Green pass a pezzi: anche le polizie ne fanno a meno

Il green pass viene giù pezzetto dopo pezzetto. Sulla scuola nessuna firma ieri da parte dei sindacati, che hanno incontrato i tecnici del ministero, al Protocollo sulla sicurezza…

(pressreader.com) – di Marco Franchi – Il Fatto Quotidiano – Il green pass viene giù pezzetto dopo pezzetto. Sulla scuola nessuna firma ieri da parte dei sindacati, che hanno incontrato i tecnici del ministero, al Protocollo sulla sicurezza: parti distanti sul lasciapassare, controlli, tamponi e distanziamento in classe, praticamente su tutto ma entro agosto il documento dovrà essere approvato per forza con l’anno scolastico ormai imminente.

Come se non bastasse, una serie di circolari certificano che per i “controllori” ci sarebbero regole diverse rispetto ai “controllati”, infatti nelle mense all’interno delle strutture delle forze armate e delle forze di polizia il personale in servizio non dovrà avere il green pass per potervi accedere. La mensa, sottolineano diverse fonti degli apparati di sicurezza, è considerata alla stregua di un’attività di servizio obbligatoria che non può essere preclusa e, dunque, non può esserci l’obbligo del pass. Pensare che proprio oggi alla Hanon Systems di Campiglione, in provincia di Torino, i lavoratori incroceranno le braccia per due ore proprio contro l’obbligo di green pass per l’accesso a mensa.

E lo scenario epidemico in Italia non pare dare segnali di miglioramento, anzi: sembra tutto fermo in una sorta di stallo, ma da regioni e province arrivano i primissimi segnali di un cambiamento che fanno addirittura temere una risalita della curva dell’epidemia di Covid-19 in Italia. Mentre continuano a crescere i ricoveri (2.975 pazienti nei reparti ordinari, + 27 ieri) anche in terapia intensiva (352 malati, +15 ieri), con i parametri delle Regioni che cominciano a colorarsi di “giallo” a cominciare dalla Sicilia: potrebbe scamparla ancora oggi e resistere in bianco ancora la settimana successiva a Ferragosto, ma difficilmente oltre.

Ma la pandemia, con la variante Delta che ha ormai preso il sopravvento, continua a incrementare i suoi numeri in tutto il mondo e si moltiplicano le emergenze per i picchi di contagi e morti, pass o non pass. Di fronte a questo scenario, i Paesi varano nuovi lockdown, restrizioni e contromisure mentre tentano di trovare un fragile equilibrio tra la tenuta delle economie e la riduzione dei rischi. A volte, scontrandosi con la giustizia.

Come nel caso della Spagna, dove l’obbligo del green pass è caduto dopo che il tribunale regionale della Galizia ha dichiarato non valido il requisito della certificazione per accedere a bar, ristoranti e locali notturni in certe zone della regione. La Galizia era l’ultimo territorio in cui la misura era ancora vigente, dopo che precedenti sentenze avevano fatto cadere l’obbligo della certificazione in altri territori come l’Andalusia, Cantabria e le Canarie. Ma la Spagna è un’eccezione tra i Paesi che sono sempre più disposti a chiedere il pass per attività sociali potenzialmente rischiose. In una nuova stretta, Israele ha scelto una ulteriore estensione del green pass che, dal 18 agosto, sarà applicato dai 3 anni di età in su. In parallelo, il governo di Naftali Bennett ha approvato uno stanziamento straordinario per gli ospedali per rafforzarne le strutture, mentre nel Paese scattano anche nuovi limiti al distanziamento nei centri commerciali: sarà reintrodotto, dal 18 agosto, il “Codice viola” che autorizza la presenza massima di una sola persona ogni sette metri quadrati. Anche in Francia, che ha reintrodotto il tampone antigenico obbligatorio per chi arriva dall’estero, le cose non vanno affatto bene: tra martedì e mercoledì sono stati registrati 30.920 nuovi casi di contagio, un numero mai così alto da aprile. Negli ultimi sette giorni era stata riportata una media di 23.288 casi quotidiani, in leggero calo rispetto ai giorni precedenti. I francesi, insomma, intravedevano segni di miglioramento spazzati improvvisamente via dall’impennarsi della curva epidemica.

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