Il piccolo fiammiferaio

Estratto dell’editoriale di Marco Travaglio sul Il Fatto Quotidiano del 27/07/2021 dal titolo “Il piccolo fiammiferaio” – Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. L’altra sera ho accolto l’invito alla festa di Articolo 1 e, intervistato da Chiara Geloni, ho risposto addirittura alle sue domande. E il pubblico ha osato financo applaudire. Apriti cielo. La Lega ha chiesto le dimissioni di Speranza (giuro), il quale ha dovuto precisare che, quando parlo io, non è lui che parla (ri-giuro). Una domanda riguardava una frase di Speranza sull’estrazione sociale dei ministri del Conte-2, quasi tutti figli del popolo, diversamente da quelli che contano nel governo Draghi: tutti figli di papà, cioè del solito establishment, a cominciare dal premier, rampollo di un dirigente di Bankitalia, Bnl e Iri. La consueta combriccola di spostati, falliti e leccapiedi che bivacca sui social ne ha dedotto che ho offeso la memoria dei suoi genitori prematuramente scomparsi, dunque secondo Rep avrei fatto “una gaffe”. Per dire com’è messa questa gente. Un’altra domanda riguardava la diceria, molto in voga fra i leccadraghi, sui Migliori discesi dall’empireo per salvarci dal “fallimento della politica”. […]

[…] uno che pensa di convincere i No Vax a vaccinarsi dando loro degli assassini; ecco, uno così non mi pareva un grande esperto di vaccini. Ma l’unanime sdegno per la duplice lesa maestà, manco avessi detto “figlio di Tiziano”, mi ha fatto ricredere: Egli è onnisciente e, a dispetto delle biografie, non è nato ai Parioli, ma a Betlemme, in una mangiatoia.

37 replies

  1. Qualcosa mi dice che la signora Maria Serenella Cappello (noblesse oblige) può girare per Roma in tutta tranquillità.
    Comunque, “leccadraghi” è fantastico.

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  2. Travaglio eccezionale come sempre. 👏🏻
    Ma quanto è temuta la sua ironia?
    Essa colpisce dall’alto dell’intelligenza, più di quanto possano fare i bassi insulti.
    Chi non la sa manovrare la scambia per insulto e affronto, perché, pur non comprendendo, intuisce che davvero essa riesce a metterli a nudo, in tutto il loro squallore.

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      • Ci dovevano essere problemi sul sito. Non compariva alcun commento del 27/ 7.
        Me ne sono accorta dopo, facendo 2+2. Nel frattempo continuavo a mandare post a Paola e a Infosannio che venivano bloccati…e viste le recenti traversie, mi stavo troppo incavolando, pensando che mi stessero controllando o bannando. Ero allibita… 🤭😆🤣

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    • “Ma quanto è temuta la sua ironia?”… Brrrr… che paura… Un po’ meno del tuo QI, ma sempre tanta! Adesso ci chiudiamo tutti in casa, ché tra chi QIzza da una parte e chi IRonizza dall’altra, nun ce ne sta più per nessuno! Brrrr… Siamo quasi morti dallo spavento, atterriti dalla paura… Brrrrr…

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  3. Uno a cui sono morti i genitori rispettivamente all’età di 15 anni (il padre) e 19 (la madre) non può essere oggetto di insulti. Travaglio ha perso ogni remora.

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      • Che è figlio di papà e, tolta la finanza, non capisce un c di tutto il resto.
        Invece “criminale”, detto a Conte, era una critica costruttiva.
        Ah, vabbé, ma Conte non era orfano… (o sì?)
        Si poteva fare.

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      • @ gatto.

        Messaggio in poltiglia
        Vai gattino .. oreglio. Sei solo un pezzo che finisce di consueto nel water. Ti piace la spanna? Putrida città ….
        Se ti avessi davanti un destro a diritto sui denti durbans . ..

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      • “Messaggio in poltiglia”? Carina: te la rubo, posso?

        PS: meglio davanti che dietro con tipi come te: vienmi a cercare! Calciolari ti potrebbe essere d’aiuto… Ah, impara a commentare nei posti giusti, cojon4…

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      • Si infatti considerando 2000 eu—ro e passa a cranio almeno i cessi per gli ospiti paganti lì potreste tenere puliti e funzionanti. Ti scriverò un messaggino dietro la porta, così che quando entri leggerai la stima che ho del vostro in-dotto .

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    • Tu invece puoi esserlo, giusto?
      Quindi procedo.
      Lestofante, noiosa, trombata (nel senso dai 5s).
      Se Travaglio ti avesse accettata nella sua redazione noi non saremmo qui a leggere il suo giornale ma tu esprimeresti ben altri commenti. (sì, perché lei lo sentiva pure al telefono Travaglio, come ci ha tenuto a far sapere il primo giorno che è comparsa).
      Così va la vita!

      STACCE!

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      • Paola, ma che hai capito!
        Mai sentito al telefono Travaglio al quale inviavo mail di complimenti, o di critiche, ricevendone risposte perché lui risponde a tutti.
        Chiaro?

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      • Chiaro??? Chiaro che? Sei tu che ti sei vantata di conoscerlo. Chiedi al tuo amico sociopatico di recuperare il messaggio nel suo file .xls.
        Io non li conservo i messaggi, tantomeno dei piccoli lestofanti e invidiosi come te.

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      • Lei…Lei, tse: ESSA, non li conserva i messaggi, con le calunnie si va meglio andare a spanne, come i pesci rossi…

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    • Adriana, io non ti ho giudicato pregiudizialmente in base al fatto di SAPERE che sei di dx o di sx, l’ho solo DEDOTTO da ciò che scrivi ogni volta, schierandoti immancabilmente in quella direzione.
      Anzi, ricordo di aver scritto che probabilmente tu non hai ancora localizzato da che parte stanno le tue idee.
      Perché destra e sinistra ESISTONO, checché ne dicano…quelli di destra.
      Quindi, risparmiati la pena per me, ché ne hai bisogno per la tua confusione, non per quanto riguarda le tue idee, perché quelle sono estremamente chiare e univoche, ma perché credi di poter essere considerata a prescindere da queste categorie.
      Se hai i capelli neri sei bruna, se li hai chiari sei bionda… non è che ti puoi definire postcromatica, al limite castana o rossa, che sempre colori sono.
      Per quanto riguarda lo sceriffo, come mai tanti di noi, vedendo lo stesso filmato e sentendo le stesse cose hanno pensato tutt’altro?
      Capisci che già questo ti posiziona? Non conosci il tipico atteggiamento da far West leghista, razzista etc? Ma poi, soprattutto, parlava la logica: tu esci con una pistola carica e senza sicura?
      Un colpo può partire per caso da una pistola se NON ce l’hai o se è scarica o se ha la sicura? E mira esattamente i punti vitali? Ma daaaai.
      Ti dirò che mi stupiscono sempre queste tue posizioni così nette, così “salviniane”, perché non mi sembri la classica persona ignorante che vota Lega (che infatti mi dici di non votare), più probabilmente FDI.
      Mi chiedo quindi che cosa spinga le tue idee verso quei lidi, forse inconsapevolmente.
      Letture, ambiente familiare, trasmissioni televisive?
      È una mia curiosità, senza alcuna ironia, né acrimonia.

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  4. Il piccolo fiammiferaio

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. L’altra sera ho accolto l’invito alla festa di Articolo 1 e, intervistato da Chiara Geloni, ho risposto addirittura alle sue domande. E il pubblico ha osato financo applaudire. Apriti cielo. La Lega ha chiesto le dimissioni di Speranza (giuro), il quale ha dovuto precisare che, quando parlo io, non è lui che parla (ri-giuro).
    Una domanda riguardava una frase di Speranza sull’estrazione sociale dei ministri del Conte-2, quasi tutti figli del popolo, diversamente da quelli che contano nel governo Draghi: tutti figli di papà, cioè del solito establishment, a cominciare dal premier, rampollo di un dirigente di Bankitalia, Bnl e Iri.
    La consueta combriccola di spostati, falliti e leccapiedi che bivacca sui social ne ha dedotto che ho offeso la memoria dei suoi genitori prematuramente scomparsi, dunque secondo Rep avrei fatto “una gaffe”. Per dire com’è messa questa gente.
    Un’altra domanda riguardava la diceria, molto in voga fra i leccadraghi, sui Migliori discesi dall’empireo per salvarci dal “fallimento della politica”. Siccome dissentivo, pensando che fosse ancora lecito, ho ricordato qualche “Migliore”: Brunetta, Gelmini, Cingolani, Cartabia. E ho aggiunto che Draghi è un ex banchiere esperto di finanza, ma non ha la scienza infusa e i suoi atti dimostrano che non capisce una mazza di giustizia (solo ora lui e la Cartabia scoprono cosa c’è scritto nella loro “riforma” e quali catastrofi ne seguiranno), di politiche sociali (licenziamenti subito, nuova Cig chissà quando, Fornero consulente) e di sanità.
    Uno che fa un decreto per obbligare gli psicologi a vaccinarsi, pena il divieto di esercitare, e poi li cazzia perché si vaccinano; uno che sospende Astrazeneca mentre Ema e Aifa dicono che è sicuro e tre giorni dopo revoca la sospensione perché Ema e Aifa ri-dicono che è sicuro; uno che si fa la prima dose con AZ, prescrive il richiamo omologo per gli over 60 e poi, a 73 anni, si fa l’eterologo perché “ho gli anticorpi bassi” (in base a un test che gli scienziati ritengono farlocco); uno che vieta per decreto gli assembramenti e poi, previa trattativa Stato-Bonucci, autorizza i calciatori a violare il suo decreto con un mega-assembramento perché “con quella Coppa possono fare ciò che vogliono”; uno che pensa di convincere i No Vax a vaccinarsi dando loro degli assassini; ecco, uno così non mi pareva un grande esperto di vaccini.
    Ma l’unanime sdegno per la duplice lesa maestà, manco avessi detto “figlio di Tiziano”, mi ha fatto ricredere: Egli è onnisciente e, a dispetto delle biografie, non è nato ai Parioli, ma a Betlemme, in una mangiatoia.

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    • @Adriana Rossi,
      ma ha ascoltato il discorso di Travaglio? Secondo me no, perché altrimenti avrebbe dei seri problemi di comprensione..
      Ha confrontato l’estrazione sociale del vecchio governo con il nuovo: il primo era pieno di ministri figli di persone senza agganci, di gente normale,impiegati,professori di scuola,operai….L’ultimo invece e’ un esecutivo dell’establishment, figli di banchieri, come e’ Draghi per esempio,o classe dirigente in genere…ecco a cosa si riferiva la frase “figli di papa’”.

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      • Ma dai, che cosa spieghi, tonius, è di destra…
        Parla per partito preso.
        Del resto allo sceriffo di Voghera è partito il colpo perché è stato spinto.
        Lei lo sapeva mezz’ora dopo, direttamente da Salvini.

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      • Ho letto l’editoriale, non ho ascoltato il discorso.
        Resta il fatto che Draghi ha perso i genitori da ragazzo. Travaglio ha fatto una gaffe.

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      • Anail, avevo appena letto la dichiarazione dello “sceriffo” e ho creduto che potesse essere plausibile, vedendo anche il filmato. Non ho mai votato Salvini. Tuttavia puoi pensare di me quello che vuoi. A me fanno pena le persone che giudicano in base alla Destra e alla Sinistra.

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    • Se avete voglia e tempo leggete questi articoli

      https://www.huffingtonpost.it/andrea-del-monaco/l-bazooka-di-draghi-e-un-narcotico-costoso_a_23343293
      …..”oggi andrebbe analizzata la natura della politica monetaria prima di Jean Claude Trichet poi di Mario Draghi: essa ha generato un debito italiano di 435 miliardi con la Bce.”

      https://legrandcontinent.eu/it/2021/05/16/larte-del-potere-in-europa-ritratto-di-mario-draghi/

      “Dalla scuola dai gesuiti ai più alti livelli della burocrazia nazionale ed europea, la traiettoria di Mario Draghi è quella di un uomo che ha compreso il funzionamento delle regole dell’Europa del XXI secolo per usarle a proprio vantaggio. In questo ritratto particolarmente vivido, Ben Judah ricostruisce la serie di scommesse che hanno portato Draghi fino alla Presidenza del Consiglio.”

      30 ANNI 1991- 2021 I disastri della politica /economica italiana

      Leggete e fatevi una idea del futuro italico prossimi 30 anni.

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      • Anail,
        Tanta amarezza , 30 anni per svendite indiscriminate con pretesto diminuire il debito, prelievo forzoso per salvare la lira, accettare il cambio lira/euro senza fare nessuna trattativa, anzi come pezzenti accettare diktat, corruzione , sperpero di denaro pubblico
        tutto riassunto in : il saccheggio di un’economia nazionale

        Durante i preparativi per liquidare, cedere a interessi privati multinazionali, alcuni dei patrimoni industriali e bancari più prestigiosi del nostro paese Draghi avrebbe detto agli ospiti inglesi:

        “Stiamo per passare dalle parole ai fatti”.
        Detto e fatto.

        Italia è come la persona che sta annegando e cerca di afferrarsi alla paglia per salvare la sua vita.

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    • Non si fa in tempo a uscire da un governo tecnico rovinoso che ce n’è un altro pronto ancora più schifoso. Dini,Ciampi,Monti e ora il super Draghi. Ma in giro c’è gente che elogiava il primo come il secondo,il terzo e il quarto senza mai ricordarsi delle scempiaggini commesse dgli stessi quando erano in auge ma soffermandosi ad adorare quello corrente.Naturalmente le parole d’ordine sono sempre le stesse :fallimento della politica,salvezza del paese,debito pubblico insostenibile,bisogno di unità etc…etc…Non si stancano mai.

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      • Cesare,
        “Fallimento della politica” fu la frase che ‘giustificò’ l’avvento del fascismo.
        Necessitano sempre della demonizzazione della precedente politica, per poter introdurre, senza reazioni, lo strapotere della successiva…

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  5. L’INTERVISTA. NINO DI MATTEO

    “Norme copiate da B. Altro che velocizzare, si faranno più appelli”
    di Giuseppe Pipitone
    Fq
    La riforma della Giustizia di Marta Cartabia? “Rischia di segnare un ulteriore incremento di prestigio per le organizzazioni mafiose”. Il motivo? “I boss si dimostrano sempre capaci di celebrare i loro processi ed emettere le loro sentenze, mentre lo Stato dimostrerebbe la sua impotenza”. Nino Di Matteo è preoccupato. Per il consigliere del Csm la norma in discussione in commissione a Montecitorio “ricorda per analogie evidenti la cosiddetta riforma del processo breve dell’ultimo governo Berlusconi, che rappresentava un pericolo per la tenuta stessa del sistema democratico”.
    Quel pericolo è ancora attuale?
    Le somiglianze tra le due riforme sono evidenti e il mio giudizio è fortemente negativo e preoccupato. Quando parlo di analogie mi riferisco ovviamente al meccanismo dell’improcedibilità: farà andare in fumo molti processi e sarà equivalente a una denegata giustizia. Non solo per le vittime, ma pure per gli imputati che magari sono innocenti e hanno diritto a una sentenza di merito. E poi mi faccia dire un’altra cosa.
    Dica.
    A mio avviso il meccanismo dell’improcedibilità costituisce non solo un grave arretramento nel funzionamento del sistema di giustizia in generale, ma rischia di rappresentare un ulteriore arretramento nella fiducia che i cittadini devono nutrire nella giustizia. Quando qualsiasi processo andrà in fumo senza una pronuncia nel merito, è destinato ad aumentare il senso di sfiducia dei cittadini nei confronti dello Stato. Parallelamente ci sarà un incremento del prestigio criminale di coloro che hanno commesso reati, ma resteranno impuniti.
    Pochi giorni fa la Guardasigilli ha detto che l’improcedibilità non si applicherà a reati di mafia e terrorismo, perché sono puniti spesso con l’ergastolo.
    L’equazione non trova sostegno nella normativa in vigore. Moltissimi processi di mafia riguardano fatti gravissimi che non sono punibili con la pena dell’ergastolo: basta ricordare quelli relativi alla gestione delle estorsioni, al traffico di stupefacenti, ai tanti che hanno riguardato la contestazione solo del reato di associazione mafiosa o del concorso esterno per politici e uomini delle istituzioni.
    Per trovare un accordo con i 5Stelle il governo pare sia disposto a escludere i reati di mafia dal meccanismo dell’improcedibilità: questa modifica basta?
    Segnerebbe un primo passo perché almeno si salverebbero molti processi di mafia che così sono destinati ad andare materialmente in fumo. Il mio giudizio sull’intero impianto della riforma, però, rimane comunque di preoccupazione.
    Perché?
    Perché l’improcedibilità continuerebbe a riguardare molti altri processi per reati gravi, tra i quali quelli contro la Pubblica amministrazione, tipici della criminalità dei colletti bianchi. Quelli continuerebbero a rischiare di andare in fumo.
    Dentro la riforma c’è anche un’altra novità: la possibilità per il Parlamento di indicare i criteri generali da seguire per selezionare la priorità delle notizie di reato.
    L’approvazione di questa parte della legge comincerebbe ad aprire uno squarcio, limitato ma facilmente allargabile, alla possibilità che poi sia la politica a dettare l’agenda alle procure. Questo, oltre a contrastare con i principi fondamentali della Carta, segnerebbe un passo verso il sostanziale assoggettamento delle procure al potere politico.
    Dicono che questa riforma abbia come obiettivo quello di velocizzare i processi: è quello che succederà?
    No, anzi se approvata così come è stata disegnata la riforma produrrà un’ulteriore moltiplicazione degli appelli.
    Perché?
    È facile prevedere che pure il reo confesso ricorrerà in Appello e Cassazione nella speranza che il decorso del tempo faccia venire meno il processo. La ragionevole durata dei processi è interesse di tutti, ma ci sarebbero altre le soluzioni compatibili con il mantenimento dello stato di diritto.
    Ci faccia solo un esempio.
    Serve una seria riforma dell’appello che scoraggi le impugnazioni strumentali, con l’abolizione del divieto di reformatio in peius. Oggi l’imputato condannato fa comunque appello perché il suo ricorso, anche quando infondato, non lo espone mai al rischio di una condanna più severa.

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  6. Eh no, caro Travaglio!
    Draghi è proprio nato in una mangiatoia.
    Il problema è che ci è cresciuto, e che tuttora ci vive dentro.
    cit.cloroalclero

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  7. Riforma Cartabia, Conte ai deputati M5s: “Difficile votare la fiducia senza modifiche. Punti fermi su mafia, terrorismo e corruzione”

    “Per il Movimento 5 stelle sarà difficile votare la fiducia sulla riforma della giustizia se il governo non farà alcuna modifica. E i 5 stelle intendono tenere alcuni punti fermi sui reati di mafia, terrorismo e corruzione. È un messaggio indirizzato a Palazzo Chigi quello pronunciato da Giuseppe Conte durante l’incontro con i deputati dei 5 stelle.”

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  8. Chiara Geloni a TPI: “La stampa ha la coda di paglia: attacca Travaglio per le sue tesi sulla caduta del Conte 2”
    Immagine di copertina
    Marco Travaglio e Chiara Geloni
    “Tutta l’operazione contro Travaglio e Articolo Uno è stata mediatica ma anche politica, orchestrata da chi ha interesse a mettere zizzania tra la sinistra e Draghi”: parla Chiara Geloni

    di Luca Serafini
    27 Lug. 2021 alle 16:01 – Aggiornato il 27 Lug. 2021 alle 16:11

    “Noto un conformismo e una iperreattività rispetto a qualsiasi critica venga fatta a questo Governo: vi spiego perché hanno massacrato Travaglio e Articolo Uno”. Chiara Geloni moderava il dibattito, tenutosi nell’ambito della festa di Articolo Uno, in cui Marco Travaglio ha definito Draghi un “figlio di papà”. Parole che hanno suscitato molte polemiche e attacchi non solo al direttore del Fatto Quotidiano, ma anche ad Articolo Uno, che fa parte della maggioranza che sostiene il governo Draghi. Ma Geloni sposta il bersaglio e spiega a TPI quali sono, a suo parere, le vere ragioni di questa ondata di indignazione.

    Come risponde alle critiche sull’opportunità di invitare Travaglio alla festa di Articolo Uno?
    Articolo Uno esiste da 5 anni e ha fatto 4 feste nazionali. Travaglio è stato invitato tre volte: a Napoli, a Roma, quando ha intervistato Bersani, e quest’anno a Bologna per presentare il suo libro. È un giornalista, non un politico: spesso non la pensiamo allo stesso modo, ma è uno dei nostri interlocutori.

    Al di là dell’invito, le critiche più aspre sono arrivate per il fatto di non avergli contestato, durante il dibattito, quelle frasi su Draghi.
    Partiamo da un presupposto: io quelle frasi non le avrei dette in quel modo. Tuttavia chi era presente a Bologna, o ha visto il video integrale su Youtube, sa bene che quelle parole sono state pronunciate nel conteso di un ragionamento più ampio. Travaglio, quando ha usato l’espressione “figlio di papà”, stava rispondendo a una mia domanda, incentrata sull’estrazione “popolare” di Conte e dei suoi ministri e sulla differenza col governo Draghi, il quale nasce con entrature nell’establishment molto più profonde. Si tratta di una riflessione presente nel libro di Travaglio. Considerando tutto questo contesto, l’espressione “figlio di papà” (che io non avrei usato) non è uscita fuori in maniera scandalosa, e non c’era motivo per cui io dovessi interrompere un ospite per prenderne le distanze.

    È montata una polemica anche sugli applausi del pubblico a Travaglio.
    Il pubblico fa quello che vuole: alle feste di Articolo Uno non è richiesta la tessera di partito per entrare. Quando Travaglio è ospite a un evento, immagino che molte persone vadano a sentirlo semplicemente perché sono interessate a quello che dice. Usare la reazione del pubblico in quella situazione come un termometro delle opinioni dei sostenitori di Articolo Uno mi sembra un’operazione politica superficiale. Aggiungo poi che i presidenti del Consiglio non sono come i fidanzati: se ne può sostenere uno avendo nostalgia per un altro. Che tra i simpatizzanti di Articolo Uno ce ne siano alcuni che hanno rimpianti per una maggioranza politica in cui si sentivano più a loro agio, priva ad esempio della presenza di Salvini, mi pare una cosa del tutto normale.

    Ma al di là della forma, lei condivide la sostanza delle parole di Travaglio? Non solo sul “figlio di papà”, ma anche sulla presunta incompetenza di Draghi in molte materie, come la giustizia e i vaccini?
    Sostenere che avere competenza sui temi economico-finanziari (e Draghi ne ha moltissima) non significhi automaticamente saper governare bene in ogni ambito, mi pare una testi accettabile. Ad esempio, ritengo sui vaccini il Governo abbia commesso degli errori di comunicazione.

    Crede che l’atteggiamento dei media nei confronti di Draghi sia differente rispetto a quello avuto con Conte?
    Noto un conformismo e una iperreattività rispetto a qualsiasi critica venga fatta a questo Governo, e la cosa mi preoccupa. Contro Conte è stato detto e continua ad essere detto molto di peggio: è stato definito un vulnus democratico, un maggiordomo, un segnaposto, senza che questo destasse scandalo. Tra l’altro, non è assolutamente vero che Bersani e Speranza fossero presenti in platea mentre parlava Travaglio. Alcuni giornalisti l’hanno scritto, senza farmi nemmeno una telefonata per accertarsi bene delle circostanze, e mettendo quindi in circolo una fake news. Mi viene un dubbio: a dare fastidio non sono le frasi di Travaglio su Draghi, ma la circostanza che il direttore del Fatto venga invitato a parlare del suo libro, in cui si ricostruisce anche il ruolo giocato dalla stampa nella caduta del Conte 2.

    Questa iperreattività dei media sarebbe quindi un sintomo di coda di paglia.
    Proprio così, ma questa operazione non è stata solo mediatica, bensì anche politica.

    Orchestrata da chi?
    Da chi ha interesse a mettere zizzania tra la sinistra e Draghi.

    Ovvero? In un suo tweet lei parla di un account “di solito retweet di Calenda”.
    Nello specifico, si tratta dell’account di un ragazzo che, fulmineamente, ha individuato quel passaggio nel dibattito con Travaglio, lo ha tagliato e postato: nel giro di meno di un’ora dalla fine del dibattito era stato ritwittato da diversi parlamentari e politici. Non voglio dare la croce addosso a questo ragazzo, ma non mi sembra difficile ricostruire il percorso di quel tweet e dei primi retweet, che sono stati di parlamentari ed esponenti di partiti. Poi, chiaramente, il tutto è stato cavalcato anche dalla destra, e Renzi ci ha messo messo la sua firma.

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