Riabbracciare Di Battista? L’ostacolo è la fiducia a Draghi

ALESSANDRO DI BATTISTA

(Raffaella Malito – lanotiziagiornale.it) – Non sarà facile recuperarsi ma sarebbe miope non tentare di farlo. Giuseppe Conte, leader in pectore del M5S, è consapevole che Alessandro Di Battista rimanga comunque una risorsa importante del Movimento e che lasciarlo libero potrebbe essere un regalo ai suoi avversari.

“Abbiamo costruito un modello di cittadinanza attiva che oggi è considerato tra i migliori 5 al mondo e ne sono profondamente orgoglioso. Il percorso della partecipazione dal basso continuerà lungo la strada che abbiamo tracciato mantenendo l’integrità, la coerenza e la solidità morale che abbiamo sempre coltivato, nei mille modi in cui sarà possibile”, ha detto Davide Casaleggio, annunciando il suo divorzio dal M5S. Come dire: non è escluso che il percorso di Rousseau possa sfociare in un nuovo partito di depositari dell’ortodossia grillina.

La piattaforma sarebbe già al lavoro per approfondire le richieste che sono giunte da altre organizzazioni per la fornitura dei servizi per attivare azioni di partecipazione attiva e di cittadinanza digitale. Di Battista potrebbe essere tentato dalle mosse future di Casaleggio. Per il momento l’ex parlamentare non si sbilancia: è in partenza per l’America latina, per due mesi, da cui realizzerà reportage per Il Fatto quotidiano. Conte lo lusinga riconoscendogli lealtà e prospettandogli un cammino da percorrere assieme. “Di Battista – dice l’ex premier – è un ragazzo leale e appassionato, adesso è in partenza ma quando tornerà ci confronteremo e valuteremo le ragioni per camminare ancora insieme”.

Di Battista e Draghi

Di Battista risponde con garbo e riconoscenza ma si tiene fermo sul no al governo Draghi: “Ti ringrazio per le belle parole che mi hai dedicato oggi sul Corriere. Sono un uomo leale come dici e come sai. Ti sono stato leale quando occorreva andare fino in fondo con la linea che il Movimento aveva scelto (fino in fondo significa fino in fondo a casa mia). E ti sono leale adesso e questo, in politica, significa dire pubblicamente quel che si pensa intimamente. Fino a che il Movimento sosterrà questo governo io starò sempre dall’altra parte della barricata”. E sempre con garbo gli fa notare che non è solo un “ragazzo appassionato”: “Sono un uomo che da tre anni studia notte e giorno politiche innovative, best practices, geopolitica”. Ma – conclude – “per confronti politici leali e franchi per te ci sarò sempre anche perché non dimentico chi e perché ti ha buttato giù ‘e ‘l modo ancor m’offende’”. In ballo non c’è solo Di Battista ma anche gli espulsi eccellenti come Nicola Morra e Barbara Lezzi.

“L’appoggio a Draghi è stato una scelta difficile e io ho rispetto per chi si è allontanato. Ma non potevamo volgere le spalle alla sofferenza degli italiani, quella scelta andava compiuta”, riconosce Conte. Mentre circolano indiscrezioni sulla possibile costituzione alla Camera di una nuova componente che andrà ad affiancarsi a quelle già esistenti, da L’Alternativa c’è alla frangia composta dall’ex ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Ma anche ieri, per esempio, Morra è tornato a picchiar giù contro il governo, reo a suo dire di aver tradito l’obiettivo della Transizione ecologica. Riportare sotto l’ombrello del M5S persone che non si riconoscono in questo governo a cui, critiche a parte, l’ex premier continua a rinnovare la sua fiducia non sarà semplice. Ma il leader del nuovo Movimento ha tutte le buone ragioni per tentare la mission impossible. E a testimonianza dell’impegno e delle energie che, promette, impiegherà nella ripartenza del Movimento, ha deciso che non si candiderà per un seggio in Parlamento.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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15 replies

    • Fino al semestre bianco non ci saranno ne scossoni ne distaccamenti,
      Poi arriva settembre con le elezioni
      Dopo di che eleggere il nuovo presidente, e siamo alle soglie del 2022 per tutti sarà maturato il diritto alla pensione e al tfr,
      Nel frattempo il Dibba avra tempo di osservare e studiare, e piu il tempo passa piu il Dibba acquisterà consensi e visibilità,

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  1. Ma questo è quello che a Roma faceva campagna per Marcello De Vito sindaco?

    E ha ancora il coraggio di parlare?

    💩💩💩

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      • Gatto, il grillinismo è questo: prendere perfetti sconosciuti in mezzo alla strada, riempirgli la bocca di chiacchiere inutili (“sono contro la mafia”/”sono per l’onestà”/”sono contro la guerra”) e usarli per raccattare i voti dei poveracci, che così trovano un modo per mettere a posto il loro vuoto esistenziale. Dopodiché i perfetti sconosciuti sono quello che sono: l’avvocaticchio che campa ai margini della professione legale, il perito assicurativo che se ne va di testa e pensa di essere Napoleone, il bibitaro dello stadio ecc.

        Dibba, per esempio, una riflessione autocritica sul fatto che per anni ha invitato a votare per un personaggio come questo De Vito non potrebbe/dovrebbe farla?

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      • @Gatto
        E invece su questo F. ha ragione. Sul resto, quando parte in quarta sul “grillinismo”, meno.
        Marcello De Vito è stato importantissimo per la vittoria della Raggi a Roma.
        Lui come tante altre cose rinnegate oggi da buona parte del movimento: la piovra di Dibba o le arance di Virginia.
        Ieri a Roma c’è stata una forte pioggia. Ci si spostava in gondola. Oggi gira in rete quello che la Raggi e Di Battista scrivevano in giornate analoghe quando sindaco era Marino:
        Raggi: “Roma: domani piove. Gonfiate i gommoni”.
        Dibba: “Piove un giorno e Roma diventa la città più invivibile d’Europa”.
        Era tutta colpa di Marino.

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      • Scusi Federico C., io ribattevo a F. sulla questione De Vito e azzardavo l’ipotesi che ADB all’epoca lo sostenesse perché conosceva un’altra persona che si è palesata per quello che è solo in seguito, non perché lo coprisse. Lei adesso mi tira fuori la storia di Marino, della quale condivido il suo parere, per dirmi che F. avrebbe ragione: ma che c’entra tutto ciò? Non capisco: le sembro uno degli smemorati partigiani grillini der blogghé da inchiodare alle sue responsabilità?

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    • Non farti rincorre pure tu, eh… Non mettevo in discussione la veridicità della notizia, ma il fatto che all’epoca il “Giuda”, come l’originale, si spacciava per quello che amava di più Gesù (e forse ci credeva pure…). Poi le cose sono andate come sono andate… Nau: du iu anderstend?

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      • A mio modo di vedere il “punto” non è De Vito, che è quello che è, e semplicemente sbarca il lunario al meglio che può nelle condizioni date.

        Il punto è chi su questa poveracciaggine si impanca e viene a proporsi come il novello Messia con la spada fiammeggiante che divide i buoni dai cattivi: Dibba è un intrattenitore da villaggio vacanze, e questa è la sua taglia intellettuale.

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      • “Dibba è un intrattenitore da villaggio vacanze, e questa è la sua taglia intellettuale”

        Esiste anche questa possibilità che non posso, in tutta onestà, smentire categoricamente; possibilità che, come l’altra apologetica, non sono ancora certezze attualizzate: ognuno deve scegliere in base al proprio sentire. Io propenderei più per la seconda…

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  2. Piu che criticare il Dibba, oserei criticare e azzardare, affermando che la quasi totalita degli itagliani italioti sono propensi a vendersi x un misero piatto di lenticchie,
    Non per niente abbiamo iniziato 2 guerre con un alleato e l’abbiamo finita dall’altra parte, ossia sempre dalla parte del vincitore,

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  3. F. sei un pagliaccio, chiunque tu sia.

    Forse F sta per Faraone, a giudicare dalla tua profondità di pensiero.

    Provalo, che il Dibba fosse a conoscenza del doppiogiochismo di De Vito.

    Non ci riesci? E allora fai meglio a tacere.

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