I 24 mila da assumere tra laureati e diplomati, addio al mito del posto fisso: chi cerca il governo e come può essere “licenziato”

Tutte le novità introdotte con il decreto Reclutamento, la misura che regola le nuove assunzioni nella pubblica amministrazione italiana

(Maria Pia Mazza – open.online) – Via libera all’ultimo tassello necessario alla realizzazione del Pnrr. È stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri il decreto Reclutamento che regola le nuove assunzioni nella pubblica amministrazione italiana. Sono previsti 24.045 contratti entro il 2026, a tempo determinato (o incarichi di collaborazione) che avranno una durata di massimo 5 anni per sviluppare oltre 300 progetti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). È stato invece rinviato alla prossima settimana un decreto ad hoc per l’organizzazione e le assunzioni al ministero per la Transizione ecologica guidato da Roberto Cingolani. «Trattandosi di un ministero nuovo – ha spiegato il ministro per la Pa, Renato Brunetta – ha bisogno di essere strutturato con un piano nuovo da presentare entro questo mese». https://05852bf3da9dc5634156d9e7e1662e10.safeframe.googlesyndication.com/safeframe/1-0-38/html/container.html

La ripartizione delle assunzioni

Come saranno ripartite le assunzioni? Quali ambiti riguarderanno? Chi potrà accedervi? Andiamo in ordine. Nel Dl Reclutamento sono previsti: 

  • 16.500 nuovi ingressi per l’Ufficio del processo per la riduzione dell’arretrato, destinati a laureati in materie giuridiche ed economiche; 
  • 5.410 assunzioni sia per laureati sia per diplomati riguarderanno il personale amministrativo della Giustizia, in particolare per il supporto tecnico informatico nei tribunali;
  • 1.000 nuovi posti per addetti a supporto degli Enti Locali per la gestione di procedure complesse;
  • 268 posizioni aperte per entrare nella squadra del ministro Colao, per la transizione digitale della Pubblica amministrazione;
  • 67 nuovi ingressi all’Agenzia per l’Italia digitale (Agid);
  • 500 posti per persone con profilo economico, giuridico, informatico, statistico-matematico o ingegneristico gestionale per il controllo, il coordinamento e l’attuazione dei progetti del Pnrr. Di questi, 80 verranno impiegati per il monitoraggio e la rendicontazione alla Ragioneria generale dello Stato, a cui si aggiungono 10 esperti e 7 dirigenti da ripartirsi nelle Ragionerie territoriali. Inoltre, per assicurare la riuscita dei progetti del Pnrr, il governo si è riservato di poter assumere ulteriori 300 figure tecniche, per un totale di 800 complessive possibili assunzioni. 

Come avverrà il reclutamento

Tre le modalità con cui verranno effettuate le nuove assunzioni:

  • concorsi veloci con esito in massimo 100 giorni, ossia le «procedure concorsuali relative al reclutamento di personale con contratto a tempo determinato», attraverso “le modalità digitali, decentrate e semplificate, presenti nel decreto Covid dello scorso 1 aprile. In tal senso «oltre alla valutazione dei titoli» è previsto «lo svolgimento della prova scritta»;
  • conferimento di incarichi di collaborazione e consulenza per professionisti, manager e tecnici per il Pnnr, mediante un portale ad hoc;
  • assunzione, sempre attraverso il portale unico online, di figure «con profilo di alta specializzazione». 

Il portale unico con due elenchi: esperti e figure altamente specializzate

Oltre ai concorsi, infatti, per le nuove assunzioni nella Pubblica amministrazione verrà creato un portale unico online, che vedrà la luce entro l’estate e andrà a regime entro il 2023 con due tipologie di elenchi-graduatorie differenziate all’interno. Nel primo potranno iscriversi professionisti ed esperti, mentre il secondo sarà destinato a figure «in possesso di un’alta specializzazione». In quest’ultimo caso potrà iscriversi solo chi è in possesso di «una laurea magistrale o specialistica e di almeno di un uno dei seguenti titoli, in settori scientifici o ambiti professionali strettamente correlati all’attuazione dei progetti: dottorato di ricerca; documentata esperienza professionale di lavoro subordinato, di durata almeno triennale, maturata presso enti e organismi internazionali o nell’Unione Europea». 

I due elenchi a loro volta si ramificheranno «in sezioni corrispondenti alle professioni e specializzazioni e agli eventuali ambiti territoriali». Ai candidati verrà richiesto di indicare l’area geografica in cui è disponibile a lavorare. La graduatoria prenderà forma anzitutto sulla base dei titoli e successivamente a seguito di un colloquio con un massimo di 3 candidati per ciascun incarico. Le specifiche tecniche sulle modalità di funzionamento dei due elenchi verranno definite e chiarite ulteriormente con un decreto ministeriale entro i prossimi 60 giorni. Nel frattempo dal Dipartimento della Funzione pubblica rendono noto che «il portale rappresenterà il luogo dove si realizzerà l’incontro tra domanda e offerta di lavoro pubblico, garantendo la massima digitalizzazione e la massima trasparenza di ogni selezione». 

La durata dei contratti

Gli oltre 24 mila contratti «possono essere stipulati per un periodo anche superiore a trentasei mesi, ma non eccedente la durata di attuazione dei progetti di competenza delle singole amministrazioni e comunque non oltre il 31 dicembre 2026». Tuttavia la Pa si riserva la possibilità di poterli risolvere in anticipo se il soggetto che l’ha stipulato non raggiungerà gli obiettivi prefissati. È infatti presente una clausola «che ne consente la risoluzione unilaterale, da parte della pubblica amministrazione, in caso di mancato raggiungimento annuale degli obiettivi assegnati al soggetto e definiti dal contratto, in funzione dello stato di avanzamento dei progetti per i quali sono stati stipulati».

L’inquadramento, le fasce di merito e le promozioni 

Oltre alla selezione all’ingresso, saranno possibili anche delle promozioni basate sulle fasce di merito. «I dipendenti pubblici, con esclusione dei dirigenti e del personale docente, sono inquadrati in tre aree funzionali – si legge nel testo del Dl -. La contrattazione collettiva individua un’ulteriore area per l’inquadramento del  personale di alta specializzazione. Le progressioni all’interno della stessa area avvengono secondo principi di selettività, in base a capacità culturali e professionali, qualità dell’attività svolta e ai risultati conseguiti, attraverso l’attribuzione di fasce di merito». 

La gara per il logo tra gli under 30

Infine uno spazio anche per i più giovani. Dalla Funzione pubblica fanno sapere infatti che verrà bandito un concorso per la creazione del logo del portale unico di reclutamento. Sarà un contest di idee rivolto a studenti e professionisti grafici e designer di età inferiore ai 30 anni. Sarà possibile partecipare sino al 15 luglio. 

8 replies

  1. “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”? Ma non sarebbe stato meglio “Piano Razionale di Ripresa e Resilienza e magari pure Resistenza e Riconoscenza ecc. ecc. PRRRRRRRRRRR

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  2. Finalmente cazzo!
    Non su capisce perché chi lavora per lo Stato abbia il diritto ha mantenere sempre e comunque il proprio posto di lavoro, a prescindere da meriti o colpe, anche gravi.
    Solo in caso di default rischiano di perderlo.
    Mentre nella vita reale sei soggetto al mercato e potresti perdere il posto di lavoro da un momento all’altro senza che il sindacato se ne curi più di tanto (impresa piccola = poche tessere, pochi posti da assegnare, vuoi mettere l’Ilva o – ancor meglio – Alitalia?).
    Ero dipendente di una SpA quando è saltata come un birillo. Vai con la mobilità, un solo anno sotto i 40, due anni sopra. PUNTO.

    Con la scusa di tutelare il lavoro ne tutelano una parte a danno dell’altra generando di fatto lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.

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      • Ha mantenere si capisce che è un refuso:
        …abbia diritto avere mantenere?
        E poi un bucamuri che coniuga i congiuntivi correttamente (o quasi) dove lo trovi de ‘sti tempi.
        Vivi in un Paese con ministri degli esteri che non spiccano due parole d’inglese, ne conoscono tre in italiano e le sbagliano, ma nun te vergogni?

        Il pusher non l’ho cambiato, ho seguito il tuo consiglio.

        In questo preciso momento mi sento molto olandese. Nel fantastico e un po’ familiare coffe shop in cui mi trovo – non fisicamente ma che importanza ha? – guardo una coppia di 50enni vestiti elegantemente, lei in tailleur, che fumano erba immersi nella lettura del loro quitidiano. Non si parlano ma sembrano molto sereni, mi piace guardarli mentre oltre la finestra scorrono lente le barche sul canale in una bella giornata di sole.

        Mi rattrista vedere come state messi in Italia.
        Forza tenete duro, faccio il tifo per voi.

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      • @Gatto

        Ora non mi trovo più in Olanda, è finito l’effetto 🙂
        Però è bello far affiorare vecchi ricordi.

        PS: In tempi in cui pure un cazzone come me, che perde il suo tempo a commentare articoli che dovrebbe solo limitarsi a leggere, può rischiare una denuncia per colpa di un handicap che dovrebbe essere considerato invalidante (sì, invalidante, avrei diritto ad una pensione), ovvero la rottura del filtro tra il cervello e la lingua, è doverosa una precisazione:

        Quando si parla di pusher e coffeeshop, ovviamente si sta scherzando, mai fumato una canna in vita mia, sto mentendo spudoratamente quando spaccio fantasie per vita vissuta. E poi io in quel coffe shop ero l’unico a non aver fumato, giuro! 🙂

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  3. Comunque per essere più equilibrato nei giudizi sulla PA vorrei dire che non dovrebbero migliorare solo i servizi offerti alla collettività ma anche la qualità del lavoro svolto dai dipendenti dello Stato.
    Sentire che esistono aule giudiziare in cui ci piove, sentire che la polizia non ha i soldi per la benzina, sentire che in molti uffici gli apparati informatici sono vecchi e malfunzionanti, nun se po’ senti’.
    Se vogliamo più efficienza (cioè investire meglio i soldi delle nostre tasse) bisogna mettere in condizione di far lavorare chi ha voglia e capacità.
    I soldi però dovrebbero essere spesi meno in stipendi e più in infrastrutture.

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  4. La grande infornata di figli di boiardi… garantisce brunetta
    Ora che non sapevano più dove metterli, visto che le banche sono tutte straniere, le aziende decotte o chiuse, nelle multinazionali anche loro venivano spremuti come tutti gli altri, ecco che la vecchia sana P.A. torna sempre bene…belli stipendi per trastullarsi a fare passare le 7 ore!!
    E parlano di fannulloni, di rdc, di disoccupazione quando quei posti tutti sanno che sono perfettamente inutili e i miei figli pagheranno le tasse per mantenere questa gentaglia che per antonomasia non ha mai fatto e mai farà un cazzo!!

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