Green pass, tutte le ipotesi: sì per concerti e discoteche, si discute su ristoranti al chiuso

(di Monica Guerzoni, Fiorenza Sarzanini – corriere.it) – ROMA – Green pass obbligatorio in tutti i luoghi a rischio assembramento. E quindi certificazione verde per entrare negli stadi e nelle palestre, per partecipare agli eventi e ai convegni, per salire su treni e aerei, assistere agli spettacoli, ballare nelle discoteche. È questa la linea che prevale nel governo, senza escludere che anche per i ristoranti al chiuso possa rendersi necessario il certificato che dimostra di essere stati vaccinati o di essere negativi al Covid-19. La discussione è in corso e rischia di diventare urgente già domani, dopo l’esame dei dati del monitoraggio settimanale. La variante Delta sta facendo risalire la curva epidemiologica in maniera preoccupante, sono soprattutto i giovani a contagiarsi. Ecco perché il rilascio del green pass potrebbe essere previsto solo per chi dimostra di aver completato il ciclo vaccinale.

L’aumento dei nuovi casi

Confortano i dati relativi ai reparti ospedalieri, così come quelli delle terapie intensive che sono ancora semivuote. Ma il timore è che durante l’estate ci sia un’impennata nel numero dei nuovi positivi giornalieri e dunque si cercano rimedi che, garantendo il mantenimento delle attività aperte e la possibilità di continuare la vita sociale, consentano di fermare la corsa del virus.

Il rischio: ritorno in fascia gialla o arancione

parametri per la classificazione delle aree di rischio saranno rivisti tenendo in maggior conto il numero dei ricoveri, ma pur seguendo indicatori diversi non è affatto scontato riuscire a evitare che nel giro di due o tre settimane alcune regioni tornino in fascia gialla o addirittura oltre. Con gli accessi regolati grazie al green pass a quel punto sarebbe però superfluo dover imporre altre restrizioni.

L’Italia e il modello francese

Sarà il presidente del Consiglio Mario Draghi — dopo aver chiesto il parere degli scienziati del Cts — a dover mediare tra chi ritiene ormai indispensabile imporre una serie di obblighi, come il ministro della Salute Roberto Speranza e la titolare degli Affari Regionali Mariastella Gelmini, e chi invece non vuole al momento sentirne parlare come Matteo Salvini. Vero è che anche alcuni governatori di centrodestra ritengono necessario riuscire a incrementare il numero di vaccinati «per scongiurare nuove chiusure» e per questo a Palazzo Chigi sono sicuri che la trattativa andrà a buon fine entro luglio. E che si percorra quella «linea italiana» invocata dalla stessa Gelmini, che non prevede restrizioni pesanti e sanzioni severe come in Francia, ma fa comunque diventare indispensabile il green pass per poter avere una vita normale.

Rendere obbligatorio il Green pass per incrementare i vaccini

L’obiettivo è evidente: rendere obbligatorio il green pass per entrare in molti luoghi può avere come effetto immediato l’incremento del numero di persone che decidono di vaccinarsi. La campagna coordinata dal generale Francesco Paolo Figliuolo prosegue con una media di oltre 500 mila somministrazioni al giorno, ma si tratta soprattutto di «richiami». Sono ancora moltissimi i cittadini che non si prenotano, la maggior parte per il timore di ricevere l’appuntamento per la seconda dose mentre sono in vacanza. Ma c’è anche chi non è affatto convinto di doverlo fare e dunque — questa è la linea decisa dal presidente francese Macron — potrebbe essere costretto di fronte al rischio di dover rinunciare a svolgere numerose attività.

Gli assembramenti

Si comincia dai luoghi dove è più facile entrare in contatto con estranei. L’obbligo ora in vigore per stadi e concerti sarà rinnovato in vista della ripresa del campionato di calcio e delle altre discipline sportive. Certificazione necessaria anche per i congressi e gli eventi.

Palestre e piscine

Anche per chi pratica attività sportiva nei circoli e nelle palestre si pensa di prevedere il permesso di ingresso solo a chi è vaccinato, guarito o si è sottoposto a tampone nelle 48 ore precedenti.https://video.corriere.it/video-embed/296c4246-e3e8-11eb-9ca3-9397dc78a855?playerType=article&autoPlay=false

Green pass per i ristoranti: le ipotesi

È l’argomento più spinoso. I gestori dei locali già annunciano proteste e l’inserimento nella lista delle attività dove sarà previsto l’obbligo non è scontato. Una mediazione potrebbe essere imporlo soltanto nei locali al chiuso, oppure legandolo alla capienza.

Green pass per le discoteche

Resta sospesa la decisione sulle discoteche che al momento nessuno — ad eccezione della Lega — spinge per riaprire. Anche se alla fine il green pass obbligatorio potrebbe servire da volano proprio per tornare a ballare a fine luglio.

Green pass per treni e aerei

Per viaggiare con capienza piena su treni e aerei potrebbe diventare obbligatorio il green pass, anche con i sistemi di areazione verticale. Sembra invece escluso che ciò avvenga per i mezzi pubblici dove sarebbe difficile effettuare i controlli. Nulla viene comunque escluso, soprattutto in vista della ripresa delle scuole e il rischio di aver sempre pieni autobus e tram.

4 replies

  1. cialtroni maledetti. Non sono capaci di evitare gli assembramenti in strada e poi obbligano la gente a vaccinarsi.

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  2. Mi sorge il dubbio che permettano, anzi nei fatti incentivino, gli sssembramenti proprio per obbligare la gente a vaccinarsi. Non ci credevo , ma a questo punto… non c’è altra spiegazione.

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