Salvini e Renzi parlano la stessa lingua: “Abolire il Rdc”

La corrispondenza d’amorosi sensi tra i due Matteo, Salvini e Renzi s’intende, ormai è conclamata. I due, come a volte capita in amore, hanno iniziato persino a parlare la stessa lingua, a usare le stesse espressioni.

(pressreader.com) – di Marco Palombi – Il Fatto Quotidiano – La corrispondenza d’amorosi sensi tra i due Matteo, Salvini e Renzi s’intende, ormai è conclamata. I due, come a volte capita in amore, hanno iniziato persino a parlare la stessa lingua, a usare le stesse espressioni. Ora, per dire, la loro relazione politica, che sottende a un’alleanza esplicita (dopo il voto), s’è cementata nel comune odio per il reddito di cittadinanza e i sussidi anti-povertà e con accenti che sembrano il frutto della stessa penna.

Come il lettore ricorderà, Renzi qualche giorno fa, spiegando il suo referendum per abolire il Rdc, aveva scolpito l’immortale sentenza: “Io voglio mandare a casa il Reddito di cittadinanza perché voglio riaffermare l’idea che la gente deve soffrire, rischiare, provare, correre, giocarsela”.

Salvini, intervistato nella ridente Pinzolo da Mario Giordano, ha invece sostenuto che “il reddito di cittadinanza sta disincentivando il sacrificio” e per questo “presenteremo un emendamento a mia prima firma alla prossima legge di Bilancio: dobbiamo assolutamente cancellare il Reddito di cittadinanza”. Coi soldi risparmiati, dice il leader della Lega, vanno tagliate le tasse e rifinanziata Quota 100 per le pensioni.

Ora, boutade a parte, non mancano certo nella storia d’Italia e di nessun Paese leader politici il cui programma politico, spontaneo o meno che sia, è aderire a qualunque richiesta del padronato più retrivo, risulta davvero bizzarro nel nostro caso che a farsi promotori di questa campagna per i sacrifici e il sudore siano due tizi, accomunati dal nome, che con quei due concetti hanno avuto un rapporto, per così dire, di conoscenza, ma non certo di frequentazione.
Tornando alla performance montana del leghista, Salvini non s’è limitato al reddito di cittadinanza e anzi, incalzato dall’intervistatore, ha largheggiato in pensierini (anche in questo similmente al suo omonimo): si va da “Durigon è stato attaccato perché è della Lega e perché è il papà di Quota 100: qualcuno in giro vuole far tornare la legge Fornero” a – cogliendo fior da fiore – “l’applicazione letterale del Corano e dell’Islam è incompatibile con i nostri valori di libertà, democrazia e diritti civili: chi dice il contrario mente” fino a “in politica estera l’Italia con Berlusconi contava di più, è stato un esempio” (e per questo ci farà una federazione che poi potrà allearsi col centro renziano nel nome del sacrificio, altrui).

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8 replies

      • Se in italia esistessero giornalisti anziché giornalai, i due, ossia il porco di Rignano dell’Arnoo e lo squallido quaquaraquà cazzaro verde non avrebbero mai potuto avvelenare definitivamente la politica di questo cartiglio chiamato Italia.

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    • Egregio Giansenio, non credo: l’uno pesca in quella degli sfigati a bassissimo reddito invidiosi degli “stravaccati in poltrona ” che incassano per ” non fare nulla”; il secondo in quella degli ” imprenditori” che non vogliono collaboratori bensì schiavi e rimpiangono i tempi dei faraoni.

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  1. facciamoli parlare mentre sono nella fogna, oltre a riempirsi la bocca di parole, posso riempirla di liquami, vuoi mettere l aver lo stesso nemico, questo li fa sentir una (uomo) pantegana sola. Ma… i coccodrilli nelle fogne non ci sono più? Un alligatorino mignon? Fondetevi, ma solo a caldo, tipo altoforno

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  2. Questa frase del porcellone:

    l’idea che la gente deve soffrire, rischiare, provare, correre, giocarsela”.

    Non casualmente gli è saltata in mente (o al suo ghostwriter) dopo le vittorie alla Jacobs alle Olimpiadi.

    Uno slogan per inseguire i successi sportivi del momento, allora sulla bocca di tutti.

    Invece, caro Babbeo, il popolo italiano vorrebbe mandare TE a casa, se non all’Asinara. Presentati assieme al cazzaro, così facciamo bingo.

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