Sul Quirinale il Pd cerca alternative a Mattarella

Al Nazareno non si vuole rimanere spiazzati da un no di Mattarella al bis e per evitare le elezioni e consolidare l’alleanza con il M5s, meglio che Draghi rimanga a Palazzo Chigi. Ecco chi sogna un Gentiloni modello Ursula

(ilfoglio.it) – Se è vero come dice che di presidenza della Repubblica comincerà a parlare solo a gennaio, è anche vero che Enrico Letta si è reso conto di non avere un piano B per il Quirinale e che quindi è bene muoversi per tempo. Per questa ragione, benché ufficialmente i dirigenti del Pd sostengano che la questione verrà affrontata a tempo debito all’inizio del prossimo anno, in realtà al Nazareno è stato già avviato un giro di consultazioni informali. Per i dem infatti sarebbe un dramma trovarsi spiazzati di fronte all’ennesimo no di Sergio Mattarella a concedere il bis.  

Quirinale, il Pd pensa alle alternative al Mattarella-bis


Quasi superfluo ricordare che i sostenitori delle elezioni anticipate (Goffredo Bettini in primis) per raggiungere il loro obiettivo sponsorizzano l’ipotesi Mario Draghi al Colle. Ma Enrico Letta non è affatto convinto che andare al voto nel 2022 sia una buona cosa per il suo partito. Il segretario del Pd infatti è convinto che i dem debbano ancora strutturarsi in vista di questo appuntamento. E i sondaggi gli danno ragione: nonostante Letta sia trattato con i guanti bianchi dalle televisioni e dai grandi giornali, il Pd nei sondaggi resta inchiodato a una percentuale che non va molto oltre quella ottenuta da Matteo Renzi in quel tragico 2018.

Ma c’è anche un altro motivo dietro la ritrosia di Letta rispetto all’ipotesi delle elezioni anticipate. Al contrario di Bettini, il leader del Pd è convinto che la strada per arrivare a un’alleanza organica con il M5s, un’alleanza in grado di competere con il pur ammaccato centrodestra, sia ancora lunga. E’ vero che su questo punto Conte pare non essere d’accordo. Il neo leader pentastellato teme infatti di non arrivare al 2023 ancora in sella. Ma il segretario pd preferisce la cautela. Non vuole lasciare niente al caso o all’improvvisazione. Infatti sa di giocarsi molto nelle elezioni che verranno. E una sconfitta del fronte del centrosinistra allargato ai 5 stelle sarebbe difficile da reggere.

E a proposito della posta in gioco alle prossime elezioni politiche, per far capire quanto sia alta basti pensare che Letta aspira veramente a tornare a Palazzo Chigi, come grande federatore del centrosinistra e dei 5 stelle. Infatti questa volta i dem sono in una posizione di forza rispetto ai grillini, che nei sondaggi volano sempre bassi. Letta quindi potrebbe aspirare a fare il premier, e anche per questo, quindi, vuole studiare bene tutte le sue mosse. 

E qui si torna al problema del Quirinale. Per evitare le elezioni, ritenute più che probabili nel caso in cui Draghi succeda a  Mattarella, bisogna trovare un altro candidato che sia potabile sia per il M5s sia per Forza Italia. L’idea dem è sempre quella di eleggere il capo dello stato con una maggioranza Ursula (depurata da Italia viva). Per questo motivo si sta ragionando su uno dei possibili candidati alternativi. Si tratta di Paolo Gentiloni. Il commissario avrebbe l’appoggio di Forza Italia oltre quello della fu maggioranza giallorossa. Il problema però è che abbandonare la Commissione Ue può non essere semplice. Ma finora è solo su questo nome che si basa il piano B del Pd nel caso in cui Mattarella ribadisca per l’ennesima volta il suo no a un doppio mandato quirinalizio.

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6 replies

  1. E’ vero che su questo punto Conte pare non essere d’accordo. Il neo leader pentastellato teme infatti di non arrivare al 2023 ancora in sella.
    Specchio, specchio , servo delle mie brame !

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  2. Su Gentiloni no comment, ma Letta sul serio crede di controllare i gruppi parlamentari?
    Spero che siano le solite fantasie del foglio, se no si farà parecchio male.

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  3. Rosy Bindi , la classe politica ha cancellato dall’agenda il problema MAFIA.

    Sul palco della CGIL a chi le chiedeva se Draghi stesse facendo abbastanza contro la criminalità organizzata:

    “Bisogna che la nominasse la parola. Io non gliel’ho mai sentita nominare. Cinque lettere: MAFIA. Non ci si sporca la bocca dicendo mafia, si fa del bene, la parola va usata. Queste cinque lettere non ci devono spaventare”.
    Come a voler dire: cosa volete che stia facendo l’esecutivo contro questo tumore se neanche ne parla?
    Un problema estremamente grave se si pensa che l’arrivo dei fondi europei del #NextGenerationEU rappresenta un’occasione ghiottissima per i malintenzionati e che senza le misure adeguate può essere facilmente preda dei loro egoismi.
    La Bindi ha chiosato riferendosi al leader del Pd Enrico #Letta: “Anche al segretario di partito non farebbe male” dire quella parola.”

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  4. chi sarà il prossimo presidente, lo sta decidendo la mafia. la trattativa serviva anche a questo. mettetevi l’animo in pace.

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  5. chi sogna un gentiloni formato ursula dovrà contattare la clinica del gender a casablanca ed operare una srs. certo avremo una presidenta biondina gentilona, in tal caso.

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