Vittorio Feltri: “Mi sono iscritto a Fratelli d’Italia perché non sopporto più il sinistrismo modaiolo e politicamente corretto”

(Alberto Mattioli – la Stampa) – Va bene il Pediatra Ignoto, ma la vera notizia delle amministrative a Milano è Vittorio Feltri capolista di Fratelli d’ Italia. Di seguito spiega perché (avvertenza fra parentesi: alcune sue espressioni non sono esattamente da educandato. Ma Feltri è così: prendere o non intervistare).

Feltri, da destra le avevano chiesto di correre come sindaco. Ha rifiutato. Perché sindaco no e consigliere comunale sì?

«Perché se fai il sindaco lavori venti ore al giorno tutti i giorni per uno stipendio ridicolo e con dei processi quasi inevitabili. Una rogna, insomma. Aggiungo che non ne sarei capace. Non so amministrare casa mia, figuriamoci Milano».

Invece, stando alle sue dichiarazioni, i consiglieri si grattano le p…

«Beh, forse ho esagerato, però in Consiglio si va una volta alla settimana. Quindi potrei continuare a fare il mio mestiere».

Su quale giornale?

«Il mio: Libero».

Ma se con il direttore Sallusti vi mandate a quel paese un tweet sì e l’ altro pure.

«Diciamo che abbiamo avuto qualche discussione. Ma voglio vedere chi mi caccia».

Torniamo alla politica, allora. I tre principali problemi da risolvere a Milano.

«Primo: le piste ciclabili. Bisogna regolarle meglio perché così paralizzano il traffico. Secondo: le zanzare a rotelle».

Prego?

«Ma sì, quei cosi, come si chiamano: i monopattini. Pericolosissimi. Sono da disciplinare.

Chi ci va deve avere casco, assicurazione, patentino e quant’ altro».

Terzo?

«I clochard. Ce ne sono molti, anzi troppi, vivono per strada e specie d’ inverno vederli fa male al cuore. Mettiamoli nelle case popolari dismesse, diamo loro un tetto, insomma facciamo qualcosa».

Dunque lei un cuore l’ha, non è così cinico come si dice.

«Di str… su di me se ne dicono moltissime. Quello della gente che vive per la strada è uno spettacolo cui non riesco ad abituarmi».

Che voto dà a Beppe Sala?

«Nemmeno la sufficienza. Il casino del traffico l’ha creato lui. Milano è una città sempre in movimento, sempre attiva: se blocchi il traffico, blocchi l’economia. Qui la gente viene per lavorare, mica per ammirare il Vesuvio».

Non ricominci con i meridionali.

«Non ho niente contro il Sud. Constato però che il Nord se la cava meglio. Avere gli occhi non vuol dire essere razzista».

È ufficiale: il suo candidato sindaco è Luca Bernardo. Lo conosce?

«Certo. Ha una rubrica su Libero da quindici anni e sono io che gliel’ho affidata. Come pediatra, è di una notevole bravura e il suo reparto al Fatebenefratelli è un modello. Fare il sindaco è un’altra cosa, ma di sicuro è una persona perbene e non un cogl…».

Crede davvero che con Sala se la possa giocare?

«Visto che secondo la classifica del Sole Sala è all’ ottantunesimo posto nel gradimento dei sindaci, direi proprio di sì».

Qual è stato il miglior sindaco di Milano?

«Avevo stima per Tognoli e ancora di più per Albertini. È lui che ha fatto di Milano una metropoli europea».

Lei si è sempre professato liberale e adesso si iscrive a Fratelli d’ Italia.

«Per la verità io una tessera l’ho già avuta, quella socialista. Ma erano gli Anni Sessanta e la presi solo per reazione, perché a Bergamo erano tutti dei democristiani baciapile.

Uscii nel ’68 quando capii che il Psi non era più un partito ma un casino. Adesso sono in FdI, che c’è di strano?».

La storia di Meloni e dei suoi Fratelli non è esattamente liberale.

«Ancora con il fascismo? No, dai. È tutta propaganda di sinistra. Il fascismo non c’è più, ma visto che per fare gli antifascisti ce n’è bisogno, lo si inventa. Io ho stima e ammirazione per Giorgia Meloni».

Berlusconi e Salvini cosa hanno detto della sua conversione?

«Non lo so, non li ho sentiti. Stimo Berlusconi perché mi ha migliorato la vita. Salvini mi è simpatico ma adesso gli sto sui c… io, da quando sono andato in tivù a dire che non capivo perché prima ha fatto un governo con i grillini poi l’ha fatto cadere e adesso è di nuovo al governo con loro».

Fra Conte e Grillo chi è peggio?

«Certamente Conte. Grillo ha fondato un movimento basato sul vaffanculo, che quindi non poteva che finirci. Ma almeno mi è simpatico. Anche quando difende suo figlio».

Andando con Meloni, lei è all’ opposizione di Draghi.

«Lo stimo moltissimo, anzi è un amico personale. La realtà è che mi sono iscritto a FdI perché non sopporto più il sinistrismo modaiolo e politicamente corretto».

Il miglior politico italiano?

«Che domanda: Giorgia».

Intendevo a parte lei.

«Matteo Renzi, che sta sulle p… a tutti ma a me piace. Ha fatto cadere Conte e adesso si sta dando da fare anche con lo Zan. Viene dalla scuola democristiana, una garanzia».

Quanti voti vale Feltri?

«Non ne ho idea. Sono curioso di saperlo anch’ io».

Ultima domanda: cos’ è questa storia che anche lei, come Muti, è stanco di vivere?

«Non l’ ha detto né lui né io. Abbiamo detto che il mondo attuale non ci piace, non che non vogliamo restarci. Del resto io ho 78 anni, una buona salute e nessuna voglia di sparire. A parte tutto, suicidarmi sarebbe faticoso».

9 replies

  1. Allo schiavo buzurro, con quella faccia un po’ cosi’ (da checca repressa), piace di piu’ il fascio becero e il leccaculismo padronale. Lo sapevamo.

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  2. “Quindi potrei continuare a fare il mio mestiere».

    Su quale giornale?

    «Il mio: Libero».”

    Ma non era fuori dall’Ordine dei giornalisti?

    “Ma se con il direttore Sallusti vi mandate a quel paese un tweet sì e l’ altro pure.

    «Diciamo che abbiamo avuto qualche discussione. Ma voglio vedere chi mi caccia».”

    Dai, Sallusti, per una volta sono con te.
    Fallo.

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