19 case farmaceutiche fra cui Pfizer e per avere ricevuto a fondo perduto finanziamenti ai suoi studi e ricerche da 9 case farmaceutiche fra cui Pfizer (questo invece non era citato nel curriculum). In calce si specificava che né Bassetti né il suo collega si sentivano in conflitto di interesse per questo. Il professore Bassetti spiega ora di avere sì lavorato con Pfizer ma sugli antibiotici e non sui vaccini. Verissimo, e infatti esiste pure un comunicato stampa della casa americana del 14 marzo 2017 per il lancio dell’antibiotico Zavicefta che contiene una dichiarazione-spot di Bassetti sulla svolta che con quel farmaco si sarebbe compiuta. Veniva usato quindi come “professore spot” addirittura per un lancio di mercato. Il rapporto era dunque molto stretto e sarebbe buon costume dei conduttori tv e onesto nei confronti dei telespettatori che ogni volta che si chiede un parere o una intervista al professore Bassetti si avverta che ha avuto rapporti di consulenza con numerose case farmaceutiche fra cui Pfizer che è produttrice del vaccino a Rmna di cui ora si parlerà. E’ obbligatorio farlo sulle riviste scientifiche, non si capisce perché debba essere nascosto al grande pubblico televisivo. Tutto qui.

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    • Ecco la campionessa mondiale di “giro della frittata” all’opera…

      “RICREDERSI”? AHAHAH… Al punto tale che ha eliminato dal suo curriculum vitae le prove della sua “conversione”!

      Non avete più nemmeno gli orifizi deputati alla “messa in cul0”, siete diventati un ORIFIZIO UNICO AUTOLUBRIFICANTE!

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    • X Anail: ancora novembre scorso Bassotti diceva che ‘abbiamo sbagliato a conteggiare i morti di infarto positivi al COVID’ come se non fosse nota la tendenza di questa malattia a colpire anche il sistema circolatorio con la formazione di trombi.

      POI sono arrivati i vaccini e allora oooops, vacciniamo tutti da 0 a 100 anni.

      Questo è il bassetti che si ‘ricrede’?

      Ipocrita.

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      • Guarda, non lo seguo, mi sta antipatico e lo trovo anche cesso. Figurati se lo difendo.
        Ma che sia gente come VOI ad usarlo per le vostre fisime da asini patentati è veramente un paradosso
        E baaaaastaaaaaa.
        Avete ROTTO!!!!

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