Rave Party sul lago di Mezzano: cosa stiamo offrendo di meglio alle generazioni future?

(Andrea Zhok) – Premessa: poche cose sono più lontane dalle mie inclinazioni di un Rave Party. Non c’è niente, dalla “musica”, alla subcultura che esprime, alla sua estetica che mi sia vagamente affine, e niente del genere mi è stato affine neanche in età più verde.

E tuttavia, le immagini che provenivano dal Rave Party sul lago di Mezzano vicino a Viterbo – e soprattutto i commenti a quelle immagini – mi hanno fatto riflettere.

Non c’è dubbio, fanno casino, si sballano, ascoltano roba usata a Guantanamo per torturare i prigionieri, si agitano in forme di trance autoindotta come monadi prive di porte e finestre, e poi “il rave è illegale”, e poi “gira droga”, e poi sporcano, e poi “ci scappa il morto”, ecc. ecc.

Siamo d’accordo, niente di quello che si vede fa pensare con soverchio ottimismo alle generazioni future.

Però c’è un però.

Il senso di questa rappresentazione, se la contestualizziamo, forse si chiarisce.

Quello che vediamo è un’uscita di lato, sia pure momentanea, dalla nostra società, dalle sue regole, dalle sue disposizioni spesso ottuse e incomprensibili, dalla sua sorveglianza, dalla sua irregimentazione, dall’accumulo di “doveri” sempre più vuoti. Beninteso, niente che non si sia già visto mille volte, e soprattutto niente che faccia pensare neanche lontanamente ad un atto di contestazione cosciente, di rivolta, figuriamoci di rivoluzione.

Però oggi, guardando quelle scene, per quanto tutti i miei più sacri istinti conservatori fossero allertati e avversi, non potevo non chiedermi esattamente: cosa gli stiamo offrendo di meglio?

Nel nome di quale ideale, di quale progetto, di quale ordine sociale, di quale comunità, di quale forma di vita potremmo fargli la predica, potremmo stigmatizzarne la pochezza, la violazione, l’infrazione?

Se gli hanno creato attorno un mondo in cui si svegliano spiegandogli che lavoro non ne troveranno, e che se lo troveranno farà schifo; a mezzogiorno gli raccontano che siamo già troppi su questo pianeta e che comunque una famiglia non se la potranno permettere; dopo pranzato gli spieghiamo che nascono con un debito che non verrà mai estinto; nel pomeriggio gli ricordiamo che l’apocalisse ecologica è dietro l’angolo; e infine alla sera gli diciamo che il massimo cui si può aspirare nella vita è un incremento dei propri consumi; beh, insomma, esattamente che titolo pensiamo di avere per parlare di doveri, regole, sacrifici, ecc.?

Se invece di sbronzarsi sudaticci li avessimo allineati e coperti in ufficio con giacca e cravatta, certo non li noteremmo, non ci turberebbero. Ma avremmo davvero qualche ragione per angosciarci di meno?

18 replies

  1. La vedo in altro modo.Non e’ lo status quo, descritto come prospettiva immutabile ad ogni risveglio, che puo’ fare da sfondo ad un crimine del genere.

    E’ lo spettacolo del corteo dei calciatori vincitori a Roma, che conferma loro la mancanza di giustizia, il soffocamento etico indotto dalla onnipresenza delle eccezioni, e non fornisce, quello spettacolo, nessun incentivo alla protesta, alla motivazione a fare alcunche’ per protestare contro l’ingiustizia dell’inegyuaglianza, e comprendere che esiste una schiavitu’ dell’ingordigia.

    Motivazione anche, ora mi lagno, per una sospensione del tempo – il rave – meno inutile (per me).

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  2. Hai perfettamente ragione. Siamo arrivati a questo grazie alla classe politica degli ultimi 30 anni. Oggi nessuno viene punito,hanno datto leggi che se fai truffe da milioni di euro ,dopo pochi mesi sei fuori. Pertanto che paura vuoi avere a partecipare a un Rave Party dove fai ,insieme ad altri,quello che fai ogni giorno. Chi balla…balla,chi si droga…si droga ecc ecc. La polizia non interviene perché ha paura di…disturbare. Che ridere,ma qui c’è poco da ridere,c’è scappato il morto e la cosa è diventata di dominio pubblico. Perche dovete saperlo si Rave Party me fanno uno a settimana,magari meno affollati di questo. E nessuno interviene fino a che tutto fila liscio. Siamo in Italia e tutti fanno,facciamo ,diciamo ciò che vogliamo e cosa peggiore lasciamo che ci facciano quello che ci stanno facendo senza ribellarci. Ahi noi!

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  3. Sarebbe ora che i giovani il loro futuro se lo prendessero senza aspettare che glielo preparino e paghino mamma e papà.

    Sarebbe ora anche di smetterla con i mea culpa, cosa dovrebbero dire i nostri genitori che hanno ricevuto un Paese distrutto dai lutti e dalla guerra?

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    • Infatti i nostri genitori hanno avuto Woodstock, Santana, Janis Joplin, Bob Marley, i Beatles,
      le marce per la pace, musica a go go con gradissimi artisti di tutti i tipi, raduni e scioperi per i diritti delle donne e dei lavoratori, ecc. Oggi tutto cancellato da pochi padroni di una finta pandemia che ha spazzato via come un tornado la libertà della gente di morire come cazzo vuole, e non necessariamente intubata.
      https://espresso.repubblica.it/politica/2021/08/12/news/amministr

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      • Ma per favore! Quanti erano quelli che si sballavano?
        Quelli che conoscevo io , ed i miei genitori, si facevano un mazzo così per cercare lavoro in estate e pagarsi gli studi, o a 15 anni lavoravano già come apprendisti praticamente gratis. E portarsi i genitori in Università, anche se per la Laurea, era una vergogna alla quale nessuno si prestava: adesso c’è tutto il parentado plaudente per l’ impresa.
        Adesso per quelli che non c’erano sembra che ci fosse un Jmmy Hendriks in ogni strada!
        Non c’erano soldi per lo sballo, anche le famiglie che li avevano tenevano il braccino corto, cortissimo, per lo più.
        Poi in ogni città (soprattutto di provincia, dove risiede la grande maggioranza degli Italiani) c’era qualcuno che si sballava ma si contavano sulle dita di una mano ed erano per lo più evitati da tutti.

        Capisco bene tutta l’ euforia sui giovani, gli si può raccontare qualsivoglia cosa: se gli conviene ci crederanno.

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      • Signori, i parenti dei morti di covid ti ringraziano per la sensibilità ..
        La ” finta pandemia” di morti ne ha fatti fin troppi. Riflettere prima di scrivere?
        .

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      • Ma cosa vuol dire “non hanno futuro”!
        Certo che se vogliono fare il DAMS, vincere al lotto, fare le veline, sposarsi un calciatore ( o diventare calciatore) e campare in casa a spese degli odiati “vecchi” fino a quando non potranno”realizzazione i loro sogni” e, come ben vediamo, sballarsi ogni sera come nelle serie di Netflix strafregandose e persino del Covid, non dureranno a lungo.
        Chi si impegna ed i genitori non gli parano le terga a vita, il lavoro lo trova, e anche il futuro. Sempre che non scoppi un’altra guerra. Civile questa volta.

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  4. interessante che noti che la musica dei rave sia quella di Guantanámo.

    per me avrebbe potuto essere Albano e Romina o gli Abba, se te li mettono
    per 24 ore no stop avevano lo stesso effetto.

    solo che ha sbagliato a immaginare che fosse quella, pare che nelle hit usate
    ci fossero pezzi di Eminem, 2Pac e Aerosmith o un tal Barney o i Dope (dicono essere metal)
    e i Skinny Puppy

    ma visto che di centri di detenzione ce n’è più d’uno ci sono anche variazioni nelle play list
    Britney Spears, Nine Inch Nails, Christina Aguilera, Marilyn Manson, Justin Bieber, Los Del Rio (quelli di Macarena)
    insomma ogni aguzzino usava le sue preferite
    nessuna musica da rave, forse perché non li frequentano.

    è il solito Zhok affabulatore approssimativo compulsivo

    e, per quelli che “ah! ma la fonte?”, il Guardian

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    • Cioè, fammi capire. Di tutto l’articolo l’unica cosa che ti colpisce è la definizione del tipo di musica ascoltata?

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  5. Certi gggiovani vanno ai rave perché drogarsi è bello. Non gliene frega un accidente del lavoro, del museo, della società: gli interessa solo ubriacarsi e farsi di “robba bbona”. Una volta si abbrutivano all’osteria il sabato sera, tornando a casa picchiavano moglie e figli. Non sono cambiati, si sono modernizzati.

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    • D’accordo con Paolo Diamante.
      Qui non c’è bisogno di cercare giustificazioni per nobilitare o dare un senso a certi comportamenti. Nella scala evolutiva ci sono persone poco evolute a livello intellettivo. Non c’è nulla da fare, bisogna solo prenderne atto.

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  6. Troppi soldi in giro. Troppi modi di procurarseli senza fatica. E i Prefetti mandano idranti e manganelli solo contro i lavoratori ed i disoccupati: consumano poco quindi non interessano.
    Questi sono i consumatori del futuro, e i soldi in tutta evidenza non gli mancano: tutto fa PIL, e più sballati sono e meglio si “guideranno”.

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