Un Betulla è per sempre

Estratto dell’editoriale di Marco Travaglio sul Il Fatto Quotidiano del 06/08/2021 dal titolo “UN BETULLA È PER SEMPRE” – L’arruolamento di Renato Farina nello staff del ministro Renato Brunetta in qualità nientemeno che di “consulente giuridico” è un segnale incoraggiante per almeno tre motivi. Il primo è etico: il Governo dei Migliori premia un giornalista che violò la legge prendendo soldi dai servizi segreti come “agente Betulla”. Il secondo è deontologico: il Governo dei Migliori porta a esempio per i giovani un giornalista espulso dall’albo per aver venduto la professione al Sismi del generale Niccolò Pollari e del fido Pio Pompa non per 30 denari, ma per 30mila euro, pubblicando fake news e realizzando false interviste per carpire informazioni ai pm e depistare l’indagine sul sequestro dell’imam Abu Omar, rapito e deportato in Egitto dalla Cia per torturarlo in santa pace. Il terzo è meritocratico: se il Governo dei Migliori ha un tale culto della competenza da promuovere a “giurista” un tizio che ha patteggiato 6 mesi per favoreggiamento in sequestro di persona, c’è speranza per tutti. Si dice sempre che l’America è il paese delle opportunità: e l’Italia, allora? Basta conoscere le lingue, ma soprattutto la lingua come ascensore sociale, e nessuna via è preclusa. Il 14 febbraio, appena Brunetta tornò sul luogo del relitto, cioè della PA, Farina gli dedicò su Libero un sobrio ritratto dei suoi: “Meno male che c’è lui. È l’unica autentica sorpresa di questo governo… È un numero primo. Il migliore ministro che sia capitato all’Italia nel settore… Un professore di rilievo internazionale… la stampa internazionale l’aveva individuato nel campo dell’economia del lavoro come un potenziale Nobel… uno dei pochi giganti del pensiero in circolazione… altissimo profilo intellettuale e morale”. Infatti gli ha fatto un contrattino piuttosto stitico da 18mila euro l’anno: solo per il rimborso saliva, meritava ben di più, specie ora che a Libero gli Angelucci tagliano i compensi. […]

28 replies

    • Per restare in tema,chiediamo al miglior governo della storia d’Italia, come è finita con Durigon ?

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  1. Il ministro Brunetta è notevole per varie ragioni :
    – è il marito di una donna brillantissima che ha fatto fare un figura meschina a un famoso giornalista che aveva mobilitato addirittura i servizi segreti per i suoi tweet contro il PD, nel 2016.
    – è quello che il 2 ottobre 2013 proclamava a tutti che B. non avrebbe votato la fiducia al governo Letta, per essere smentito mezz’ora dopo da B.in persona nel suo intervento
    – è quello che veniva ancora smentito e ridicolizzato in diretta, ad Annozero nel giugno 2011, da una cancelliera del tribunale di Milano per la sua affermazione che era la corte più informatizzata d’Italia.
    -è quello che, l’ho sentito io stesso, affermava che occorreva misurare la PèRFORMANCE dei dirigenti della P.A. dimostrando la sua ingegnosità nell’inventare una parola nuova di zecca e originalissima ( esistono infatti, la perfòrmance inglese e la performànce francese)

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  2. UN BETULLA È PER SEMPRE

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – L’arruolamento di Renato Farina nello staff del ministro Renato Brunetta in qualità nientemeno che di “consulente giuridico” è un segnale incoraggiante per almeno tre motivi. Il primo è etico: il Governo dei Migliori premia un giornalista che violò la legge prendendo soldi dai servizi segreti come “agente Betulla”. Il secondo è deontologico: il Governo dei Migliori porta a esempio per i giovani un giornalista espulso dall’albo per aver venduto la professione al Sismi del generale Niccolò Pollari e del fido Pio Pompa non per 30 denari, ma per 30mila euro, pubblicando fake news e realizzando false interviste per carpire informazioni ai pm e depistare l’indagine sul sequestro dell’imam Abu Omar, rapito e deportato in Egitto dalla Cia per torturarlo in santa pace. Il terzo è meritocratico: se il Governo dei Migliori ha un tale culto della competenza da promuovere a “giurista” un tizio che ha patteggiato 6 mesi per favoreggiamento in sequestro di persona, c’è speranza per tutti. Si dice sempre che l’America è il paese delle opportunità: e l’Italia, allora? Basta conoscere le lingue, ma soprattutto la lingua come ascensore sociale, e nessuna via è preclusa. Il 14 febbraio, appena Brunetta tornò sul luogo del relitto, cioè della PA, Farina gli dedicò su Libero un sobrio ritratto dei suoi: “Meno male che c’è lui. È l’unica autentica sorpresa di questo governo… È un numero primo. Il migliore ministro che sia capitato all’Italia nel settore… Un professore di rilievo internazionale… la stampa internazionale l’aveva individuato nel campo dell’economia del lavoro come un potenziale Nobel… uno dei pochi giganti del pensiero in circolazione… altissimo profilo intellettuale e morale”. Infatti gli ha fatto un contrattino piuttosto stitico da 18mila euro l’anno: solo per il rimborso saliva, meritava ben di più, specie ora che a Libero gli Angelucci tagliano i compensi.
    Il curriculum del giureconsulto è di tutto rispetto. Ciellino, prima al Sabato, poi all’Indipendente e al Giornale con Vittorio Feltri, si sbuccia le ginocchia intervistando B. e si specializza in bufale: interviste mezze inventate alla Ariosto e a Massimo Fini, campagna contro la Boccassini accusata di “rapire bambini”, cose così. Nel ’94 diventa portavoce di Irene Pivetti, di cui – politicamente, s’intende – si invaghisce. Un giorno Feltri gli racconta, d’accordo con l’intera redazione, di avere in pagina un servizio fotografico della Pivetti senza veli: lui se la beve, le prova tutte per bloccare la pubblicazione e alla fine, fra l’ipossia e l’ictus, s’inginocchia al direttore sporgendogli un assegno ed esalando un “Ti prego, le foto le ricompro io, metti tu la cifra”, prima di essere sommerso da una risata omerica.
    Lo nota subito l’Ufficio Disinformatija del Sismi, diretto da Pompa, che i giornalisti scomodi li spia e quelli come lui li arruola. “Io – gli dice Farina – ti do anche la pattumiera, poi sei tu a scegliere, perché molte cose che girano nell’ambiente giornalistico sono anche tentativi di depistaggio, no?”. In cambio di cotanta monnezza, Pompa gli passa “soffiate” basate sul nulla, che Betulla mette in pagina sotto dettatura e senz’alcun controllo. Annuncia attentati di al Qaeda mai esistiti. Sputtana nemici veri o presunti del Sismi, tipo Prodi e De Gennaro. Insulta gli ostaggi italiani in Iraq: Simona Pari e Simona Torretta (“le vispe terese”), Giuliana Sgrena (rapita dai “suoi amici terroristi”), Enzo Baldoni (“un pirlacchione” da “vacanze intelligenti”). In cambio si contenta di poco: ai Mondiali in Germania, Pompa gli regala due biglietti di tribuna per Italia-Ghana e lui lo ringrazia sulla prima di Libero, in codice cifrato: “Ho usato amici che la sanno lunga. Fatta! Grazie a Pio e a Dio”.
    Nel maggio 2006, in missione per conto di Pio, realizza una falsa intervista ai pm Spataro e Pomarici che indagano sul sequestro Abu Omar per rubare i segreti dell’inchiesta. Non sa che Pompa è intercettato e dunque pure lui che lo chiama mentre va all’appuntamento per ripassare le domande. Pensa di buggerare i due pm, che invece lo aspettano al varco per buggerare lui. Domanda loro cosa sappiano di Pollari, con una scusa astutissima: “Io sono cattolico, Pollari è cattolico, mi spiacerebbe se un cattolico facesse cose brutte”. Manca poco che i pm finiscano sotto il tavolo per le risate. Poi, appena esce, l’agente Farina Doppio Zero fa rapporto telefonico a Pompa: “È stata durissima, quasi quasi Pomarici mi voleva arrestare, ma alla fine li ho messi nell’angolo e ho avuto quel che cercavo”. Stavolta i pm all’ascolto possono sbudellarsi tranquillamente. Indagato per favoreggiamento, si difende alla grande. Si dipinge come un patriota della “quarta guerra mondiale” (senza spiegare quale sia la terza) in difesa della “civiltà ebraico-cristiana”. Sostiene di aver mediato nel ’99 nientemeno che tra Milosevic e D’Alema (che smentisce). Racconta di aver aderito al Sismi perché “è come se mi fossi innamorato di Pollari”. Ricorda una velina su eventuali attentati a Londra che lui, su Libero, tradusse così: “Tettamanzi e Formigoni nel mirino del terrorismo”, ma ammette: “Fu una mia esasperazione”. E ai 30mila euro preferiva “una nomina a commendatore”, però la cosa sfumò e allora li prese, ma solo per donarli a un santuario. Alla fine patteggia. E vince di diritto un seggio di FI alla Camera, poi torna sparare betullate su Libero. Voi capite perché ora è “consigliere giuridico” dei Migliori. Averne.

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  3. Perché il nano dello psiconano ha scelto un giornalista e non un giurista come consulente giuridico?
    In questo paese nominano sempre le persone sbagliate nei posti sbagliati e chi ha titoli e meriti viene emarginato.

    Ma Brunetta se non sbaglio è quello che ha imposto il badge per i dipendenti pubblici, un modo per cercare di limitare la piaga dell’assenteismo.Misura a cui si erano opposte una parte di sinistra e di quelle merde di sindacati, pronti a tutelare non il LAVORO ma le prevaricazioni di figli di puttana con la tessera in tasca (la tessera che gli ha consentito di infilarsi nellaPA).

    I parassiti che abbondano nella PA (che annichiliscono la vita dei colleghi e dei cittadini utenti) dovrebbero essere presi a calci in culo, non esiste il DIRITTO a percepire un reddito senza fare un cazzo, soprattutto se quel reddito è il frutto del nostro lavoro, delle nostre tasse.

    Quindi, per quanto detesti Betulla, ‘sti cazzi di Betulla!
    Chiunque renda la PA più trasparente, più efficiente, più informatizzata, avrà il mio plauso, che si chiami Brunetta, Gramsci o Belzebù.
    Di questo avrebbe dovuto parlare Travaglio, dell’inefficienza della PA (municipalizzate incluse), riservando a Betulla al massimo un inciso.

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    • Aggiungo che mi fanno ridere quelli che difendono la PA anche quando è indifendibile, per partito preso.
      Come se gli italioti che abbondano in Italia (molto più numerosi degli italiani) stessero ovunque tranne che nella PA.
      Come se la corruzione, le mafie, il clientelismo avessero risparmiato guarda caso proprio la PA.
      Invece è l’esatto contrario perché partiti e sindacati hanno usato la PA come serbatoio di voti, si sono di fatto messi a vendere i POSTI PUBBLICI, più abusivi di un vu cumprà in spiaggia.

      Chi difende la PA non ha a cuore la PA ma solo quel sistema schifoso di cui ho appena parlato, sistema di cui potrebbe far parte.

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      • Egregio Andreaex, come spesso, quando si tratta di PA, lei perde la trebisonda. Cerco, ancora una volta, di spiegarle: la PA che lei descrive è finita da almeno 40 anni. Quella odierna, che la tormenta, è il frutto avvelenato di una politica che ha voluto annichilirla, così come sta riuscendo con la magistratura. Quanto a Brunetta, lasci perdere: chi dice pèrformance invece di prestazione, sbagliando anche l’accento è capace di tutto. La colpa è sempre nel manico. Un saluto

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      • @Paolo

        Che ti devo dire, io mi relaziono sia con le municipalizzate (come Acea/Areti) che con gli enti come Inps, Inail, AdE, CCIAA… ed è uno schifo! Tutt’ora.

        La PA va giudicata in funzione dei risultati ottenuti in termini di qualità dei servizi alla collettività, e i servizi fanno schifo, tutt’ora.
        Vorrei però precisare che il mio non è un attacco a tutti coloro che nella PA ci lavorano, ho conosciuto dipendenti pubblici capaci e instancabili. In un certo senso le mie critiche alla PA vorrebbero essere anche una scialuppa di salvataggio a chi nella PA cerca di fare il proprio lavoro e proprio per questo è osteggiato dal sistema sindacale/partitocratico/clientelare.

        Perché a subire le dinamiche interne alla PA è anche e soprattutto chi vorrebbe fare dignitosamente il proprio lavoro dentro la PA.
        Sai come chiamavano la propria azienda i dipendenti Alitalia? Mamma Alitalia! Perché la mamma ti perdona tutto! E vai a fare la spesa durante l’orario di lavoro! E vai ad assentarti anche per un raffreddore!

        Con una raffica di mitra li farei secchi! Da sinistra, sia chiaro.

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    • “Chiunque renda la PA più trasparente, più efficiente, più informatizzata, avrà il mio plauso, che si chiami Brunetta, Gramsci o Belzebù.
      Di questo avrebbe dovuto parlare Travaglio, dell’inefficienza della PA (municipalizzate incluse), riservando a Betulla al massimo un inciso”.

      ben, ben, più informatizzata grazie a Bettulla , Andrea ex oramai ti sei perso, Più efficiente grazie a Brunetta ? Più efficiente
      grazie a Betulla ? Tutti questi personaggi hanno già dato “efficienza ” e ” informazione” ma tu ancora non ti sei accorto.

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      • Non riesco a pubblicare ‘sto commento, riprovo…

        @Tracia

        Tracia perdonami, ma tu hai interpretato il mio commento come un atto di stima verso Brunetta?
        Io guardo solo alle cose che vengono fatte, alle leggi che vengono emanate, che sia la destra o la sinistra a farle, poco conta per me.
        La politica non è una partita di calcio, ti innamori della tua squadra e la difendi a prescindere.
        Ma come, non la vedi questa destra schifosa?, potresti replicarmi.
        Certo che la vedo e fa pure paura ma vedo anche la sinistra, uno schifo solo un po’ meno schifoso.

        Per me la politica deve servire al progresso civile ed economico.
        Le etichette (che cambiano in continuazione come i simboli: PC, PDS, DS, PD, falce e martello, alberi, acronimi…) dovrebbero essere del tutto marginali.
        Anche gli schieramenti dovrebbero esserlo, perché spesso i politici vanno dove li porta il portafoglio, e passano da destra a sinistra come niente fosse, come fossero dei giocatori di calcio che si offrono al miglior offerente.
        L’unico punto fermo possono essere i propri principii.
        E vanno applicati bendati per non cadere nel doppiopesismo.

        Vuoi sapere chi ho votato nel corso degli anni?

        – PCI
        – PDS
        – DS
        – VERDI
        – ITALIA DEI VALORI
        – M5S/PD

        e mi sono pentito di tutte le scelte fatte.

        Prossima posizione?

        – ASTENSIONE

        L’unica scelta di cui non mi pentirò. Il mio voto se lo devono guadagnare risolvendo problemi concreti con le giuste formule. Voglio un programma politico chiaro, non mi basta che si dica “aumentiamo le pensioni”, voglio sapere dove vai a prendere i soldi necessari per l’aumento, altrimenti sono solo slogan idioti. Perché se per aumentare le pensioni vogliono aumentarmi i contributi previdenziali, che ad un operaio con partita IVA incidono almeno il 25% sul proprio reddito, oltre alle tasse, SE NE POSSONO ANDARE AFFANCULO! E non perché penso al mio portafoglio ma perché la riterrei, da sinistra, una misura profondamente iniqua.

        Se parliamo di soluzioni efficaci a problemi concreti, chi puoi votare?
        Sulla tassazione, cosa propongono di chiaro PD, LEU, M5S?
        Eppure è un tema importante.
        Di che si parla? Del nulla ideologico?
        Se una ideologia, un insieme coerente di idee, non si traduce in atti concreti e coerenti ed efficaci, a che serve l’ideologia? Ad accavallare le gambe bertinottiane nei salotti della Roma bene?

        L’Ecobonus di Patuanelli è una pessima legge che sta producendo danni enormi al settore (che è il mio settore). Il mercato è stato alterato in modo anomalo, i grossi gruppi speculano, le piccole imprese soffrono, le tasse dei cittadini buttate nel cesso, il rapporto SOLDI DEI CONTRIBUENTI SPESI/ kWh DI ENERGIA PULITA PRODOTTA/RISPARMIATA, è pessimo con questa legge.
        Vogliamo entrare nei dettagli?
        Anche su questo schifo non c’è stato un editoriale di Travaglio. Non è informato? Non c’è nessuno che lo informi? E non lo siete neanche voi visto che continuate a considerarla, solo perché è frutto dello schieramento che votate, una buona legge.

        Perché esistono ancora i regimi forfettari? Li ritieni giusti? Nessuno ne parla, ne vogliamo parlare?
        La sinistra ciancia del nulla da anni, è per questo che molti di sinistra si sono riversati nel M5S.
        Ripetono sempre gli stessi slogan a pappagallo, facile fare politica così.

        Perché ad esempio nessuna testa di cazzo di sinistra si è informata sui regimi incentivanti previsti negli altri Paesi?
        Ti sei mai chiesta come mai si installano prodotti asiatici, tedeschi, americani, israeliani e l’industria italiana non produce una mazza, installiamo solo prodotti altrui?

        La politica a cosa serve? A cosa?

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      • Quersta la so!

        I regimi forfettarii servono a razzolare quel che e’ possibile razzolare col quel poco di personale che esiste instaurando una sorta di “patto della non inspezione” sperando che almeno i forfait permettano di razzolare il minimo.

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  4. Ma gigino o bibitaro non aveva affermato piu e piu volte che con berlusca non voleva niente a che fare?
    E giuseppi che dice?
    Ubbidisce ai desiderata del pd-l?
    Tutti insieme appassionatamente?
    Che fregatura, questi cialtroni votati da oltre 11 000 000 di italiani hanno tradito tutto e tutti, ad eccezione dei pdioti ovviamente.

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    • @ Cagliostro
      Certo ! ” L’invidia ” è uno dei ” Mali ostico da digerire e sopportare ma ancor più difficile da curare e guarire !

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      • @danilo
        Invidia?
        Poveretto, non hai capito proprio nulla, io la mia scelta l’ho fatta 40 anni fa, e la politica non è rientrata in questa scelta,
        Il mio disprezzo è rivolto verso i ciarlatani, e gigino o bibitaro e giuseppi lo sono,
        X gigino o bibitaro il disprezzo è totale, x giuseppi non provo disprezzo, lui fa il suo lavoro d’avvocato, il compito assegnatogli è quello di disinnescare il mv5 * facendolo confluire nel pd-l, cosa che gli sta riuscendo bene,
        Ma non per questo lo devo ammirare,
        Anzi, politicamente lo combatterò con tutte le mie forze,
        Comunque tu continua a portare l’anello al naso, ti dona

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      • x Danilo,
        mi riferisco a tale Cagliostro prendo spunto da “Poveretto, non hai capito proprio nulla, io la mia scelta l’ho fatta 40 anni fa,”

        Sai Danilo questo signore si vanta che 40 anni ha lavorato con i paesi dell’est. Dunque 40 anni fa, lavorare con i paesi ex comunisti
        dovevi essere un funzionario PCI, lavorare con le tante ditte import – export creati tra PCI ( non direttamente ma con società) e i vari
        ministeri di questi paesi , tipo ministero commercio estero che smistava le richieste e cosi funzionava acquisti /vendite dirette e indirette con provigioni che andavano alla fine sempre per il partito e il governo dell’ est. TUTTO LEGALE COMUNQUE. I funzionari che lavoravano in questi import /export con la caduta del muro , sfruttando le loro conoscenze hanno fatto affari d’oro con ex funzionari statali che si sono trovati a sfruttare le loro conoscenze e contribuire a saccheggiare, ripulire i conti esteri e per 20 anni in quei paesi ha regnato la corruzione e la mafia importata da faccendieri italiani. Ho conosciuto personalmente in una fiera un signore toscano già anzianotto che da funzionario di una di quelle società di import/export , sfruttando le conoscenze che aveva dopo la caduta del muro “lavorava ” comprando/ vendendo o con provigioni con ex funzionari dell’est continuando la sua attività in proprio.
        Ecco volevo dirti che questo signore toscano Cagliostro mi sembra proprio uno di quelli, ex PCI sempre che sia vero che lavorava da 40 anni, perchè 40 anni fa un signor nessuno non poteva vendere /acquistare niente senza rivolgersi a questi import/export misti e
        gestiti dal partito PCI/ e ditte governativi ex paesi dell’est, al massimo poteva andare in vacanza al mare o in montagna e regalare
        calze e simili. Pensa che adesso vuole combattere con tutte le forze che ha , al computer.

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  5. Licenziamo Pompa
    Bruno Ugolini
    luglio 11, 2007

    Pio Pompa. Un nome strano. Sembra uscito da un fumetto e non dai terribili Servizi Segreti. Forse hanno ragione gli esponenti del centrodestra. Per loro sarebbe un innocuo personaggio, per puro caso intrufolato nel Sismi a spiare soprattutto i magistrati. Tutto per burla, tutto da ridere.

    Era (anzi è) un impiegato pubblico. Uno di quelli da non confondere con i fannulloni. Non era nemmeno uno dei tanti poveri precari, magari Co.Co.Co, magari a progetto. Anche se, certo, aveva cominciato, dicono le cronache, come consulente. La dimostrazione vivente che la flessibilità dei rapporti di lavoro è una buona cosa, prima o poi si approda al posto fisso. Così non va per tutti, ma per Pio Pompa si. Chissà perché i dirigenti del Sismi lo avevano prescelto? Avranno certo obbedito ai criteri così magnificati in questi tempi del “merito”. Così Pio aveva conquistato un buon contratto a tempo indeterminato e lavorava molto nelle undici stanze di via Nazionale a Roma, di fronte alla questura di Roma.

    Perché? Compiva opere buone.
    Sono una persona rispettabile.A rischio di calpestare la legge che, malauguratamente, leggiamo, impedirebbe ai servizi segreti di reclutare giornalisti. Lui, Pio Pompa, se ne fregava e aiutava economicamente questi colleghi magari in difficoltà, come dimostrano le ricevute di pagamenti di 2.000 e 5.000 euro. Ottimi compensi per quattro chiacchiere. Un lavoro meno impegnativo e assai meglio retribuito di un approfondito articolo. E poi il buon Pio dava anche suggerimenti professionali. Ad esempio indicava le domande da porre nelle interviste a personaggi interessanti. Soprattutto a magistrati.

    Così il giornalista aveva meno da faticare. Un caro uomo.

    Ora però leggiamo che Pio Pompa ha chiesto il trasferimento. No, non pensate subito ai lavori manuali, alle fonderie. No: in qualche altro ufficio. Qualcuno però potrebbe pensare ad un’operazione più drastica. In fondo la sua vicenda non ha recato gran giovamento ai suoi datori di lavoro, ovverosia lo Stato, ovverosia noi.

    E se invece si procedesse al licenziamento? Magari prendendo come “giusta causa” l’aver calpestato la legge che vieta di prendere a libro paga dei giornalisti,come fossero delle Colf dello spionaggio statale?”

    05.08.2021
    Bruno Ugolini, la fabbrica della passione
    Lutto a sinistra.

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    • @ Tracia : Grazie per il chiarimento : nutro seri dubbi che il Caglistro nostro abbia voglia e tempo per leggere e istruirsi ! In tutti i suoi commenti su questo blog non perde occasione per vomitare continuamente astio e disprezzo contro ” o Bibitaro : il che fa pensare, a giustificazione, che sia motivo per un qualche interesse personale , presente o del passato, a noi sconosciuto ! Andreotti diceva : ” a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina ” ! Un saluto !

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  6. Ma menomale che adesso arriva Conte che farà dimettere tutti i Betulla che sono nel governo. Magari !
    M.T. dovrà spiegarcelo il perchè :se i big m5s hanno accettato edigerito tutto pur di stare al governo era un errore imperdonabile (tesi condivisibilissima), se a farlo l’ex premier sarà una figata.

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  7. Ho sentito lamentarsi soltanto Fratoianni, che annuncia anche un’interrogazione parlamentare.
    Trovo il silenzio del M5S assordante, ma inizio ad abituarmi, inizio ad elaborare il lutto.

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  8. Finalmente, pian pianino, stanno rimettendo le cose a posto. Siamo seri, un sotto segretario alla sanità pubblica incapace financo a rubare le caramelle ad un bimbo oltretutto pure abbondantemente in sovrappeso. Ma scherziamo? È lampante come il sole che urge, Il “CELESTE” Speriamo che “DRAGHULI”non perda altro tempo a riempire tutti i ministeri con della sana e salutare MERDA

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  9. Ma non esiste già una norma di legge che impedisce a pregiudicati e condannati ad accedere alle cariche pubbliche? E questa delle consulenze, per i politici, non è il modo per beneficiare e favorire amici e lecchini ? Possibile che non si possa metter fine a tutte queste schifezze?

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  10. «Via Falcone e Borsellino: il parco torni a chiamarsi Mussolini». La battaglia a Latina del leghista Durigon
    6 AGOSTO 2021 – 11:39

    L’annuncio dell’ex sindacalista durante una raccolta firme per il referendum sulla giustizia insieme a Salvini

    “Il sottosegretario all’Economia del governo Draghi, il leghista Claudio Durigon, ha una priorità a Latina: quella di cancellare i nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino dal parco centrale. Per intitolarlo nuovamente ad Arnaldo Mussolini. La storia la racconta oggi Repubblica Roma, che dice che mercoledì sera l’ex sindacalista è intervenuto al Lido di Latina insieme a Matteo Salvini in un incontro per raccogliere le firme per il referendum sulla Giustizia promosso dalla Lega. E nel finale del suo intervento ha proposto il cambio di nome al parco: «Questa è la storia di Latina che qualcuno ha voluto anche cancellare con quel cambio di nome a quel nostro parco, che deve tornare a essere quel parco Mussolini che è sempre stato, su questo ci siamo e vogliamo andare avanti».

    Il sottosegretario Durigon e il Parco Falcone e Borsellino di Latina
    Ecco quindi la proposta: rimettere il nome di Arnaldo Mussolini al parco. Cancellando così la scelta del sindaco Damiano Coletta di dedicare ai due magistrati l’area verde, anziché lasciarla dedicata al fratello del duce. Il nome era stato cambiato già nel 1943 e poi riproposto dall’allora primo cittadino Ajmone Finestra, non a caso iscritto al Movimento Sociale Italiano. Coletta era intervenuto nel 2017 e il giorno dell’intitolazione a Falcone e Borsellino aveva presenziato alla cerimonia anche l’allora presidente della Camera Laura Boldrini. Ora, anche se il centrodestra non ha ancora trovato il nome giusto per il candidato sindaco nella cittadina laziale, è il momento di un nuovo cambio. Firmato Durigon e Salvini.”

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