Rinato Brunetta

(tag43.it) – Sogno o son desto? Nei palazzi della Roma potente nessuno ci crede, o ci vuole credere. Ma è pur vero che la cosa circola con particolare insistenza, quindi non potevamo non darvene conto. Sprezzante del fatto che il suo capo di sempre, Silvio Berlusconi, coltiva (ci spiace per lui, ma inutilmente) più di una speranza di salire lui al soglio del Quirinale, l’indomito Renato Brunetta si sbraccia per far intendere a tutti che è fatta per Mario Draghi al posto di Sergio Mattarella. E sono in molti quelli che ci credono, considerato che è noto il filo diretto, frutto di un’amicizia di vecchia data,  che lega il ministro della Pubblica amministrazione al presidente del Consiglio, cosa di cui Brunetta si fa vanto a ogni piè sospinto.

Draghi al Colle, lui a Palazzo Chigi

In realtà, proprio gli amici più stretti del ministro hanno una spiegazione, semplice semplice, del motivo per cui sono mesi che Brunetta va dicendo non solo che è necessario, ma che c’è l’altissima probabilità, anzi la certezza, che Draghi scelga la strada del Colle («dai, su, è fatta, lasciati servire», ripete a tutti quelli che incontra): Renato vuole prendere il suo posto a palazzo Chigi. Sì, avete capito bene: Brunetta pensa che se il prossimo febbraio Super Mario prendesse il posto di Mattarella, la legislatura non si interromperebbe («perché l’unica che vuole le elezioni anticipate è la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, e quindi le elezioni non ci saranno», spiega agli astanti) e per l’ultimo anno che manca prima della naturale scadenza della legislatura a guidare il governo di unità nazionale ci sarebbe proprio lui. Un’ipotesi, ma forse sarebbe meglio dire ambizione, che l’attuale ministro della Pubblica amministrazione certo non nasconde. Anzi, lo racconta in modo esplicito. «Io e Mario ne abbiamo parlato più volte», aggiunge col tono ammiccante di chi sa. D’altra parte, non è forse lo stesso uomo che qualche anno fa diceva a tutti che non capiva perché non gli avessero a suo tempo assegnato il Nobel per l’Economia?

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9 replies

  1. Classico caso di supercompensazione.

    ~Come nascono i meccanismi di compensazione
    Alfred Adler fu uno dei grandi nomi che contribuirono allo sviluppo della Psicanalisi. Inizialmente discepolo di Freud, Adler iniziò a sviluppare un contributo personale alla nota teoria che portò ad un allontanamento dal maestro a alla nascita della Psicoterapia Individuale
    I meccanismi di compensazione sono un apporto cruciale al pensiero psicoanalitico Adleriano insieme a:
    *Il senso di inferiorità (anche complesso di inferiorità)
    *La volontà di potenza, cioè il desiderio di affermazione di ciascun individuo che mete in atto delle compensazioni per superare il senso di inferiorità
    *Il sentimento sociale, come desiderio di vivere in armonia.

    ~Come nascono le compensazioni
    Adler notò che l’infanzia è “normalmente” caratterizzata da un senso di inferiorità: il bambino che per sua natura non è indipendente e si trova in una realtà che è al di sopra delle sue forze, avverte di non essere in grado di padroneggiare gli eventi e il mondo mentre per gli adulti sembra facile e ciò induce la sensazione di non essere abbastanza. Questa condizione naturale ha un decorso positivo nel momento in cui il bambino crescendo viene messo gradualmente alla prova nel testare le sue competenze e ricevendo via via dei feedback positivi sulle proprie capacità arrivando a sviluppare un’immagine competente, ma realistica di sé. Nel caso in cui, invece, le risposte dell’ambiente saranno sfavorevoli questa prima impressione verrà rinforzata creando un vero complesso di inferiorità. Questo è il terreno su cui si innesta la compensazione.
    ~Il meccanismo di compensazione
    La compensazione è l’insieme di modalità attraverso le quali l’individuo riesce a gestire il suo senso di inferiorità senza che questo lo blocchi nelle sue attività. Apparentemente questa visione dell’uomo che si sente inferiore sin dalla nascita potrebbe apparire svilente, ma in realtà Adler ritiene che in ognuno di noi risieda una fortissima spinta verso l’alto, la realizzazione, la potenza: la volontà di potenza.
    La compensazione allora entra in gioco proprio per mettersi alla prova o meglio agire sulla realtà anche se le premesse non sono ottimali. Ciò si traduce in una visione distorta degli eventi e della realtà che non faccia percepire l’individuo tanto inferiore e quindi più competente, ma anche nell’acquisizione di competenze nuove (come accade durante tutto lo sviluppo del bambino e oltre) che rendano l’individuo sempre più capace. Queste compensazioni positive non emergono nel caso in cui l’ambiente non offra dei feedback positivi (poco affetto, mancanza di fiducia, ecc.): lo stato di angoscia che il soggetto prova può essere superato con delle SUPERCOMPENSAZIONI.
    Si parla di supercompensazioni quando le aspettative nei confronti di sé diventano eccessive, perfezioniste e irrealistiche nel tentativo disperato di non vedersi tanto inferiore. Ovviamente queste persone cercano di non mettere alla prova queste convinzioni che altrimenti cadrebbero miseramente nel confronto con la realtà, aprendo invece la strada alla patologia.

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  2. Con il vostro modo di fare “politica” avete tolto alla gente qualsiasi speranza e illusione.Purtroppo per voi la gente ha bisogno anche di questo. Forse perché delle porcherie della vita ne sa anche troppe?Imparate a stare con i piedi(testa)per terra.Parlate di cose concrete della vita…Qualcuno che vi darà retta ancora lo trovate.Alternative non ghe nè.Analizzare e dire le cose come stanno.Economia, vaccini e guerre salute…potrebbe essere attualità.Ma sembra che non cogliate il senso dell’attuale.Da che parte state?Con draghi e compagnia cantante?…Mal vi colga a breve.

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  3. Vaccino anti-Covid, Gelmini apre il fronte dell’obbligo: “Non è un’eresia, esiste già per alcune malattie. Deciderà il Parlamento”Questa che parlava di neutrini che viaggiavano per 700KM discetta di scienza e non dovremmo essere preoccupati?

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