E’ ricomparsa la parola sovranità

(Francesco Erspamer) – Improvvisamente la parola sovranità è ricomparsa sui giornali e in apertura di telegiornale; persino Draghi e persino Roberto Fico l’hanno usata, e non con il consueto significato negativo (praticamente un sinonimo di populismo e razzismo) con cui stigmatizzavano chiunque osasse opporsi al destino manifesto dell’omogeneizzazione planetaria. No, ieri erano tutti lì a proclamare la sovranità dello Stato e del parlamento, addirittura la loro “laicità”, per un attimo mi sono sentito giovane, mi sembrava di essere tornato negli anni settanta. Draghi e Fico e anche Michele Bravi, che non ho idea di chi sia ma dal rilievo dato dai media al suo elogio di Draghi (“ne sono orgoglioso”) deve trattarsi di un personaggio molto autorevole e influente, quello che un tempo era un Pasolini; dicevo, tutti stretti a coorte e pronti alla morte per difendere l’Italia dalle ingerenze della Chiesa, come ai tempi del referendum per il divorzio — momento epocale, di transizione dalla lotta per l’eguaglianza economica (dunque di condizione) e per il bene comune alla lotta per l’eguaglianza di opportunità (all’americana) e per il bene privato.

Il ritorno del tempo perduti è durato pochi secondi. Sempre ieri gli stessi personaggi, gli stessi liberisti e gli stessi liberal, hanno anche affermato (in qualche caso nella medesima intervista) che l’Ungheria non può passare una legge a protezione della famiglia tradizionale in quanto contraria ai valori dell’Unione Europea (umani e universali non perché dimostrati tali o perché approvati da tutti ma perché “di per sé evidenti”, come quelli fondativi degli Stati Uniti). E la sovranità dell’Ungheria? Ignorata, dimenticata, come del resto quella dell’Italia quando a pretendere la nostra obbedienza non sia un’istituzione antica e tradizionale e in quanto tale non omogenea al liberismo selvaggio e dunque debole quale la Chiesa cattolica, bensì Amazon, Google, Apple e qualche altra multinazionale rampante, ciascuna di loro ricca centinaia di volte di più del Vaticano e più potente di molti Stati ex sovrani. E la contradizion che nol consente? Ma figuriamoci. Non ho trovato un singolo articolo che mettesse in evidenza il doppio uso, positivo e negativo a seconda della convenienza, del concetto di sovranità. Ma non credo che in questo caso i giornalisti abbiano taciuto per non imbarazzare i loro padroni liberisti; è che a buona parte degli italiani per sentirsi una nazione basta e avanza la speranza che gli azzurri battano l’Austria e vadano ai quarti.

2 replies

  1. Eccellente, condivido e mi rincuoro constatando che qualcuno OSA ancora pensare con la propria testa e dire a voce alta che l’ipocrisia regna sovrana.

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